In questo sogno vado a Milano (col treno, e non so bene o non ricordo per quale motivo); mentre passeggio per questa via (una via larga, a scaloni, come dubito che ne esistano a Milano e che mi fa pensare più a qualche grande ponte veneziano) incrocio la fan di Berlusconi che lo celebra alla fine di questo video, in compagnia di alcune altre persone; io salgo le scale, loro scendono.

Non so bene con quale coraggio, le faccio la seguente domanda: cosa penserebbe se vedesse con i propri occhi Berlusconi massacrare un cagnolino a mazziàte? Intravedo un genuino interesse per la domanda, ma non tanto nella signora quanto in una sua amica, probabilmente coeva, un po' più alta e con una testa un po' più rotonda. Questa amica ci guida (me e la signora) fuori dalla folla della scalinata, facendocela risalire per un po' e separandoci dal resto del gruppo con cui stavano scendendo.

Ci ritroviamo in una larga piazza, e mentre la signora sembra persa nella contemplazione di qualcosa, girando un po' sognatrice, io mi intrattengo con l'amica, che mi dice di averci allontanati dal gruppo perché le altre due (più giovani) signore erano giornaliste di La7. Parlo con quest'amica della signora, della quale ho la sensazione che sia più moderatamente berlusconiana, quanto meno disposta ad ascoltarmi pazientemente.

Le dico che ho avuto la sensazione che la signora non fosse una semplice sostenitrice di Berlusconi, ma che ne sembrasse piuttosto follemente innamorata (l'amica annuisce) al punto da non poter giudicare dati, fatti, informazioni, non dico obiettivamente (perché nessun essere umano può farlo), ma almeno con un po' di coscienza, a mente fredda. Le dico di quanto questo sia pericolo, a prescindere dalla qualità o meno di Berlusconi specificamente, e non solo per la signora in sé, ma anche per i 60 milioni di persone le cui vite sono influenzate dalle scelte elettorali della signora stessa.

L'amica mi ascolta senza interrompermi, senza “ma va là”, senza disprezzo, a volte annuisce. Non mi dà un'opinione né su Berlusconi né sulle mie idee, ed alla fine mi invita a parlare con la signora. La raggiungo, in un angolo di folla, per porgerle nuovamente la domanda: quale sarebbe la sua reazione se vedesse con i propri occhi Berlusconi ammazzare un cane a legnate. Sottolineo che è una domanda ipotetica. La signora non risponde, resta con quel suo atteggiamento incantato, sognante, astratto.

Ci incamminiamo non so verso dove, forse la stazione. Un ometto, probabilmente non di origini italiane, con una tuta da inserviente di non so cosa, grigioverde con un grosso quadrato bordeaux sulla schiena, spinge la mia enorme valigia, più alta di lui, di quelle che camminano praticamente da sola su quattro rotelle poste su uno dei fianchi corti. Non capisco bene perché. La signora mi spiega che ho i biglietti per Como, e quindi tutte le valigie vanno insieme, ma io non devo andare a Como, devo solo raggiungere la stazione successiva per poi prendere il terno per tornare a Catania.