DRAMATIS PERSONAE

Dea

la divinità; ermafrodita, preferisce venga utilizzato il genere femminile nelle lingue grammaticalmente inadeguate

Gran Sacerdotessa

la piú alta (nota in vita) figura religiosa nel culto

(Famiglia T)

MRT

il marito, ignaro discendente da una linea di sangue di sacerdoti della divinità MGL

la moglie, non ha alcun particolare legame innato con la spiritualità del culto, e ne è anzi allontanata (rispetto all'essere umano qualunque) da paure e traumi vissuti nei primi decenni della propria vita

FGO

il figlio (maggiore) della coppia, prende dalla madre (non ha alcun particolare legame innato con la spiritualità del culto)

FGA

la figlia (minore) della coppia, prende dal padre (ha una naturale affinità con il culto, persino piú del padre)

Sun, Moon

discendenti diretti di MRT e MGL, ma partoriti dalla Gran Sacerdotessa

(Famiglia O)

FDA

la fidanzata del figlio

CSO

consuocero (padre di FDA)

CSA

consuocera (madre di FDA)

(Famiglia N)

Nova

nipote del vecchio salvato da FGA, ed in seguito compagna della stessa

(Secondari)

YW1

Cathy, conosciuta durante la celebrazione dell'iniziazione.

YM1

Fidanzato di Cathy.

Nonno

Nonno di Nova

NARRATIO

ATTO I — Consacrazioni

È una calda tarda serata estiva; il sole è appena tramontato, e nel crepuscolo che lentamente volge alla notte, una tiepida brezza piega l'erba frusciante. La coppia è arrivata alla base della collina a piedi, dal vicino paese dove risiede in un albergo il cui proprietario ha loro accennato all'evento cui, per curiosità, hanno deciso di assistere. Oltre i radi filari di alberi che separano la strada dalla loro destinazione, il pendío sale lieve verso un monolite, che nel gioco di ombre della luce che svanisce ricorda a MRT una figura femminile accovacciata e ripiegata su sé stessa, come in un quadro di Klimt.

Ai piedi del monolite, offrendo loro il fianco sinistro, sta eretta una donna nuda, e di fronte a lei, sparpagliata sul lieve pendío, una piccola folla, arricchita da nuovi piccoli gruppi —singole coppie, a volte due o tre insieme— minuto dopo minuto; e tutti —quelli già vicini al monolite, e quelli che vi si approssimano— sono nudi. MGL rivolte uno sguardo al marito.

MGL (un po' imbarazzata): Mi sa che siamo gli unici spettatori.

MRT: Forse dovremmo spogliarci anche noi.

MGL: Questo non era previsto.

Si fermano dove sono, a metà della collina.

MGL (alzando lo sguardo al cielo): È anche vero che sta facendo buio.

I loro sguardi si incrociano, si danno coraggio a vicenda. Senza fretta, si spogliano, infilano i vestiti nei rispettivi zaini, e quando finalmente riprendono la salita, la notte è finalmente scesa, benché la luna piena, grande e vicina, lasci ancora tutto perfettamente visibile.

La donna ritta ai piedi del monolite volge lo sguardo intorno, e finalmente comincia a parlare, passeggiando lentamente, senza mai allontanarsi dal monolite, ma assicurandosi che la propria voce sia sempre distintamente udibile fino alle frange della platea che la circonda. Fin dalle sue prime parole la maggior parte delle coppie dà chiaro indizio della piega che avrebbe preso l'evento, con baci e carezze intime e sensuali.

MRT e MGL, trovato un posto ben dietro gli ultimi, si siedono su una larga coperta; MGL si siede tra le gambe del marito, in modo che entrambi possano godersi lo spettacolo, tenendo lo zaino davanti a sé, per pudore. E mentre la donna parla, appare evidente ad entrambi che stia parlando non solo anche a loro, ma specificamente di loro; sentono il suo sguardo soffermarsi, caldo ma dominante, sul loro piccolo angolino; e tuttavia, nessuno sembra prestar loro attenzione.

Gran Sacerdotessa: Welcome all, my dearests. The night is warm, the moon is bright, the sky is clear, and a wonderful time is in front us. Guests from far away are with us tonight, and unaware as they may be, I can feel their affinity with our creed, and the power within. Let us thus begin our celebration of the Goddess and Her love for life, for She may join us tonight again.

MGL (bisbigliando): Amore!

MRT (bisbigliando): Che c'è?!

MGL allunga dietro un braccio, carezza la crescente erezione del marito.

MRT (bisbigliando): Non posso farci niente.

La abbraccia forte tirandola a sé, quindi, mantenendo le braccia incrociate davanti al busto di lei, lascia che le proprie mani le scivolino sulle cosce, quindi sotto, in lente carezze, verso l'incavo del ginocchio dapprima, verso il basso poi.

MGL (bisbigliando): Non era previsto che partecipassimo.

Ma la donna non fa nulla per fermarlo, ed anzi si abbandona ancora di piú nelle sue braccia, contro il suo petto, a godersi il calore del suo corpo, le carezze sempre piú vicine al suo sesso; ed è anzi lei a cercare nuovamente l'erezione del marito, che raccoglie il segnale per lasciare che le sue dita raggiungano la vulva della compagna. Davanti a loro, la maggior parte delle coppie si è già spinta oltre i preliminari, per cercare il proprio piacere nel sesso orale, nello strofinamento, nella penetrazione.

MRT comincia a concentrare la propria attenzione sul clitoride della moglie, che allontana le ginocchia, allarga le gambe, involontariamente spingendo via cosí l'ultima protezione al proprio pudore; ma MGL si sente ormai piú libera, quasi cosciente del totale disinteresse di chi sta loro intorno, e lascia che il marito la masturbi, le stuzzichi i capezzoli; ed infine, allontanandolo un momento, ruota su sé stessa per potersi stendere sulla schiena, e guidare la rovente erezione di MRT contro la propria vulva, umida, calda ed aperta in attesa della penetrazione.

MRT (bisbigliando): Amore …

MGL (mormorando): Non mi importa piú, non ci guarda nessuno, è davvero come non ci fossimo, e sto morendo dalla voglia.

La donna solleva il bacino, lasciando che il glande del compagno le schiuda le labbra, invitandolo ad affondare dentro di lei, ed MRT le afferra i fianchi, la tira a sé, impalandola sulla propria erezione, suscitandole un sussulto, un gemito di piacere; la aiuta a sollevarsi, per potersi comodamente sistemare nella posizione del loto. MGL si muove piano, abbracciata stretta al marito, godendo di quella intimità, dimenticandosi quasi della marea di sesso alle sue spalle; e persino MRT, che se la ritrova sotto gli occhi, è ormai concentrato esclusivamente sulla sensazione che la calda vagina della moglie le dà in quella posizione, finché improvvisamente:

MRT: Amore …

La donna, sorpresa dal tono non piú discreto con cui il marito richiama la sua attenzione, riapre gli occhi, si volta per poter seguire il suo sguardo, e rimane anche lei esterrefatta: linee luminescenti segnano ora il monolite, delineando in maniera ancora piú netta la figura femminile che esso nasconde; e lentamente, queste linee si muovono, come se la roccia stessa perdesse la propria rigidità, e con una trasformazione plastica, si aprisse e srotolasse nella sua vera altezza —e nella sua vera forma: una figura umana di oltre due metri e mezzo, ermafrodita, luccicante sotto l'intensa luce lunare, con capelli argentei ed occhi giallo-verdi che sembrano brillare di luce propria.

Dea: My child …

La sua voce riempie l'aria, calda, suadente, mentre la figura tende una mano aperta, palmo verso l'alto, alla sacerdotessa.

Gran Sacerdotessa: My Goddess …

La sacerdotessa sorride, avanza verso la sua dea, poggia la propria mano su quella di lei, per poi avvicinarsi ulteriormente, fino a prendere tra le mani la sua possente erezione.

Gran Sacerdotessa: Let me drink from your chalice of life.

Dea: You know you are always welcome, my child.

La Dea poggia appena la mano sul capo della propria sacerdotessa, mentre questa bacia la punta del glande, e richiama con questo gesto un piccolo getto di liquido, che beve con gusto.

Dea: You are still alone in guiding your rites, my child. No high priest worth of your company?

La Dea sorride, e la sacerdotessa le sorride in risposta.

Gran Sacerdotessa: I have not yet found a mate, my Goddess.

Dea: And yet, I sense someone special here today (la Dea solleva lo sguardo nella direzione di MRT e MGL), someone possibly worth of your power. Shall we meet them now?

La sacerdotessa precede la Dea, attraversando a passo calmo la folla, guardando dritti in faccia, con un sorriso invitante, i nuovi ospiti della serata, avvinghiati l'uno all'altra ed ormai timorosi tanto del restare lí quando del tentare di allontanarsi. Quando la sacerdotessa e la Dea li raggiungono, MRT e MGL si ritrovano cosí in piedi, nudi, con ancora evidenti i segni dell'amplesso che hanno interrotto, e l'attenzione dell'intera congregazione rivolta verso di loro: ma tutto ciò sparisce nel trovarsi faccia a faccia con la Dea.

Dea: Forgive me my child, (la Dea si piega in avanti, allunga una mano a carezzare il mento dell'uomo) it was not my wish to disturb your love making, or to scare you. But are you aware that you are descendant of a powerful lineage of people sacred to me?

MRT (incredulo): I'm what?

Dea: You have ancestors —from a distant past, I must say— that were sacred people for my cult, and even though many generations have passed with no one consecrated to my order, the power of their bloodline is still strong in you.

MRT (incredulo): My … how?

Dea: Oh dear. (c'è un attimo di sospensione, come se la Dea stesse prendendo fiato) Sei erede di sangue di alcuni dei piú importanti uomini sacri del mio ordine, profeti e sacerdoti, e anche se da generazioni ormai nessuno è piú stato consacrato, la potenza del loro sangue è ancora forte in te.

L'uomo rimane per un attimo interdetto, poi ride, nella follia di ciò che dovrebbe, potrebbe essere nient'altro che un trucco, effetti speciali, ma che lui sa essere solidamente vero:

MRT: Non era la lingua la barriera, ma il concetto. Io sarei … un sacerdote di questo culto?

Dea: Non sei consacrato, ma lo potresti essere, se lo volessi; se volessi seguire i tuoi …

MRT: Io … ne sarei felice, penso, è una cosa …

MGL (voltandosi verso di lui, sorpresa): Amore …

La Dea si inginocchia davanti a loro, sedendosi sui talloni, mentre l'Alta Sacerdotessa si china a mormorarle all'orecchio:

Gran Sacerdotessa (mormorando all'orecchio della Dea): the wife, I think.

Dea: The wife? They have not consacrated their union in front of any god.

MGL (quasi con rabbia): I am the wife.

Dea (sorridendo): I know you are, dear, and not just because of the formal contract that binds you, but can be unbound at any time: you are tied to him stronger than many couples that have shouted their love to the gods, or asked for their blessings.

La Dea le carezza una guancia:

Dea: Traditionally, the wife of a priest would be a priestess too. It is not something that must be, but it is better, for both, if both are. Would you like to be a priestess?

MGL (allontana lo sguardo): Non credo di essere adatta.

Dea: Vieni, piccola.

Titubante, MGL copre i due passi che la separano dalla Dea, dal suo abbraccio.

Dea: Lo sei. Finché avrai un'anima in grado di farti sentire le tristezze, i dolori, le gioie, le soddisfazioni della vita, potrai essere una mia sacerdotessa. Conosco la tua vita, conosco il dolore e la tristezza che ti porti dentro, conosco il motivo per cui ti senti cosí, incapace, inadeguata; ma conosco anche la tua forza, il tuo desiderio …

MGL: Il mio desiderio non è un granché.

Dea (sorridendo): Non sei tuo marito, e lo so, senti di averlo costretto in una gabbia troppo piccola per lui. È per questo che è meglio se la compagna di un sacerdote è una sacerdotessa, dopo tutto.

MGL: Ma io non potrei mai stare davanti ad un mucchio di gente per invitarli a scopare …

La Dea e la Gran Sacerdotessa si guardano negli occhi, ridono.

Gran Sacerdotessa: I'm a high priestess, dear, and manage a congregation. You would not do any of this —unless you ever wanted: you would just have a much deeper rooting in the divine power, that will allow you to better celebrate Her.

MGL vorrebbe rispondere che è soddisfatta della propria vita sessuale, ma si trattiene; sa che a tenerla indietro è solo paura, sa che il marito preferirebbe da parte sua maggiore fantasia, mentre per lei già solo aver trovato il coraggio per arrivare fin dove sono arrivati oggi è stata una conquista non da poco. È la Dea a rispondere per lei, tenendola ancora nel proprio caldo abbraccio, carezzandole la testa, le spalle.

Dea: I can feel the pain that has encroached in you, crippling you, dominating you for so much of your life. I would like to drain it away, if you let me.

MGL (spaventata): Non voglio dimenticare.

Dea: You will not forget. The pain is not the memory, it's an unresolved leftover from your soul processing the loss, it would subside with time, but when the sorrow is too great, it lingers, and grows.

MGL (spaventata): Che succede se …

Dea: You will be free, from the pain and its bindings, and nothing else. Would you like me to?

La donna annuisce, ad occhi chiusi, tremante nel caldo abbraccio della Dea. Sente le Sue labbra calde sulle proprie, sobbalza, riapre gli occhi.

MGL: Non sono …

Dea: Shh.

Le carezza le labbra con dito, torna a baciarla. MGL sente le mani della Dea scorrere sul proprio corpo, dolci e sensuali nello stesso tempo. Combatte contro la propria paura, la propria timidezza, il proprio crescente senso di eccitazione e piacere. Il suo sguardo incontra quello del marito, cade sulla sua erezione; le viene da ridere. La Dea la lascia libera.

Dea: Feel better?

MGL (sorridendo): Sono … piú serena.

Dea: My offer still stands.

MGL si volge al marito, poi torna a guardare la Dea.

MGL: Mi piacerebbe, ma non credo di …

Dea: Would I ask, if you were not?

MGL distoglie un attimo lo sguardo, poi torna a perdesi negli occhi verdi della Dea.

MGL: Va bene.

La Dea si alza; a braccia aperte, li chiama entrambi a sé.

Dea: Come here, my children. Drink from the chalice of life.

Mano nella mano, la coppia si avvicina alla Dea. MRT prende a due mani l'erezione che ha davanti, e seguendo il gesto della Gran Sacerdotessa prima, poggia le labbra al glande, bevendo senza esitazione i fiotti caldi che ne sgorgano. Punta quindi l'erezione della Dea verso MGL, che supera la propria ultima titubanza per imitarlo. Il primo getto di seme la coglie di sorpresa, ma per i successivi si lascia coinvolgere dal piacere. Appena le sue labbra lasciano il glande della Dea, il marito si china a baciarla.

MGL (bisbiglia, sorridendo): Siamo pazzi.

MRT (bisbiglia, sorridendo): Forse.

La Dea si stende a terra, puntellandosi con un gomito per tenere il tronco sollevato, invitando con l'altro braccio la coppia ad avvicinarsi tra le sue gambe aperte.

Dea: MGL, would you please help MRT in?

MGL la guarda interdetta, poi guarda il marito, la sua erezione, e tra le gambe della Dea, sotto il calice da cui entrambi hanno bevuto, la calda fessura invitante. Sente la propria gelosia montare, e per un attimo è tentata di mollare tutto, scappare via, forse senza nemmeno aspettare il marito che sembra tanto preso da quel mondo ovviamente fatto per lui. È solo un attimo; si mette dietro di lui, gli prende il pene tra le mani, e carezzando la vulva della Dea, spinge suo marito dentro. Al suo gemito di piacere, non resiste:

MGL (mormorando): Com'è?

MRT scuote il capo, incapace di esprimersi. La moglie, colta dal momento, gli carezza i capezzoli, gli bacia la pelle, come a ricordargli il loro legame.

Dea: MRT, would you please help MGL on?

MGL si risveglia di botto, e mentre il marito la aiuta a salire a cavalcioni della Dea, esclama:

MGL (con voce strozzata): Aspetta, amore, è … è troppo grosso.

MRT (sereno): Pensi che la Dea ti chiederebbe di fare qualcosa che non puoi?

MGL tiene gli occhi fissi nei suoi, ancora spaventata. Lascia che sia lui a guidarle il bacino, a farle poggiare la vulva al caldo glande della Dea, a schiuderle le labbra perché quel gigantesco pene la possa penetrare, a sorreggerla mentre con estrema cautela, ella stessa si accoscia, lasciandosi invadere.

MGL (bisbigliando, aggrappata al collo di MRT): È enorme (geme) oddìo, non riesco (geme) a credere che possa (geme) entrare cosí.

Eppure, sente infine il pube della Dea, e quello del marito, contro il proprio; si sente piena come non lo è mai stata, e riesce a vedere la sagoma dell'erezione che ha appena accolto in sé delinearsi contro il suo ventre. Stringe forte suo marito in un abbraccio, si lascia stringere

MGL (bisbigliando): Non ci credo nemmeno io, amore, ma la sento tutta dentro di me e sono … sono contenta, amore, sono talmente contenta che mi sento di tradirti con la mia gioia …

MRT le chiude la bocca con la propria, sente il corpo di lei muoversi lentamente avanti e indietro, e comincia a seguire il suo movimento.

MRT (mormorando): Siamo insieme amore, siamo ancora insieme e lo resteremo, stiamo ancora facendo l'amore l'uno con l'altra, se pure attraverso la Dea.

MGL sorride, qualche piccola lacrima le scivola via da un occhio.

La Dea li lascia continuare, e nel frattempo declama:

Dea: MRT, you are my priest now. You will sense the energy of life, and share in my power to manipulate it. Your seed will be sterile, unless you wish otherwise. Your body is yours to control now, and will be able to give and accept anything that you desire. MGL, you are my priestess now. You will sense the energy of life, and share in my power to manipulate it. Your womb will be sterile, unless you wish otherwise. Your body is yours to control now, and will be able to give and accept anything that you desire.

La coppia è persa nella trance del loro amplesso indiretto, sempre piú vigoroso, eppure entrambi sanno che l'orgasmo che sentono montare dentro di sé è suggello della loro consacrazione. Si lasciano cogliere, insieme, travolgere dall'onda del piacere, e dall'immensa carica di energia che l'accompagna e li invade.

Nell'ebbrezza della nuova sensazione, MGL si solleva lasciando che l'erezione della Dea le scivoli via dalla vagina pulsante, regalandole ancora profondi brividi di piacere; quindi si getta sul marito, spingendolo sulla schiena facendo sí che il pene di MRT, ancora eretto, sfugga alla Dea per trovare il suo posto nella sua vagina.

MGL: Amore mio …

MRT: Ti vedo amore, vedo la luce che c'è in te, che c'è intorno, dovunque. Ti sento, sento la tua passione, il tuo piacere, ogni angolo del tuo corpo in scorre la vita.

La Dea si solleva ora, incombendo su di loro.

Dea: I shall now cleanse your bodies, that you may never again be affected by sickness and diseases.

MGL sente, sorpresa, la possente erezione della Dea premere contro l'ano, ed il proprio ano rispondere cedendo.

MGL: Aspetta! Questo no … per questo non sono pronta, ancora.

La Dea si allontana, MGL riprende fiato; il marito la spinge, rotolano, ed è lui ad essere sopra adesso.

MRT: Lascia che faccia me prima, allora.

E la Dea, sorridendo, lo penetra. MGL sente l'erezione del marito gonfiare dentro di lei; sente le spinte con cui la Dea incula MRT propagarsi fino a lei; sente il marito ejaculare possentemente in lei, quando il seme della Dea gli invade l'intestino, riempiendolo. Titubante, ma prendendo coscienza del suo ruolo, MGL accetta quindi il proprio ruolo.

MGL (annuendo): Va bene.

L'erezione della Dea abbandona il retto di MRT, ed un fiotto caldo ne segue l'uscita, colando fra le gambe della coppia. Con l'aiuto del marito, MGL torna a cavalcare MRT, e stavolta, afferrandosi i glutei, è lei stessa ad esporre il proprio ano alla Dea, all'invasione della suo possente erezione.

E mentre la penetra, la Dea le bisbiglia all'orecchio:

Dea: Do not be scared, my dear child. Even if you were not a priestess, the ceremony would only be pleasurable for you; but even more so now that you are a priestess, and after the cleansing, you will have nothing more to fear from being penetrated anywhere in your body: nothing will give you pain, unless you so wish for your own pleasure, nothing more will ever be inappropriate, unready, untimely, wrong.

MGL sente l'erezione della Dea aprirle l'ano senza fatica, scivolarle dentro lentamente, quasi provocandola; e sente la propria mente finalmente libera, ben piú disponibile che in quei rari momenti di curiosità in cui accettava, o persino chiedeva, che MRT le esplorasse l'ano con un dito, o che tentasse di penetrarla con la propria erezione. Le sfuggono gemiti di piacere mentre l'invasione procede, poi si ritira, poi avanza di nuovo, affondando in lei sempre piú, fino ad esplodere in un torrente caldo, incessante che sembra allagare ogni meandro del suo intestino; ed è persino con dispiacere che sente infine l'erezione della Dea abbandonarla, accompagnata da un fiotto caldo che le sgorga dall'ano per colarle tra le gambe.

Con lo sguardo fisso in quello del marito, MGL prende le mani di lui e le guida verso le proprie natiche.

MGL (bisbigliando): Mi è piaciuto un casino, amore, non mi riconosco piú!

MRT: Amore, sei semplicemente libera adesso, ed il tuo corpo non conosce piú restrizioni.

MRT si solleva, tornano nella posizione del loto, e riprendono a fare l'amore, con passione, totalmente ignari della congregazione intorno a loro, della Dea, della Gran Sacerdotessa, concentrati solo sul proprio rispettivo piacere, scoprendo i loro nuovi corpi, le loro nuove sensazioni, e la capacità di vedersi, sentirsi oltre il corporeo. Quando le dita del marito le scorrono sull'ano, MGL sa di non aver piú bisogno di dirgli sí o no, perché le basta proiettare le proprie sensazioni nella sua mente, e venir subito soddisfatta dalle dita di lui che la penetrano, la dilatano, le procurano un piacere fino ad allora inesplorato.

È nuovamente la Dea ad interromperli.

Dea: My dear lovebirds (la coppia si volta verso di lei, sorridente, grata) there's one last thing that I would ask of you, if you would take advantage with me of this finest night.

MRT: Anything for you, my lady.

Dea: Would you conceive? (ed allo sguardo attonito di MGL) I do not ask you to carry the child, or even consider them family ever, unless you so wish; just let his fertile seed find your fertile egg, and I will take over from that.

MGL: Ma possiamo davvero fare qualcosa del genere?

Gran Sacerdotessa: Feel your body, priestess, feel your own womb, (MGL chiude gli occhi, cercando di seguire la voce della Gran Sacerdotessa), find your eggs, mature, ready to leave your ovaries; you can choose the next one, and release it, now, on your own choice … yes, exactly like that; you are now fertile, and if fertile seed was to reach your womb now, you would conceive without fail; and you, MRT, feel how your seed remains sterile in your testicles, as the zoa are left behind; and as you approach your next orgasm, let them free to roam, flood your wife's womb with them, let them run to their destination.

MGL si è ora stesa sulla schiena, le gambe raccolte al petto, lasciando che il marito la monti con la foga che spesso accompagna il suo orgasmo; ed al primo getto di sperma che le inonda la fica si rende conto come esso sia sterile, e nei successivi sente distintamente la vita che vi scorre dentro; apre il proprio utero al seme, ed il semplice fatto di avere un tale controllo sul proprio corpo la stravolge; cerca lo sguardo del compagno, il suo sorriso.

MGL: entra dentro, fisicamente.

MRT: sei pazza.

MGL: sí, sono pazza, ma voglio provare.

Cercano l'angolo, titubanti all'inizio, MRT timoroso di procurarle dolore, ma quando finalmente sente l'utero di lei, schiuso, baciargli il glande, si rende conto anche lui della distanza che li separa dal sesso delle persone comuni; spinge comunque con delicatezza la propria erezione oltre quell'anello, sentendolo cedere e dilatarsi per accoglierlo, per poi stringere forte, con una nuova, folle stimolazione una volta entrato.

MGL: Ci sei!

E la voce della moglie è gioiosa, e le onde che la stravolgono sono di puro piacere.

MGL: Scopami, vienimi dentro, allagami l'utero con il tuo seme fertile … ah, mi sento una pazza, ti rendi conto, potrei rilasciare tutte le mie uova, adesso, e lasciarmi fecondare come una cagna … non lo farò, ma solo il fatto di poterlo fare, mi fa sentire … ah.

MGL sente ancora il seme del marito sgorgare a fiotti possenti, vivi, caldi dentro di lei, raggiungere le ovaie alla ricerca dell'obiettivo, trovarlo, fecondarlo. Lo scoprirsi capace di questo dettaglio nella conoscenza la sconvolge:

MGL: L'hai sentito anche tu, amore? Mi hai fecondata!

MRT si china a baciarla, e con la stessa cautela con cui è entrato, ora esce. La moglie si alza in piedi, un po' traballante, l'utero pulsante per lo sforzo subíto ed il piacere associato; ed è con orgoglio che MGL annuncia alla Dea:

MGL: We have what you want.

Dea (sorridendo): Of course you do.

La Dea prende MGL, la solleva fino a portarle il sesso all'altezza del proprio viso, quindi le prende in bocca la vulva; MGL sente la lingua della Dea penetrarle la vagina, l'utero, risalire fino alla tuba dove l'ovulo fecondato ha intrapreso il suo viaggio, ritirarsi con l'ovulo racchiuso in una piega per poi tornare ad uscire. MGL viene deposta a terra, e la Dea solleva quindi la Gran Sacerdotessa, portando anche il sesso di lei alla propria bocca, e non è un mistero per nessuno che lo scopo di questo è di depositare in lei l'ovulo fecondato, la gravidanza da portare a termine.

Dea: It is done.

Gran Sacerdotessa: I pray I am worthy. And you (si rivolge and MGL) do not worry, you will be able to claim your maternity (ed ad MRT) and paternity whenever you wish.

Per tutta risposta, MGL le si accosta, le bacia le labbra.

MGL: Solo … trattali bene. E quando possibile vi verremo a trovare.

Gran Sacerdotessa: May I ask for something for myself then?

MGL: What?

Gran Sacerdotessa: Please let me have sex with your husband.

MGL: Of course.

La mancanza di esitazione sorprendere MGL stessa. Si rivolge al marito, lo invita a stendersi, e lascia che la Gran Sacerdotessa lo monti; ben presto, un po' per gelosia, un po' perché eccitata dalla scena, si siede anche lei a cavalcioni del marito, di fronte alla Gran Sacerdotessa, che subito le sorride, la avvicina a sé, la bacia, la carezza, le porta due dita appena all'ingresso della vagina; MGL ricambia i baci, cerca con le mani i capezzoli della compagna, li pizzica, li tortura, gratificata dai suoi gemiti di piacere, dalla crescente passione con cui ella si muove sul cazzo del marito, e persino dall'entusiasmo con cui MRT risponde.

MGL: He's coming soon now.

Gran Sacerdotessa: I … I can feel … feel it.

MGL: How do you want him?

Gran Sacerdotessa: What?

MGL: His seed.

Gran Sacerdotessa: Alive, please, full of … ah, I would have loved to be impregnated by him directly. Please allow me the fantasy, I will not release my eggs, I would not dare go against my Goddess wishes, to be a vessel for your children.

Ed MGL sente sotto la propria fica il pulsare dell'ejaculazione del marito, fertile e viva come poco prima dentro il suo utero, e la sente invadere la vagina della Gran Sacerdotessa, ed il desiderio di lei, il suo utero che si prepara ad accogliere una vita —la vita che MGL ed MRT le hanno offerto. Bacia la Gran Sacerdotessa a fondo, stringendole i capezzoli un'ultima volta per portarla oltre la soglia dell'orgasmo, la tiene abbracciata a sé, tremante, mentre le onde di piacere la attraversano, finché non è ella stessa a ritrovare il proprio equilibrio.

Gran Sacerdotessa: Thank you, my wonderful companions. (si alza lentamente, chiudendo gli occhi in un ultimo brivido di piacere quando il pene di MRT la lascia) My pleasure is your pleasure, and I'm glad to see you have found your place in our community already.

MGL le afferra le gambe, la tira verso di sé; la Gran Sacerdotessa coglie il desiderio di lei, e le offre il proprio sesso, da cui comincia a colare il seme dell'uomo. MGL lecca la vulva della sua signora, vi attacca le proprie labbra, e lascia che ella le spinga il seme di MRT in bocca, goccia dopo goccia, persa con il suo sguardo in quello generoso della Gran Sacerdotessa. Quando infine il travaso è finito, la Gran Sacerdotessa si china a baciarla un'ultima volta, e si volta quindi per tornare, insieme alla Dea, verso la cima della collina, invitando il resto della congregazione:

Gran Sacerdotessa: Let us take advantange of the last remaining hours of the night to carry on with the celebration.

Il marito, che alla scena ha ritrovato la propria erezione, non perde tempo.

MRT: Amore, ti ricordi quando ti sdraiavi di schiena su di me, per lasciarti masturbare?

MGL: Lo vuoi fare adesso?

MRT: Ti piacerebbe?

MGL: Col tuo cazzo in culo stavolta?

MRT: Se ti va …

La donna lo rispinge giú, quindi si sistema su di lui sdraiandosi di schiena; l'erezione di MRT, che in tempi passati MGL aveva accolto tra le proprie natiche, le preme contro l'ano, e stavolta è ella stessa a guidarla dentro, prima di abbandonarsi completamente alle mani esperte del marito che le tortura i capezzoli, le solletica il clitoride, le schiude la fica con le dita: e per la prima volta, tutto questo è accompagnato dal pulsare impertinente del cazzo di MRT nel suo retto, e lei si rende conto che l'orgasmo che sta per raggiungerla, il primo della nuova vita, è solo un preludio alle follie di quella notte.

Riaprendo gli occhi dopo l'orgasmo, MGL incontra lo sguardo di una giovane coppia vicino a loro, che sembrano persi nella contemplazione del suo amplesso con MRT. Appena si rendono conto di essere stati scoperti, arrossiscono e cercano di distogliere lo sguardo, ma la donna li chiama a sé; la giovane coppia si avvicina titubante, ed MGL, sentendo le dita del marito ancora schiuderle le labbra, trova il coraggio di chiedere:

MGL: Would you like to join us?

La giovane coppia si scambia uno sguardo, ed MGL è sorpresa dall'entusiasmo con cui la donna annuisce, mentre il suo compagno si avvicina a loro, disponendosi tra le loro gambe.

YM1: My lady, may have the honor?

MGL: What will your parner do?

YW1: I can watch, my lady, I would love to see him with someone like you.

MGL si rende conto di quanto la attiri ora l'idea di essere penetrata da uno sconosciuto per il semplice piacere di farlo, senza nessuna funzione rituale. Si volta verso il marito

MGL: Sono una troia, vero?

MRT: Sei la mia troia, amore, e siamo qui insieme. Prendilo.

MGL torna a guardare fisso il giovane, gli afferra il pene.

MGL: You look ready to explode.

YM1: I … I might be, your lady.

MGL: Do it inside, then.

Quando il giovane la penetra, MGL chiude gli occhi, ascoltando il proprio piacere.

MGL (al marito): È dentro.

MRT: Goditelo.

MGL: Lo sto facendo …

La donna rolla il bacino, con dedizione, concentrata sulla sensazione della doppia penetrazione, la solida erezione pulsante del marito che le invade il culo, il giovane cazzo entusiasta dello sconosciuto che le apre la vagina. Geme di piacere, sentendoli scorrere uno contro l'altro, vicini ma distinti. Il rollare si fa sempre piú definito, piú rapido

YM1: My lady …

MGL: Come, young man, come inside, ah, like this, let me feel your seed explode in me.

Fiotto dopo fiotto, il giovane dà sfogo al proprio egoistico piacere, ed MGL lo trattiene contro di sé, continuando a rollare il bacino come a richiedere quanto piú seme gli riesca.

YM1: I'm sorry I couldn't last.

MGL: It has been a new and wonderful experience for me, my dear, I'm happy as it is.

Il pene ormai floscio del giovane la lascia, e la sua compagna si accosta:

YW1: My lady, if you wish, I could … entertain you as well?

MGL le sorride, non le risponde nemmeno: si limita a carezzarsi le labbra della vulva, invitandola ad avvicinarsi. La giovane la lecca con passione, esplorandole i meandri tra le piccole e grandi labbra, solleticandole il clitoride eretto e tremante, penetrandola con due, tre, quattro dita.

YW1: My lady …

Per tutta risposta, MGL le afferra la mano, la spinge contro il proprio sesso, indicandole di proseguire. Un lungo gemito di sorpresa e piacere le sfugge quando la giovane aggiunge il pollice alle altre quattro dita, invadendole la vagina con la mano intera, presto chiusa a pugno. Senza piú freni, MGL si abbandona ansimante al piacere, rollando il bacino tuttora ancorato all'erezione del marito per venire incontro alla mano della giovane, lasciandosi torturare i capezzoli dalle dita esperte di MRT, il clitoride dalla lingua ansiosa della giovane, inseguendo un orgasmo che presto la travolge, lasciandola boccheggiante.

Senza fiato, la donna si abbandona alle pulsanti ondate di piacere che le attraversano il corpo, marcate delle contrazioni dell'ano attorno al cazzo di MRT e della vagina attorno al pugno della giovane che ora, estasiata dall'aver portato la propria sacerdotessa ad un orgasmo cosí travolgente, si muove con piú cautela, per sfilarle la mano dalla vagina procurandole un ultimo sussulto di piacere che le sfugge in un gemito.

Sconvolta ella stessa dalle sensazioni, MGL affera il viso della giovane, lo avvicina al proprio per concederle un bacio appasionato, profondo, duraturo, finché la giovane non trova il coraggio di staccarsi, di chiedere:

YW1: Was that to your satisfaction, my lady?

MGL (ancora ansimante): That … was awesome. First time … I felt … so much … pleasure.

YW1: That makes me very happy.

La giovane sorride, mentre MGL le esplora il corpo con le mani, le mammelle giovani e sode, il ventre piatto e muscoloso, le natiche piccole e sode, la vulva liscia, rasata, calda, gocciolante.

MGL: you are not satisfied yet.

YW1: bringing you pleasure was the most powerful thing I could have dreamed of doing tonight.

MGL la tira ancora a sé, le carezza le labbra con le proprie:

MGL: just ask.

YW1: I will not hesitate.

Mentre la giovane si solleva in piedi, MGL torna ad accorgersi del pubblico che li circonda. Si accascia tra le braccia del marito, mormorando:

MGL: Cosa mi succede, amore? Cosa ci succede? Mi sento ubriaca di piacere e desiderio, sono diventata una pazza esibizionista e ninfomane, ma non voglio staccarmi da te …

Il marito la stringe nel suo abbraccio, ancora saldamente piantato in lei, le bacia il collo da dietro, la consola, la tranquillizza:

MRT: È l'ebbrezza della libertà, stai scoprendo modi di vivere il piacere che non avresti mai preso in considerazione prima. Ed io sono contento, ti vedo contenta, ti sento godere, e ti sento vicina come non siamo mai stati. Sono qui per te, siamo qui insieme, siamo sempre l'uno per l'altra.

MGL stende le braccia indietro, a carezzare la nuca del marito:

MGL: guarda tutte queste persone, sono qui per noi, per guardarci, per sentirci godere, forse anche sperando di poter giocare con noi …

Il suo sguardo cade su un giovane di carnagione piú scura, forse giamaicano, anche egli ritto in piedi a pochi passi dalla coppia con cui hanno appena condiviso l'amplesso, anche egli quasi ipnotizzato alla loro presenza, con un manifesto desiderio di partecipare, eppure tenuto indietro da una timidezza che contrasta nettamente con la sua prestanza fisica. È a lui che si rivolge, direttamente, pur essendo per tutti la comunicazione:

MGL: I'm sorry, the rest of the night will be just for me and my husband.

E subito dopo aggiunge, indicandogli con un gesto di avvicinarsi:

MGL: but come here, you don't deserve the pain of this desire.

La donna lascia che le sue dita scorrano leggère sull'erezione del giamaicano, sentendola vibrare sotto le sue carezze. La prende in mano con piú decisione, masturbandola con pacata dolcezza. La porta alle labbra, depositando piccoli baci sulla punta del glande, poi sul frenulo, lasciando quindi scorrere la propria lingua lungo tutto il solco che lo separa dal corpo del pene, turgido e caldo tra le sue dita.

MGL: you're close

Osserva, in un bisbiglio che è un soffio di piacere su quel glande rovente.

YM2: my lady, I don't think I'll be able to hold for long.

MGL: then don't,

Lei sorride, lasciando scorrere ancora le proprie dita sull'erezione del giovane, sentendola guizzare brevemente quando le sue labbra raggiungono di nuovo il glande, sentendola esplodere contro la propria lingua. MGL lascia che il seme le copra le labbra, il collo, il seno, caldi fiotti abbondanti che la sporcano, la eccitano. Quando l'orgasmo del giovane si placa, ella spreme il pene ormai detumescente per estrarne le ultime gocce.

MGL: that was very nice.

La donna guarda il giovane dritto negli occhi, ed egli distoglie lo sguardo, ancora imbarazzato.

YM2: my lady, I'm eternally indebted.

MGL: go now, enjoy the rest of the company.

Il giovane fa qualche passo indietro, ma la donna si è già voltata a fronteggiare il marito, che ha assistito allo spettacolo sdraiato sulla schiena, con la propria erezione perennemente nascosta nel retto della moglie. MGL la usa come perno, la sente vibrare mentre si gira, sollevando le gambe per disporsi a smorzacandela rivolta al marito. Lo fissa negli occhi, dubbiosa; sente il caldo sperma dello sconosciuto colarle dal viso, dal seno, e si chiede ora se questa sua inconsueta sfrontatezza non abbia incrinato la fiducia che la lega al suo uomo.

Si china in avanti, lentamente, in attesa di una reazione di disgusto, o anche solo di distacco, ma MRT sale incontro a lei, la bacia, torna ad abbracciarla; si ritrovano nuovamente nella posizione del loto, e la bocca di lui le ripulisce il viso, il collo; lei inarca la schiena per offrirgli anche il petto, ma su questo lui desiste:

MRT: ti è piaciuto?

MGL (nascondendo lo sguardo): sí.

MRT: lo senti colare sulla tua pelle?

MGL (nascondendo lo sguardo): sí.

MRT: ti piace?

MGL (nascondendo lo sguardo): sí.

MRT: guardami.

MGL torna ad incrociare il suo sguardo

MRT: non ti vergognare del tuo piacere.

MGL: voglio fare l'amore con te, non con uno sconosciuto.

MRT: lo stiamo facendo.

MGL: voglio sentirti come non ti ho mai sentito, voglio scoprire con te il mio nuovo corpo, il tuo nuovo corpo.

Si lascia scivolare all'indietro, seguita dal marito, che ora la sovrasta mentre lei, sdraiata sulla schiena, gli avvolge i fianchi con le gambe.

MGL: aprimi, amore, aprimi il culo come nessuno ha mai fatto.

Fissandola negli occhi, MRT comincia a muoversi dentro di lei, et ad ogni nuova piccola spinta, la sua erezione si allarga un po'.

MRT: cosí?

MGL: sí, cosí, ah, continua, di piú, di piú, finché posso ospitarti, aprimi tutta, ah …

Guidato dal piacere di lei, MRT esplora le proprie capacità e quelle della moglie, sentendo il retto di lei cedere, adattarsi alla sempre piú massiccia invasione del suo cazzo.

MGL: entra, entra a fondo, amore, voglio sentirti arrivare oltre, voglio sentirmi riempire …

Ad ogni nuova spinta, ora, MRT allunga la portata della propria erezione, finché non sente il glande raggiungere una parete, ed MGL sobbalzare sotto di lui.

MGL: no, aspetta, è solo il sigmoideo, vieni oltre, vieni …

MGL raccoglie le gambe al petto, aprendo gli sfinteri e permettendo al marito di affondare ancora di piú in lei; l'erezione di MRT cresce, distende quelle rugose pareti ancora lubrificate dal seme della dea, accoglienti oltre il limite dell'umano; MGL, con due dita, segue la traccia del rigonfiamento che le segna ora il ventre.

MGL: guarda, amore, guarda dove sei …

Con crescente passione, MRT raggiunge il nuovo limite, con la sua ormai spropositata erezione avvolta dall'intero colon discendente della moglie, ed MGL lo esorta ora, lo invita a scoparla con abbandono, ed egli si concede, spinta dopo spinta, una libertà di movimento che mai avrebbe osato in altre circostanze; sente, ad ogni suo affondo, l'insalubre piacere della moglie, i suoi gemiti di desiderio, e presto si trova ad esplodere dentro di lei, irrigandole quell'intestino innaturalmente accogliente con fiotti caldi, copiosi, abbondanti.

Sentendo la sua possente ejaculazione, MGL si aggrappa al marito con rinnovata passione, la bocca ansiosa aderente a quella di lui, incapace di esprimere verbalmente l'immenso piacere che MRT le ha concesso.

MGL: aspetta

riesce infine a dire, sentendo la fine dell'orgasmo del compagno

MGL: mantieni l'erezione, mantieni le dimensioni, fammi vedere, toccare quello che il mio corpo è riuscito ad ospitare.

È con infinita delicatezza ora, quasi con timore, che MRT ritrae la propria erezione dal corpo della moglie, che sembra definitivamente segnato da quella invadente presenza. MGL prende quell'immenso pene tra le mani, lo porta a sé, palpandolo, ammirandone la consistenza, le dimensioni.

MGL: è allucinante e meraviglioso, guarda, è spesso quasi quanto tutte e due le mie braccia, e mi superi il gomito se ti prendo le palle. Stiamo sognando, vero? Siamo in uno dei tuoi sogni erotici, e finalmente io riesco a vederli, ad apprezzarli … e ne voglio ancora, amore, mi sento vuota, aperta …

MGL gli afferra una mano, gliela porta giú, tra le gambe. MRT capisce, e con due dita le carezza l'ano, ancora dilatato. La penetra, trovandola completamente aperta, accogliente, con due, tre, quattro dita; aggiunge il pollice senza nessuno sforzo, ed il suo pugno è dentro, seguendo il retto di lei, trovando il sigmoideo prontamente disteso; gli sfinteri non oppongono nessuna resistenza, ed anzi sembrano chiamarlo ad entrare piú a fondo, a ripercorrere la strada lasciata aperta dalla precedente penetrazione. Con il braccio affondato nel colon della moglie, MRT si ritrova davanti la vulva di lei, tremante, aperta anch'essa, invitante, coronata da un clitoride turgido come non mai.

L'uomo avvolge il clitoride tra le labbra, solleticandolo con la lingua, mentre con l'altra mano esplora la disponibilità della vagina della moglie; non è sorpreso di trovarla pronta ad accogliere la sua mano per intero. Si muove con calma dentro di lei, cercando con lo sguardo quello della moglie, nuovamente persa nel proprio piacere; la sente muovere il bacino per venirgli incontro, poi per allontanarsi, e tenta di seguire i movimenti di lei, stimolandole la vagina con piccole torsioni della mano, lasciando che il braccio nel colon scivoli via per poi tornare ad affondarlo. La sente godere sotto la propria bocca, attorno alle proprie mani; la vede raggiungere l'orgasmo con pacatezza, quasi con abbandono; continua a stimolarla, allineando le carezze interne alle intense contrazioni che accompagnano le onde del suo piacere, per aiutarla a scendere gradualmente dal picco, ed abbandonandola infine nuovamente con cautela quando, senza piú fiato, la donna non reagisce piú agli stimoli.

MRT abbraccia la moglie, la stringe a sé, ed i due restano fermi per lunghi secondi, in silenzio, ignorando l'intensa realtà che li circonda, finché MGL non gli segnala, con piccoli baci, di aver ripreso il controllo del proprio corpo.

MGL: Guardali.

lo invita infine lei. MRT solleva lo sguardo nella direzione indicata dalla moglie. La coppia che ha tenuto loro compagnia poco prima ha ora coinvolto il giamaicano nei loro giochi; la giovane, in ginocchio, masturba lentamente i suoi compagni, baciando con passione ora il pene dell'uno, ora quello dell'altro; li fa avvicinare ulteriormente, portando i glandi a contatto, sfregandoli dolcemente l'uno contro l'altro, frenulo contro frenulo, solleticandoli con la lingua per aiutarli a raggiungere gli orgasmi che presto le schizzano in faccia. Ridendo per la gioia, li tira giú, in ginocchio; si pone tra loro, aggrappandosi al marito, ma invitando il giamaicano ad avvicinarsi, a chiuderla in un panino. Muove sensuale il bacino, per stimolare gli organi temporaneamente ammosciati dei suoi amanti.

YW1: I want you both inside, I want to feel your cocks slide in and out of me at the same time, I want to enjoy the pleasure you gave our new priestess … but I'm a bit scared for my arse, I'm so full of desire, I feel so open (prende una mano del marito, la porta al proprio culo, poi fa lo stesso con il giamaicano, lascia che entrambi le carezzino l'ano, ne sprovino la rilassatezza), but I'm not lubed up …

YM1: Ask him.

YW1: Him? (la giovane fa segno con la testa verso MRT e MGL)

YM2: Good idea, he would know.

YW1: I don't want to disturb them, she wanted to have the rest of the night for themselves alone.

MGL: La senti?

MRT: Sí, la sento.

MGL: Valle a lubrificare il culo, allora.

MRT: Sei sicura?

MGL: Sí, sono sicura. Non devi per forza scopartela, basta che le vieni nel culo. Ma se vuoi, fai, non posso essere gelosa di te.

MRT depone un bacio sulle labbra della moglie, quindi si alza per raggiungere il terzetto.

YW1: Oh my goddess, he's coming over!

MRT: I'm sorry, did I scare you?

YW1: No, I … we didn't want to …

YM2: She wanted to get both of us, but she's afraid she isn't ready for that, especially her arse.

MRT: Maybe I can do something.

YW1: You would? I … I don't want to impose, I …

MRT: Don't worry, dear. Would you get on all fours? This is wonderful, nice; bring your shoulders down, good, see now, your ass is opening up, it's almost eager … would you let me have it?

YW1: Please …

Anche il compagno di lei annuisce, il suo cazzo nuovamente eretto per l'attenzione che sta loro dando MRT. L'uomo si china sul culo della giovane, le bacia le natiche, vi infila la faccia in mezzo, quasi con prepotenza, le trova l'ano con la bocca, lo solletica con la lingua umida, tesa, lunga, arrivando a penetrarlo dolcemente, lubrificando appena l'ingresso con la saliva, senza lasciarsi distrarre dai gemiti con cui lei gli comunica il suo piacere. È solo quando la sente spingere indietro a cercare una penetrazione maggiore che si rialza, e poggia il proprio glande a schiuderle l'ano rilassato e lubrificato; lascia che sia lei a guidare la penetrazione, appena sufficiente a far passare al suo glande l'anello di muscoli piú esterno, ma comunque intensa e stimolante per entrambi.

MRT: Just like that, dear, don't exert yourself …

Con le mani sulle natiche, la guida a piccoli movimenti controllati, fin quasi a scivolarle via dall'ano, e poi nuovamente dentro, finché il glande non supera i muscoli piú esterni. La sente ansimare, sempre piú vicina al piacere, ma è lui il primo a venire; la ferma appena dentro, lasciando che la propria erezione trovi il suo sfogo naturale, fiotto dopo fiotto, fino all'ultima goccia.

MRT: There you go, dear. You're now ready for the deepest pleasures.

YW1: That was so … intense, I'm so close … please let me …

MRT: No, dear, this is for your companions here.

MRT scivola via, lasciando che il giamaicano prenda il suo posto dietro la donna, mentre il suo compagno scivola sotto di lei. La giovane si abbassa infine sull'erezione dell'uno e lascia che l'altro la penetri con cautela; l'orgasmo la travolge all'improvviso, sull'onda dell'inculata. I due giovani aspettano, la lasciano godere, finché è ella stessa, con il poco fiato che le rimane, ad invitarli a scoparla senza remore.

MGL accoglie il ritorno del marito prendendogli in bocca il pene, ripassandolo con la lingua per pulirlo e stimolarlo; sentendolo nuovamente inturgidire, lo riprende in mano, e masturbandolo dolcemente lo invita:

MGL: Fai a me quello che hai fatto a lei.

e prontamente assume la posizione che MRT aveva fatto assumere alla giovane. Il marito la asseconda, affondando il viso tra le sue natiche, solleticandole l'ano con la lingua, penetrandola, lasciando che la propria saliva scorra abbondante dentro il culo di lei, quindi la penetra con la propria erezione, giocando con lei alla lenta stimolazione superficiale, fermandosi non appena il glande supera l'anello dell'ano, per poi tornare a scivolare fin quasi a uscire. MGL si lascia sopraffare da quella stimolazione, mentre il piacere le scola tra le gambe dalla fica aperta, finché non la travolge un orgasmo intenso ed improvviso, facendole gridare

MGL: Amore!

mentre il suo ano si serra intorno al glande dell'uomo, che aspetta pazientemente lo scemare del piacere di lei prima di riprendere a muoversi, affondando stavolta fino all'elsa nel culo della donna, montandola con rinnovato entusiasmo, coprendola con il proprio corpo fino ad irrigarle nuovamente gli intestini con il proprio seme.

È mentre riposano l'uno sull'altra, contro l'erba ormai fresca, che li raggiunge la voce della Gran Sacerdotessa, l'invito rivolto a tutti i partecipanti a chiudere le danze, a salutare la Dea fino al prossimo incontro. E mentre il monolite ritorna pietra, con l'alba ormai prossima, i convitati raccolgono le loro cose, e con la massima tranquillità tornano verso la strada, e da qui verso le rispettive case.

Attoniti, confusi, increduli, MRT e MGL si ritrovano barcollanti sulla porta dell'albergo. Il proprietario, seduto alla reception, li accoglie appena con un sorriso, porge loro la chiave della stanza; senza che venga scambiata una parola, la coppia sa che egli sa, e viceversa.

Appena rientrati, MRT e MGL si spogliano, pronti ad una doccia. Nel togliersi le mutande, la donna esclama:

MGL: Guarda! Ma quanto ne ho dentro ancora?

ed espone al marito il seme che ancora le cola da culo e fica, in lunghe stringhe che aderiscono con tenacia al cotone.

MGL: E lo sai qual'è il peggio? Che mi eccita, sapermi e vedermi in questo stato.

Entra in bagno, seguita dal marito, che le toglie di mano le mutande bisunte, le lecca ripulendole dal grosso, le getta in un angolo.

MRT: Ti amo. Mi piaci un sacco, ed oggi piú che mai, e tu sai che non è poco.

La donna si siede sul gabinetto, ma il marito la ferma.

MRT: Aspetta, aspetta.

L'uomo le prende la mano, la conduce alla vasca, dove entra dapprima lui, sedendosi, ed invitarla a montarlo. La donna lo segue, ma invece di seguire le sue indicazioni, si mette a quattro zampe, mostrandogli il deretano, ed orina cosí, lasciando che il lungo, potente getto le sfugga all'indietro, verso il petto del marito.

MGL: Contento?

gli chiede, voltandosi a guardare.

MRT: Sei bellissima.

MGL: Dimostramelo.

Per tutta risposta, il marito si solleva, si lancia quasi ad accogliere il getto nella propria bocca, fino a raggiungere la vulva di lei, a nasconderla tra le proprie labbra, finché la moglie non finisce. Non potendo fermare il getto né potendo o volendo allontanare il marito, la donna si abbandona:

MGL: (a capo chino) Sei un pazzo.

Per tutta risposta, MRT le lecca via le ultime gocce.

MRT: non scherzava la Dea quando diceva che avrebbe purificato i nostri corpi.

La moglie si gira, lo guarda perplesso. Per tutta risposta, l'uomo si solleva sulle ginocchia, ed inizia a svuotarsi la vescica. Il getto caldo coglie la donna di sorpresa, suscitandole una risatina mentre le colpisce il petto. MGL allunga una mano a prendere il pene del marito, divertendosi a guidare il getto ora verso un capezzolo, ora verso l'altro, ed infine, prendendo coraggio, verso la propria bocca; sporge dapprima la lingua, lasciando solo che qualche goccia la raggiunga, come a saggiare il sapore —ed infine, accetta l'intero getto, bevendolo a garganella, senza piú freni, fino ad accogliere il pene stesso tra le proprie labbra con le ultime gocce.

MGL: Ne avevi anche tu da fare, eh?

lo irride, quasi gioiosa, tornando poi a prendere in bocca il pene, solleticando il frenulo con la lingua fino a fargli nuovamente raggiungere la piena erezione.

MGL: Ed ora?

insiste ancora, dichiarando cosí la propria disponibilità ad assecondare le nuove fantasie del marito. Per tutta risposta, MRT apre la doccia, le sciacqua il corpo, sciacqua il proprio.

MRT: Mettiamoci sul letto.

Si asciugano a vicenda, ridendo della difficoltà nel realizzare la cosa. La donna raccoglie quindi le larghe asciugamano da doccia, le stende sul letto, e vi si stende sopra, al centro, braccia e gambe aperte in posa vitruviana.

MRT: Ricordi cosa ha detto la dea?

MGL: Sí. (pausa) No. (pausa) Non lo so, a cosa ti riferisci?

L'uomo si dispone tra le gambe della moglie, la avvicina a sé finché le calde, umide labbra della vulva non gli carezzano il glande.

MRT: Possiamo dare e ricevere tutto ciò che desideriamo.

MGL: Sí.

Sorridendo, il marito afferra la propria erezione e la fa scorrere tra le labbra della vulva di lei, insistendo soprattutto sulla parte alta. La donna impiega qualche secondo a capire cosa le sta cercando di suggerire MRT.

MGL: No.

Davanti al rifiuto categorico, il marito si ferma.

MRT: Non vuoi provare?

La moglie distoglie lo sguardo un attimo.

MGL: Ho paura. (torna a guardarlo negli occhi) Non mi è mai nemmeno passata per l'anticamera del cervello, l'idea. Non abbiamo mai fatto … nessuna preparazione. (si ferma un attimo) Vuoi scoprire se davvero possiamo cosí, di punto in bianco?

Il marito annuisce.

MRT: Se te la senti.

MGL distoglie nuovamente lo sguardo.

MGL: Io non … non dovrebbe essere possibile, vero? (torna di nuovo a guardarlo negli occhi) Non dovresti poter …

La donna carezza con la mano destra il glande che ora le poggia contro il clitoride; lo spinge verso il basso, se lo trova in men che non si dica a premere contro l'ingresso della vagina.

MGL: Non è nemmeno … come fai a prendere il buco? È troppo piccolo rispetto …

L'uomo prova ad uscire, cambiare angolazione reggendo l'erezione con la destra, mentre con il pollice della sinistra massaggia dapprima il clitoride della moglie, poi la carne sotto, fino a trovare lo sbocco dell'uretra di lei. Si ferma, lo sguardo intento, fisso in quello della moglie, poi riprende, solleticando con piccoli movimenti circolare il buchino, sentendolo cedere alla pressione. Leggendo la sorpresa negli occhi della compagna, guida la propria erezione contro l'orifizio, premendo con dolcezza, lasciando che sia il corpo della donna ad aprirsi, ad accoglierlo come non dovrebbe essere possibile.

MGL ha un sussulto, sentendo il glande penetrarla dove non lo riteneva possibile, sentendo il proprio corpo accettare quell'anomala intrusione, diffondendo confuse sensazioni, nuove, inattese, eppure non sgradevoli. Chiude gli occhi, per concentrarsi su di esse, e subito il suo compagno si ferma, timoroso di starle causando dolore.

MGL (mormorando): Continua …

Con rinnovata cautela, l'uomo procede, la sua erezione facendosi strada su per la cedevole uretra della consorte, fino a sfociare —senza alcun dubbio— dritto nella sua vescica. È proprio quando il glande di lui è interamente passato nella vescica che lei riapre gli occhi, gli poggia le mani sul petto, per fermarlo.

MRT: Ti fa male?

MGL: No, è … è stranissimo però … a te piace?

Muove appena il bacino, e lo strettissimo collare dell'imbocco dell'uretra sotto il glande provoca all'uomo un'improvvisa scossa di piacere.

MGL: Sí, ti piace!

Sorridendo, la donna insiste, con movimenti sempre piú ampi e deliberati, finché non sente l'inconfondibile fiotto allagarle la vescica, stimolandole una aliena sensazione di piacere. Poi, nuovamente, improvvisamente preoccupata, guardando in basso verso il punto in cui i loro corpi sono congiunti, si chiede, se pur udibilmente:

MGL: Ma adesso … potrai uscire?

Ancora ansimando per l'orgasmo raggiunto, l'uomo mormora, rassicurante:

MRT: Sai, non penso che i nostri corpi abbiano piú problemi di questo tipo …

E con la stessa delicatezza con cui l'aveva penetrata, ora si ritrae, e la donna stavolta non riesce a resistere alle sensazioni, sempre piú piacevoli, e se pur cercando di controllarsi, si dimena sotto di lui, finché il pene ormai moscio del marito non le abbandona il corpo, con un distintivo schiocco.

MGL: Oddío che strano … oh, dovrei dire oh Dea, vero? … è cosí strano (chiude gli occhi) mi sento come se dovessi fare pipí, ma …

Con un mignolo, si carezza l'uretra, ancora dilatata dall'invasione del marito, ne sente le pareti viscide, unte non si capisce bene se dai fluidi dell'uomo o da una nuova, inumana capacità di lubrificarsi. L'esplorazione dello sbocco dell'uretra, le dà ora un incontestabile piacere, a cui si abbandona, fino a raggiungere anche lei un orgasmo, accompagnato dall'emissione di quello sperma che poco prima il compagno le aveva depositato nella vescica.

Ansimanti, marito e moglie si sdraiano l'uno accanto all'altra.

MGL: Okay … okay, possiamo fare cose assurde. L'avevo già capito lí, ma … non mi capacito ancora. (Si volta verso il marito, incrociando il suo sguardo.) Vuoi … vuoi continuare a … provare? Io … io non piú nemmeno se credere a … alle mie sensazioni, è tutto cosí … strano, cosí nuovo, cosí assurdo, ed allo stesso tempo … non posso nemmeno dire naturale perché (sogghigna, anche il marito sbuffa una mezza risata) non c'è proprio nulla di naturale in certe cose che abbiamo fatto.

Si ferma, come a riprendere fiato, torna a guardare il soffitto, mentre il marito, voltatosi su un fianco, le carezza il corpo. Poi MGL torna a cercare lo sguardo di lui:

MGL: Per te … per te non è cosí assurdo, vero?

L'uomo torna a sdraiarsi sulla schiena.

MRT: Non lo so, non me lo spiegare nemmeno io. Mi ha colpito … c'è una cosa che hai detto, che mi ha colpito. Come se fossimo in uno dei miei sogni erotici. Ma vuoi sapere una cosa? (volta il capo verso di lei) È … come se mi fossi svegliato. È come se improvvisamente tutto avesse … senso. Non è cambiato nulla nel mondo, il mondo reale è rimasto tale e quale, ma è come se adesso io fossi … sveglio. Come se finora fossi vissuto in una sorta di … non posso nemmeno definirlo un sogno, o men che mai un incubo, ma è come se finora fossi stato … non lo so, in coma? Non sono mai stato in coma, non so se è il termine giusto, ma … okay, abbiamo fatto cose che non sono naturali, nel senso che se qualunque altra coppia di esseri umani le avesse provate senza … senza la dovuta preparazione, ad essere generosi, sarebbero probabilmente risultate in qualche … trauma fisico irreversibile. Eppure sono naturali. Per me. Spontanee, forse? No, non è il termine giusto, ma è come se … sí, voglio dire, “perché no?” (segna le virgolette in aria con le dita) Ecco, tutto è diventato un “perché no?”

Il torrente di parole si ferma, come se l'uomo dovesse riprendere fiato, e poi ricomincia, di nuovo rivolto al soffitto piú che alla compagna.

MRT: E poi è tutto cosí … nitido. L'hai visto anche tu, vero? Se chiudi gli occhi, puoi comunque vedere me qui accanto a te, sentire la mia presenza, ed oltre, se ti concentri, là fuori, tutto l'albergo, tutto il paese, ogni respiro, ogni battito di un cuore, ogni scintilla di vita (si volta verso la moglie, la vede arrossire).

MGL: Per me non è … cosí forte, cosí, ovvio. Lo sento anch'io, sento te, qui vicino a me, ma sei quasi … abbagliante, e … sentire oltre, piú lontano è … (chiude gli occhi, si concentra) è come se fosse lí, a portata di mano, ma allo stesso tempo … (li riapre) È questo che intendeva la Dea, quando ha detto che tu sei discendente di … gran sacerdoti, o quello che siano?

MRT: Non lo so. Guarda, non so nemmeno … non voglio nemmeno provare a pensare a … a quale ramo della famiglia si riferisse. Seriamente, non ci voglio pensare. E lo so, non mi sfugge l'ironia del sentirmi ancora a disagio al pensiero che i miei abbiano, o abbiano avuto, una vita sessuale —e ancor piú che almeno in parte questa possa essere stata dettata da … da questa natura in loro non manifesta.

Ridacchia, ridacchiano, poi di nuovo si riposano, in silenzio.

MGL: E ora?

MRT: Non hai sonno?

MGL: No, e sinceramente, ormai starà pure venendo su il sole.

MRT: Ti andrebbe di … continuare?

MGL: Continuare cosa?

MRT: Continuare … esplorare, vedere quello che possiamo fare.

MGL: E cosa mai potresti voler provare piú? Cos'è rimasto? Il naso? Gli occhi? Quell'abominio contro l'anatomia umana che è la penetrazione dei capezzoli che si trova in certi fumetti pornografici?

MRT (scuotendo la testa): No, no, per carità, non esageriamo. Ma c'è … a parte che potrei provare tu a fare a me qualcosa, anche solo come le cose che io ho fatto a te …

MGL (volge via lo sguardo): No, non … almeno non ancora. Non ho ancora abbastanza confidenza.

MRT: Allora c'è … se sei disposta, c'è ancora una cosa che voglio provare.

MGL (con tono rassegnata): Okay, come … come preferisci che mi metta?

MRT: Cosí, cosí va bene.

Sono ciascuno su un fianco, l'uno di fronte all'altra, ancora sdraiati sul letto, e lui si avvicina, fino ad intrecciare le gambe con quelle di lei. Le carezza il viso, deposita un bacio sulle sue labbra, poi insiste, alla francese, e la moglie risponde, con passione.

MRT: Il nostro corpo … i nostri corpi, hai visto che non sono piú … definiti?

La moglie ridacchia, ripensando al modo in cui il marito l'ha invasa durante le celebrazioni. Allunga una mano a carezzargli il pene, lo sente inturgidire tra le dita.

MGL: Amore, ho sempre goduto anche con quello che hai … che avevi normalmente.

MRT: Non sempre, ma non è quello il punto.

MGL: E cosa? (insiste con la stimolazione, sente il pene del marito ingrossarsi, allungarsi) Davvero non è quello?

Per tutta risposta, il marito le carezza un capezzolo, le palpa la mammella.

MGL: Oh, è questo che vuoi? Mi vuoi con le tette grosse?

MRT: Voglio giocare con te.

MGL (sbuffando): Va bene, proviamo.

Chiude gli occhi, concentrandosi sul proprio busto. Nuovamente sente l'ebbrezza del poter sentire il proprio corpo, di poterlo controllare quasi come se fosse dall'esterno, una realtà parallela in cui, nel loro piccolo, è loro concesso di giocare a fare i demiurghi. Con ogni respiro, aggiunge qualche strato di ciccia alle proprie mammelle, e le viene da ridere:

MGL: Non sono nemmeno sicuro di starlo facendo correttamente …

MRT: Non mi importa, è divertente lo stesso.

Il marito insiste, palpeggiandola, sentendo la massa di carne crescere sotto il suo palmo.

MGL: Divertente? E cosí?

In un unico respiro, la donna triplica il volume delle proprie mammelle, ora schiacciate tra i loro corpi. Il marito deve sporgersi in avanti ora, per arrivare anche solo a sfiorarle le labbra con le proprie.

MRT: Sí, divertente.

Anche il pene di lui è cresciuto a dismisura, arrivando finalmente proprio al seno di lei.

MGL: Ah, è questo che volevi fare, quindi. (afferra l'incredibile erezione a due mani, la guida fra le proprie enormi mammelle, masturbandola leggermente) Contento?

MRT: Molto …

MGL: Non sembri troppo contento.

MRT: È un po' … secco.

MGL: Oh … (ci pensa un attimo, e prova a sudare, spropositatamente, lungo tutto il solco mammario) Meglio ora?

MRT: Oh, sí, molto …

Il marito comincia a spingere, ma lei ora lo trattiene.

MRT: Che c'è?

MGL: Cresci ancora.

Resistere alla tentazione di spingere richiede all'uomo un notevole sforzo, molto piú del lasciare la propria erezione crescere ancora, immersa nella massa delle mammelle della compagna.

MGL: Non è la stessa cosa?

MRT: No, non lo è, ma è … è estremamente piacevole, ma questo (accenna comunque un movimento col bacino) viene … spontaneo.

La moglie si guarda la scollatura, aspettando di vedere spuntare finalmente il glande dell'uomo, e non appena lo vede far capolino tra le pieghe irriconoscibili del proprio seno, tira fuori la lingua per cercare di raggiungerlo, senza riuscirci. Solleva nuovamente lo sguardo, per incrociare quello intento del marito, e senza staccare gli occhi dai suoi, lascia che la sua lingua si allunghi, muscolosa e umida, fino ad arrivare a sfiorare il glande. Non è mai stata un'entusiasta esecutrice di sesso orale, ma c'è qualcosa nel modo giocoso ed assurdo in cui la cosa si sta svolgendo che la intriga. Non pensa nemmeno al piacere che potrebbe procurare all'uomo, ma piuttosto al riconoscimento che cosí sta dando alla loro nuova vita, alla loro nuova natura.

L'uomo le viene incontro, allungando ulteriormente il pene, e la abbraccia ancora piú strettamente, al punto che le spropositate dimensioni del seno di lei diventano un inciampo. Lei allora ne riduce il volume, condensandone la massa in modo che la forza con cui le sue mammelle trattengono l'erezione non cambi. Ed improvvisamente si ritrova il glande di lui, lucido, gocciolante, come un ostacolo tra il proprio viso e quello del marito.

MGL: Se'iamenpe? (non le riesce di parlare con la lingua ancora fuori, elongata)

Ma per tutta risposta, il marito si sporge in avanti, poggiando le labbra al proprio glande, e poi ancora avanti fino a spingerlo contro quelle di lei, cogliendola di sorpresa. Con un gesto quasi automatico, la donna si ritrova ad avvolgere la lingua attorno all'organo del marito, solo per incrociarvi quella di lui, ed insieme nascondono cosí il glande di lui nel caldo ed umido nido formato dalle loro bocche. Seppur perplessa, la moglie chiude gli occhi di nuovo, divertendosi a giocare con la lingua contro la lingua dell'uomo e sul suo glande, in un inseguimento che pur senza avere uno scopo preciso, produce ben presto il prevedibile risultato. E benché entrambi siano ammutoliti dalle loro bocche occupate, la moglie ha l'impressione di sentire distintamente, sopra i grugniti di piacere del compagno, la voce di lui che esclama:

MRT: Vengo!

Ed ella stessa si trova a rispondere, senza poterlo davvero fare, eppure con quello stesso tono affettuoso ed incoraggiante che spesso usa quando fanno l'amore::

MGL: Vieni, tesoro.

Ma nonostante l'invito, e nonostante ella senta l'orgasmo dell'uomo attraversargli il corpo, nulla sbocca dal pene, ed ella si ritrae, perplessa, proprio mentre il primo schizzo finalmente trova la strada. Ma prima che la donna abbia il tempo di reagire, è l'uomo stesso a chiudere il glande nella propria bocca, a raccogliere gli schizzi successivi.

MGL: Ohmiodi … oh Dea, ma cosa è successo?

L'uomo ride, tra un singhiozzo e due colpi di tosse. La donna si solleva in ginocchio, preoccupata.

MGL: Tutto bene?

Il compagno la tranquillizza con un gesto, e finalmente riesce a dire:

MRT: A quanto pare, l'ejaculazione non era calibrata sulla lunghezza del cazzo!

MGL: Ma seriamente?

Con una scrollatina di spalle, l'uomo si gira sulla schiena, il suo lunghissimo pene ormai detumescente ancora saldamente intrappolato tra le sproporzionate mammelle della compagna. La donna guarda giú, e non riesce a trattenere una risata:

MGL: Ma quindi, ti piaccio cosí?

Il marito si volge ad incrociare il suo sguardo, poi guarda l'immenso seno di lei, e non può fare a meno di notare come sia sodo e protundente, senza segno di rilassatezza.

MRT: Pesa?

MGL: Insensatamente.

MRT: Sembra quasi finto.

MGL (guardandosi di nuovo il seno): Be', lo è. Te l'ho detto che non ho esperienza su come dovrebbe essere realmente, a parte forse l'estetica.

MRT (allunga una mano a carezzarle il seno, approfittando per liberare il proprio pene fuori da quella tana): È molto divertente. La consistenza mi ricorda un po' quella di quando eri incinta.

MGL: Ma lo trovi … erotico?

MRT: È … buffo … fumettoso, ecco.

La moglie, non soddisfatta dalla risposta, scuote il busto, lasciando oscillare le grosse mammelle.

MRT: Amore, vuoi che ti dica che mi piaci di piú con le tette grosse?

MGL: Non è cosí?

L'uomo sbuffa, scuote il capo.

MRT: Amore, se mi chiedi se mi piacciono le tette grosse, io ti rispondo di sí. Ma mi piaci di piú con le tette grosse? No, non mi importa. (le prende la mano) Sei piú attraente stanotte? Sí, ma vuoi sapere cosa ti rende piú attraente? La tua disponibilità a giocare, a scherzare. Sei libera, amore, sei finalmente libera, e questo ti rende splendida come non mai.

MGL: E perché ora ho le tette grosse.

L'uomo sbuffa, alzando gli occhi al cielo in un'espressione di rassegnazione {#TODO rivedere#} e sobbalza di sorpresa quando la moglie aumenta ancora il volume delle proprie mammelle, fino a perdere l'equilibrio e cadergli addosso.

MRT (ridendo): Okay, ora lo stai facendo apposta.

MGL (afferrandogli il pene con una mano e agitandolo come una corda): Disse quello con un metro di cazzo.

La donna si sistema meglio sopra di lui, sporgendosi oltre l'immenso seno per baciarlo a fondo. Si ritrae, perplessa:

MGL: Hai un sapore strano.

MRT: Sarà per prima.

La donna torna a baciarlo, cauta, quasi pensosa.

MGL: Che strano. (riprova) Ma tu? (di nuovo)

MRT: Io cosa?

MGL: Be', non è proprio … comune.

MRT (sbuffando): Eh … ho avuto conferma di quello che avevo letto su Internet, è piú come succhiarlo a qualcun altro che averlo succhiato.

MGL (dopo un altro bacio): Tutto qui?

MRT: Cos'altro vuoi sapere?

MGL: Non lo so nemmeno io … però … mi hai stupito. Non pensavo …

La donna si interrompe, rotola giú dal marito, di schiena, dapprima contemplando il soffitto, poi finalmente, rivolgendosi nuovamente al marito:

MGL: Non dovrei essere sorpresa, vero?

L'uomo scuote il capo, sospira, non risponde, non incontra lo sguardo della donna. La moglie insiste:

MGL: Sono tutte cose che … a cui hai pensato qualche volta, vero?

MRT (un tenue gesto d'assenso): Hm.

MGL: Hai … sempre avuto fantasie cosí … spinte?

MRT (un tenue gesto d'assenso): Hm.

La donna torna a contemplare il soffitto. La sua voce si fa meno sicura.

MGL: Se … se non fosse … se non ci fossimo trovati … se non fossimo stati … se la Dea non ci avesse … scelti … sarebbe mai successo nulla di … di quello che è successo?

L'uomo si volta a guardarla, cercando di capire dove voglia arrivare. Non è difficile immaginare a cosa si riferisca, visto quante delle cose che hanno fatto sarebbero state impossibili senza la benedizione della Dea.

MRT: No, non credo proprio.

MGL: Per … per me?

La donna ora tiene le braccia strette al petto, che ha riportato alle sue dimensioni naturali. Si volta a guardare il marito, e l'uomo non può fare a meno di notare che sta sforzandosi di trattenere le lacrime.

MGL: Per come sono io? Per come … ero?

L'uomo si volta interamente sul fianco, le carezza il viso.

MRT: Amore, come hai detto tu stessa, stiamo vivendo una mia fantasia. Non hai idea di quante fantasie ho, e ho coltivato, nella mia vita, e non solo sessuali. Mi faresti una domanda del genere per … non so, per le mie fantasie di violenza?

La donna chiude gli occhi, con un sorriso, annuisce comprensiva. Il compagno le asciuga le lacrime che sono sfuggite al controllo.

MRT: Sono fantasie. Sono sfoghi della mente.

Si avvicina a lei, abbracciandola, baciandola.

MRT: È vero, è possibile che se avessi avuto una vita diversa, se avessi … incontrato chissà chi, se avessi … sposato un'altra … è possibile che con … una moglie diversa da te avrei … avremmo … esplorato altre strade, Non insulterò la tua intelligenza e vent'anni di matrimonio fingendo che … le nostre libido non siano sempre state … incommensurabili. Ne abbiamo parlato mille volte, abbiamo … abbiamo anche litigato, e di brutto, per questa cosa. Ci sono cose che avrei sempre voluto fare, o provare a fare, con te, con … il tuo corpo, e che non abbiamo mai potuto esplorare per … tua scelta. E sai pure tu quali sono, perché ne abbiamo parlato, sempre. Quelle sono cose che con un'altra forse avrei potuto fare. Ma la maggior parte delle cose che abbiamo fatto oggi, anche quelle che sarebbero state … possibili senza la benedizione della Dea? No, non credo proprio che sarebbero mai state piú d'una fantasia.

Non sono parole intenzionalmente consolatorie, e nemmeno intenzionalmente mirate a riaprire vecchie ferite, ma con la loro sincerità riescono a fare l'uno e l'altro.

MGL: Sono stata … sono sempre stata inadeguata per …

Il marito la ferma con un dito sulle labbra.

MRT: No. Persino la Dea ti ha detto altrimenti.

MGL: Senza di me, a quest'ora saresti diventato Gran Sacerdote.

MRT: Amore, senza di te probabilmente non sarei mai nemmeno venuto da queste parti.

La donna si solleva nuovamente a sedere, cercando un fazzoletto per soffiarsi il naso. Rasserenata, scherza:

MGL: Devi sempre averla vinta tu.

MRT: Non posso farci nulla se ho sempre ragione.

L'uomo non fa in tempo a difendersi dal cuscino che la moglie gli sbatte violentemente sul viso, o forse non prova nemmeno, sapendo mi meritare il colpo. È la donna stessa a spostare via il cuscino, prima di chinarsi a dargli un bacio.

MGL: Sei un scemo, ma grazie.

Il marito le trattiene il viso contro il proprio, approfondisce il bacio, prima di lasciarla di nuovo libera.

MRT: Sempre.

Con un profondo sospiro, la donna distrae lo sguardo, arrossendo.

MGL: Ma quindi non mi vuoi con piú tette?

MRT: Amore, te l'ho già detto. Se proprio pensi ti possa fare sentire meglio con te stessa, o piú desiderabile, non sarò certo io a dirti di non tenerti piú prosperosa. Ma non farlo per me. Anzi, ora piú ancora di prima mi piaceresti in qualunque forma. Potresti essere piatta come una tavola da biliardo, e vorrei comunque fare l'amore con te, con questa tua nuova voglia di esplorare, giocare insieme.

La donna lo guarda sospettosa, dubbiosa, incredula. E per sfida, decide di ridurre al minimo il proprio seno.

MGL: Anche cosí? Con i miei rotolini di ciccia e nemmeno un po' di tette?

L'uomo scuote il capo, si solleva anche lui a sedere.

MRT: Anche cosí, come vuoi tu, per il semplice fatto che vuoi tu.

Si china a baciarle un capezzolo, poi l'altro. La donna lo ferma.

MGL: Aspetta. Aspetta.

Scende dal letto, corre in bagno.

Quando torna ad uscire, il marito si trova davanti una versione piú che smagrita della propria compagna: smunta, spigolosa, privata persino di quelle rotondità alle natiche che da subito l'avevano attratto a lei.

MRT: Amore …

MGL (titubante): Sono stata cosí. Sono stata anche peggio di cosí.

L'uomo salta giú dal letto, la ferma prima che lei possa tornare in bagno, la solleva senza sforzo, leggera com'è diventata, per tenerla, abbracciata, faccia a faccia. Abbarbicata al busto di lui, quasi comodamente seduta sulle sue solide braccia, con una rinnovata timidezza nella voce, la donna chiede:

MGL: Ti sarei piaciuta anche allora?

MRT: Sempre.

MGL: Fammi l'amore cosí.

Il marito la riporta a letto, senza staccare le proprie labbra dalle sue. Si china in avanti finché la schiena di lei non arriva al letto. La donna lascia la propria presa, ma l'uomo sente in lei ancora un nervosismo, un imbarazzo che gli ricorda quello dei loro primi incontri. Interpretando il suo desiderio, la tratta con una delicatezza quasi timida, una passione frenata. Dal bacio profondo sposta le proprie labbra al collo di lei, alle spalle, scendendo sul petto di lei fino a trovare un capezzolo, invitante nel suo turgore —e sensibile, come gli rivelano i gemiti della moglie.

E quando le labbra dell'uomo lasciano il capezzolo alla stimolazione manuale per raggiungere l'altro, la donna torna ad aggrapparsi al collo del marito, sollevando il bacino contro il suo busto, cercando una stimolazione che lascia sul ventre di lui una traccia umida e calda. L'uomo si inginocchia, costringendo il corpo della donna nuovamente contro il letto, lasciando alle mani il compito di stimolare i capezzoli di lei, ed alla bocca di vagare sul ventre di lei, tremante al contatto, fino a raggiungere l'incolto pelo del pube, da aggirare per carezzare con le labbra, con la lingua, gli incavi che le cosce smagrite della donna, divaricate ormai per lasciargli accesso, formano con il bacino.

MGL approva con entusiasmo quando le labbra del marito trovano infine quelle del suo sesso, abbandonandosi con godimento all'esperienza che l'uomo ha acquisito negli anni di amorosa convivenza, e con cui ora alterna la stimolazione della clitoride, dei capezzoli, del vestibolo vulvare, allontanando l'uomo solo quando la stimolazione, facendole raggiungere l'orgasmo, diventa intollerabile. Lo abbraccia allora, tirandolo a sé.

MGL: Ti voglio dentro.

gli bisbiglia, baciandolo con passione nonostante il viso intriso degli umori del suo stesso sesso, L'uomo è già pronto, aspettando l'invito come sempre dopo una sessione orale, ma si ferma appenda dentro, stupito, incontrando una resistenza inaspettata, ma di cui non erra ad indovinare il motivo.

MRT: Seriamente?

MGL: Sí.

MRT: Amore …

MGL: Non mi hai mai potuto avere cosí, ma so che avresti voluto. Entra.

MRT: Ho paura di farti male …

MGL: Entra, amore …

La donna solleva ancora il bacino verso di lui, poi con una mano cerca la sua erezione che è scivolata via, la punta solidamente all'ingresso della vagina, lo invita ancora ad entrare, finché lui, con attenzione, con delicatezza, non comincia a sprovare la resistenza del rinnovato imene, poco per volta, sentendolo cedere, allentarsi, aprirsi a poco a poco, per farlo entrare. L'uomo la trova stretta come rare volte, ma calda ed umida come nei momenti di massima eccitazione, ed affonda in lei quasi dimenticando le cautele di un attimo prima, per fermarsi appena immerso completamente.

MRT: Stai bene?

MGL: Scopami …

La voce piena di desiderio della donna lo solleva da ogni preoccupazione, e l'uomo comincia a muoversi con passione, assaporando l'intensità di quell'inusuale rapporto con la moglie, quella ristrettezza stimolante che lo porta velocemente ad un orgasmo che sente riecheggiato nel corpo di lei.

Ansimante, si ferma, godendosi ancora la sensazione che gli comunica la detumescente erezione immersa nella pulsante vagina della moglie. Fra un respiro affannoso e l'altro, avendo ripreso abbastanza fiato, non riesce a commentare comunque con piú di uno stentato:

MRT: … seriamente …

a cui la moglie risponde solo con carezze al volto e baci sulle labbra. Solo quando lui esce finalmente, sdraiandolesi accanto, e solo dopo essersi abbarbicata a lui, ancora con quel corpo smagrito, il capo sulla spalla di lui, cinta da un braccio dell'uomo che le poggia la mano sul fianco, la donna finalmente parla:

MGL: Davvero, mi avresti trovata desiderabile cosí, senza tette, senza culo.

MRT: Mi fa un po' impressione vederti, sentirti (la palpeggia con una mano, per sottolineare il senso della parola) cosí magra. Ma sei sempre tu, e vederti e sentirti piena di desiderio … davvero, non puoi sottostimare cosí il ruolo che questo gioca nell'attrazione.

MGL: Ma ti piaccio di piú col culo?

MRT (carezzandole le natiche): Mi piace il tuo culo come l'ho conosciuto.

MGL: Piú di questo?

L'uomo sospira, sbuffa, ammette infine:

MRT: Piú di questo. Ma davvero vuoi giocare a questo gioco? Va bene, sí, mi piace che tu abbia carne da toccare, palpeggiare, mordere, baciare, e mi piace che ce ne sia tanta. E vale per il seno come vale per il culo. Ma il gioco vale in entrambe le direzioni, e non credo che tu possa piú avere la faccia di negare che è piú gradevole avere dentro un cazzo che ti riempie completamente, piú di quanto io abbia potuto fare finora. Ed anche se hai sempre voluto girarci attorno, è una cosa che sappiamo dalle volte in cui mi hai fatto entrare senza essere molto eccitata, o di quelle in cui abbiamo usato il vibratore.

MGL: Non è …

MRT: Sí, amore, è. Ed è proprio la stessa cosa —anzi, se proprio fossi in vena di fare polemica, direi che dove qualunque risposta tu possa dare per la questione delle dimensioni del pene non vale per il tuo fisico è che quella del tuo fisico è ancora meno importante, perché è solo una questione … estetica, non funzionale.

La donna si distacca da lui, interdetta, ed il suo compagno insoddisfatto dal tono con cui le parole gli sono uscite. Non riesce a rimproverarsene —è un discorso su cui sono tornati piú volte da quando stanno insieme, ma ancor piú si è sentito piccato dall'insistenza della moglie proprio adesso, quando tutto questo smette di avere qualsiasi importanza.

La abbraccia forte, poggiandole una mano consolatoria sul capo, portando il suo viso contro il proprio, fronte contro fronte, naso contro naso.

MRT (mormorando): Perché queste improvvise insicurezze? E proprio ora, che hanno meno senso che mai?

MGL (un bisbiglio): Non lo so … non lo so …

Poi, staccandosi da lui, con voce piú limpida, ma non meno insicura:

MGL: Non lo so, è … ero euforica, lí, come se fossi … ubriaca, ed ora che … è passato tempo, e non c'è piú la … non sento piú cosí viva la presenza della Dea … non lo so, è passato quel senso di euforia, e … non lo so, anche … il fatto di poterci fare qualcosa ora, improvvisamente scoprire questa … questa cosa … mi … mi rende ancora piú cosciente di come sono normalmente e …

La donna si alza, torna in bagno, e quando esce è di nuovo nella sua forma di sempre, e dal suo viso è sparito ogni segno di quella serenità, di quella gioia che lo colorivano quando erano tornati in albergo. Si siete sul letto, mogia, ed il marito si solleva per sederlesi dietro, abbracciandola. La moglie sospira.

MGL: Mi sono presa di … non so nemmeno se gelosia o invidia, nei confronti della Gran Sacerdotessa. Mi … è tornato in mente il modo in cui la Dea ha … ha praticamente detto che avresti potuto essere …

La donna non ha il coraggio di continuare. L'uomo l'abbraccia forte, poggiando le labbra in un bacio fisso sulla sua spalla sussultante. Con gli occhi chiusi, ascolta il cuore di lei, il suo corpo, la sua piccola fiamma agitata come se stesse esaurendo il combustibile. Non dice nulla, limitandosi ad ascoltare il singhiozzo di lei, le sue paure, concentrato su quella fiammella come se la vedesse lí dritto davanti a sé.

MGL (tra i singhiozzi): Sono … sono venute dritte da te … mi sono sentita … invisibile … fino … solo quando … solo quando ho parlato … ed era … era come se … quasi come se … come se non credessero alla mia esistenza … come se … fosse stato meglio se io non fossi lí!

La piccola fiammella vacilla nell'oscurità

MGL (ancora in lacrime): E tu … da subito cosí … cosí entusiasta, cosí … nel tuo elemento …

MRT: Non sei contenta di quello che siamo? Di come siamo … diventati?

MGL: Cosa? No! Non è questo!

È come se la donna si risvegliasse improvvisamente. Rompe l'abbraccio per cercare un fazzoletto, si soffia il naso, torna a sedersi tra le braccia e le gambe di lui, che è ben lieto di tornare ad abbracciarla come prima. Anche la donna adesso chiude gli occhi. Porta le mani a coprire quelle di lui, intrecciando le dita con le sue, ed ascolta: ascolta il cuore dell'uomo, il suo corpo, e nell'oscurità che la sta avvolgendo percepisce un immenso calore provenire da lui, ed è quasi timorosa di voltarsi a guardarlo. E quando infine trova il coraggio, si trova davanti una colonna di fuoco vasta, incombente, la cui luce spazza via ogni lembo d'oscurità.

Sorride.

MGL (quasi tra sé): È cosí che ti vedi? È che cosí che mi vedi?

MRT: Cosí che mi vedo cosa?

MGL: Niente, lascia perdere. Non so cosa mi sia preso.

Le dita di lei lasciano l'intreccio, le sue mani danno piccole pacche a quelle di lui. Con un grande sospiro, si stiracchia.

MGL: Non so cosa mi sia preso. È una situazione cosí … delirante.

Si ferma un attimo, come se stesse raccogliendo i pensieri, poi si gira verso il marito.

MGL: Ma davvero ha detto che ci avrebbe reso immuni alle malattie?

Per tutta risposta, l'uomo fa spallucce.

MGL: È davvero cosí assurda la situazione?

L'uomo annuisce.

MGL: E possiamo davvero … controllare il nostro corpo cosí?

MRT: L'abbiamo fatto.

MGL: Ho … paura di tutto questo. No, non paura, ma … (allarga le braccia) siamo davvero ancora noi?

MRT (stupito): Anche se possiamo …

MGL: No, non intendo … non è dell'aspetto fisico che sto parlando, ma …

Incrociando lo sguardo del marito, la donna sente come la propria esperienza e quella del suo compagno siano state molto diverse. Scuote il capo, alzandosi, allontanandosi di due passi dal letto.

MGL: A te sembra che io sia come prima?

L'uomo capisce finalmente a cosa si riferisca la moglie, ma la donna nel frattempo continua:

MGL: Tu stesso hai detto che adesso sono … libera. È questo quello che hai detto (l'uomo annuisce), ma al di là della parola, mi trovi cambiata (l'uomo china lo sguardo). Ed è … per te va bene, perché il cambiamento che vedi è … è un miglioramento. Sono finalmente disposta a fare, persino con entusiasmo, cose che fino a qualche ora fa ero estremamente restía a fare, o che mai avrei nemmeno concepito. Sono libera.

La donna fissa il marito, aspettando una risposta, o un gesto di comprensione. Ma l'uomo non solleva lo sguardo.

MRT (mestamente): Non sembri d'accordo. O … o non ne sembri contenta.

MGL: No! Non è questo! È …

La donna si avvicina al compagno, torna a sedersi accanto a lui.

MGL: Se è cambiato questo, il mio desiderio, la mia … la mia disponibilità, cos'altro è diverso? E se anche fossero cambiate solo queste cose … come possiamo sapere cosa questo cambierà in noi, tra noi, nella nostra vita?

L'uomo è ancora perplesso.

MRT: Perché pensi che debba cambiare qualcosa?

La donna non ha il tempo di rispondere. Un'inserviente apre la porta, e subito la richiude, scusandosi.

MRT: Oddio, abbiamo dimenticato il do not disturb …

MGL: Ma che ore sono?

L'uomo si allunga su letto a cercare il cellulare.

MRT: Undici meno un quarto.

La donna si mette le mani nei capelli.

MGL: Cosí tardi?

MRT: Era già l'alba quando siamo tornati in albergo. Vieni, facciamoci una doccia e andiamo a fare un giro.

Riprendono la conversazione solo dopo essersi seduti ad uno dei tavolini di un pub ed aver ordinato un brunch. La donna si china in avanti, nascondendosi il volto tra le mani.

MRT: Che c'è?

MGL: Mi è appena venuta in mente la poverina che deve rifare la nostra stanza. L'aria sarà irrespirabile, e non voglio pensare a come abbiamo lasciato le lenzuola.

L'uomo le cinge le spalle con un braccio, avvicinandola a sé.

MRT (sorridendo, scherzoso): Starà rosicando d'invidia.

La donna gli tira una gomitata nelle costole, poi si ricompone mentre la cameriera del pub comincia a piazzare davanti a loro vassoi colmi di cibo.

MGL: Non pensavo nemmeno di essere cosí affamata. (comincia a servirsi) Ma davvero non abbiamo dormito stanotte?

MRT: Non abbiamo chiuso occhio.

La moglie ci pensa un po' su, preparandosi il piatto.

MGL: Non mi sento minimamente assonnata.

MRT: Nemmeno quella sensazione straniante di quando fai nottata ed il giorno dopo devi ricominciare e sei lucido, ma …

La donna annuisce, quasi distrattamente, godendosi il cibo. Dopo qualche secondo, si accorge che il marito la guarda intensamente, e tra un boccone e l'altro trova lo spazio di chiedere:

MGL: Che c'è?

MRT: Niente. (pausa) Mi piace vederti mangiare con gusto.

MGL: Ho fame.

MRT: Non era un rimprovero. Se vuoi possiamo anche ordinare un bis.

MGL: Cos'è, un nuovo feticcio?

La donna riprende a mangiare, con piú cautela.

MRT: Ovviamente c'è tutta una sottocultura incentrata sul cibo, ma sinceramente a me non ha mai detto niente. No, mi piace vederti mangiare con gusto perché è una cosa che troppo spesso ti neghi o ti viene negata, anche quando siamo in vacanza. E mi piace che, ora che puoi, tu te lo stia godendo.

La donna arrossisce, ma continua a mangiare.

MRT: Se vuoi possiamo anche prendere un bis.

La donna traccia dei cerchietti in aria con l'indice, ad indicare “dopo”. Ed è solo quando ha finito quello che ha davanti che improvvisamente si ricorda.

MGL: Siamo in ritardo!

MRT: Amore, siamo in vacanza.

MGL (imbronciata): Avevamo in programma di visitare il castello e gli scavi archeologici.

MRT: Andiamo ora al castello, e nel pomeriggio agli scavi. Ci facciamo fare dei panini per un pranzo a sacco da mangiare (guarda l'orologio, sorride) alle tre, e poi andiamo direttamente agli scavi. O mangiamo lí, se c'è qualche tavolino … possiamo finire con calma, ci arrangiamo.

Quando la cameriera si avvicina per chiedere se desiderano qualcos'altro altro, la moglie si è convinta, e lascia che il marito si informi.

MRT: Would it be possible to have some sandwiches to go, for later?

YW1: A packed lunch? No problem. Any preferences?

MGL: A number 5.

MRT: Make that two number 5. And a number 3.

MGL (alzando indice e medio a V): Two number 3.

YW1: Two number 3 and two number 5 (i coniugi si scambiano uno sguardo, annuiscono). Anything else?

MRT: A large water. And the check.

YW1: Of course. I'll be back in a moment.

La cameriera torna dentro, e la moglie lancia al compagno un'occhiata d'intesa, per segnalare che l'ha riconosciuta, ma l'uomo, ignaro, interpreta lo sguardo come un invito a darle un bacio, presto interrotto dal riemergere della cameriera, che porge loro il conto.

YW1: The lunch is being packed, and will be ready in a minute. You're visiting the castle?

MRT: That, and hopefully the archeological digs.

YW1: Oh, wonderful program.

MGL: Is it doable in a day? Or … what remains of it?

YW1: Oh, no problem at all. If you're comfortable horseback riding there's also a guided tour to both from the Lady's Cottage.

L'uomo vede il viso della moglie illuminarsi.

MRT: That would be … where?

YW1: Right behind the hill (la cameriera accenna col capo nella direzione) Five minutes walk.

MRT: That's … thank you very much.

YW1 (sorridendo): You're welcome. I'll go fetch your lunches.

L'uomo ne approfitta per rivedere il conto, con l'occhio della moglie sopra la spalla.

MRT: Uh, c'hanno fatto uno sconto.

MGL: Per cosa?

MRT: CGR. Boh.

MGL: Oh.

MRT: “Oh” cosa?

MGL (guardandolo perplessa): Davvero?

MRT: “Davvero” cosa?

La donna con la mano fa un gesto come a cancellare la discussione, ma non riesce a trattenere il proprio sorriso.

MGL: Niente, lascia perdere.

L'uomo non è convinto, ma capisce che non riuscirà a tirare fuori altro dalla moglie, e lascia cadere il discorso, preparando invece il pagamento per il conto, Quando la cameriera lascia loro il pranzo, la moglie si alza,

MGL (bisbigliato all'orecchio del marito): Torno subito.

e sparisce all'interno del pub. L'uomo sistema il pranzo nello zaino, lascia una mancia alla cameriera, ed aspetta che la sua compagna torni. MRT le riconosce sul volto quella gioia che mai riesce a nascondere quando gli sta preparando una sorpresa, ma non indaga. Ritorna invece al suggerimento della cameriera.

MRT: Vuoi provare ad andare a cavallo, allora?

MGL: No, rimaniamo sul classico.

MRT: Dalla faccia che hai fatto avrei scommesso.

MGL: Mi piace l'idea, ma magari facciamo un giretto piú piccolo domani, visto che comunque partiamo tardi.

Si scambiano uno sguardo, e l'uomo continua a vedere in quello della compagna cose non dette che non riesce ad indovinare.

MRT: Okay.

A pochi passi dai ruderi del castello trovano dove fermarsi per riposare e ristorarsi. L'uomo stende il largo telo ai piedi di uno spuntone di roccia contro cui può comodamente poggiarsi, seduto, dopo essersi liberato delle scarpe. La donna si siede tra le sue gambe, poggiandosi contro di lui. Insieme, contemplano il paesaggio che si stende davanti a loro. Intorno, nessuno.

MRT: Silent Sunday.

MGL (distrattamente): Hm?

MRT: Silent Sunday. È questa … iniziativa di fotografia “senza parole”, tipicamente paesaggistica e senza figure umane.

Silenzio.

MGL: Sei deluso?

MRT: Hm?

MGL: Dal castello, dico.

MRT: No.

Silenzio.

MRT: Tu?

Silenzio.

MGL: Non ti aspettavi qualcosa di piú?

MRT: Dal castello? No. Alla fine sapevamo grosso modo cosa avremmo trovato.

MGL: Da cosa allora?

Silenzio.

MRT: No, lo so che è una sciocchezza. E certamente non cosí sul web, su una qualunque pagina turistica.

MGL (guarda in su, verso il viso dell'uomo): Ti aspettavi di trovare qualcosa sul culto della Dea?

L'uomo sorride, volge appena verso il basso uno sguardo, poi torna a guardare il panorama.

MRT: No, in realtà non me l'aspettavo. Mi sarebbe piaciuto, ma non me l'aspettavo. Ammesso e non concesso che qualcosa si possa trovare da qualche parte, non sarebbe certo cosí.

MGL: Oh, certamente. Se ne troverebbe una menzione criptica in qualche manoscritto tardo-medievale, difficile da decifrare.

L'uomo china lo sguardo ad incontrare quello di lei.

MRT: Mi prendi in giro.

MGL: No, ma anche sí.

Tornano entrambi a guardare il paesaggio. Silenzio.

MGL: Siamo davvero soli?

MRT: Chiudi gli occhi. Ascolta.

La donna chiude gli occhi. Ascolta. Si concentra su quella nuova percezione che le è disponibile. Lascia che la propria coscienza si espanda, percependo la vita semplice dell'erba, delle piante intorno a loro, gli insetti, gli uccelli. Deve spingersi lontano prima di sentire la vivace fiamma di un altro essere umano.

MGL (senza aprire gli occhi): È incredibile.

MRT: Cosa?

MGL: Questa … questa sensazione, questo … questo altro senso che abbiamo.

Il marito la abbraccia.

MGL: Ti fa davvero sentire il … calore del mondo attorno a te.

La donna prende le mani del marito, e le guida sotto la propria maglietta, dove le dita di lui trovano le mammelle sensibili di lei, i capezzoli desiderosi di attenzione La moglie si stiracchia, allargando il petto con un sospiro, godendo dell'esperto tocco del compagno.

MRT: Hai freddo?

le mormora l'uomo in un orecchio, torturandole con delicatezza i capezzoli ormai turgidi. La donna allarga le cosce, ansimando, e poi, come per dispetto, si alza improvvisamente in piedi, la maglietta ancora discinta.

Senza voltarsi verso il compagno, si slaccia i pantaloni, e con un gesto fluido li abbassa, insieme alle mutande, chinandosi per sfilarli, una gamba per volta, offrendo il proprio deretano scoperto al viso del marito, per subito risollevarsi. Si volta quindi verso di lui, il cespuglio del pube in bella vista, ed allargando le gambe si avvicina al compagno, fino ad arrivare a premere il proprio sesso ormai gocciolante contro la bocca di lui.

L'uomo accoglie con entusiasmo gli umori della compagna, e con la lingua e le labbra sulla vulva che gli viene offerta ne cerca ancora, stimolando il piacere della donna, assaporandone le carnose pieghe, dal perineo al clitoride, concentrandosi infine su questo, che accoglie tra le labbra per suggerlo dolcemente, mordicchiarlo con affetto, carezzarlo con la lingua.

MGL: Spogliati anche tu …

implora la donna, ansimante.

Con qualche difficoltà, l'uomo si toglie pantaloni e mutande, rimanendo con la bocca incollata al sesso della moglie, ed è appena tornato a sedersi sul telone per il picnic che la donna si stacca da lui per accosciarsi, impalandosi sull'erezione del compagno, portandosi all'orgasmo con pochi, secchi movimenti.

L'uomo la stringe a sé, la bacia con attenzione, memore dello scarso gradimento da lei normalmente provato a sentire il sapore dei proprî umori sulle labbra di lui, ma come la mattina in albergo, anche stavolta lei ricambia il bacio con passione, e lui ha quasi l'impressione che la donna stia quasi cercando proprio quel gusto.

Riprendendo fiato con un sospiro, continuando a muoversi ora con piú delicatezza, la moglie tiene viva l'erezione del marito, la sente crescere dentro di sé.

MGL (bisbigliando all'orecchio del marito): Non è necessario.

MRT: Non ti piace di piú qui?

La donna sente il glande dell'uomo sfiorarle un angolo della vagina che le dà un brivido nuovo. Torna ad ansimare.

MGL: Sono appena venuta …

MRT: È troppo?

MGL (scuotendo il capo): No, va bene, ma piano.

L'uomo non si muove, lasciando alla compagna il controllo, limitandosi a sentire il corpo di lei, il piacere che lo invade, una nuova marea che cresce, lenta stavolta, ma sempre inesorabile, inarrestabile. La donna si aggrappa a lui.

MGL (in un soffio): È bello …

subito prima di essere nuovamente travolta dal piacere, fermandosi senza fiato, ma lasciando che l'uomo le afferri i fianchi e cominci a muoversi sotto di lei. La donna si toglie la maglietta, ed interrompe l'uomo per spogliarlo ed avere libero accesso ai capezzoli di lui, che sfiora con le dita, sentendoli turgidi e sensibili.

MRT (bisbigliandole all'orecchio): Mi vuoi fare venire?

Per tutta risposta, la moglie si china a leccare un capezzolo, poi l'altro, prima di tornare a baciare il compagno, continuando a far guidare a lui la penetrazione, ma mantenendo con i pollici la stimolazione dei turgidi capezzoli dell'uomo, venendo presto gratificata dalla sensazione del caldo sperma di lui che la bagna dentro. Aggrappata a lui, gli mormora all'orecchio:

MGL: Sentirti venire dentro di me è ancora piú bello, adesso. Ti sento come non ti ho mai sentito prima. E non parlo delle dimensioni.

Scioglie l'abbraccio, allontana il busto, mantenendo l'erezione ancora pulsante di lui profondamente affondata nel proprio sesso, poggiandosi con le braccia all'indietro.

MGL: Ti va di restare cosí?

MRT (sorridendo): Tutta la vita.

Ma sanno entrambi che non durerà. L'erezione dell'uomo perde consistenza, fino a scivolar via dalla rorida vagina della moglie al minimo movimento casuale. Quando la donna si alza per lasciare che il seme di lui coli fuori lontano dal telo, l'uomo la afferra e l'avvicina di nuovo a sé, portando nuovamente la vulva di lei alla bocca, e leccandola con passione, stimolando con la lingua lo sbocco della vagina.

MGL: Ma cosa fai?

La domanda della donna è retorica, ha capito benissimo cosa vuole l'uomo, e si concentra sui muscoli del proprio sesso per aiutare lo sperma che la bagna a colar giú. Ma non basta. La lingua del compagno, dopo aver accolto con passione quello che lei è riuscita a spingere fuori, si allunga, la penetra, riempiendola, serpentina e stimolante, e raccogliendo con lo sperma rimasto i nuovi umori che il suo sesso produce. Quando l'uomo, soddisfatto, si stacca da lei, la invita ad accovacciarsi di nuovo su di lui, e lei può accogliere in sé la nuova erezione del marito.

MGL (stupita, ma non proprio): Ancora?

MRT: Sempre.

La donna lo bacia profondamente, sentendo il sapore del loro precedente amplesso ancora sulla bocca di lui, e vivendolo con un diverso sentimento. Poi torna ad allontanarsi, poggiandosi nuovamente sulle braccia, ma sentendo ora la vibrante erezione del marito premerle contro le pareti della vagina con maggiore intensità.

Allunga la mano verso lo zaino, per avvicinarlo e tirare fuori la busta con il pranzo a sacco.

MGL: Mangiamo cosí, allora?

MRT: Sei comoda?

L'uomo scivola un po' piú in basso, permettendo alla moglie di sistemarsi meglio sopra di lui. La donna prende due sandwich, ne porge uno al marito, e mentre entrambi mangiano lei rotea il bacino, mantenendo viva la stimolazione.

MGL (tra un boccone e l'altro): Sono buoni questi sandwich.

L'uomo annuisce, ma non parla, trovando difficile concentrasi su qualcosa di diverso dal cibo e dal sesso accogliente della moglie che gli abbraccia l'erezione.

MGL: Ma davvero non hai riconosciuto la cameriera?

L'uomo aspetta di finire il primo sandwich prima di rispondere.

MRT: Avrei dovuto?

La moglie, finito il proprio, gli si avvicina per bisbigliargli all'orecchio.

MGL: L'avresti riconosciuta meglio se si fosse messa a quattro zampe e ti avesse offerto il culo?

La donna sente l'erezione del marito inturgidirsi ulteriormente dentro di lei. Con nonchalance l'uomo chiede conferma.

MRT: Davvero?

La donna torna ad allontanarsi, gli porge il secondo sandwich, addenta il proprio, annuisce con un mugolio.

MRT: E lei ci ha riconosciuti?

MGL (con la bocca piena): Poccò (ingoia) perché credi che ci abbia fatto lo sconto?

MRT: Ma dài?

MGL (avvicinandosi di nuovo, per bisbigliargli all'orecchio): ti andrebbe di scopartela?

MRT: Per lo sconto?

La moglie si raddrizza, scoppiando a ridere.

MGL: Scemo.

Torna a chinarsi per bisbigliarti all'orecchio.

MGL: T'è venuto durissimo all'idea di scopartela, hm?

E subito, come per chiudere il discorso, torna ancora a raddrizzarsi, e come se niente fosse, riprende a mangiarsi il sandwich continuando i piccoli movimenti rotatori del bacino per tener viva l'erezione del marito dentro di sé.

L'uomo è ancora confuso dal comportamento della moglie, ma allo stesso tempo è lieta di vederla cosí, apparentemente immemore della cupa sensazione di qualche ora prima, capace invece ora di scherzare (se di questo si tratta) sull'attrazione che lui potrebbe avere per altre donne.

Cerca di concentrarsi anche lui sul finire il proprio cibo, benché la continua sollecitazione con cui la moglie si e lo trastulla lo distragga. E quando lei manda giú l'ultimo boccone, la situazione degenera molto velocemente, con i movimenti di lei che si fanno piú ampi, mirati. La moglie si abbandona completamente al piacere, senza dimenticare i capezzoli del compagno, che riesce a stento a finire il panino proprio mentre la moglie raggiunge l'orgasmo, trascinando anche lui oltre il limite.

Sentendolo esplodere, la donna torna ad abbracciarlo, baciandolo profondamente. In una sensazione confusa di piacere che sembra attraversare i confini tra i loro corpi, la moglie sente propria l'ejaculazione che la bagna, e riesce a sentire come l'uomo stia vivendo intimamente l'onda di piacere che le attraversa il corpo, dalle pulsazioni della vagina all'arricciarsi delle dita dei piedi.

Passano parecchi secondi prima che i due ritrovino lucidità dopo quell'intensa esperienza. E poi ancora mentre i due riprendono fiato, quasi incerti, forse timorosi di parlare.

MGL: Wow.

riesce infine a dire la donna, ed è poco piú di un sospiro. Poggia la testa al petto del compagno, il rapido battito del cuore di lui non dissimile dal proprio. Di nuovo si sente perdere in quella nuova sensazione che le permette di percepire ogni dettagli del proprio corpo con una nitidezza quasi medica, accompagnata ora, in maniera sempre piú viva, da una simile percezione del corpo del proprio compagno.

Sente il pene di lui ancora vivace ritto nella propria vagina, sente lo sperma che la bagna cominciare ora a colare. Si accorge di poter controllare i muscoli della propria vagina come mai prima, ed usa questa nuova conoscenza per avvolgere meglio l'organo del marito.

MRT: È stato …

L'uomo non completa la frase, forse piú per mancanza di parole che per una qualche timidezza, o forse distratto dalla nuova attività della compagna. La donna solleva lo sguardo ad incrociare il suo. Accenna ad alzarsi, ma il marito le poggia le mani sui fianchi, a trattenerla.

MGL: Finirà con lo sgocciolare sulla coperta.

MRT: Assorbilo.

La moglie si raddrizza, guardandolo perplessa.

MGL: Cos'è questa nuova stregoneria? (pausa) Oh, aspetta …

La donna torna ad aggrapparsi a lui, chiudendo gli occhi. Non è ancora sicura di quello che intende il marito, ma ha un'idea. Si concentra nuovamente sui muscoli della vagina, come ha fatto per spingere fuori lo sperma prima del pranzo, o per stringere l'erezione del compagno un attimo prima, e stavolta cercando di dar loro un impulso che guidi lo sperma verso l'alto. Il suo respiro si fa nuovamente pesante, e quello del marito non meno.

MRT: Okay, non so cosa tu abbia deciso di fare, ma se continui cosí finirai con l'avere nella fica piú sperma di prima, non meno.

La donna ridacchia, ma non desiste. Sentendo di nuovo il crescente piacere del marito mescolarsi con il proprio, torna a baciarlo, trovando sempre piú difficile concentrarsi sulla propria idea.

MGL (bisbigliando all'orecchio del compagno): Se devi venire, fallo dentro.

MRT (perplesso): Sto venendo sempre dentro … (si interrompe sentendo la cervice uterina sfiorargli il glande) (bisbigliando) Di nuovo?

La donna annuisce, ma non risponde, le labbra impegnate sul collo di lui. L'uomo allunga la propria erezione, e come la sera prima sente la cervice della gemente compagna aprirsi davanti a lui, in uno stretto ma lubrificato passaggio che gli avvolge il glande, stimolandolo fino ad un improvviso orgasmo.

La donna, sentendolo esplodere dentro di sé, gioisce, mentre un brivido le attraversa la schiena:

MGL: Cosí, mi pia-a-a-ce.

Concentra i movimenti propulsori sul collo dell'utero, come ad attirare il glande del compagno ancora piú verso l'interno.

MRT: Piano, sono appena venuto.

Ma la donna non desiste, e l'uomo, affogando nel piacere, incapace di fermare un'ejaculazione che sembra diventata inarrestabile, lascia che sia lei a guidare anche le dimensioni del suo pene, che continua a crescere mentre MGL lo guida sempre piú in profondità. Riesce solo a dire:

MRT: Ho ancora paura … di farti male.

MGL (bisbigliando): È follia, ma è la nostra nuova realtà. Mi facevi male solo arrivando al fondo della vagina, ora è solo piacere. La Dea non scherzava, ha ridisegnato il nostro corpo per il piacere sessuale. Quello che mi hai fatto ieri (guida una mano di lui dal fianco verso l'ano) sarebbe stato impensabile, e invece è stato piacevole. Persino … persino la vescica. Scommetto che potresti farmi venire infilandomi un dito nel naso.

L'uomo non ha la forza di ridere, anche dopo l'ultimo fiotto di sperma, anche mentre il suo orgasmo finalmente si placa. Ansimando, riesce a stento a rispondere

MRT: Ma tu … stavolta … non sei … venuta.

MGL: Non ci capisco piú niente, tutto è piacere, non riesco nemmeno a spiegarlo, è come se non fossi mai scesa dall'ultimo, e ed è come se … come se sentissi miei i tuoi orgasmi, non capisco, non lo so spiegare, ma è bello, è bello e mi piace cosí, e sento tutto, tutto, fuori, ma anche dentro, sento il sangue che pulsa nel tuo cazzo, sento il tuo sperma che si agita nel mio utero, e mentre venivi, lo sentivo già prima che arrivasse … è … travolgente, ma … ma comincio a … a starne a galla, ed è bellissimo.

L'uomo la bacia.

MRT: Sei meravigliosa.

La donna sorride, poi si volta di botto.

MGL: Dobbiamo rivestirci, mi sa. MRT: Sí, sta arrivando qualcuno.

L'uomo riduce il pene alle proprie dimensioni naturali, con un ultimo sospiro mentre lascia la calda guaina dell'utero della moglie, che si richiude dietro di lui. Si separano finalmente; mentre MRT si alza in piedi, lei rimane in ginocchio e, con grande sorpresa del compagno, fa qualcosa che non aveva mai fatto prima di allora: prende in bocca il pene ormai morbido dell'uomo, ripulendolo con la lingua e le labbra. L'uomo rimane interdetto, ma la donna con nonchalance si alza, si riveste.

Nemmeno un minuto dopo, scendendo dal crinale, vedono in fondo alla strada una coppia che sale verso il castello. Cenni e sorrisi di cortesia vengono scambiati quando le due coppie si incrociano, come in un normalissimo pomeriggio turistico.

MGL: Ti vedo un po' deluso.

Hanno finito il giro degli scavi e del piccolo museo adiacente, ed ora gironzolano lí intorno. Il marito si guarda attorno, con un'espressione distratta, ma insoddisfatta. La domanda gli darebbe un senso di déjà vu, se vi prestasse piú attenzione, ma la sua mente al momento è altrove.

MRT (distrattamente): Mm? No, no … (piú presente) no, anzi, mi aspettavo … meno.

Si ferma, la donna si ferma accanto a lui.

MGL: Cosa speravi di trovare?

Anche questa domanda è un po' retorica, se non altro perché ne hanno già parlato prima, al castello, rileggendo le guide turistiche.

MRT: “Speravo” è una parola grossa. (riprendono a camminare, l'uomo parla lentamente) Ma lo sai, mi sarebbe piaciuto trovare qualche … indizio di … di una presenza storica —o … preistorica, in questo caso, piuttosto— del culto.

MGL: Qualche venere steatopigia?

Il marito esita un momento prima di rispondere.

MRT: Non so, penso che una statuetta della Dea avrebbe qualcosa di ben piú caratteristico della forma del fianchi.

La donna commenta con uno sbuffo che potrebbe essere una risata abortita.

Si fermano di nuovo, in uno slargo che dà sulla vallata, con una vista che termina sul pendio che scende dal castello, dove un paio d'ore prima si erano fermati a mangiare.

L'uomo cinge il fianco della moglie, carezzandole espressamente il ventre.

MRT: Come va a te?

La donna gli si piazza davanti, volgendogli le spalle, permettendogli cosí di abbracciarla, di poggiare il capo sulla sua spalla, di carezzarle il collo con le labbra.

MGL: Meravigliosamente.

L'uomo non è sicuro se la donna non ha colto, o sta intenzionalmente evitando di rispondere alla domanda implicita. Sa che potrebbe trovare la risposta che cerca semplicemente ascoltando il corpo della donna, ma non riesce a convincersi a farlo, sentendolo quasi come una violazione della sua intimità. Prova ad essere piú esplicito.

MRT: Il tuo utero come sta?

La donna scosta il capo per potersi voltare verso di lui.

MGL: Davvero continui ad aver timore di avermi fatto male?

Poi improvvisamente, rendendosi conto del senso della domanda di lui:

MGL: Oh. (Torna a guardare il panorama.) Oh, va tutto benissimo. Ho anche … no, non so se ho capito davvero quello che intendevi, quando mi hai chiesto di assorbirlo, ma … (Gli prende una mano, posizionandola sul basso ventre.) Senti tu stesso.

La posizione della mano è solo simbolica, lo sanno entrambi. Chiudendo gli occhi, l'uomo può vedere il corpo della donna nella sua interezza, ogni anfratto, ogni condotto, il cuore che pulsa, il sangue che scorre nelle sue vene, persino le tracce di sperma che ancora le macchiano la vagina. Ed anche, il suo utero vuoto.

MGL: Visto? Andato via tutto. A quanto pare ci pensa il mio corpo automaticamente.

L'uomo tira fuori il telo, si siedono a guardare il cielo voltare dall'azzurro al rosato. La donna riprende:

MGL: Non so nemmeno se è normale, che il mio corpo abbia assorbito il tuo sperma, o che sia successo in cosí breve tempo, visto anche quanto mi sei venuto dentro. Ma … mi sta bene cosí. E mi sento … meglio.

Passa un lungo, silenzioso minuto, prima che la donna riprenda a parlare.

MGL: Anche qui è abbastanza isolato.

L'uomo si guarda attorno, piú per abitudine che per necessità. C'è qualche sporadico visitatore, gli inservienti, ma nessuno presta loro attenzione al momento. Tira fuori dallo zaino la coperta, come per proteggere loro due dal rinfrescare dell'aria, ma non è sorpreso quando, sotto la coperta, la donna si abbassa i pantaloni e, tastando un po' alla cieca, gli scopre il pene già eretto. L'uomo solleva la compagna, e senza nessun ostacolo, la sua erezione svanisce nel corpo della donna.

MGL: Lo sai, vero, che non potresti fare questo scherzetto con nessun'altra? Anche la piú eccitata delle troie non ti potrebbe prendere nel culo con questa facilità.

L'uomo si limita ad abbracciarla.

MRT: Sei comoda?

MGL: Quanto si può esserlo seduti in braccio al proprio uomo con il suo cazzo in culo.

La donna accompagna le parole con piccoli movimenti rotatori del bacino, come per assestarsi meglio. Sotto le coperte, l'uomo allunga una mano tra le cosce della moglie per carezzarle la clitoride, trovando la vulva di lei già rorida di umori.

La donna si lascia toccare, poggiandosi indietro al busto del marito, per concedergli un accesso migliore; con gli occhi chiusi, cerca di controllare il respiro, per lasciare ad eventuali passanti il dubbio che siano solo un'attempata coppietta seduta lí a godersi il tramonto tenendosi al caldo con una coperta, piuttosto che una coppia di pervertiti incapaci di andar avanti due ore senza fare sesso. Distratta dal piacere, la vaga sensazione che il suo compagno abbia in mente qualcosa passa quasi impercettibile sotto il filo della coscienza, senza nemmeno solleticare la sua curiosità mentre il respiro le si fa piú corto, e l'orgasmo si avvicina.

Nell'esplosione del piacere, la donna sente anche il proprio compagno venire, possentemente, nonostante il pulsare dell'ano attorno all'erezione. E l'ejaculazione sembra non finire, fiotto dopo fiotto, allagandole l'intestino con indisturbata invadenza, mantenendo la donna sulla cresta dell'onda per lunghi secondi.

Quando finalmente la donna riprende pienamente coscienza di sé e dell'ambiente attorno, la sua prima preoccupazione è controllare se l'intensità dell'esperienza abbia rivelato a qualcuno attorno il loro exploit, ma nessuno sembra prestare loro attenzione. Tranquillizzata, non può fare a meno di notare l'erezione del marito ancora saldamente piantata nel suo culo, e l'immensa quantità di liquido seminale che ora le riempie l'intestino. Volge indietro il capo, cercando di incrociare lo sguardo del marito.

MGL: Seriamente?

MRT: C'è qualcosa che volevo provare.

La donna prende ora pienamente coscienza di quella vaga sensazione che aveva provato prima, ma piuttosto che dare al compagno la soddisfazione di manifestare la propria curiosità, si concentra sul proprio corpo, accorgendosi che la sensazione datale dal liquido che le ha allagato l'intestino è diversa da quella dello sperma con cui solo qualche ora prima l'uomo le aveva riempito l'utero.

MGL: Hai provato a … a ripetere la … com'è che l'aveva chiamata? Purga?

MRT: Purificazione.

MGL: Non credi che … che possa offendersi?

MRT: La Dea? (La donna annuisce.) E perché?

MGL: Perché … no, è una sciocchezza, ma … non è un po' come se stessi cercando di …

La donna si ferma, accorgendosi di stare pescando da un'altra mitologia religiosa. Con una voce piatta, quasi da automa, commenta:

MGL: Il Dio cristiano, soprattutto quello dell'antico testamento, è geloso. Sto ancora pensando in quei termini.

Poi, una rivelazione improvvisa.

MGL: Ti rendi conto che non possiamo piú dirci atei?

MRT: Ci stavo giusto pensando.

Rimangono entrambi in silenzio, contemplando questa loro nuova realtà, mentre la luce si fa sempre piú tenue. Cominciano ad andar via anche gli ultimi turisti, e quando vedono passare quelli a cavallo l'uomo indovina di nuovo un desiderio recondito della donna.

MRT: Avresti preferito provassimo il giro a cavallo?

La moglie deflette.

MGL: È troppo tempo che non vado a cavallo, e tu non ci sei mai andato. (Solleva nuovamente il visto verso quello del compagno.) Sono contenta cosí.

Rimangono ancora lí, fermi, a guardare il paesaggio in silenzio, finché la donna non rompe l'incantesimo con un prosaicissimo:

MGL: Lo sai che appena mi alzo vien giú tutto, vero? E tra poco verranno a chiederci di andare.

MRT: Non puoi fare come prima?

MGL: No, amore, non è una cosa che ho fatto coscientemente.

MRT: Non puoi trattenerlo dentro finché il tuo corpo non fa il suo lavoro?

MGL: Amore, ho l'intestino pieno del tuo sperma … o di quello che sia. Hai mai provato a trattenere liquido col culo?

MRT: Questa conversazione è molto meno erotica di quanto mi sarebbe piaciuto.

MGL (ghignando): E chi possiamo ringraziare?

L'uomo distrae lo sguardo, ma sorride. Dopo qualche secondo, finalmente, risponde:

MRT: Okay, ho un'idea, ma non so se funzionerà.

MGL: Devo preoccuparmi?

MRT: Nel caso peggiore faremo un disastro, e appena arrivati in albergo scopriremo dove hanno le lavatrici.

La moglie è rassegnata, e lascia che il compagno la guidi. Lo sente ejaculare di nuovo, mentre la spinge via per tirarsi furoi, ma stavolta ciò che sente occuparle il retto non è liquido seminale o la variante di poco prima che ora le riempie l'intestino, ma qualcosa di molto piú denso e viscoso.

MGL: Ommio… Okay, che cosa …

Si solleva, tirandosi contemporaneamente su i pantaloni, presto imitata dal marito, che si occupa quindi della coperta e del telo. La donna lo guarda con aria di rimprovero.

MGL: Mi hai … mi hai messo un tappo? Che cosa …

L'uomo solleva lo zaino, le prende la mano e la conduce sulla via del ritorno.

MRT: È l'unica cosa che mi sia venuta in mente.

MGL: Posso sapere almeno cosa …

MRT: Amido di mais, principalmente … (ed a voce piú bassa) credo.

MGL (esterrefatta): Credi?

L'uomo si rivolge a lei con espressione dispiaciuta, ma non risponde.

MGL: Ma poi che senso ha tutto … aspetta, mi stai dicendo che puoi … puoi ejaculare quello che vuoi?

MRT: Forse?

MGL: Ma come … come ti è venuto in mente anche solo di … ?

L'uomo fa spallucce.

MRT: Tu come ti senti?

MGL (una mano sul ventre): Gonfia. (Pausa.) Okay, non è esattamente sgradevole, ma …

L'uomo si guarda intorno.

MRT: Vuoi provare l'opzione “dietro un cespuglio”?

MGL (scuotendo il capo): No, posso stare. Ed a questo punto … be', vediamo come va.

MRT: Dove mi stai portando?

MGL: In un posto.

Quando si fermano, è abbastanza evidente che si trovano davanti ad una abitazione civile, non l'albergo, non un locale. Non c'è nessuna insegna fuori, nessun cartello che possa indicare che la porta davanti cui si trovano conduca ad un'attività di qualunque tipo.

MRT: Amore, dove siamo?

MGL (suonando il campanello): È una sorpresa.

Ad aprire è la cameriera del locale dove hanno mangiato quella mattina.

YW1: Oh my Goddess it's really you!

La sorpresa per la giovane è esaltante. Per un attimo rimane lí, incredula, immobile, con la gioia stampata sul viso, ma incapace di agire, prima di riscuotersi, facendosi da parte per farli entrare.

YW1: Oh my … it's … I'm …

MRT: I presume this wasn't … planned?

YW1: Oh no, yes, it was … I mean, not … Goddess, how … I mean, when your wife … I just … (si copre il viso, imbarazzatissima) I can't even speak properly, I'm so excited.

MGL (avvicinando la bocca all'orecchio del marito): Mi ha lasciato l'indirizzo, nel caso avessimo voluto vederla.

MRT: Oookaaay?

YW1: I'm terribly sorry, I'm being a horrible host, please come in, please. Oh, please leave the backpack here, the jackets … Goddess I'm freaking out … please, come this way, is there anything I could do for you, would you like anything to drink?

Li guida ad un salottino, ma la donna interviene:

MGL: Actually, if it's not too much trouble … may I use the bathroom, please?

YW1: Oh yes, of course, of course, here, this way.

L'uomo aspetta fermo nel disimpegno mentre la loro ospite guida la moglie in bagno, confuso dalla situazione, dalla reazione della giovane, dalla compiaciuta tranquillità della propria compagna. Quando la giovane torna a raggiungerlo, non può fare a meno di notare che si tiene ad una rispettosa distanza pur in quegli spazi ristretti.

YW1: Would you like something? Coffee? Tea? Something … stronger?

MRT: Oh, tea would be fine, thanks.

YW1: I'll be back in a moment, please make yourself comfrotable, I'll be … I'm sorry I …

MRT: No, please, thank you. I'm sorry we're intruding unannounced like this.

YW1: No, no, it's fine, I'm … I'm really happy you could make time and … it's just that …

MRT: It's okay, really.

YW1: I'll … I'll put up some tea.

La giovane si allontana, mentre l'uomo si accomoda su una poltrona, guardandosi svogliatamente attorno, aspettando piú il ritorno della moglie che quello dell'ospite. La donna non si fa attendere, ed entra accompagnata dal fischio del bollitore che li raggiunge dalla cucina.

MRT: Come ti senti?

MGL: Sinceramente, meglio adesso.

La donna lo raggiunge, gli si siede in braccio, poggiando una testa sulla sua spalla..

MRT: Amore, cosa ci facciamo qui?

MGL: Una visita di cortesia.

MRT: Uhu, ad una sconosciuta.

MGL: Non è proprio una sconosciuta, no?

L'uomo non ha il tempo di rispondere perché l'ospite arriva, reggendo un vassoio con l'occorrente per il tè. La moglie si alza, ma la giovane la ferma.

YW1: Please stay, it's no problem.

Mentre poggia il vassoio sul tavolino, chiede curiosa:

YW1: So, you went on the riding tour, today?

La coppia si scambia uno sguardo.

MRT: We skipped that, but still managed to visit the castle and the digs.

YW1: Oh, that's beautiful (versa il tè nelle tazze) I hope you enjoyed it.

MGL: Very, very much.

YW1: I'm glad. And I'm so happy you found the time to visit, I …

MGL: We should have called in advance.

YW1: It's not a problem, really, it's just … I wasn't … I wasn't really expecting guests, I mean, look at me (ridacchia imbarazzata, allargando le braccia), I'm still in my pyjamas.

MRT (in contemporanea): Well, we're in our trekking clothes, so it's not like …

MGL (in contemporanea): Don't worry, my husband actually finds pyjamas sexy.

La giovane avvampa di rossore, e benché non sia per imbarazzo, il marito non può fare a meno di dare un buffetto alla moglie.

MRT (a bassa voce): Smettila.

Pur con la barriera della lingua, l'ospite coglie il tono di rimprovero, e corre in difesa della donna.

YW1: It's fine, really, it's actually … I'm glad … Goddess, this is so …

MRT: Okay, do you mind a question? Why is it so … exciting, so important for you that we came to visit?

YW1 (interdetta, stupita): You really don't … ? (pensando tra sé e sé, ma a voce alta) Oh my, how can I … (di nuovo alla coppia) The … the blessing last night, it was such a … a special moment, you … you must know … I mean, you must realize how important that was, how … (agli sguardi perplessi dei due) I mean, you … do you see yourselves? I mean your … your presence beyond the … the physical?

La giovane incontra lo sguardo della donna, e sa che tra di loro si stanno capendo, ma l'uomo rimane confuso.

MRT: I mean, yes, but …

YW1: Look at me. Oh Goddess this is even more embarrassing than stripping naked … look at me, look at yourself. It's … I'm barely a rivulet, and you're like a … like this immense waterfall, so … so rich in energy, so powerful, and … and the fact that … even just the fact that you're here now for me it's so … so special, so important, I …

La giovane è mossa alle lacrime.

MRT: Hey, hey, hey (si alza, lasciando la moglie sulla poltrona) it's okay, there's no need for …

YW1: No, I'm fine (prende un fazzoletto, si soffia il naso) Just a bit emotional, it's just so … it's overwhelming and I'm feeling … inadequate. I don't mean the tea, my clothes, it's … really just … me, in your presence, it's … (cade in ginocchio, bisbiglia) Please do anything you want with me.

MRT: Okay, let's not overdo this.

MGL (alzandosi per raggiungere il marito): È sincera, sai?

MRT: Be', è piuttosto imbarazzante per me. E non … (all'ospite) please stand, this is making me uncomfortable.

YW1 (alzandosi subito in piedi): I'm sorry, I didn't want to … put you on the spot, it's …

MRT: Okay, I get it, it's fine, and … I appreciate it, even though I think it's … a bit too much. I'm really not …

YW1, MGL (contemporaneamente): Yes, you are.

L'uomo allarga le braccia in segno di resa, lascia cadere almeno al momento il discorso, prende finalmente il tè e torna a sedersi in poltrona.

MRT: Though I'm curious now about what would happen if the high priestess visits.

La faccia dell'ospite si illumina ancora di piú.

YW1: Oh, she does. We … and yes, that's also a very … powerful experience. But … I … I don't want to sound … rude, but it's very … different. She's more like … a lake, wide and deep, her power is more … captivating, and yet calm, yours is … unbridled, overwhelming.

La moglie torna ad accomodarsi in braccio al compagno, mormorando:

MGL: C'ha preso in pieno, con te, eh?

YW1: I'm sorry, I'm being a bit … uncouth.

MGL (a lei): Oh no, I was just telling him that you … (al marito) Com'è che si dice?

MRT: That you have me figured out.

YW1: I … I don't want it to sound … negative. It's actually … I mean, since you've come here, I've been feeling … (compie un gesto come a presentare sé stessa) I mean, you can see it, I imagine, you can sense it, but … I'm so scared of giving a bad impression now (torna a coprirsi il viso con le mani un momento) This is so embarrassing.

MRT: No, I'm the one who's sorry, I feel like i'm making you feel uncomfortable …

YW1: Oh no! Not at all, I'm … I'm actually trying to hold back because … (a bassa voce, di lato) I don't want to look too eager.

L'uomo volge lo sguardo alla moglie, la quale beve il proprio tè come se niente fosse. Gli è ormai chiaro che quello che aveva sospettato fin dall'inizio, con il dubbio che fosse solo la manifestazione di un suo desiderio per la soddisfazione di una fantasia, è l'obiettivo di quella visita, ma continua a sentirsi un po' a disagio, incerto sull'effettiva disponibilità della moglie a che le cose vadano avanti.

MRT: I … it's not … you're not … honestly, I understand that we're here to … familiarize, I just … (sospira)

YW1: I wasn't joking when I offered that you may do anything you want to me.

MRT: There was someone with you last night …

YW1: Oh yes! (la giovane prende il cellulare, smanettandoci mentre continua) My boyfriend, but he has a night shift tonight.

I told him, and he's sorry he can't be here, but … (si alza per porgere il cellulare all'uomo)

[orario del bar]

YW1: OMG they're here.
YW1: The couple from last night!
YM1: Seriously? Invite them!
YW1: I can't just bring that up like that!
YM1: Please please please try to make contact.

[tempo dopo]

YW1: OMG the wife recognized me! I slipped her our address. Fingers crossed.

[tempo dopo]

YW1: OMG they're here!
YW1: I'm in my PJs!
YW1: I don't know what to do!
YW1: Help I'm going crazy!
YM1: Fuuuuu ... I work tonight!
YW1: They just walked in and I'm dripping.
YW1: I'm physically dripping.
YM1: Just my luck, fuck.
YM1: Please have fun for me too.
YM1: Take pictures!
YW1: What!?? I can't ask them that!
YM1: Please please please please.
YM1: I can't make it.
YM1: I want to see you enjoy it.
YM1: I'm getting hard just thinking about it.

YM1: Please.

L'uomo sente la presenza della moglie sopra la spalla mentre scorre i messaggi, e quando finisce incontra lo sguardo speranzoso della loro ospite.

YW1: I … I don't want to … pressure you with this. It's just … just to let you know that he's aware, and … and he's okay with it. Whatever “it” is. We … we don't do anything behind each other's back. It's not … it's not welcome. We couldn't … we couldn't be followers if … the Goddes doesn't look kindly at breach of trusts. And I feel silly telling you this, but …

MRT: Thank you for telling us. Really. I still don't understand how or why you see us the way you do, but … we're really new at this, and … we're still learning, discovering, it's …

YW1 (annuisce nervosa): I'm … I'm not qualified for it, you should go talk to the Lady, she … she's the right person. I can only … offer what I have and … myself.

È di nuovo in ginocchio, guardando speranzosa ora la donna, ora l'uomo, che con un sospiro le sta ora porgendo il cellulare.

MRT: Seriously, stop kneeling.

YW1: I'm … I'm sorry again (si alza, prende il telefono) I just keep putting my foot in my mouth, I'm …

La donna si alza dalla poltrona, e cerca di sviare il discorso.

MGL: We've been outside all day, would you like to help us clean up?

YW1: I … I would love that!

Lasciano le scarpe all'ingresso, e la giovane li conduce insieme al bagno. Qui comincia a spogliarsi, e vedendo che la coppia la imita, li ferma.

YW1: Please let me do that, please let me take care of you.

La coppia si ferma, scambiandosi uno sguardo. La giovane finisce di spogliarsi, e pur senza inscenare uno spogliarello, si sforza di far sí che il proprio corpo parli per lei. Mostra con entusiasmo il proprio modesto seno alla coppia mentre si toglie la maglia del pigiama, e quando si abbassa pantaloni e mutandine è certa che ai due non sfuggano gli umori che le scendono dalla vulva. Si volta poi, come offrendo loro le natiche mentre si libera le gambe.

La coppia la guarda non senza una certa ammirazione, e lascia quindi che la loro ospite, con malcelato entusiasmo, si occupi anche della loro svestizione.

La giovane si rivolge prima alla donna, liberandola con mani frementi dai vestiti della giornata, e MGL non ha dubbi sul fatto che la giovane stia assaporando eccitata persino l'odore del suo corpo, e che vi sia intenzione dietro il contatto che ella cerca con lei, quando le mani della giovane le scorrono lungo le braccia o sui fianchi, o quando il petto di lei trova il suo, o quando, chinandosi ai suoi piedi, le infila le mani sotto l'elastico dei pantaloni per carezzarle i fianchi, i glutei, le cosce nello svestirla.

Nel liberarsi le gambe dai pantaloni, la donna lascia le gambe intenzionalmente divaricate, spostandole in fuori piuttosto che indietro, ed il vedere il viso della giovane, che solleva lo sguardo ad incontrare il suo, a pochi centimetri dal proprio sesso, la eccita. È certa che al minimo cedimento dell'autocontrollo di una sola delle due, si ritroverebbe quello stesso viso entusiasticamente immerso a cercarle la vulva, a solleticarle il clitoride, ma deve ripetersi che non è il momento, ed è chiaro che anche per la giovane si tratta di una tentazione difficile da resistere.

La tensione tra le due donne non è sfuggita all'uomo, e quando la giovane si rialza per occuparsi di lui, MRT si sente quasi in colpa a smorzare il suo entusiasmo: da un lato, ciò che gli si prospetta, fosse anche solo assistere alla prima esperienza lesbica di sua moglie, sarebbe la realizzazione di una sua fantasia di lunga data; dall'altro, continua a non sentirsi pienamente a suo agio, continua a trovare incredibile, letteralmente, questa passione, che pure gli sembrava cosí naturale la sera prima, nell'orgiastico incontro della congregazione.

MRT: I still don't get it … you're so young, so fit … you really want to do it with us? We're old, we're flabby …I mean, we love each other, and our bond and attraction transcends, but let's be honest here, our bodies are not …

La voce della giovane nella risposta è soffocata, trattenuta, mentre risponde, spogliandolo.

YW1: Your bodies … I'm trying … so … hard … to not kiss … touch (gli sfiora il viso) … suck … every square inch of your skin … (lo libera della maglia) I want to lick your wife's cunt, I want her to suckle me, I want to touch her cunny, I want her to touch me, (accosciata, gli abbassa i pantaloni, trovandosi di fronte la sua erezione, accennando appena ad avvicinarsi, per subito trattenersi, deglutendo) I want your cock to spread my lips, I want you to drive it down my throat, I want to be filled by you, completely filled, my throat, my cunt, my arse, I want to feel you everywhere, (si rialza, mantenendo a stento le distanze dall'uomo ormai nudo) I want to … disappear between you and your wife. (riprende fiato, a stento) right now, I would come just by watching you two make love … (respiro) I wouldn't even need to touch myself, just standing this close to you, to your wife … (respiro) I wish I could expose myself even more, my entire being, this … this whole bundle of perceptions that is myself right now …

La giovane sobbalza quando sente il petto della donna contro la propria schiena; si sente spinta in avanti, contro il corpo dell'uomo, fino a trovarsi intrappolata nell'abbraccio della coppia, la gocciolante erezione dell'uomo contro il ventre, il pube della donna contro le natiche.

MGL: Toccala.

suggerisce la donna al compagno. L'uomo intrufola una mano tra le gambe della giovane, trovandovi quella della compagna, già intrise degli umori della loro ospite, che chiaramente non scherzava nel definirsi grondante.

La giovane divarica ancora di piú le gambe, afferrando le braccia dell'uomo, gli occhi chiusi.

MRT: You weren't joking.

YW1: Please … please make me disappear in you tonight … I don't care about anything else anymore. Use me, use my body, pleasure yourself with me, on me, in me …

L'uomo scambia uno sguardo con la propria compagna, la vede sorridente, e sente le dita di lei, sotto la sua mano, carezzare la vulva della giovane.

MRT: We were supposed to shower …

he tries one last time. Per tutta risposta, la giovane spalma il proprio viso sul petto dell'uomo, inspirando con soddisfazione, ripassando con la lingua nel solco tra i pettorali.

YW1: Fuuuck that (lecca) your sweaty smell is (lecca) glorious. (solleva lo sguardo, implorante) I need to be used, now, please …

Spingendo indietro verso la moglie, abbassa il busto, esplorando con la bocca il ventre dell'uomo, prendendogli in mano l'erezione, ormai al massimo del suo vigore. La donna si china su di lei, le bacia la schiena.

MGL: Maybe we should go somewhere more comfortable?

La giovane si raddrizza subito.

YW1: Oh Goddess yes, sorry (sorride, timida) I got a bit carried away …

Si china di nuovo, per raccogliere i proprî vestiti stavolta, ma sempre mostrando loro il proprio umido sesso. Anche la coppia raccoglie i rispettivi indumenti, ed insieme la seguono nel breve tragitto tra il bagno e la camera da letto, tenendosi la mano libera. La moglie stringe forte quella del marito, per segnalargli che va tutto bene, prima di rilassare la presa. In quella stretta di mano, l'uomo sente anche un'implicita intesa, che il piacere della loro ospite sarà la priorità di entrambi.

Eppure, appena entranti in camera da letto, la giovane tira a sé l'uomo, prendendogli l'ancora viva erezione tra le mani, guardandolo negli occhi, mentre si avvicina a prenderlo in bocca.

MRT (trattenendola): I'm … not a big fan of …

Ma la moglie lo interrompe, sedendosi accanto alla giovane, spiegando:

MGL: I've … never been good at that, I … was never eager to do it.

YW1 (spostando lo sguardo dall'uomo alla donna): May I try?

MGL: I … I would love to see my man enjoy it properly.

L'uomo non ha nemmeno il tempo di manifestare il proprio assenso o dissenso, che la giovane ha già accolto il suo glande tra le labbra. La donna guarda affascinata la passione con cui la loro ospite gioca con l'erezione del marito, prendendola in bocca, baciandola, masturbandola quasi con dolcezza, carezzandola con la lingua, solleticando la corona del glande ora con la lingua, ora con le labbra, ora con le dita.

Alla giovane non sfugge l'attenzione con cui la donna segue il suo entusiasmo.

YW1 (timidamente): Would you love to … give it another try yourself?

La donna esita. La passione con cui la loro ospite si è occupata del marito, ed il piacere del suo compagno, hanno risvegliato in lei il desiderio di provare di nuovo, ma allo stesso tempo, non vuole violare l'implicito accordo con l'uomo di concentrarsi sulla giovane, ed un sottile timore di essere inadeguata a confronto con lei, la trattiene. Solleva lo sguardo ad incrociare quello del marito, e pur non essendo sicura di interpretarlo correttamente, decide di assecondare la proposta della loro ospite.

Le si affianca meglio, prendendo in mano l'organo del marito, rivedendolo in una luce nuova; vincendo il timore di non essere all'altezza, avvicina le labbra, baciandolo, scoprendo in sé un nuovo desiderio, un nuovo piacere, che fa eco a quello dell'uomo mentre con la bocca lei esplora la lunghezza della sua erezione, la sensibilità del suo glande.

Mentre la donna si perde in questa scoperta, la giovane accosta il proprio visto al suo, ed asseconda con la propria bocca e con la propria lingua il piacere che MGL sta dando al marito. Inizialmente sorpresa, la donna lascia fare, e piuttosto che tentare di evitare che le sue labbra incontrino quelle dell'ospite, finisce con il cercarle quasi apposta, se pur attorno al glande del marito, finché non abbandona ogni pretesa, e guida la giovane a baciarla direttamente, bocca contro bocca, lingua contro lingua, trascurando l'uomo.

La donna si lascia prendere dal piacere della scoperta, lasciando la bocca della giovane per baciarle il collo, le spalle, il petto. Le sue labbra trovano un capezzolo ritto, vi si chiudono attorno, per lasciare poco dopo il compito ai denti, in un debole morso, e quindi alla lingua. L'uomo le si affianca, concentrandosi sull'altro capezzolo, e la loro ospite non riesce a fermare il proprio corpo; solleva il bacino, invitante, e mentre con le mani cerca il pene e la vulva della coppia, sente MRT e MGL portare le loro al suo sesso, aperto ed invitante.

YW1: Fuck me, please …

La donna getta uno sguardo all'uomo, annuisce, e mentre il compagno si sposta tra le gambe della giovane, la moglie si china a raccogliere il proprio cellulare, riuscendo a catturare in un breve filmato il momento in cui l'uomo penetra la loro ospite, portandola ad un orgasmo improvviso accompagnato da un lungo, gemente

YW1: Fuuuuuuck

L'uomo le lascia un momento per riprendere fiato, prima di cominciare a muoversi, sentendola subito rispondere, venire incontro alle sue spinte. La giovane allunga le braccia, gli afferra i fianchi, tirandolo ancor piú contro di sé tra le sue gambe spalancate.

YW1 (tra un gemito e l'altro, affannoso): I … love … this …

Con lo sguardo cerca la donna, le sorride, ed il suo sorriso viene ricambiato con un bacio, dapprima superficiale, poi piú profondo. Ma un attimo dopo, MGL lascia la bocca dell'ospite per cercare quella del marito. Lo bacia, si stacca per bisbigliargli all'orecchio:

MGL: Sborrale dentro.

prima di tornare a baciarlo mentre allunga una mano a carezzargli i capezzoli, sapendo quanto questo sia stimolante per l'uomo. Quando il suo compagno viene, riesce a indovinare i fiotti caldi che bagnano la fica della giovane, una sensazione che le arriva dal corpo di lui, con cui continua a sentirsi in sintonia, ma anche da quello di lei, che si inarca sinuoso mentre una seconda onda di piacere lo attraversa.

Secondi di silenzio e calma si susseguono. L'uomo rimane saldamente piantato nella giovane, il cui corpo si abbandona ora piú rilassato sul letto. Tra un profondo sospiro soddisfatto e l'altro, l'ospite allunga un braccio a carezzare i fianchi della donna.

YW1: Thank you. (respiro) You even remembered (respiro) to take a picture.

La donna sorride, riprende il cellulare, mostra il breve video alla giovane. Sono solo un paio di secondi, ma a quanto pare sufficienti.

YW1: Oh wow. (respiro) I didn't realise I was so far gone. (respiro) It's so … intense. (respiro) Could you please share it with me? I would like to send it to my boyfriend. (respiro) My number is .

MRT: +44 prefix.

YW1: Oh right. (ride) Oh that would have been embarrassing if somebody else had my number in Italy. (respiro) I mean the same number.

Nel registrare il numero, la donna si accorge di non avere un nome da assegnare.

MGL: Oh (ride) we never even got your name.

YW1: Cathy.

MGL: Here you go, Cathy.

La donna completa la registrazione, manda il video, ed aspetta di sentire dal cellulare della giovane il cicaleccio del messaggio ricevuto prima di andarlo a prendere e portarglielo.

Mentre Cathy prende il proprio cellulare per inoltrare il video al fidanzato, la donna spinge leggermente via il compagno, indicandogli di staccarsi dalla giovane, e nuovamente è pronta a catturare su video il momento in cui il pene ormai detumescente del marito lascia la fica della loro ospite, seguito dal filo di sperma che indica il frutto del loro rapporto. Senza interrompere la registrazione, passa il cellulare al compagno, che un po' sorpreso riesce comunque a riprenderla mentre lei si china a prendere in bocca il suo pene per ripulirlo, per abbandonarlo poco dopo ed inginocchiarsi tra le gambe della giovane.

Cathy si accorge troppo tardi di quello che la donna sta per fare, e non riesce a fermarla prima che lei porti la propria bocca alla sua vulva, per leccarne via lo sperma che sta cominciando a colare, un'operazione che presto si trasforma, senza remore, in un appassionato cunnilinguo.

Superata la scusa della ripulita con cui si era convinta ad avvicinarsi alla vulva della giovane, la donna prende finalmente il coraggio di dedicarsi pienamente al piacere di Cathy, all'esplorazione della propria compatibilità con il sesso lesbico, godendosi il suo nuovo gusto per gli umori femminili. Carezzando con le mani il ventre e le cosce della loro ospite, la donna le esplora con la lingua le pieghe delle piccole e grandi labbra, le solletica il vestibolo, ed arriva a carezzarle il piccolo bozzo della clitoride, al che la giovane sobbalza.

YW1: Too much … that's too intense now …

La donna la grazia, ricordandosi del doppio orgasmo appena goduto da Cathy, ma non riesce a resistere alla tentazione di continuare a leccarle il sesso, a godere del gusto combinato degli umori della giovane e del marito, e torna a stimolarle il vestibolo vaginale con la lingua, premendo finché si ricorda di quello che il marito le ha fatto qualche ora prima, e decide di provare a penetrarla, allungando ed inspessendo la lingua perché sia piú adatta allo scopo.

La giovane è colta di sorpresa, e non capisce bene quello che la donna stia facendo, ma il modo in cui la lingua di MGL le si intrufola nella vagina, esplorandone con curiosità le pareti, raccogliendo quel che rimane del seme dell'uomo le provoca una straniante sensazione di piacere da cui non si riesce a sottrarre. Gemendo, invita la donna a continuare e quando la lingua di lei trova la zona piú sensibile della sua parete vaginale, le afferra il capo, tenendolo premuto contro la propria fica mentre con il bacino irrequieto la aiuta a mantenere la stimolazione.

La donna trova la crescente eccitazione della giovane estremamente erotica, ed è ben lieta di continuare a solleticarle con la lingua il piccolo grumo che evidentemente le reca il massimo piacere. I suoi sforzi, gratificati dapprima dagli abbondanti umori di Cathy che fluiscono dalla fica di lei dritti nella sua bocca, portano velocemente l'ospite ad un terzo orgasmo, che la donna accoglie intrecciando le dita delle proprie mani con quelle della giovane, ormai quasi esanime sul letto.

MGL attende un momento prima di sfilare la lingua dalla vagina della giovane, quindi si solleva, allungando il proprio corpo sul suo, un bacio dopo l'altro, dal ventre al petto al collo, per sdraiarsi infine accanto a lei, una gamba piegata a cavalcioni su quella della giovane, una mano a carezzarle il viso, a portarlo al suo per un profondo bacio, a lasciarlo poi per posarsi distrattamente poggiata su una mammella della giovane, aspettando il suo recupero.

La scena ha permesso all'uomo di recuperare il proprio vigore, ma egli si limita per il momento a mandare a Cathy il video che è riuscito a riprendere. Le due donne lo guardano insieme, e la giovane ferma per un momento l'immagine a contemplare il proprio sesso aperto, già pronto a liberarsi del seme dell'uomo, e non ancora coperto dal viso della donna.

YW1 (sussurro): This is so hot …

La giovane si volta a guardare la donna, ma non trova il coraggio di chiedere. La sua partner capisce comunque, ma chiede conferma.

MGL: You want to see me like that?

YW1 (imbarazzata): I dare not ask …

MGL: Stop considering yourself … inferior, you're not our sub, we're all having fun together.

YW1 (imbarazzata): I'll … I know, it's just so … it's not easy for me to …

MGL (ferma): Yes it is.

YW1 (deglutisce, trova il coraggio di chiedere): I would love to see you fucked.

MGL (carezzandole il viso): It wasn't hard, was it?

La donna si rivolge al marito, ora, lo trascina a letto, posa via il cellulare, e monta l'erezione dell'uomo senza esitazione, facendola sparire nella propria calda fica spalancata con un unico movimento. Si china allora verso il compagno, e gli bisbiglia all'orecchio

MGL: Cresci.

prima di tornare dritta, e di cominciare a muoversi con passione.

L'uomo ha raramente sentito la donna cosí eccitata, cosí aperta, ed è ben lieto di assecondarla, allargando ed allungando la propria erezione fino a riempire completamente la fica della sua compagna, che trova rapidamente l'angolazione perfetta per scaricare la tensione erotica accumulata fino ad allora.

Appena venuta, la donna si accascia sul corpo del compagno, ebbra di piacere. Le serve qualche secondo con la giovane nel proprio campo visivo per ricordarsi della richiesta di Cathy, e un altro momento di pausa per trovare il fiato per scusarsi.

MGL: Sorry … that wasn't … what you meant.

La giovane si avvicina ed, esitante, le sfiora le labbra con le proprie.

YW1: That was incredibly erotic to see.

MGL: You want … more.

È un'affermazione, non una domanda.

YW1: I want … nothing, everything, I don't know, I feel like I could spend my whole life here watching you have sex, even without ever being given the possibility to … to participate. You're so beautiful to watch …

MGL: Oh, shut up. (allunga un braccio, la tira a sé) Ask. Ask for anything.

La giovane non esita solo per mancanza di coraggio. È talmente piena di desiderio, di desiderî, da non sapere nemmeno quale scegliere. Quando finalmente si convince, l'unica cosa che riesce a chiedere è:

YW1: May I … may I play with you?

MGL: That, you don't even need to ask. I've never been more open, more available than I am today.

La donna scivola via dal corpo del marito, si sdraia sulla schiena, le gambe divaricate, e Cathy è talmente presa dal corpo di lei da non accorgersi nemmeno dell'erezione fuori misura dell'uomo, che si tiene in disparte, lasciandole libere di giocare dopo aver aiutato la moglie a trovare una posizione comoda con dei cuscini.

La giovane si tuffa quasi su MGL, attaccandosi ad una mammella come una neonata, poppando persino, ripetendo poi il gesto sull'altra mammella, per poi staccarsi e prendere in bocca la carne morbida del ventre della donna, a piccoli morsi, fino alle cosce, fermandosi infine, con di fronte la vulva ancora aperta, invitante della partner, Non resiste al desiderio di toccarla, sentirne tra le dita le labbra carnose, carezzandola in tutta la sua estensione con il dorso di una mano, poi con l'altra, con il palmo, per cercarne infine la penetrazione, vedendo sparire una, due, tre, quattro dita senza difficoltà nell'antro della donna.

YW1: My lady …

La donna la guarda affascinata, le fa appena un cenno di assenso, e sente la mano della giovane, con le dita ora messe a becco d'anatra, divaricarle l'ingresso della vagina, un attimo prima di venire accolte interamente dal suo sesso. MGL solleva le gambe al petto, reggendole divaricate con le mani per migliorare l'accesso alla partner, che ora sprova con la mano a pugno le pareti della sua vagina, arrivando fino in fondo, riempiendola come poco prima aveva fatto l'ingigantito organo del suo compagno.

Cathy scopa quella fica vogliosa con gusto, portando nuovamente la mano in fuori fino a divaricarle l'ingresso, per poi affondarla nuovamente, e con ogni spinta sente gli umori sempre piú abbondanti della sua partner sgorgare dalle pareti, lubrificarle la mano, uscire a rivoli che vede scorrere giú lungo il perineo della donna fino all'ano esposto e sempre piú attraente. Alla fine non resiste alla tentazione, e con un'ultima spinta libera la fica della compagna, che rimane lí sboccata, e con quella stessa mano ben lubrificata comincia a sprovarle l'ano, sentendolo cedere facilmente alle prime dita, e con propria grande sorpresa vi vede sparire la stessa mano a becco di prima.

Si ferma un attimo, timorosa di aver esagerato, ma la donna la guarda sorridendo, e le ricorda.

MGL: I've never been more open and available.

Incredula della propria fortuna, la giovane affonda il proprio pugno nel culo della donna, che trova pronto e lubrificato, Con la fica ancora boccheggiante davanti a lei, Cathy decide di provare il tutto per tutto, e spinge l'altra mano su per la vagina della donna, in una doppia penetrazione che non aveva mai avuto il coraggio di provare nemmeno con la Gran Sacerdotessa. E la donna accoglie l'invasione con entusiasmo, spingendole incontro il bacino, incoraggiante.

La giovane riprende allora a scopare la donna con piú passione di prima, provando prima ad alternare le mani, ma capendo infine che la donna prova il massimo piacere a sentirsi invadere entrambi gli antri contemporaneamente. Le sue mani, separate a stento dalla sottile parete che divide la vagina dal retto della donna, affondano e ritornano con un ritmo sempre piú incalzante, finché la donna non viene colta da un violento orgasmo, le cui contrazioni portano Cathy a rimanere immobile, terrorizzata, finché l'uomo non le si avvicina da dietro a congratularla:

MRT (all'orecchio di YW1): Excellent work. (appena YW1 accenna a ritirare le mani) No, stay there, feel her pleasure, let it subside on you.

La donna si affloscia, lascia scivolare giú le gambe, ma rimane ferma lí, non chiede nulla, mentre il suo retto e la sua vagina continuano a contrarsi, con un ritmo sempre piú rilassato, intorno al braccio della giovane.

MGL: That … was amazing …

trova infine la forza di dire, e Cathy capisce che questo è il momento. Tira via dal retto di MGL il braccio, poi l'altro dalla sua vagina, ed infine si butta ad abbracciare la donna.

YW1: I was scared at the end, it was so … intense.

MGL: It was! And I loved it. I needed it.

La donna si sente ancora il retto e la vagina dilatati, e le viene da ridere. Potrebbe riportarli facilmente alle loro condizioni naturali, ma in questo momento di follia preferisce gustarsi la sensazione di aver strafatto con immenso piacere. Guarda il marito, che evidentemente ha anch'egli gradito lo spettacolo, e la cui erezione, pur essendo tornata a dimensioni normali, è turgida come non mai. La donna gli fa cenno, toccandosi le punte degli indici e allontanandoli, di tornare ad allungarla, e nel frattempo si rivolge di nuovo alla giovane.

MGL: My husband is still standing, if you want some.

Cathy non se lo fa ripetere due volte. Non dà neanche al tempo all'uomo di risalire sul letto. Si stende supina, con la testa sporgente fuori dal letto, stendendo un braccio invitante mentre apre la bocca. L'uomo si avvicina. Ha chiaro quello che la giovane lo sta invitando a fare, ma esita, temendo di poterle far male, conscio della differenza tra lei e sua moglie. Cathy riesce però ad afferrare la sua erezione, e portarla alla bocca. La lecca, la bacia, e poi, senza cerimonie, la abbassa per poterla prendere in bocca, non piú superficialmente, come fatto prima, ma a fondo, fino alla gola, afferrando le natiche dell'uomo per tirarlo a sé, invitandolo senza parole a scoparle la faccia.

L'esitazione dell'uomo svanisce. È chiaro che —con o senza la benedizione della Dea— la giovane ha una certa esperienza con questa pratica, ed egli è cosciente che, una volta dentro, sarebbe meglio per lei che lui si desse una mossa. Solleva lo sguardo, incrociando quello esterrefatto della moglie. La donna si solleva in ginocchio, avvicinandosi, e mentre l'uomo comincia a spingere la propria erezione giú per la gola della loro ospite, sua moglie si piazza fra le sue gambe divaricate, e mentre bacia l'uomo carezza la vulva di Cathy, che trova nuovamente rorida. La donna si stacca un attimo dall'uomo, per mormorare:

MGL: Le piace davvero.

quindi si china a provare nuovamente a leccare e succhiare la vulva della giovane.

L'uomo si sporge in avanti, affondando nella stretta, stimolante gola di Cathy fino a sentire i propri testicoli poggiarle sul naso, attratto dalle natiche sollevate di sua moglie. Reggendosi con un braccio allunga l'altra mano a palpeggiare quei glutei che conosce bene, e ritrovare l'ano ancora aperto della compagna, ricordando il modo in cui la moglie è venuta sulle braccia di Cathy lo porta in breve ad ejaculare caldi fiotti nell'esofago della loro ospite. L'intensità della sensazione lo paralizza per un momento, e la giovane si ritrova a doverlo spingere via.

L'uomo si ritrae velocemente, preoccupato di averle fatto del male, e benché Cathy si sollevi bruscamente, tossendo, fra un colpo di tosse e l'altro ha un'espressione soddisfatta e sorridente, ed è anzi lei stessa a tranquillizzarli, vedendo le facce preoccupate della coppia.

YW1: I'm fine (solleva una mano, tossendo nell'altra) Bit more than I'm used to (tossisce di nuovo) but I'm fine.

Il suo breve discorso è interrotto da un rutto, che sembra porre fine al tutto.

YW1: Sorry (ride, imbarazzata)

La donna la abbraccia, le bacia la bocca.

MGL: I was worried.

YW1: No, I'm fine, I'm fine. (ricambia il bacio) I love doing that, and this actually went smoother than other times. (ride di nuovo) Wow (sospira) was a bit more than I expected though (getta un'occhiata all'uomo) and a bit more than was inside my pussy earlier, I think?

La domanda è retorica e non riceve altra risposta che un altro bacio della donna, che ha ripreso a carezzarle la vulva.

YW1: You really love my pussy.

MGL (timidamente): It's … a new thing for me, but I'm getting used to it.

La giovane restituisce il bacio alla donna, e comincia a carezzarla come lei la sta carezzando, bisbigliandole all'orecchio.

YW1: It's fine, and you're wonderful.

MGL (anche lei bisbgiliando): I want to lick you again.

Per tutta risposta, Cathy la spinge sul letto, baciandola con passione, titillandole i capezzoli, giocando con le dita fuori e dentro dal sesso della donna.

YW1: I want to make you come again.

La donna le afferra il viso, allontanandolo, e guardandolo fissa le dice:

MGL: Do it with your mouth.

La giovane le strappa un altro bacio, poi si distacca per sedersi a cavalcioni sul viso della donna, offrendole il proprio sesso e tuffandosi a baciare e leccare quello di lei. La donna è ben lieta di riprendere in bocca il clitoride di Cathy, di tornare ad assaporarne gli umori, ma si scopre distratta dalle effusioni che la giovane le prodiga, senza peraltro nemmeno riuscire a godere appieno.

Infine abbandona, lasciandosi leccare dall'ospite, e limitandosi a carezzarle cosce e le natiche, pur permettendo alle proprie dita di trovarle al vulva, di sfiorarle il clitoride.

MGL: Sorry, I'm not able to 69.

Cathy solleva il busto, guardandosi indietro pur intravedendo a stento il viso della donna oltre le proprie natiche.

YW1: (sorridendo) Somebody else will have to take care of me then!

La giovane volge quindi lo sguardo all'uomo, felice di trovarlo nuovamente in erezione.

YW1: You know, I think your husband likes the idea.

MGL: So strange! Why would he want to do something with this beautiful body of yours right in front of him?

Entrambe ridacchiano, mentre l'uomo si avvicina, intrufolandosi tra le gambe di Cathy da dietro per baciare la moglie.

YW1: Just saying, but you'll have better luck pleasuring me kissing (scuote il bacino) the other lips over there.

Riemergendo, l'uomo si ritrova davanti le natiche della giovane. Le afferra saldamente, separandole.

MRT: How about this instead?

Cathy non è esattamente sorpresa quando improvvisamente sente la lingua dell'uomo carezzarle l'ano, ma l'inatteso contatto la fa sobbalzare. Accoglie il contatto con un gridolino, e subito spinge il culo incontro all'uomo, gemendo con entusiasmo.

YW1: Goddess yes please.

Forse anche piú che la passione con cui la giovane risponde all'anilinguo, l'uomo trova eccitante l'attenzione che vi presta la moglie, che approfitta della distrazione di Cathy per tornare solleticarle la clitoride, mentre stende una mano indietro per trovare l'erezione del compagno e massaggiarla amorevolmente; ma sopra ogni cosa, lo eccita la fisicità di quel liscio anello muscoloso che risponde vibrante al contatto con la sua lingua, che cedevole si apre alle sue pressioni, che invitante accetta l'invasione, lasciandosi lubrificare.

Tra la moglie che lo masturba con dolcezza e la giovane che lo invita gemendo a scoparla, l'uomo ha qualche difficoltà a non lasciarsi andare, ma riesce comunque a mantenere la calma abbastanza da considerare che, pur nel suo entusiasmo, Cathy non ha ricevuto la benedizione della Dea, e che, nonostante il desiderio, il suo corpo ha bisogno di adeguata preparazione per la penetrazione. Con la stesa curiosità con cui quel pomeriggio ha provato ad alterare il proprio sperma per emulare quello con lui la Dea li aveva purificati, prova adesso a produrre una saliva piú oleosa, che spalma abbondante fin dove la sua lingua arriva, finché la giovane, insistente, comincia a chiedere, con tono quasi lamentoso, sbrodolando le vocali, implorante:

YW1: Fuuuck me, pleease.

È la donna a guidarlo, quando lui si solleva, carezzando con due dita l'ano di Cathy ed aiutando con l'altra mano a puntare l'erezione del marito. L'uomo sprova la resistenza del corpo della giovane, ma con la lunga preparazione il retto ben lubrificato lo accoglie senza difficoltà, ed MRT si trova anzi a dover contrastare i tentativi con cui l'ospite cerca di impalarsi sul suo cazzo, per assecondare invece la propria preferenza per un'immersione piú lenta, controllata, ma non per questo meno intensa. Le sue iniziali caute spinte e brevi ritorni presto si amplificano, accompagnate da un'abbondante produzione di liquido preseminale che facilita una penetrazione sempre piú profonda, finché l'uomo non si ritrova ad affondare completamente nel retto della giovane, che lo accoglie con entusiasmo, incoraggiandolo a scoparla senza riserve.

La moglie ha ormai rinunciato al reciproco scambio di piacere con Cathy, giacché la giovane è talmente presa dal sesso anale con suo marito da non riuscire piú a dedicarle alcuna attenzione; ed ella stessa, tra i movimenti dei due, riesce a stento a mantenere una mano sul sesso della giovane, nuovamente grondante umori mentre il piacere prende il sopravvento. Sente presto arrivare l'orgasmo dell'ospite, che amplifica per un attimo solleticandole il clitoride con un pollice, stimolandole un capezzolo pizzicandolo tra le dita dell'altra mano; e subito dopo sente arrivare quello del marito, che affonda con entusiasmo per l'ultima volta nel culo della giovane. La donna riesce a percepire i fiotti caldi che attraversano l'erezione del marito per bagnare il retto di Cathy, e quando i due amanti perdono l'equilibrio, crollando su di lei e riuscendo a stento a reggersi sulle braccia senza schiacciarla, i testicoli dell'uomo arrivano a portata della sua bocca, comunicandole in maniera ancora piú intima le loro pulsazioni, che lei decide di accompagnare con carezze della propria lingua.

L'uomo non ha il tempo di godersi la calma dopo l'orgasmo. La giovane lo spinge improvvisamente via, scusandosi frettolosamente mentre scende precipitevolmente dal letto ed abbandona la camera. La coppia la segue con lo sguardo, per poi scambiarsi un'occhiata.

MGL: Ciò che entra dovrà uscire …

commenta distrattamente la donna, e con enorme sorpresa del marito prende in bocca la sua detumescente erezione.

MRT: Aspetta …

prova per un momento a trattenerla l'uomo, allungando una mano verso di lei, ma la donna lo ignora, continuando a ripulire accuratamente l'organo dell'uomo di tutti gli umori di cui è impregnato. L'uomo chiude un attimo gli occhi per vincere l'intensità di quella stimolazione postorgasmica, ma il sesso della donna lí a pochi centimetri lo attira.

MRT: Ti abbiamo trascurata.

ammette candidamente, mentre si intrufola tra le gambe di lei per giocare con la sua vulva tra le proprie labbra. La donna abbandona la fellatio per confermare e minimizzare:

MGL: È difficile fare un 69 bene. E non parliamo di una cosa a tre …

L'uomo annuisce per quello che si può permettere con la testa tra le gambe della donna, che si concentra finalmente un po' sul proprio piacere, sdraiata cosí su un fianco, il marito catturato tra le sue cosce a leccarle e succhiarle sapientemente il clitoride mentre con una mano le carezza le mammelle, le stimola i capezzoli.

La donna non si accorge nemmeno quando la giovane torna in stanza e si sdraia accanto a loro, a guardarli sorridendo.

YW1: You're not going to suck him off? He's right there.

A titolo dimostrativo Cathy prende in mano il pene dell'uomo, non piú eretto ma nemmeno floscio, e lo agita sul posto, a pochi centimetri dal viso della donna.

MGL: Be my guest.

La giovane non se lo fa ripetere. Tira indietro la pelle fino a scoprire completamente il glande, e lo prende in bocca con amorevoli accenni di morso che alterna con pacati ma decisi giochi di lingua. La donna rimane nuovamente affascinata, e forse un po' invidiosa, della passione che la loro ospite mette nel prendere in bocca l'erezione di suo marito, l'amore ed il gusto che mette non solo nello stimolarlo, ma anche nel sentirlo dentro la propria bocca, sulla propria lingua.

Gettandole uno sguardo, la Cathy si accorge dell'intensità con cui la donna la guarda. Si stacca dal pene dell'uomo, limitandosi ad una lenta masturbazione, per posare un bacio sulle labbra di lei.

YW1: I feel like I'm stealing something from you.

MGL (il respiro punteggiato dai gemiti trattenuti): You're not, it's just … I envy … how much you love … giving head. I … don't mind it … as much …now, but … I still wouldn't … put in … the passion … you have.

YW1: Well (sorride) good for your husband isn't a big fan either then! (alla faccia perplessa di MGL) I mean, he does like it, but I can feel he'd rather do something else, or should I say put it somewhere else. (si avvicina a sussurrarle all'orecchio) Like you cunny. Or your arse.

MGL (geme, distratta dal cunnilinguo del marito): Is this … what he wants … or what … you want … to see?

YW1: Yes. I want so see him fuck your cunny, fill it up with his sperm, and then I want to suck up that sperm from your pussy, while he fucks your arse, and I want him to come up your arse, and I want to suck that out too.

Le parole bisbigliate da Cathy, l'immaginario che stimolano, sono la spinta che portano la donna all'orgasmo. MGL afferra il viso della giovane, la bacia profondamente, mentre viene sulla bocca del marito, che stringe tra le gambe. L'uomo cessa la stimolazione, sapendola ipersensibile dopo l'acme, e scivola via dalla morsa delle sue cosce, per mettersi semisdraiato sulla pila di cuscini del letto, ad aspettare che la moglie si riprenda abbastanza da montarlo. La donna non si fa attendere. Appena ripreso fiato, si arrampica sul corpo del marito, impalandosi incerimoniosamente sulla sua erezione.

MGL: Le diamo quello che vuole?

MRT: Se lo desideri anche tu?

MGL (bisbigliando all'orecchio del compagno): Mi ha fatto venire già solo parlandone.

La donna si abbandona alle braccia dell'uomo, che cerca il proprio piacere nei piccoli movimenti che la loro posizione permette. Le afferra le natiche per tirarla a sé, guidandola in movimenti circolari, poi tornando ad allontanarla ed a tirarla nuovamente a sé, spostando la presa su fianchi, in un segnale che solo la moglie potrebbe capire, con la lunga esperienza che hanno insieme. La donna solleva le gambe, divaricandole, e cosí accovacciata si lascia usare come un manicotto, limitandosi a stringere la vagina attorno all'erezione del compagno per massimizzare il piacere reciproco mentre l'uomo la guida.

Presi dal loro amplesso, la coppia si dimentica persino di Cathy, che si tiene in disparte, cellulare in mano, a riprendere la danza della fica della donna sul cazzo dell'uomo, masturbandosi con la mano libera, finché non riesce piú a resistere. Mollando il cellulare, si piazza dietro la donna, abbracciandola, afferrandole una mammella con una mano, titillandole il capezzolo e gioendo del gemito che riceve in risposta, carezzandole il ventre con l'altra mano, giú verso il pube, finché tra medio ed anulare non sente scivolare l'erezione dell'uomo, e subito sopra il clitoride turgido della donna, che tra un gemito e l'altro cerca di ricusarsi:

MGL: I came … already … his turn … now …

Ma la giovane insiste, mormorandole all'orecchio:

YW1: He's been coming non-stop all night, with me, (le bacia il collo, pizzica il capezzolo) it's your turn again now.

MGL: You wanted … to drink … his seed … from me …

YW1: Oh, we'll do it, I'm sure.

MGL: Okay … okay …

Con uno sforzo, la donna si raddrizza, spingendo via Cathy, e si solleva in piedi, solo per voltarsi e tornare ad impalarsi sull'erezione dell'uomo.

MGL: Is this what you want?

La giovane le butta le braccia al collo, la bacia, ma subito dopo la rimprovera:

YW1: You were closer to coming before.

Per tutta risposta, la donna si appoggia indietro con le braccia, esponendo apertamente il proprio seno ed il proprio sesso alle mani ed alla bocca dell'ospite. Senza staccare gli occhi dai suoi, Cathy si china a prendere in bocca una mammella, mordicchiandole il capezzolo, poi l'altra, mentre con le dita torna a carezzarle la clitoride, e poi, piú giú, i testicoli dell'uomo. Con la mano a coppa a coprire la vulva di MGL, l'erezione dell'uomo nuovamente tra medio ed anulare, la giovane chiede:

YW1: He can get bigger, can't he?

MGL: Why?

YW1: Because I want to see it.

La donna getta un attimo uno sguardo all'indietro all'uomo, a cercare conferma della sua disponibilità, ma non c'è bisogno di chiedere: sente subito l'organo di lui crescere dentro di lei, allargandosi ed allungandosi. La giovane guarda affascinata mentre quell'erezione che aveva già sentito nella fica, nella gola, persino in culo, adesso raggiunge un diametro confrontabile con quello del suo pur magro polso, divaricando, con le grandi e piccole labbra della donna, anche le dita della mano che lei sta tenendo contro il sesso di MGL.

YW1: Goddess this is so hot …

Cathy solleva lo sguardo a cercare quello della donna, ma MGL al momento sta godendosi l'invasione con la testa buttata all'indietro, gli occhi chiusi, muovendosi lentamente sull'immensa erezione del compagno.

YW1: Is he … is he growing inside too?

La donna annuisce, e come a darne prova si solleva sulle gambe fin quasi ad offrire la propria clitoride alla bocca della giovane, e senza per questo lasciarsi sfuggire l'erezione del marito.

YW1: Goddess, this is huge …

La giovane non resiste, afferra l'organo dell'uomo a due mani, provando a masturbarlo, e quando la donna torna giú, catturando con la vagina il pollice della sua mano, Cathy rimane per un attimo esterrefatta; ma quando MGL si stende indietro sul corpo del marito, offrendosi completamente a lei, capisce il suo desiderio e seppur titubante prova a seguire con entrambe le mani l'erezione dell'uomo dentro la fica della donna, affascinata da come il sesso di lei si apra per far passare entrambe le sue braccia accanto al già portentoso cazzo del compagno.

YW1: You … you can really take it all …

Le parole le escono con difficoltà, mentre incredula prova a masturbare l'immenso organo dell'uomo dentro la fica della moglie. Le viene la folle idea di provare quella che il suo ragazzo chiama “la sega infinita”, una mano dopo l'altra sempre nella stessa direzione, ed ogni volta che porta avanti una mano, sente la vagina della donna lasciarsi aprire per farla passare, e vede, sconvolta, la sagoma di quella folle avventura stagliarsi sul morbido ventre della donna.

Nella cascata di umori maschili e femminili che fluisce dentro e fuori della vagina di MGL, Cathy arriva al glande dell'uomo, e con le mani intrise di quegli stessi umori, lo stimola, dal frenulo allo sbocco dell'uretra, con pollice ed indice ad anello intorno alla corona. Lo sente inturgidirsi ulteriormente sotto le sue mani, spingere ancora, e si concentra allora su quelle sensazioni, stringendo l'anello per intensificare la stimolazione, e cercando con l'indice dell'altra mano lo sbocco dell'uretra, da percorrere con piccoli circoli finché improvvisi non cominciano ad arrivare fiotti caldi, a segnalarle che l'uomo ha raggiunto l'orgasmo.

La giovane ne conta sei, otto, dodici, e si rende conto che anche in questo l'uomo ha deciso di esagerare, mantenendo l'ejaculazione finché non è lei stessa a rimuovere le dita, in una lunga, appiccicosa carezza attorno all'organo ancora pulsante dell'uomo.

YW1: Your man really knows no bounds …

La giovane solleva le mani, per far vedere alla donna che sono ancora coperte dallo sperma di cui non è riuscita a liberarsi tirandole via, e con preciso intento erotico comincia a massaggiarsi il seno, il ventre, la vulva, pitturando il proprio corpo con quello sperma.

YW1: I love it.

geme, prima di tornare a chinarsi per prendere tra le labbra il turgido clitoride della donna. Vorrebbe che il pene dell'uomo scivolasse via da quella fica spalancata, per darle accesso al lago di sperma che ancora la riempie, ma la giovane si rende conto che l'erezione non ha perso energia, e decide lei stessa allora di tirarlo via. Pur avendolo esplorato con le mani fino ad un attimo prima, trovarselo adesso davanti al viso in tutto il suo splendore la lascia nuovamente interdetta per un attimo. Eppure non ha il tempo di ammirarlo, perché subito la donna lo afferra, e senza indugio solleva il bacino. Cathy ha chiaro quale sia l'intento, ed aiuta a guidare quell'immensa erezione contro l'ano della donna, rimanendo pur sempre esterrefatta dalla facilità con cui ella lo accoglie, tornando ad abbassare il bacino con un unico fluido movimento fino ad ospitare quell'immenso organo nella sua interezza, lasciando fuori solo i sovradimensionati testicoli, che sembrano ora un'appendice alla voragine della fica da cui comincia a colare lo sperma dell'uomo.

Scombussolata ed eccitata, la giovane si dedica infine al condito cunnilinguo che aveva promesso alla donna, partendo dallo sperma che le cola davanti, per poi raccogliere le piccole e grandi labbra di MGL nella propria bocca, succhiando e leccando per aspirare il liquido che continua a colare, spropositatamente abbondante, mentre la donna fa roteare il bacino contro l'enorme erezione del compagno saldamente piantata nel suo retto, un movimento che la aiuta ad espellere il piccolo lago che l'uomo le ha lasciato nella fica, e che ora lei dedica con piacere a Cathy, in un flusso che sembra non finire mai, ma che la giovane continua a suggere senza riserve.

La continua stimolazione del retto invaso, della fica su cui si concentra l'ospite, dei capezzoli che l'uomo le trastulla senza pietà portano finalmente la donna all'orgasmo, di cui il marito si accorge dalla presa con cui il suo retto si contrae improvvisamente, di cui la giovane si accorge dalla stretta con cui le cosce della donna si serrano sul suo capo, e di cui la donna stessa si accorge solo al momento, come presa alla sprovvista, uno di quegli orgasmi improvvisi, confusi, che la donna conosce già dalle volte in cui riusciva a farsi convincere dal marito ad accettare un dito nel culo durante il cunnilinguo, ma che stavolta ella sente piú profondo, piú soddisfacente, ma non per questo meno estenuante.

La giovane le lascia il sesso, ormai ripulito da ogni traccia di sperma, e si stende accanto alla coppia, mentre la donna rimane lí, sdraiata supina sul corpo dell'uomo, ancora infilzata dall'erezione con cui lui la scopa dolcemente, godendosi i baci e le carezze del marito e di Cathy nella lunga discesa dall'orgasmo.

Con cautela, l'uomo si volta su un fianco, accompagnandovi anche la moglie, che si trova cosí faccia a faccia con la giovane.

MGL (il respiro ancora con un accenno di affanno): Are you happy?

YW1 (con entusiasmo, senza riuscire a smettere di carezzarla sui fianchi, sul seno, sulle cosce, tra le cosce, ora anche sul viso): It was so intense! Everything with the two of you is … unreal. It's almost scary, but I love it. (timidamente, abbassando lo sguardo) I filmed the two of you making love, too. (si volta a cercare il cellulare, mostra il video ai due, commentando intanto) I'm sorry, it was so sensual and loving, I couldn't resist.

La donna getta indietro un'occhiata al marito, lui fa spallucce.

MGL: You can keep it, our faces aren't even in there. Are you going to send it to your boyfriend?

YW1: If … if it's not a problem …

MGL: Send a copy to me as well.

YW1: I … yes, of course!

Mentre la giovane traffica con il cellulare, alla donna ripensa per un momento al resto della serata, ricordandosi:

MGL: Oh, I think there's a lot of moments we missed.

e quando la giovane solleva lo sguardo, lei continua:

MGL: I don't think we managed to capture everything.

La giovane sorride timidamente.

YW1: It won't be a problem, milady.

Il marito nel frattempo a tastoni ha ritrovato sulle coperte il cellulare della moglie, ed i tre hanno cosí la possibilità di assicurarsi che tutti i momenti ripresi possano restare a memoria futura di entrambe le coppie, mentre la giovane mostra loro il brevissimo messaggio 💦 con cui il suo fidanzato ha risposto al primo video inviato.

La donna attira Cathy a sé, stringendola al petto, e sentendo poco dopo le mani di lei carezzarle le mammelle, giocare con i capezzoli per farli inturgidire, ed infine la bocca dell'ospite cercarne uno, ed attaccarvisi come per allattare. Ed a questo punto MGL decide di concretizzare il desiderio dell'ospite, che con immensa sorpresa sente il latte della donna sulla lingua. Si ritrae un attimo, confusa, alzando lo sguardo ad incrociare quello benevolo della donna.

YW1: Is that …

ma per tutta risposta, MGL la riporta al petto, infilandole nuovamente il capezzolo nella bocca ancora aperta per lo stupore. Incredula, commossa, la giovane non si fa ripetere l'invito, e si abbandona alla tanto agognata sensazione, mentre la donna le carezza il capo, allattandola. Cathy afferra la mammella di MGL, soda, gonfia, invitante. Le viene spontaneo giocarci, premerla, aiutando il latte a uscire, mentre lo succhia beata. Con l'altra mano cerca la mammella libera della donna, trovandola non meno gonfia, sentendola gocciolare dal capezzolo turgido, spontaneamente.

MGL: We'll dirty the sheets …

La giovane ignora l'avviso, e continua con lo stesso entusiasmo a succhiare il latte, a spremerle le mammelle come per mungerla, e per la donna è evidente che quei gesti non nascono da un desiderio di regressione, ma sono carichi di un erotismo da cui si lascia trasportare. Allunga una mano a carezzare il sesso pronto della giovane, e la sente rispondere allo stesso modo, lasciandole uno dei seni per carezzarle la vulva, trovarla ancora aperta dallo scatenato sesso di prima.

Cathy torna a infilare la propria mano a becco d'anatra nella fica della donna, eccitata dalla sua disponibilità, sentendo l'enorme erezione dell'uomo stavolta dall'altra parte di quella sensibile parete che separa la vagina dal retto di MGL, e sente le spinte del marito di lei, prima piú lente, quasi dolci, e poi sempre piú intense, come se cercassero appositamente la sua mano.

Ed è nuovamente la donna a venire per prima, immersa in un mare di piacere forse ancora piú intenso dei precedenti. Ma stavolta la giovane non demorde, continua a succhiare al suo seno, passando ora all'altra mammella, e lascia che la mano con cui ha penetrato la donna continui, se pur con piú delicatezza di prima, a cercare il rapporto con il cazzo del marito.

L'uomo sente l'orgasmo della propria compagna prolungarsi, mantenuto dalla stimolazione della giovane, le intense pulsazioni del retto della moglie che lo invitano indefesse, finché anche lui non raggiunge l'orgasmo, e la sua ejaculazione non allaga l'accogliente intestino di MGL. Alla giovane non sfugge la foga delle sue ultime spinte, ed infine l'esplosione, che immagina forse, piú che sentirla, attraverso il setto della donna, eppure quella sensazione, o immaginazione che sia, è sufficiente a far superare anche a lei la soglia, portandola a venire contro la mano di MGL, che non ha mai abbandonato il suo sesso.

Nei momenti di calma e silenzio che seguono, la donna è anche la prima a riprendersi.

MGL: Happy?

La giovane sorride, persa contro il seno della donna, e lentamente le sfila mano dalla vagina.

YW1: This is the craziest sex I've ever hard, and I'm so happy to be doing it with you.

MGL: Are you satisfied yet?

Cathy sbuffa soffocando una risata.

YW1: It's so crazy … I feel I could keep going on all night long. I … want to be fucked senseless, I want to faint while the two of you fuck me, I want to be found by my boyfriend here on the bed, unconscious, overflowing with cum from all of my holes.

MGL: Non avremo esagerato?

A braccetto col marito mentre tornano in albergo, la donna solleva lo sguardo a incontrare quello del compagno.

MRT: Non ho mai visto una persona piú soddisfatta di Cathy quando ce ne siamo andati.

MGL: Amore, devo ricordati com'era quando ce ne siamo andati?

La donna prende il cellulare, per far vedere al marito la foto commemorativa che hanno scattato: la giovane sdraiata sul letto, supina, le gambe divaricate, il corpo completamente privo di forze, un'espressione beata sul viso, vulva ed ano dilatati, colanti una quantità indecente di sperma denso come crema. Il marito non si piega.

MRT: Mi sembra di averle dato quello che chiedeva.

La moglie volge gli occhi al cielo.

MGL: Amore, l'hai conciata una cosa indecente.

MRT: È vero.

MGL: Non sei minimamente preoccupato? Per lei, per quello che penserà il suo ragazzo trovandola cosí?

MRT: Amore, sai anche tu che non le abbiamo fatto male in alcun modo, ed è lei stessa che l'ha chiesto. Sí, il suo ragazzo tornerà a casa e se la troverà davanti in quel modo, ma se ho capito il rapporto che hanno, non solo la cosa non gli darà fastidio, ma probabilmente faranno subito l'amore, anche se sarà stanchissimo.

La donna lo guarda di sottecchi, indovina un senso di compiacimento nell'espressione del marito

MGL: La verità è che sei orgoglioso di come l'hai conciata.

MRT: Oh, non esageriamo. Ma mi sono divertito a fare cose che sarebbero state impossibili altrimenti.

MGL: Cos'è, una specie di fumetto?

MRT: Sinceramente, era grosso modo quello a cui miravo.

La moglie torna ad abbracciare il suo braccio, poggiandovi la testa contro.

MGL: Continua ad essere tutto cosí … assurdo.

Camminano in silenzio ancora per qualche minuto, ed il marito a romperlo stavolta.

MRT: È stata una giornata straordinaria. Una serata straordinaria. (Si libera il braccio per cingerle le spalle, tirandola a sé, mentre lei gli cinge i fianchi.) Sono rimasto … stupito a dir poco, ma sono contento di come è andata. (Le getta uno sguardo.) E non solo perché è stata per me un'esperienza straordinaria, ma perché ti ho sentita … curiosa, felice.

La moglie guarda avanti a sé.

MGL: Non riesco nemmeno io a crederci. E non era nemmeno come ieri sera, in cui mi sentivo … ubriaca, quasi. Ma vederti con Cathy è stato … ho temuto di sentirmi gelosa. In qualunque altro momento avrei … mi sarei sentita … arrabbiata, spaventata, tutto tranne che … felice. Non riesco nemmeno a credermi mentre lo dico, ma vederti con lei, vederla … vederla godere con te, vedere te godere con lei … era come se stessimo condividendo lo stesso piacere. (Pausa.) E non solo stasera. Per tutto il giorno, ho avuto questa nuova sensazione. (Solleva lo sguardo verso di lui.) Anche tu?

L'uomo annuisce, senza rispondere.

In albergo, il letto rifatto ed i cioccolatini sui comodini ricordano loro la fretta con cui hanno lasciato la camera quella mattina, e quel senso di colpa nei confronti della donna delle pulizie con che li ha accompagnati nella “fuga”.

MRT: Dovremo ricordarci di lasciarle una lauta mancia.

La donna si lascia cadere di traverso sul letto. Lo guarda.

MGL: Strafaremo anche stanotte?

L'uomo le si siede accanto, e comincia a svestirla, con calma.

MRT: Come ti senti tu?

MGL: Bene.

La donna contempla il soffitto, insoddisfatta dalla propria risposta. Solleva il busto, per aiutare il marito a toglierle i vestiti di dosso, poi torna giú, sollevando il bacino. Completamente nuda, braccia e gambe a stella, non presta attenzione al compagno che ora si sta svestendo.

MGL: È normale che non senta alcuna stanchezza?

L'uomo torna a sederlesi accanto, ormai nudo.

MGL: Siamo svegli da due giorni, abbiamo camminato per chilometri, abbiamo scopato come conigli, ed io mi sento piú sveglia e piena di energia di quanto non mi sia mai sentita in vita mia.

L'uomo le si stende accanto, le carezza il viso.

MGL: Non è normale, vero?

MRT: Chiese la donna che si è lasciata penetrare l'utero, che ha ovulato su richiesta, la donna a cui son venuto direttamente nella vescica. La donna che ha leccato il mio sperma dal fondo della fica di un'altra, l'ha allattata, e si è fatta penetrare da due braccia e da un cazzo con lo stesso diametro,

La donna gli mette una mano sul viso, spingendolo via.

MGL: Smettila. (Pausa.) Non è quello che intendevo. È questa la nostra vita ora? Non dormiremo piú? Saremo sempre cosí … carichi? È solo un'euforia temporanea? È solo per … per il sesso?

MRT (con un sospiro): Apprezzo molto la tua fiducia nelle mie conoscenze, ma … cosa ti fa pensare che io ne sappia piú di te?

MGL (imbronciata): Siamo in un tuo sogno erotico, no? Ti sarai già immaginato tutto.

L'uomo ride, la abbraccia.

MRT: No, ne so quanto te, amore. E davvero, se avessi saputo che un mio sogno si poteva realizzare, ne avevo di migliori di questo da scegliere.

MGL: Non hai un harem abbastanza grande qui, vero?

MRT (bisbigliandole all'orecchio): Non ne ho bisogno.

La donna distrae lo sguardo, volta il capo, solo per sentire le labbra del compagno sul proprio collo.

MRT: Hai di nuovo paura?

MGL: No, non … non di te, di noi. Ma il fatto che vederti con Cathy non mi ha … te l'ho detto, è stato … eccitante. (torna a voltarsi verso di lui, lo bacia) Mi piace vederti far godere altre donne. (lo bacia di nuovo) Mi piace vederti godere con altre donne. (un altro bacio) E lo so che può sembrare assurdo, ma sento la differenza, con me.

L'uomo ricambia i suoi baci, le carezza il fianco, i glutei, insinua una gamba tra quelle di lei, ed ella risponde intrecciando le proprie alle sue.

MGL: Ti va di fare l'amore?

MRT: Sempre.

Si ritrovano a cercare il piacere l'uno dell'altra con la semplicità dei tempi passati. L'uomo si sdraia sulla schiena, e la moglie si inginocchia sopra di lui, offrendo la propria vulva alla sua bocca, lasciando che l'entusiasmo del marito la porti fin quasi all'apice.

MGL: Aspetta, ti voglio dentro.

Si stacca da lui quasi con difficoltà, scivolando sul corpo dell'uomo fino a sentire la sua erezione schiuderle le grandi e piccole labbra. Lo guida dentro, cavalcandolo con breve ed intensa passione, crollando improvvisamente su di lui quando l'orgasmo la travolge. Le mani forti dell'uomo la tengono stretta, bacino contro bacino, petto contro petto, e lui continua a muoversi dentro di lei, ma con lenta e deliberata calma, aspettando che lei si riprenda.

L'uomo scioglie l'abbraccio quando sente la bocca di lei cercargli un capezzolo, poi l'altro. La donna continua a giocare tra un capezzolo e l'altro, stimolando con le dita quello abbandonato dalla bocca, e non è sorpresa di sentirsi afferrare saldamente i fianchi mentre il compagno le guida il bacino contro le proprie spinte.

MRT: Cosí verrò subito …

La moglie mugugna qualcosa, ma non abbandona i capezzoli dell'uomo, ed è presto gratificata dalla sua ejaculazione. Si ferma allora, ed abbraccia il compagno, godendosi la sensazione del suo orgasmo amplificata dal loro nuovo legame, e sentendone una eco attraversare il proprio corpo.

Restano immobili, abbracciati cosí, finché lei non prova a sollevarsi.

MGL: Vado in bagno.

MRT: Nuuu …

Il marito si solleva a sedere, tendola ancora contro di sé.

MGL: Dái, devo fare pipí.

Per tutta risposta, l'uomo si alza in piedi, reggendola saldamente. Con un gridolino, la moglie si abbarbica al corpo del compagno con braccia e gambe, e si lascia trasportare cosí. L'uomo caracolla fino al gabinetto, ma prima che possa sedersi, la moglie protesta.

MGL: Non credo che possa funzionare …

MRT: Prova …

MGL: Schizzerà dappertutto.

Allora l'uomo entra con grande attenzione nella vasca, e riesce a sedersi senza che il proprio organo esca dal sesso della compagna.

MGL: Sei proprio …

Nonostante le proteste, la donna si poggia all'indietro, ed inizia a liberarsi la vescica.

MGL: Contento?

chiede al marito, sentendo la sua erezione ritrovare vigore dentro di lei. Per tutta risposta, l'uomo la tira nuovamente a sé, abbracciandola, ed un attimo dopo lei sente un'inconfondibile getto caldo, potente e duraturo allagarla.

MGL (esterrefatta): Ma mi stai pisciando dentro?

Rassegnata, lo lascia fare, anche quando il liquido non trova piú spazio dentro di lei e comincia a straboccare con foga, senza riuscire a nascondere che tutta l'esperienza le provoca —contro le sue stesse aspettative— un'inusuale sensazione di piacere.

MGL: Sei una cosa indecente.

bisbiglia al marito, quando entrambi hanno finito di liberarsi, mentre stacca il flessibile della doccia e saggia la temperatura dell'acqua. Sciacquano via i residui dei loro giochi, quindi si aiutano a vicenda a lavare via l'intera giornata, prima di tornare a letto.

Sdraiati su un fianco, fronte contro fronte, gli occhi chiusi, ascoltano i rispettivi respiri. Parlano, tra lunghi stacchi, in leggeri mormorii, quasi timorosi di disturbare un mistico equilibrio.

MGL: Finirà?

Pausa.

MRT: Vuoi che finisca?

Pausa.

MGL: Non so cosa sarebbe peggio. (Pausa.) Tornare a casa e scoprire che è tutto un sogno. (Pausa.) Tornare a casa, e riconciliare la nostra vita di prima con … questo. (Pausa.) Tornare dalle vacanze è sempre … difficile. Ma stavolta sarà … boh?

Pausa.

MRT: Noioso.

Pausa.

MGL: No, non è … (Pausa.) Se … se tutto questo sarà ancora … vero dopodomani … (Pausa.) Non penso ci annoieremo. Anche se dovessimo … esaurire … la nostra … fantasia prima di partire, anche se arrivassimo alle cose piú … assurde … (Pausa.) Non penso ci annoieremo, a casa.

MRT: Ma non sai come sarà.

Pausa.

MGL: No. (Pausa.) Ma non ci annoieremo. (Pausa.) Non piú. (Pausa.) Cosa temo di piú … è che possa essere … straniante, la vita normale. (Pausa.) Alzarsi la mattina per andare al lavoro. Litigare con la gente, affrontare la … le stupide minuzie quotidiane. E stavolta il tutto sapendo, sentendo questa … realtà piú … profonda, piú viva.

L'uomo la stringe a sé, le carezza il viso.

MRT: Vivremo. (Pausa.) Meglio. (Pausa.) Vivremo meglio. (Pausa.) E sarà tutto piú leggero.

La donna lo bacia profondamente, portando una gamba ad avvolgere quelle di lui, tirandolo a sé. Si distacca da lui giusto per commentare:

MGL: E piú assurdo.

prima di tornare a baciarlo, assaporando quanto diverso sia ora il bacio, quanto piú li avvicini, li unisca. Riesce quasi a sentire quella nuova, peculiare energia fluire tra i loro corpi, e con questa ciò che il suo compagno sente a sua volta.

MGL: Stai pensando qualcosa.

L'uomo le carezza la coscia, la tira ancora piú a sé.

MGL: Vuoi dare fondo all'assurdo finché siamo qui?

Entrambi sbuffano in una risatina.

MGL: Ci sono davvero ancora cose che non abbiamo provato?

L'uomo si concentra sulle natiche della moglie, spingendo la mano nel solco tra i glutei, fino a sfiorarle l'ano.

MGL: Avrei dovuto immaginare che c'entrava questo, vero? (sorride) non vedevi l'ora di sfogare tutte le tue fantasie anali con me.

MRT: Mi hai già offerto piú di quanto io mai potessi sperare di avere da te, ma questo è qualcosa di … diverso, anche se … sí, c'entra il tuo bellissimo culo.

L'uomo si posiziona con il pene contro l'ano di lei, e lei si accorge di non avere a che fare con una di quelle erezioni imponenti delle ultime due sere, ma che il pene di lui, pur non essendo flaccido, conserva una morbida plasticità che lo rende piú maneggevole, se pur meno adatto alla penetrazione. Ed è lei stessa, quindi, ad aiutarlo, a guidarlo dentro di sé, aiutando il marito a tenerle aperto l'ano con una mano, e dirigendo la punta del glande in dentro con l'altra.

E stavolta l'uomo non corregge la propria posizione come avrebbe fatto altre volte, per migliorare il proprio accesso. Invece, guida il proprio pene su per il colon della moglie semplicemente aumentandone la lunghezza.

MRT: Va bene cosí?

MGL: Sí …

La donna sente il pene del compagno invaderle l'intestino, accompagnato da quella sensazione sorprendente ma gradevole con cui il suo corpo reagisce ormai a tutte le inusuali penetrazioni con cui hanno giocato col marito.

MGL: Non capisco dove vuoi …

Ed improvvisamente il sospetto le si insinua nella mente, mentre il glande di lui supera l'ennesima piega.

MGL: Per favore dimmi che non stai pensando di fare quello che io penso tu stia pensando di fare.

MRT: In qualunque momento, dimmi basta ed io mi fermerò, va bene?

MGL (abbassando lo sguardo, chiudendo gli occhi, mormorando): Va bene.

Il pene di lui si allunga, si intrufola, ed ella lo sente invadere parti che nessun oggetto estraneo dovrebbe raggiungere. Nuovamente, sensazioni aliene a cui lei non riesce a dare un significato preciso la percorrono. Non sa nemmeno se sia fisicamente possibile provarle, o se è solo una commistione della penetrazioni e della sua capacità di percepire il corpo del marito anche senza vederlo, senza toccarlo. E pure sono sensazioni che non solo trova sgradevoli, ma anzi le provocano un piacere indubbiamente erotico.

Persino quando l'organo del marito le raggiunge ed invade l'intestino tenue, l'unico pensiero che le viene in mente è la presa di coscienza di quanto si senta libera, vuota. Si rende conto solo adesso che la purificazione concessa loro dalla Dea non è stata solo un gesto simbolico, o qualcosa per la sera stessa della cerimonia, ma un cambiamento ben piú radicale del loro corpo.

MGL (bisbiglia): Lo sapevi già?

MRT (fermandosi): Cosa?

MGL: No, continua … (sentendo il pene del compagno tornare a serpeggiare nel suo intestino) intendevo (geme) che non avessimo piú (geme) rifiuti solidi.

MRT: Non ci avevo pensato.

MGL (bisbgilia): Sei un incosciente …

Il pene dell'uomo ha quasi completato l'attraversamento dell'intestino tenue della donna quando lei improvvisamente lo ferma.

MGL: Aspetta! (sentendo il pene cominciare a ritirarsi) No, non ti ritirare, ma … okay, la Dea ci ha purificati e probabilmente è per questo che il mio intestino è vuoto, ma … ho paura che se arrivi nello stomaco non andrà cosí bene, non … non voglio che tu ti faccia male.

Passa qualche secondo prima che l'uomo risponda.

MRT: Non ci avevo pensato.

MGL (bisbiglia, sorridendo): L'ho detto che sei un incosciente, sí?

MRT: Ti va di provare lo stesso?

MGL: Ho paura che tu ti faccia male.

L'uomo la bacia, e per la propria sicurezza —ma soprattutto per la tranquillità della moglie— decide di irrigare il percorso del proprio pene, aumentando la produzione di liquido preseminale. Gli viene da ridere, percependo il serpeggiare che questo deve seguire per attraversare il suo pene spropositatamente lungo, prima di arrivare a sboccare.

MGL: Stai … ejaculando? No, cosa … ?

Anche a lei viene da ridere.

MGL: Ma quando verrai ci vorrà tutto questo tempo, pure?

Quando il liquido comincia ad allagarle l'intestino, coglie l'intento del marito, e gli viene incontro fermando la produzione di acido gastrico, ed aumentando quella di bicarbonato. Ancora piú che della possibilità di fare una cosa del genere, con coscienza, la sorprende il fatto di non esserne molto sorpresa: una semplice presa di coscienza, “oh certo, posso fare anche questo” —come fosse ormai una seconda natura.

MGL: È follia, quello che stiamo facendo, vero?

MRT: Forse, ma guarda al lato positivo: non soffriremo piú di reflusso.

MGL: Te l'ho già detto quanto mi fa paura questo … controllo che abbiamo del nostro corpo?

MRT: E però è anche … esilarante.

MGL: Sí, ma … il fatto di sapere adesso che puoi … puoi entrarmi nello stomaco … oh … (un rutto, improvvisamente, le risale l'esofago, interrompendo rumorosamente il suo pensiero)

Ridono entrambi.

MRT: Ti senti meglio adesso?

L'uomo non aspetta una risposta dalla compagna. Senza interrompere il leggero, ma costante flusso di liquido preseminale, riprende l'allungamento del pene, fino a sboccare nello stomaco della moglie.

Invece di rispondere, la donna sussurra:

MGL: Sborrami in pancia.

Il marito è lieta di accontentarla, e pur sentendosi lontano dall'orgasmo non ha problemi ad ejaculare, benché l'inusuale sensazione dell'impulso dei getti di sperma che attraversano l'intera nuova lunghezza del suo pene gli risulti straniante, come se il corpo non fosse veramente suo.

Anche la donna riesce a sentire le spinte con cui l'uretra dell'uomo guida i getti di sperma, e quando questi finalmente le sfociano nello stomaco non è sorpresa. Lo incoraggia, anzi:

MGL: Ancora … ancora …

fino a sentirsi piena, sazia persino —per rendersi conto poco dopo, quando i fiotti continuano ad arrivare, che avrebbe dovuto smettere di sollecitare l'uomo con un po' di anticipo. L'uomo stesso si ferma, percependo la sazietà della donna, ma anche lui sottovaluta il tempo necessario perché gli ultimi fiotti finiscano il tragitto.

Nella quiete che segue, la coppia mantiene un respiro controllato, come a cercare di evitare di rompere il nuovo equilibrio. L'uomo esita, vorrebbe continuare, per completare la realizzazione della sua idea, ma non riesce a liberarsi della sensazione di stare abusando della pazienza con cui la compagna tollera il suo sfantasiare. La donna si sente piena da scoppiare, lo stomaco disteso oltre il limite, ma nonostante ciò non riesce a trovare sgradevole la sensazione. L'intestino invaso, lo stomaco pieno le danno invece un senso di soddisfazione che sfocia in un piacere preorgasmico; sente l'esitazione del marito, e benché sia curiosa di vedere fin dove il compagno si voglia spingere —benché non sia difficile immaginarlo— non trova il coraggio di spronarlo a continuare, e si limita a rimanere lí, in attesa.

MRT: Te la senti?

chiede lui infine. La donna annuisce appena, e sente il pene di lui continuare a crescere fino a raggiungerle l'esofago. La donna bacia l'uomo, profondamente, senza piú nemmeno chiedersi perché l'invasione non le mozzi il respiro, o non le provochi il vomito. E persino quando sente il glande sfociarle in bocca, si distacca dal bacio solo per solleticarlo con la lingua, quasi aspettandosi di sentirlo esplodere. Ma è l'uomo stavolta a cercare il bacio, et ad accogliere il suo stesso pene nella propria bocca. La donna riesce ancora a seguirne il percorso, percependo la sua forma mentre attraversa l'esofago del marito, raggiungendo il suo stomaco, dove di nuovo si ferma per ejaculare, per poi procedere ancora attraversando l'intero intestino dell'uomo fino a uscire dall'altra parte.

È la donna stessa adesso, avendo capito l'obiettivo del compagno, a prendere il pene che ancora si allunga, a volgerlo verso l'alto, a districarlo dalla parte che già la penetra, per fargli raggiungere la propria vulva, contro la quale sente un rinnovato turgore che le schiude le grandi e piccole labbra, per poi penetrarle l'intera lunghezza della vagina; ed è sempre lei a schiudere la cervice e far scendere l'utero per invitare silenziosamente l'uomo a penetrarla come solo loro possono fare.

Nuovamente in quiete, la coppia rimane lí, ad occhi chiusi, ad ascoltare l'unione dei loro corpi, il calore, gli umori, quella sensazione di essere pieni, occupati, legati.

Uroboro, vorrebbe dire la donna, pur rendendosi conto di non poter parlare.

L'uomo le carezza la schiena, i fianchi, le natiche, la tira ancora a sé. La donna ricambia cercando i capezzoli dell'uomo, provocandolo. Lo sente spingere, se pur con movimenti goffi, limitati, e cerca di venirgli incontro, per assecondarlo. Sente la spinta attraversarle il corpo, dall'ano alla bocca, la sente percorrere ugualmente, al contrario, il corpo dell'uomo, ed infine arrivarle alla vagina, all'utero. E sente il proprio corpo rispondere, e quello dell'uomo insieme, con un improvviso, immotivato orgasmo simultaneo.

È mattina quando la donna riapre gli occhi, confusa. Si scopre ancora imprigionata nell'uroboro col marito, che se un attimo prima ancora dormiva, ora si sveglia di nuovo. L'uomo le carezza il viso, e rendendosi conto di essere ancora legato alla donna, ritrae il pene, operazione che gli prende comunque qualche secondo, durante il quale gli scappa da ridere, paragonandosi quasi come ad un metro retrattile.

Si solleva a sedere tossendo, insieme alla moglie.

MGL: Abbiamo dormito alla fine.

MRT: Parrebbe.

La donna sospira, quasi con sollievo.

MGL: Che ore sono?

L'uomo allunga la mano a pescare il proprio cellulare, accorgendosi di essersi dimenticato di metterlo a caricare.

MRT: Dieci meno venti. (Traffica col cellulare per metterlo in carica) Ma non ti preoccupare, stavolta ho messo il do not disturb.

La donna scende dal letto, stiracchiandosi.

MGL: La cucina ha già chiuso quindi?

Il marito annuisce, poi vede la luce lampeggiare sul cellulare della moglie.

MRT: Hai messaggi.

MGL: E chi mai mi scriverà? (prende il cellulare, nota anche lei la poca carica, lo mette a caricare mentre apre i messaggi. Sbuffa.) È Cathy.

MRT: Che dice?

MGL: Ringrazia. E ci sono due video.

L'uomo si avvicina, le poggia il mento su una spalla. Insieme guardano i video, che senza nessuna sorpresa riprendono il momento in cui il fidanzato, appena tornato, la penetra, da entrambe le prospettive, di lei e di lui. Il messaggio di corredo ringrazia per la serata e per il regalo, menziona che lei ed il suo ragazzo hanno fatto l'amore come grandissimo piacere, e chiude con un augurio che ci si riesca a incontrare di nuovo.

MRT: Contenta? Sei piú serena?

La donna si butta indietro, poggiandosi a lui.

MGL: Dovrò abituarmi, vero?

MRT (abbracciandola): Non penso sarà una cosa che faremo tanto spesso.

MGL: Non dico questo. Dico piú in generale, a … fidarmi di quello che possiamo, di quello che sentiamo.

L'uomo fa spallucce, allunga una mano a carezzarle la vulva. La donna allarga meglio le gambe, offrendosi, chiudendo gli occhi, in attesa.

MGL: Anche a questo dovrò abituarmi, vero?

L'uomo si china a baciarle la fronte, ma proprio in quel momento la donna si solleva di scatto, con un grido:

MGL: Le die…!

Alla capocciata involontaria che i due si scambiano in quel movimento improvviso segue un momento di confusione, in cui ognuno consola il proprio dolore.

MRT (massaggiandosi la fronte): Hai ragione, dobbiamo lasciare la stanza.

Si muovono con la celerità ed efficienza di esperti viaggiatori, alternandosi nella doccia mattutina e nella chiusura della valigia, mentre organizzano il resto della giornata.

Sono in ritardo, dovranno saltare la colazione in albergo, ma hanno tempo fino a sera per l'aereo. Lasceranno le valigie in albergo per la mattina, e faranno un ultimo giro del paese.

Il cielo che li attende quando escono dall'albergo è brillante e luminoso, senza l'ombra di una nuvola, ed una brezza leggera che rinfresca l'aria.

MRT: Colazione?

MGL (facendo spallucce): Non ho particolarmente fame.

MRT: Non hai voglia di tornare al locale.

MGL (lo guarda imbronciata): Non è detto che ci sia lei anche stamattina.

MRT: Ma potrebbe esserci.

MGL (gli tira una gomitata): Smettila.

Durante il breve battibecco l'uomo si è già avviato, e la moglie si accorge solo ora verso dove stanno andando. Si ritrovano presto fuori dal paese, e benché la direzione le sia familiare, la donna ha qualche difficoltà ad identificare il posto, cosí diverso alla luce del giorno e senza la marea di persone di due sere prima, ma il monolite al centro rimane inconfondibile, pur essendo quasi impossibile adesso riconoscervi la figura femminile accovacciata tanto nitida l'altra notte.

La coppia costeggia in silenzio il costone, senza scendere nella conca, ed arrivano cosí ad un ingresso chiaramente marcato.

MRT: Mi sa che questo è il cottage di cui parlava Cathy.

MGL: Hm?

MRT: Quello dei cavalli.

MGL: Oh.

Superano il cancello aperto con un po' di timore, senza scorgere nessuno, e si avviano cosí verso la casa in fondo al viale circondato da piccoli campi coltivati, aiuole fiorite, e qualche albero.

MGL: Non è solo per i cavalli, vero?

La donna ora si sente un po' piú a disagio, intuendo quale sia davvero l'elemento caratteristico di quel posto. Solleva lo sguardo a cercare quello del marito, che però si limita a scuotere il capo in senso di diniego: prima che l'uomo abbia il tempo di formulare una risposta, una voce femminile li raggiunge:

Gran Sacerdotessa: Oh my goddess, you came!

MGL ha qualche problema a riconoscere la donna che le si presenta davanti quasi all'improvviso, coperta com'è in abiti rustici e chiaramente molto usati, un cappello di paglia campagnolo un po' sfilacciato in testa, guanti da giardinaggio a coprire le mani, una cesoia brandita con eccessiva leggerezza.

Gran Sacerdotessa: Oh, sorry, I didn't mean to scare you! (le cesoie spariscono nelle ampie tasche dei suoi vestiti) Welcome, my wonderful guests!

La sacerdotessa getta le braccia al collo di MRT baciandolo con la lingua, e subito dopo ripete il gesto con la moglie, lasciando la coppia esterrefatta. Senza arrestarsi, la sacerdotessa prende MGL sotto braccio, avviandosi verso la casa, voltandosi un momento verso l'uomo e gesticolando verso un cesto colmo.:

Gran Sacerdotessa: Would you be a dear and pick that up? (tornando a guardare in avanti) I'm so glad you came. I'm terribly sorry to greet you like this, I really wasn't expecting you, but it's so nice of you to come visit.

Al passo spedito della sacerdotessa, arrivano al cottage in un batter d'occhio. Prima di entrare, la loro ospite indica all'uomo un angolo dove lasciare il cesto, si libera del grossolano grembiale che le copre i vestiti, quindi li fa accomodare.

Gran Sacerdotessa: Please come in! Would you like anything? Some tea? Some juice? Anything stronger? (Guardandosi le vesti.) Oh, you must allow me to make myself more presentable … (Pausa.) Actually …

La sacerdotessa guarda MGL speranzosa, ma la donna è ancora confusa, travolta dall'entusiasmo della loro ospite.

Gran Sacerdotessa: Would you come with me, help me get changed?

MGL (titubante): Me?

Gran Sacerdotessa: Well, both of you, but especially you.

La donna è ancora confusa e tarda a rispondere, ma si lascia trascinare dalla sacerdotessa fino alla sua camera da letto, dove si spoglia liberamente, mentre parla con la donna.

Gran Sacerdotessa: I make you uncomfortable. (Solleva lo sguardo ad incrociare quello di MGL.) Oh, I don't mean now specifically, like this (Si presenta completamente nuda, a braccia aperte.) I mean, that too, though why would you after last night, right? But it's not what I'm talking about. (Fruga nei cassetti per procurarsi il cambio.) I mean, in general. You … (Si avvicina, come per osservarla meglio.) are afraid of me. (Si avvia verso il bagno, prendendole una mano per potarla con sé.) What are you afraid of? That I might (fa le virgolette in aria, un gesto reso buffo dai vestiti che tiene in mano) “steal your man”?

La donna si sente quasi offesa dalla libertà con cui la sacerdotessa parla della cosa, cosa che le fa vincere l'imbarazzo.

MGL: He should be with you.

La sacerdotessa si ferma, la guarda, ride.

Gran Sacerdotessa: Oh goodness, no! He'd be … (piú seria) Oh sure, his power. You've seen him, haven't you? You've seen it, haven't you, this huge powerful reservoir, ready to burst at any time. But that's not it, that's not enough. He's … he's unfit to accompany me in guiding a congregation. And I would never give that away for anything. (Si infila sotto la doccia, lavandosi vigorosamente il corpo, i capelli. E nel frattempo alza la voce, per farsi sentire oltre l'acqua.) I owe you an apology. I mistreated you last night, and that was inexcusable. I was blinded by his presence, and couldn't see you for anything else than “his wife”. And honestly … I was a bit envious of you, that you could have him any time, any way you wanted. (Spenta la doccia, si strizza via l'acqua dai capelli, spinge via a mani nude l'acqua sulle braccia, il petto, le gambe, infine esce, avvolgendosi in un asciugamano, e riconosce lo sguardo esterrefatto con cui la guarda la donna.) Am I talking too fast? Am I … can you follow what I'm saying?

MGL; Yes, but …

Gran Sacerdotessa: You don't believe I could be envious of you?

MGL: No, I mean, yes, I …

La sacerdotessa comincia ad asciugarsi i capelli con foga, la donna si distrae, non riesce a finire la frase. E quando improvvisamente se la trova faccia a faccia, l'espressione contrita, a chiederle scusa:

Gran Sacerdotessa; I'm sorry I failed to acknowledge your brightness last night.

l'unica cosa a cui riesce a pensare, che riesce a dire, è:

MGL: Did you … shrink?

La sacerdotessa si guarda, poi torna a guardare lei:

Gran Sacerdotessa: Oh yes, of course! I wanted to be level with you. Being able to see eye to eye (La fissa intensamente.) Kiss, mounth to mouth (Si sporge a baciarla nuovamente. La sua voce si abbassa, cambia tono, illanguidisce.) I want to make love with you, to you. You are so desirable …

La donna si distacca imbarazzata.

MGL: I'm not.

Gran Sacerdotessa: Oh, don't play coy. You know you are, your man has never ceased to tell you, and you've been experimenting … I can feel everything that happens in my congregation, you know, and your lovemaking with your husband was so intense, so bright … Who was it you played with yesterday evening? Cathy?

La donna annuisce, ma non risponde.

TABULA SYNOPTICA

ATTO I (consacrazioni): (Sx) in uno sperduto paesino delle isole britanniche, in una notte d'estate e di luna piena, viene celebrata un'assemblea della congregazione; partecipano anche due turisti (ivi giunti dietro suggerimento del proprietario del loro albergo); la Dea si manifesta, e rivela a MRT la sua natura; egli accetta di essere consacrato sacerdote; a MGL, in quanto sua compagna, viene offerto l'onore di essere consacrata sacerdotessa; inizialmente perplessa, MGL si convince; la consacrazione e la conseguente unione (carnale e spirituale) con la Dea la liberano da vincoli e paure passate; durante le celebrazioni della notte, la Dea preleva un ovulo di MGL appena fecondato da MRT, e lo trapianta nell'utero della Gran Sacerdotessa. (Sy) Nei giorni successivi, MRT e MGL esplorano il loro rinnovato vigore sessuale; come dall'argine rotto di una diga, la sessualità di MGL esplode riuscendo anche a superare la naturale curiosità sessuale di MRT.

ATTO II (la famiglia): (S1) al ritorno a casa dei genitori, FGA nota (“sente”) qualcosa di diverso in loro, che va oltre la semplice serena rilassatezza di vacanze ben valorizzate; grazie al proprio forte legame con la spiritualità osservata dal culto (di cui ella non fa formalmente parte, ma della quale partecipa per indole), intuisce la natura del cambiamento e manifesta la propria comprensione ai genitori, sorvolando inizialmente sul proprio desiderio di inclusione; (S2) FGA comincia invece a sensibilizzare il fratello, sfruttando una certa attrazione verso l'incesto manifestata da FGO in alcuni scritti segreti (da lei scoperti); (S3) approccerà quindi lei i genitori, e raccogliere cosí la famiglia.

ATTO III (la fidanzata): (S1) tempo dopo, FGO comincia a manifestare di essersi innamorato di una compagna di classe, e della propria difficoltà nel conciliare questo con l'attuale fisicità del suo rapporto con la famiglia, pur essendo cosciente di quanto gli sarebbe piú difficile accettare i tempi di FDA senza questo sfogo; (S2) FDA comincia a frequentare la casa dei sacerdoti, e pur percependo un'atmosfera inusuale, rimane all'oscuro della realtà delle cose; inconsciamente influenzata dalla carica di energia sacra nell'ambiente, matura nel corso delle visite l'aspetto fisico del suo rapporto con FGO, fino al rapporto completo.

ATTO IV (i suoceri): (S1) scoperta l'evoluzione del rapporto della figlia con FGO, CSO dà in escandescenze; quella che avrebbe dovuto essere un'occasione perché le famiglie si conoscano esplode in una scenata; e nonostante gli sforzi di FDA di difendere la famiglia del proprio ragazzo, di CSA di far scendere i toni e di MRT e MGL di smontare quanto piú diplomaticamente possibile l'ira da loro ritenuta ingiustificata di CSO, la conclusione dell'evento è —senza soddisfazione di alcuno— una cacciata di casa di FDA, che si ritroverà cosí in stanza permanente con la famiglia T, pur con una promessa di MGL che sarebbe stati sempre ben lieti di considerare CSO e CSA come consuoceri, laddove avessero deciso di cambiare idea; (S2) qualche mese dopo, CSO compare alla scuola dove FDA e FGO stanno concludendo gli studi (in classi diverse), per chiedere scusa alla figlia, che con rabbia lo manda a chiedere prima scusa ad FGO; senza esitazione, CSO procede, chiede scusa ad FGO, torna a chiedere il perdono della figlia, e lascia la scuola, seguito dalla incredulità di FDA e da un sospetto di FGO.

ATTO V (la cura): (S1) appena venuta a conoscenza dell'evento, conscia dell'implicazione di quella improvvisa marcia indietro, dietro tacito ma evidente consenso se non addirittura invito del marito, MGL raggiunge subito la casa della famiglia O, accompagnata in macchina dalla figlia; presentandosi da sola all'appartamento, viene accolta da CSA che le conferma i sospetti: al marito è appena stato diagnosticato un male incurabile, e pochi mesi di vita; chiedendole assoluta fiducia, MGL pratica per la prima volta all'esterno le proprie doti di sacerdotessa, seguendo l'intuito donatole dal rapporto con la divinità per decidersi ad estirpare fisicamente il male dal corpo di CSO, tramite rapporti sessuali; (S2) MGL mette alla prova le proprie capacità, forzando un'erezione ormai impossibile in CSO, e cavalcandolo ripetutamente fino all'orgasmo, sfruttando l'ejaculazione, ed altri momenti come una necessaria minzione che lei lascia che avvenga sempre durante la penetrazione, porti con sé parte del male; (S3) mentre si purga, MGL chiede a CSA di chiamare su FGA perché la aiuti; FGA scopre cosí che la madre è capace di estroflettere i proprî genitali interi (tecnica che sta sfruttando per lavarsi nel bagno degli O); FGA aiuta la madre a purgarsi, nonché a riguadagnare parzialmente la massiccia quantità di energia spesa a curare CSO; (S4) dopo necessaria ripresa, MGL ed FGA tornano dagli O per un'ulteriore sessione di cura; fiduciosa (contro ogni raccomandazione del contrario dei medici) che forse vi sia una speranza, CSA accetta di assistere per la nuova sessione; a differenza della prima volta, MGL ha stavolta l'ultero pieno di seme del marito, come misura precauzionale, riserva d'energia e chissà che altro; FGA ha la vagina piena del seme (sterile) del padre, e mentre la madre costringe CSO all'erezione per poterlo montare, FGA si siede sul suo viso, costringelo a bere tutta la sua orina e quindi tutto il seme di MRT che infine le cola giú dal sesso; CSO accetta il tutto principalmente come una giusta puizione per il proprio comportamento, CSA protesta inizialmente, salvo poi essere dominata da FGA, che ne indovina la vena masochistica; (S5) la volta successiva, FGA arriva persino —dopo una lunga fase di preliminari e stimoli senza concrettizzazioni— a penetrare CSA con il proprio pugno, portando lei (e CSO, che non perde un momento di tutto questo, pur continuando ad essere cavalcato da MGL) al piú potente orgasmo della sua vita; la scarica complessiva riesce ad esteriprare completamente ciò che rimane dela male di CSO, come verrà confermato alle visite successive.

ATTO VI (intermezzo): nel corso degli eventi precedenti FDA viene messa a conoscenza della realtà delle cose, dalla natura della famiglia T alla malattia di CSO e le azioni di MGL e FGA per la sua guarigione; si lascia coinvolgere, dapprima ammettendo FGA nelle sue sessioni amorose con FGO, quindi lasciandosi guidare da MGL sui periodi in cui FGO può penetrarla ed ejacularle dentro senza protezione; infine trovando il coraggio di fare sesso anche con MGL e MRT.

ATTO VII (consacrazioni II): (S1) nel paesino delle isole britanniche, viene celebrata un'assemblea della congregazione; partecipano anche MRT e MGL, con FGO e FDA, ma non FGA che ha preferito rimanere in casa, ed indicare a CSO e CSA come raggiungerli; essi sono presenti quella sera, ma preferiscono rimanere a spiare gli eventi dal limitare del bosco che circonda la piccola collina su cui si raccoglie la congregazione; (S2) la Dea si manifesta; allatta Sun e Moon, come tradizione dalla loro nascita, e li lascia addormentati nell'alcova lasciata dalla roccia con cui lei si incarna (S3) la Dea celebra il recente successo di MGL e dell'assente FGA nel salvare una vita, riconosce FGO ed FDA come accoliti, e infine rivela la presenza di CSO e CSA, invitandoli a raggiungere la congregazione, cosa che essi fanno dapprima con grande titubanza; (S4) la Dea accetta il ringraziamento della coppia per il salvataggio della vita di CSO, pur reiterando il merito di MGL; quindi li riconosce come accoliti, e consacra CSO come testimone; (S5) dapprima imbarazzata dalla presenza dei genitori, vedendo la madre offrirsi a MRT come ringraziamento, FDA si presenta al padre chiedendogli, se vuole essere perdonato, di venirle dentro, e di farle raggiungere l'orgasmo prima di CSA, cosa che infine CSO ottiene penetrandole il culo con un pollice mentre la penetra da dietro; (S6) a seguito dell'orgasmo del padre, FDA lo invita a penetrarla analmente, per apprezzare la disponibilità ottenuta dalla sua vita sessuale, e dai recenti rapporti con FGO e MRT che ancora le lubrificano il colon; il padre accetta, e la penetra dolcemente, in una lunga sessione di ricongiungimento e piacere reciproco; (S7) vengono raggiunti da CSA, che decide di aiutare FDA a raggiungere l'orgasmo stimolandole i capezzoli, lasciando che la figlia a sua volta stimoli i suoi; vengono provvisoriamente interrotti da FGO, che manifesta interesse per l'ano della suocera; CSA rifiuta di essere penetrata analmente, ma lascia che FGO glielo stimoli con la lingua

ATTO VIII (testimonianze): (S1) al ritorno, le due famiglie trovano una certa regolarità di incontri reciproci; FDA rimane a vivere con i T, accanto a quello che è ormai suo marito nel culto della loro congregazionie, ma passa periodicamente a trovare i suoi, cogliendoli spesso nell'atto ed unendosi a loro, spesso accompagnata da FGO; le due famiglie si incontrano inoltre nei giorni sicuri per tutte le donne fertili per godere della reciproca compagnia senza preoccupazioni; (S2) MGL accetta di parlare con i medici che seguono CSO, accompagnata dalla figlia che rimane ad aspettarla fuori; dopo una breve presentazione ed una conferma di quanto già raccontato loro da CSO, MGL dimostra i proprî poteri rivelando alcune cose come la fertilità di una delle infermiere presenti, e che un'altra è addirittura incinta, da talmente poco tempo da non esserne nemmeno a conoscenza, e che il padre non è il marito, ma uno dei medici presenti; rivela inoltre che qualcuno sta per morire —uno dei pazienti in sala d'attesa; (S3) FGA agisce sulla base in una comunicazione telepatica della madre, prendendo la mano del vecchio e rivitalizzandolo prima che passi del tutto; il vecchio si risveglia, ignaro del rischio corso, come ignara è la nipote Nova seduta lí accanto, un attimo prima distratta al proprio cellulare e che anzi ora protesta la confidenza di FGA, che si allontana con disprezzo; (S4) uno dei medici che stava ascoltando MGL interviene per visitare il vecchio, e non può fare a meno di constatare che il soggetto sembra davvero vivo per miracolo, manifestando allo stesso ed alla nipote che questi vive di tempo in prestito; il vecchio rivela di non essere sorpreso, avendo visto un angelo riportarlo in vita, e di non poter morire comunque prima di aver rivisto il figlio, padre di Nova; (S5) la nipote è davvero preoccupata per le sorti del nonno, sebbene fino a poco prima fosse solo scocciata dalla necessità di badargli dopo che gli era stato affidato dai genitori perché potessero andarsene in vacanza, costringedola peraltro ad abbandonare i proprî sogni di vacanza; chiede quindi aiuto a FGA, dopo averle chiesto scusa per aver frainteso la situazione; FGA accetta, con grande gioia del nonno di Nova;

ATTO IX (il nonno): (S1) FGA chiede che le sia concessa piena libertà di azione per garantire la sopravvivenza del vecchio fino al ritorno del figlio; Nova accetta, minacciando pesanti ritorsioni nel caso in cui FGA cercasse con qualche sotterfugio di infilarsi nell'asse ereditario; il vecchio accetta a condizione che quando il suo tempo sarà irrimediabilmente finito, FGA sia presente e gli tenga la mano (S2) FGA giace con il nonno, riuscendo a suscitargli un'erezione, facendosi penetrare, ma prendendosi lei cura, con la massima dolcezza, della parte dinamica dell'amplesso, e cogliendo l'occasione per dosargli nuova carica vitale; (S3) lasciato il nonno addormentato, FGA manifesta la necessità di ricaricare le proprie energie; Nova, ancora sospettosa e quasi con rabbia, accetta di essere lei ad aiutare FGA in questo, pur non essendo particolarmenete attratta dal genere femminile, e preferendo quindi un ruolo passivo nell'amplesso con FGA; (S4) nei giorni seguenti, FGA comprende che ciò che è mancato al vecchio è stata compagnia; convince Nova ad essere piú coinvolta nella compagnia del nonno, non considerarsi solo come una badante; nelle uscite e serate in casa che ne conseguono, entrano anche in contatto con FGO e FDA, e con un paio di amici di Nova, un ragazzo ed una ragazza che non hanno il coraggio di dichiararsi l'un l'altra nonostante la reciproca attrazione; (S5) [RIMUOVERE forse] al ritorno dei genitori di Nova, FGA saluta il vecchio con la promessa di farsi vedere quando sarà il momento; (S6) scena madre con la morte del nonno: FGA raggiunge la famiglia di Nova, convocata da un messaggio della stessa; viene accolta con grande scetticismo e quasi lasciata sulla porta, fino all'intervento di Nova; raggiunge il nonno per stringergli la mano (anche qui, resistenza; è il nonno a convocarla con un gesto quasi stremato); in lacrime, FGA tenta di riportarlo ancora indietro, ma è lui stesso a ricusare, pur ringraziandola; quando il nonno esala l'ultimo respiro, FGA si allontana con Nova, che in preda ad una crisi isterica grida con voce stridula di voler andar via da lí; ulteriori obiezioni dei genitori (il padre in particolare), con FGA che risponde osservando che Nova ha il diritto di elaborare il lutto come preferisce. [Alternativa per S6: FGA viene accolta da Nova, e raggiunge il capezzale del nonno prima che gli altri se ne accorgano; il nonno ha giusto il tempo di rifiutare un'ulteriore iniezione di energia vitale prima che il resto della famiglia di Nova cacci FGA come intrusa, “quella troia, che cosa ci fa qui, cosa spera di ottenere”; FGA si allontana senza protestare, ma Nova va in escandescenze, ricordando agli altri che FGA è stata l'unica presente nella settimana in cui le hanno affidato il nonno morente per andarsene a gozzovigliare; ricevendo come unica risposta un rimprovero per il tono adottato, se ne va sbattendo la porta; (S7) Nova trova FGA sulle scale, seduta ad aspettare non si sa bene se lei o notizie sul nonno; Nova si sfoga, accusando la famiglia di essere come avvoltoi attorno al nonno morente; FGA “sente” la morte del nonno, e decide che è il momento di portar via Nova]

ATTO X (il lutto): (S1) FGA mantiene la calma, si porta Nova in giro in macchina, lasciandola piangere per sfogarsi; arrivano fino al Porto Vecchio, nel semideserto del quale trovano solitudine e tranquillità, andando a sedersi su uno dei vecchi moli, FGA su una panchina, Nova a terra tra le sue gambe, come nascosta a cercare protezione; FGA le prodiga effusioni consolatorie (S2) FGA nota movimenti a terra, un gruppetto di persone la cui presenza la inquieta; con il cellulare manda un messaggio al fratello informandolo della morte del nonno di Nova e chiedendo loro di raggiungerle al Porto Vecchio; il gruppetto si disgrega ed un paio di membri le sorpassano per raggiungere la punta del molo; FGA è sempre piú inquieta, ma tira un sospiro di sollievo quando questi le passano dietro senza mostrare loro interesse (non ne è interamente cosciente, ma la sua inquietitudine gli viene dalla percezione che questi siano “vuoti” dentro, v. agente governativo in «the child ring» piú avanti); quando li vede tornare indietro, chiede a Nova di contattare la coppia di amici con cui si erano visti durante la settimana con il nonno; percependo subconsciamente l'inquietitudine di FGA, il messaggio di Nova è criptico e ansiogeno (es.: «Presto, raggiungeteci al Porto Vecchio») (S3) il gruppetto sospetto converge nuovamente verso la panchina; sempre piú preoccupata, FGA improvvisa un'arma impropria impugnando il mazzo delle chiavi di casa in modo che quella della porta blindata, molto piú lunga delle altre, le spunti tra medio e anulare; anche Nova ora si sente a disagio, si accorge del gesto di FGA, solleva lo sguardo preoccupato ad incontrare quello di lei; i membri del gruppetto ora parlano a voce piú alta, come volessero farsi sentire, lamentandosi di femministe spaccafamiglie che fiaccano i maschi e delle lesbiche pervertite che distruggono la morale e corrompono le femmine; FGA e Nova si guardano attorno di sottecchi, confermando il loro sospetto di essere circondante, e probabilmente l'obiettivo del gruppetto (S4) proprio quando uno dei tizi si rivolge a loro, arrivano al Porto Vecchio FGO e FDA, che si fanno sentire a gran voce fin dall'ingresso per richiamare l'attenzione; FGA e Nova approfittano per sgusciare via dal gruppetto; FGA non resiste alla tentazione di voltarsi e mostrare il dito medio mentre corrono via giú per il molo per raggiungere gli altri due; intanto, sopraggiungono i due amici, correndo anche loro: non appena si incontrano tutti, l'amica commenta su quante infrazioni l'amico ha commesso nel venirla prendere e nel dirigersi lí al porto, preoccupato com'era dal tono del messaggio; FGA spiega il motivo della propria giustificata preoccupazione e come questa si fosse riflessa anche nel messaggio di Nova; nella sicurezza dei numeri, i sei osservano il gruppetto, che per il momento rimane sulla banchina del molo, rivolgendo loro sguardi in cagnesco; l'amica conferma di riconoscere qualche faccia, persone note alle forze dell'ordine per le loro simpatie neonaziste (S5) i sei si avviano percorrendo il lungomare; Nova li aggiorna sulla morte del nonno, e del proprio desiderio di distrarsi, magari con esperienze meno preoccupanti di quella appena subita al porto; passeggiano chiacchierando, forse cercando un posto dove cenare; esuberanza di FGA che nasconde la sua crisi interiore, «questa serata dovrebbe finire in un'orgia celebrativa», il suo sfogo con l'amico di Nova perché lui e l'amica non sono ancora una coppia nonostante l'attrazione che provano l'una per l'altra, l'amico che si schermisce perché non è adeguato, la rabbia di FGA che infine sboccia in un «non è giusto» piangendo contro il petto del fratello.

ATTO XI (la rabbia): (S1) nel paesino britannico, ci sono stavolta tutti, e la Gran Sacerdotessa annuncia che non tutti i presenti sono in pace con la divinità; (S2) la Dea si manifesta, e lascia che FGA sfoghi con lei la sua rabbia; ai suoi interrogativi sull'opportunità di permettere di prolungare la vita se tanto poi si muore comunque, la Dea contrappone due osservazioni: l'economia dello sopravvivienza infinita di un individuo con il costo crescente dell'energia necessaria di giorno in giorno per prolungare la sua vita, da un lato, e la possibilità dall'altro di permettergli di realizzare gli ultimi suoi tre desideri (arrivare a salutare il figlio (padre di Nova), sentire l'affetto della propria nipote e dividere con lei le esperienze di una settimana di vacanza, fare ancora l'amore con una bella giovane donna); (S3) al rifiuto di FGA di aver piú alcunché fare con la divinità, la Dea si limita ad osservare che senza mai essere stata consacrata sacerdotessa, senza nemmeno essere stata riconosciuta come accolita, FGA ha già manifestato di avere con la divinità un rapporto talmente profondo da essere indissolubile, ma che con tutto ciò è comunque un suo diritto non fare uso di tale legame.

ATTO XII (... the child ring ...): (S1) dopo il rimpatrio delle famiglie T, O N, la congregazione ha qualche problema con la polizia, legato alla presenza di Sun e Moon alle loro celebrazioni; Sun e Moon cominciano a manifestare straordinario acume (ricordare: la sorveglianza a scuola, la corruzione all'interno della polizia locale, il pedofilo locale che è un super recognizer, gli agganci con la corruzione a livelli nazionali, l'agente locale sensitiva che li accompagna per cercare di vederci chiaro, l'incontro quasi involontario con un MP coinvolto, la storia del dossier con nomi e foto, l'agente governativo che l'agente locale non riesce a sentire) (S2) l'incontro tra il governativo e la Gran Sacerdotessa, la storia dell'anima tagliata via dall'agente, angry sex, no bondage (per lei), lei lo lega, mentre scopano lui ha una visione, come di essere in una caverna, lei gli dice di uscire, fuori c'è una foresta, luce grigia uniforme, niente ombre (perché lui non ha il contatto con la propria anima), c'è il fiume, lui lo risale, e la fonte è un mostro dalla testa di capra, il corpo di un ermafrodita, etc (rappresentazione del diavolo dei tarocchi), torna alla caverna, e nella luce intravede una bara di cristallo, con sua figlia dentro; (l'allucinazione è stata guidata da Sun e Moon, ma lui non lo sa) (...)

ATTO XIII (FGA): (... la nuova congregazione nella terra nativa di T ...)

TABULA PARTUM ET FACULTATUM

Accolita

ruolo attivo di base, volto al mantenimento ed all'accrescimento dell'energia sacra, principalmente tramite l'attività sessuale; ciò comporta maggiore carica sessuale, maggiore apertura e fantasia sessuale; hanno la capacità intuitiva di riconoscersi a vicenda, e di riconoscere chi ha nel culto un ruolo maggiore; conducono spontaneamente una vita consona ai requisiti;

Testimone

hanno la missione di far conoscere al mondo l'esistenza della divinità;

Sacerdote / Sacerdotessa

partecipano del potere divino, e possono utilizzare esternamente ed internamente l'energia sacra ed i suoi flussi per osservare ed operare su sé stessi e l'ambiente che li circonda; per il proprio ruolo sono fertili solo quando scelgono di essere tali, immuni alle malattie sessualmente trasmesse, e capaci di adattare il proprio corpo alle pratiche sessuali che desiderano attuare; hanno la capacità di sentire lo stato di fertilità e vitalità degli esseri viventi intorno a loro, di trasferire loro energia sacra, e di utilizzarla per manipolarli; operare sul mondo esterno ha un costo in termini di energia;

Gran Sacerdote / Gran Sacerdotessa

hanno un contatto diretto con il divino, che permette loro di conoscere a fondo la natura e la storia delle persone con cui entrano in contatto (soprattutto fisico), nonché le realtà del tempo e del luogo di cui sono responsabili; dirigono e proteggono, fisicamente e spiritualmente, le congregazioni;

Profeta

ermafroditi perfetti generati per intervento diretto della divinità, hanno coscienza di tutto ciò che consuma ed impoverisce l'energia sacra, ed operano per contrastarlo attivamente;

Divinità

manifestazione propria dell'energia sacra su cui fonda la vita e la sua capacità riproduttiva; consacra luoghi e persone; è localmente fonte primaria dell'energia sacra dell'ambiente;