In questo periodo sto riscoprendo e riflettendo sul recupero di roba molto vecchia, 20 e passa anni fa, che però, a differenza di quanto discusso nei precedenti lavori archeologici, non è mai stata pubblicata in un blog. In verità, si tratta di roba che non è mai stata pubblicata, punto.

Stavolta, non ci sono dubbi sul dove dovrebbe andare, perché è tutto materiale narrativo, e quindi non può trovare spazio altrove che nella mia valvola di decompressione aspirante letteraria.

Ciò che rende questo lavoro di archeologia potenzialmente interessante è che, benché all'epoca non usassi un vero sistema di controllo delle revisioni (conoscevo ed usavo per altri motivi CVS e Subversion, ma erano troppo complessi da metter su per un uso personale), mi ero arrangiato per gestire “artigianalmente” le revisioni piú significative, copiando i file aggiungendo dopo il nome completo un suffisso .YYYYMMGG (anno mese giorno): un commit manuale.

In piú, al tempo usavo TeX per scrivere tutto, ma sono passato ad un certo punto specificamente dal LaTeX (sistema de rigueur per la pubblicazione di lavori scientifici) al ConTeXt, piú flessibile ed “umano”, nonché progettato per applicazioni meno scientifiche (dai manuali tecnici alla critica letteraria), sperimentando peraltro con varie soluzioni “grafiche”, dal PDF “senza pagine” (simil-web: un'unica pagina di lunghezza “infinita”) a quello in formato schermo.

Veste grafica a parte, questa “traccia storica” pone un'interessante questione: volendo integrare questo materiale nel Wok, mi si presenta la possibilità di farlo “ricostruendo” la storia dei vari frammenti (non meritano nemmeno di essere chiamate “bozze”) di racconti dell'epoca, documentando in un moderno sistema di controllo revisioni la storia dei cambiamenti che questi frammenti hanno sostenuto attraverso i varî formati.

Ne varrebbe la pena, soprattutto tenendo conto del fatto che praticamente tutto quello che ho scritto all'epoca è incompleto, e finirebbe quindi nel limbo delle bozze del Wok, continuando a non vedere la luce?

Ed è accettabile che la storia di questi frammenti allunghi la “linea del tempo” della storia delle modiche al Wok?

(Aggiornamento: guardando meglio ho scoperto oggi che della maggior parte di questi testi avevo già importanto in un repository almeno una parte della loro storia, ripristinandola dalle suddette copie manuali. Quindi ho deciso che se e quando importerò qui nel Wok questi brani, mi limiterò a prendere l'ultima versione, convertendola in Markdown, senza portarmi dietro tutta la storia —esiste già altrove, se mai sarò interessato a recuperarla. Indicherò però nei metadati dei singoli brani le date degli aggiornamenti storici.)

Come nota a margine di questa ricerca archeologica sta anche la riscoperta di un'iniziativa che all'epoca avevo discusso con un mio carissimo amico, ovvero una possibilità tecnica che le forme moderne di fruizione della letteratura offrivano: la “narrativa fluidodinamica”: all'epoca, che io sappia, ancora inesplorata, l'idea era di permettere la lettura di un testo narrativo non (solo) nella classica forma “sequenziale” (anche con eventuali flashback), ma optando per prospettive “fluidodinamiche”: in forma lagrangiana, seguendo uno specifico personaggio, o in forma euleriana, seguendo il susseguirsi degli eventi in uno specifico luogo. E nel riscoprire il tentativo che avevo fatto all'epoca di mettere in forma “fluidodinamica” l'Orlando furioso m'è venuta voglia quanto meno di metter giú qualcosa su quest'idea —anche se sarebbe opportuno, scrivendone oggi, almeno di controllare se qualcuno ci ha già provato, visto che so che forme narrative non lineari sono già nate sul web. E poi l'eterno problema: in che lingua scriverne?

Tante cose da fare, cosí poco tempo …