Come già detto e discusso ho recentemente ritrovato cose che avevo cominciato a scrivere venti e passa anni fa, e che vorrei provare ad integrare nel Wok, pur conscio del fatto che bozze incomplete erano e bozze incomplete resteranno: mi concederò (o concederò loro?) il lusso di convertirle dal vecchio formato (TeX, e specificamente ConTeXt per le versioni piú recenti, nel buona vecchia codifica nota come Latin-1) a qualcosa di piú compatibile con il Wok (Markdown in UTF-8).

È abbastanza chiaro che il materiale in questione andrà nella mia valvola di decompressione aspirante letteraria, ma per ovvie ragioni non ho intenzione di “mischiare” questo materiale con quello su cui ho lavorato (e spesso lasciato comunque incompleto) negli ultimi anni. Ho quindi deciso di mettere il tutto all'interno di una sorta di “sottorubrica”, “onore” finora riservato alle opere (parzialmente) pubblicate in forma seriale.

Come sempre in questi casi si pone il problema del nome da dare a questa (sotto)rubrica, e stavolta mi è venuta incontro mia moglie suggerendo il termine piú adatto: lacerto, il cui terzo significato è

brano, frammento spec. di un’opera letteraria antica

come confermato anche dal vocabolario Treccani.

Curiosamente, benché gli altri significati del termine siano in ordine diverso nei due vocabolari, il significato pertinente alla mia scelta è comunque al terzo posto in entrambi; il significato è al quarto posto sull'Hoepli, al secondo sul Sabatini–Coletti ed è assente sul Garzanti. Tra i vocabolari storici troviamo il significato al quarto posto nel GDLI, non è presente nel TLIO, né nel Tommaseo–Bellini, né in quello della Crusca.

Si direbbe quindi che l'uso di lacerto per indicare un frammento di opera letteraria sia una cosa abbastanza recente, e solo indirettamente collegato al termine latino da cui quello italiano deriva, o piuttosto ai termini latini, visto che nella lingua che fu sembra trovarsi la parola sia al femminile (per lucertola o sgombro), sia al neutro e al maschile (per muscolo, nerbo o lembo di carne, come poi assimilato nel linguaggio letterario e tecnico dal XIV secolo in poi).

Nonostante questo ho deciso di adottare come nome della rubrica un lacerta latino plurale altamente improprio per un significato che anche in italiano sembra essere piuttosto recente.

E tutto questo per una (sotto)rubrica che rimarrà sostanzialmente vuota, perché i testi che vi caricherò saranno chiaramente marcati come bozze (e non verranno pertanto pubblicati), e se mai deciderò di continuare a lavorarvi, verranno “promossi” alla meritata rubrica Oppure.