Che cosa resterà di Babbo Natale
L'altro giorno, mentre tornavano da alcune compere, mia figlia ha deciso di condividere con noi la sua idea su come Babbo Natale faccia a consegnare tutti i regali in cosí poco tempo.
La spiegazione che ha dato è che esistono tanti babbi Natale: tutti quei babbi Natale giocattolo che ci portiamo in casa, la notte di Natale si animano, e tirano fuori da non si sa dove (sono stato molto bravo e non ho detto niente; non ho fatto nessuna battutaccia; voglio fatti i complimenti) i regali che lasciano sotto gli alberi prima di tornare ad essere oggetti inanimati.
Mio figlio a questo punto è intervenuto con un'altra spiegazione, dicendo che no, Babbo Natale è uno solo, ma ha una “sfera d'influenza” che copre tutta la Terra, e nella discussione che è seguita ha chiarito che intendeva la cosa in senso quantistico: l'incertezza sulla sua posizione, che gli permette appunto per effetto tunnel di entrare nelle case di chiunque (la storia del camino è evidentemente un mito utilizzando quando (1) le case avevano effettivamente un camino e (2) non si sapeva nulla di meccanica quantistica).
L'intervento del crasto mi ha sorpreso, ma allo stesso tempo mi ha dato un senso di déjà vu; alla fine mi sono convinto a chiedergli se fosse farina del suo sacco o se ne avessimo parlato già in passato, e lui mi ha confermato che ne avevamo già parlato e quello era quello che si ricordava.
La cosa interessante è che io non mi ricordo piú nemmeno quando ne abbiamo parlato. È stato quando siamo finiti a parlare di motori a gatti imburrati? Prima? Dopo? In che occasione?
Eppure, non posso sorprendermi del fatto che queste scemenze gli siano rimaste impresse. Speriamo non sia l'unica cosa che resterà della nostra educazione.