Il Fediverso (non) è (.)uno
Alcune personali osservazioni sulla struttura ideale e reale del Fediverso, e sull'ombra proiettata dal gruppo Devol.
… che al Mercatone mio padre comprò
Ormai tutti hanno sentito parlare di Mastodon, la piattaforma di microblogging che ha avuto un esplosivo successo come alternativa al defungente Twitter dopo la presa di potere da parte di Elon Musk, presto rivelatasi —come molti si aspettavano— disastrosa per la qualità ed affidabilità sia tecnica sia sociale della piattaforma.
Non tutti sanno però che Mastodon non solo non è un singolo sito, ma è distribuito su un gran numero di istanze indipendenti che però possono interagire tra loro, ma che la piattaforma è solo una delle tante (se pure indubbiamente al momento la piú diffusa) di un ben piú variegato Fediverso, una rete in cui partecipano servizi di ogni tipo: invero, Mastodon non è nemmeno l'unica piattaforma di microblogging del Fediverso, categoria a cui appartengono, oltre ai fork di Mastodon stesso, anche piattaforme quali Pleroma ed i suoi fork (es. Akkoma) o MissKey ed i suoi fork (es. CalcKey). A queste si aggiungono piattaforme come Friendica (che a molti, non a caso, ricorderà il Facebook delle origini), Pixelfed (ispirato all'Instagram delle origini), PeerTube (per la condivisione di video), Lemmy e kbin per chi avesse nostalgia di Reddit, e via discorrendo.
In Italia, soprattutto nell'ultimo anno, il discorso attorno a Mastodon et al Fediverso
è stato dominato dal gruppo Devol, che gestisce alcune grosse istanze che,
per il loro uso del TLD .uno, sono diventate generalmente famose come “il Mercatone”.
Se da un lato le istanze “generaliste” del gruppo Devol hanno avuto il
pregio di aver dato spazio
alla gente comune,
permettendo cosí, in un certo senso, una “massificazione” di Mastodon e del Fediverso in Italia,
è opportuno ricordare che il Fediverso italiano esiste da molto prima del loro interessamento,
e che il gruppo Devol ha applicato strategie piuttosto aggressive, e quantomeno discutibili, per arrivare ad affermarsi
—partendo dal
mettere al bando le piú grandi istanze anarchiche, poste allo stesso livello di quelle pedopornografiche e di propaganda alt-right
per finire con il censurare chiunque documenti le loro politiche (continua)—
al punto che molti sconsigliano di usare le loro istanze
Il Fediverso italiano
Se qualcuno si vanta di gestire “la prima istanza Mastodon italiana”, la prima cosa che ci si dovrebbe chiedere è: in che senso? In ordine cronologico? Per numero di iscritti? Di utenti attivi?
Ad esempio, la piú “antica” istanza Mastodon italiana tuttora attiva è probabilmente quella del collettivo Bida, aperta nel 2018; sebbene sia stata preceduta da altre istanze Mastodon che poi hanno chiuso (una di queste menzionata dopo, nella sua forma “resuscitata”), e se si considera il Fediverso in generale, ve ne siano anche di piú vecchie (anche qui, vedi sotto), Bida può vantare anche di essere la piú antica presenza “generalista” italiana persistente nel Fediverso. Quasi coeva è quella di Cisti.org, e qui possiamo cominciare a notare come queste prime esperienze siano nate in ambienti anarchici ed anticapitalisti, ideologicamente antitetiche ed antipatiche alle —e spesso vittime di censura da parte delle— piattaforme commerciali —ed a volte, purtroppo, anche da alcune istanze con evidenti aspirazoni maggioritarie di cui non faremo il nome.
Ad oggi, a queste si sono aggiunte almeno una ventina di altre istanze aperte al pubblico, tra cui (di mia conoscenza ed al momento attive):
- GL-Como, il LUG di Como, ha un'istanza Friendi.ca, probabilmente la piú longeva istanza del Fediverso italiano;
- Stereodon, dedicato alla musica;
- Sociale.network, «per pacifisti, anarcolibertari, ecologisti, antimilitaristi, antirazzisti, antifascisti e ogni altro genere di persone che sogna un mondo pulito e solidale»
- Poliverso, un'altra istanza Friendica italiana;
- Puntarella Party (ho già detto che il Fediverso è congeniale agli anarchici, vero?);
- Bologna.one, per bolognesi e non;
- Livello Segreto, «per parlare di videogiochi, fumetti, musica, diritti, underground, controcultura, arte»;
- Orwell.fun, probabilmente la prima istanza italiana di (un fork di) Pleroma;
- Feddit, probabilmente la prima istanza Lemmy italiana;
- Misskey.social, probabilmente la prima istanza Misskey italiana;
- Poliversity, «dedicata alla ricerca scientifica e al giornalismo, all'università e all'istruzione», «nata per promuovere il diritto alla conoscenza e la corretta informazione»;
- Patavium.social, per padovani;
- Sardegna.social, per sardi;
- Frenfiverse, per i reduci del buon vecchio FriendFeed (di cui parlai all'epoca);
- We love Poetto, per gli amanti di Poetto;
- Mastodontico, nata dalle ceneri di quella che è forse stata la prima istanza Mastodon italiana;
- Lanciano, costola di un forum dedicato a Lanciano;
- FoxyHole.io, «una community libera, dove poter condividere hobby e passioni»;
- Devianze.city, istanza queer;
- RedSnake.io;
- Vituperio delle menti, «un amichevole pub indiPendente»;
- snowfan.masto.host, una piccola istanza per gli amici di @snow;
nonché svariate istanze individuali (di cui non parlerò per motivi di spazio, ma alcune delle quali potrete scoprire seguendo il mio account su sociale.network1), ivi inclusi alcuni blog WordPress con attivo il plugin per ActivityPub, ed alcune istanze in cui abbonda la propaganda alt-right, dal putinismo all'antivaccinismo, e di cui non parlerò per ovvie ragioni. (Per eventuali segnalazioni, per aggiunte e correzioni, potete lasciare un commento sotto il post che ho fatto su Mastodon relativo a questo articolo.)
I numeri
Facendosi un giro per i server sopraelencati, qualcuno potrebbe lamentare il ridotto numero di utenti attivi di molte di queste istanze (misurabili nelle decine o centinaia, un paio di migliaia per le piú grandi), sopratutto confrontati con le decine di migliaia (“numeri che fanno girare la testa”, come direbbe Ingegner Cane) vantate dal Mercatone.
Questo rimane un punto di forte contesa nel Fediverso (non solo italiano), tra chi manifesta una certa ossessione per i numeri e la crescita, che sia per prestigio o altro, e chi invece ha trovato nei numeri piú contenuti un equilibrio piú salutare, dove la crescita è preferita quando “organica” e (preferibilmente) “orizzontale” —una divergenza di opinioni che potrebbe creare in tempi relativamente brevi una frattura con l'ingresso di Threads (la piattaforma di microblogging legata ad Instagram) nel Fediverso, una minaccia per la sua salute di cui ho già parlato (in inglese) qui.
Quali dei due approcci sia il migliore potrà dirlo solo il tempo, ma penso che il fatto che proprio oggi i server del Mercatone siano andati giú per sovraccarico in occasione dell'ennesima ondata migratoria da Twitter causata dalle folli scelte del suo proprietario debba far riflettere su quale sia la piú resiliente.
Di piú, rivela il paradosso nell'ossessione della crescita “verticale”, che portando al collasso del singolo server (pubblicizzato come il server su cui preferibilmente registrarsi) mette in pessima luce il Fediverso tutto e dissuade la gente dal frequentarlo, dove una crescita piú diffusa ed “orizzontale” permette di mantenere tutto in attività, incoraggiando quindi la gente a rimanere.
La filosofia
La linea di demarcazione tra i due modi di pensare ai numeri del Fediverso segue piuttosto fedelmente una divergenza filosofica su cosa il Fediverso debba essere: un progetto per superare le logiche che hanno guidato i “silo” corporativi verso la centralizzazione di Internet, o una scusa per sostituirsi agli stessi sfruttando manodopera gratuita o a basso costo e l'ingenuità dei molti.
In questi giorni in cui la sempre crescente instabilità di Twitter, la “immerdificazione” (traducendo l'inglese enshittification pubblicizzato da Cory Doctorow) di Reddit, l'emergere dei drammatici effetti della scarsa moderazione su Facebook (tra cui il genocidio dei Rhohingya in Myanmar), tutto mostra sempre piú chiari i problemi di queste piattaforme proprietarie e centralizzate, sarebbe opportuno fermarsi un attimo e considerare, nella ricerca di alternative, quale sia la cosa a cui dare valore.
Soprattutto se siamo i primi a muoverci, a cercare il nuovo, proviamo ad imparare dalle lezioni dell'ultimo ventennio, maturate soprattutto in questi ultimi anni: e ricordiamo anche agli altri che forse ora piú che mai è il caso di dare una possibilità a qualcosa che pur potendo sembrare meno accattivante e rifinita di primo acchito, è costruita per durare e liberare, e non per sorvegliare e manipolare. Facciamo uno sforzo per guidare le comunità di cui facciamo parte verso un orizzonte piú positivo di quello in cui sono rimaste legate finora. E se davvero non ci riusciamo, rivalutiamo l'opportunità, le basi etiche persino, dei contatti che abbiamo con chi rifiuta di ascoltare.
a meno che non siate sul Mercatone, che ha sospeso il mio account per le ragioni descritte sopra; protestate con gli amministratori della vostra istanza, eventualmente, per avere accesso; ↩