Sul motore a gatto imburrato
Iniziamo le nuove generazioni.
Ieri, approfittando di un commento sui gatti che cadono sempre in piedi, ho introdotto gli Oblomovini all'ormai classica idea del motore a gatto imburrato (qui su Nonciclopedia), alla maniera tradizionale: dato che un gatto cade sempre in piedi, ed una fetta di pane imburrata cade sempre dalla parte del burro, legare una fetta di pane imburrata legata alla schienda di un gatto, o imburrare direttamente la schiena di un gatto porterebbe a qualcosa che, lasciato cadere, non arriverebbe mai a terra, continuando a girare su se stesso.
Il moto del gatto imburrato può essere opportunamente sfruttato (ad esempio, con magneti e solenoidi) per produrre energia elettrica. Siamo quindi davanti ad un motore perpetuo di prima specie? Purtroppo no. Come subito osservato dal grande, questo motore potrebbe funzionare solo fino alla morte del gatto.
Mentre ne parlavamo, mi è sorto il dubbio: l'aspetto della speranza di vita del gatto sulla durata del generatore era già stato preso in considerazione negli opportuni ambienti, ed in particolare il C.S.M. (Club Seghe Mentali) de rigueur.
Oggi mi sono quindi andato a cercare l'archivio del buon vecchio sito del C.S.M. dei tempi andati (prima che venisse “sdoganato” spostandosi su Facebook e dimostrando di non essere piú in mano ai Veri Nerd™), operazione peraltro piú complessa di quanto pensassi, ed ho potuto cosí confermare che la non perpetuità del motore in questione, legata alla durata della vita del felino, era invero già stata discussa, congiuntamente alla necessità di mantenere il gatto alimentato.
Rimangono invece non documentati, in alcuna delle fonti da me studiate sulla questione, gli aspetti piú prettamente quantitativi, ed in particolare la potenza sviluppata (che dipenderebbe quanto meno dalla velocità di rotazione), valore necessario per poter stimare la quantità di energia effettivamente producibile da un gatto (imburrato e ben nutrito) nell'arco della propria vita. Chissà se sarebbe possibile sfruttare l'ultima chiamata del Fondo Italiano per la Scienza per ottenere finanziamenti mirati allo studio della questione.