Sogno #9
Sogno una sorta di festicciola in casa tra creature umane o umanoidi, qualcuna di loro sicuramente soprannaturale, tra cui una succuba. Sono secute attorno ad un tavolo, giocano, chiacchierano. Ad un certo punto, forse per un gioco tipo obbligo o varietà, forse perché a tarda notte si rompono i filtri, la succuba interviene in una discussione di cui non ricordo piú il tema, forse le violenze carerarie, commentando «soprattutto se sei una ragazzina minorenne e muori stuprata» e c'è questa presa di coscienza collettiva del fatto che la succuba stia parlando della propria esperienza di “prima”, quando ancora era un essere umano, e tutti si alzano per abbracciarla, piangendo.
Forse prima, forse contemporaneamente, una delle creature non è al tavolo con gli altri, ma alla finestra, e guarda fuori sulla città (l'appartamento è forse in un palazzo molto alto, che guarda sopra la città), ed è una città apparentemente costruita a raggiera attorno al palazzo in cui si trovano, ed è una città di luci, tipo neon, gialle, verdi, con un fondo (stradale?) blu e viola, ed è tutta illuminata, ma ad un tratto (mentre la succuba confessa? subito prima? subito dopo?) la creatura alla finestra vede il nero del cielo, dell'oltre la città, che comincia ad introfularsi, a spaccare il fondale, ramificazioni come se stessero svellendo le strade, occupando il territorio.
Ma la succuba non voleva che qualcuno stesse alla finestra, che guardasse fuori, che vedesse questa fine del mondo, e tutti stanno piangendo, la succuba forse piú degli altri, che però anche la implorano di fermare il disastro, perché sanno che ne è responsabile lei, è lei che l'ha voluto, anche se non è chiaro se è lei direttamente a controllarlo o no, ma è chiaro che lei abbia invitato le altre creature a questa festicciola in casa per proteggerle, e quando bussano alla porta raccomanda di non aprire.