E con Twitter abbiamo chiuso
Abbandonato da anni, è giunto il momento di suggellare la cosa.
Oggi ho “deattivato” (la cosa piú vicina al chiudere permanentemente) il mio account Twitter. Erano piú di due anni che l'avevo di fatto abbandonato, ma l'avevo finora lasciato attivo in attesa di cercare un meccanismo per poter mandare messaggi semi-automatici aperiodici per ricordare a chi mi seguiva ancora di lasciare quel bar di nazisti. L'occasione non si è mai presentata (confesso: dopo un po' ho anche smesso di cercare con particolare attenzione), ed ho quindi colto oggi l'occasione per chiuderlo definitivamente, approfittando del nuovo esodo.
A differenza della massa di gente che si sta ora spostando su Bluesky (BS), io mi sono trasferito in stanza ormai permanente sul Fediverso, e su BS non metterò piede, per motivi che ho spiegato qui (in inglese). E detto sinceramente, non ho particolare stima di chi sta scegliendo di saltare (per l'ennesima volta) da un silo proprietario ad un altro, perché dimostra sostanzialmente che non si è imparata le lezione (o peggio, che si continua a preferire il “comodo” del momento ad una soluzione forse un po' piú impegnativa, ma molto piú a lungo termine).
Come dicevo, ho lasciato Twitter piú di due anni fa, quando ancora si chiamava Twitter, ma già si parlava della vendita ad Elon Musk. Prima ancora che la vendita fosse confermata avevo cominciato a guardarmi attorno, ed ho cosí scoperto con piacevole sorpresa che le alternative libere e federate, di cui avevo sentito parlare ai tempi di diaspora*, erano ormai mature al punto da poterle considerare non solo per me, ma eventualmente anche per gente in cerca di soluzioni non troppo complesse.
Come tutti, mi sono trovato davanti alla questione di cosa usare come “base” nel Fediverso, e come molti italiani sono “atterrato” dapprima sul mastodon.uno come @oblomov, prima di rendermi conto della, diciamo, “discutibilità” di alcune scelte amministrative e decidere quindi spostarmi altrove, trovando infine la mia attuale dimora su sociale.network, sulla quale rimango perché altamente soddisfatto dalla sua gestione (e nonostante alcune nette divergenze di opinione con l'amministratore).
Con la formalizzazione dell'acquisto di Twitter,
si è assistito negli ultimi mesi del 2022 alla prima “migrazione da Twitter”,
ed in realtà in quel periodo sono tornato ad usare Twitter con una certa assiduità,
aiutando a pubblicizzare il Fediverso e mettendo la gente in guardia
contro le varie “alternative” proprietarie che stavano venendo su come funghi
cercando di far cassa cavalcando l'onda della disapprovazione verso la nuova gestione di Twitter.
(Ricordo in particolare le mie analisi spietate, ma rivelatesi azzeccatissime, di post.news,
che aveva pompato i numeri usando uno schema piramidale per accettare nuovi iscritti;
ci sarebbe molto da dire su quel sito, a partire dai termini di servizio che proibivano di insultare i ricchi,
ma sarà per un'altra volta, magari dopo che il sito sarà definitivamente morto.)
Placatasi l'ondata migratoria, ho considerato conclusa la mia “opera di bene”, ed ho abbandonato il Twitter ormai in evoluzione verso il “nuovo” X (nome con cui Musk era ossessionato dai tempi di PayPal, evidentemente desideroso di conquistare l'inevitabile nomignolo Xitter conquistato quindi dalla piattaforma) per le piú verdi praterie del Fediverso.
Non è quindi oggi che si chiude per me quest'epoca, ma è oggi che la fine dell'epoca viene finalmente suggellata. E se voi siete ancora lí, seguite anche voi il mio esempio. È l'ultimo avviso.
Siate il cambiamento che volete vedere nel mondo.