Con la rimozione del presidente venezuelano operata dagli Stati Uniti, si delineano definitivamente le strategie di questa fin troppo reale partita a Risiko. L'accordo (a quanto pare risalente almeno al primo governo Trump1) è abbastanza chiaro: gli Stati Uniti lasciano che la Russia si prenda l'Ucraina, e la Russia lascia che gli Stati Uniti si prendano il Venezuela.

Poi le elezioni del 2020 sono andate come sono andate, ma intanto la macchina da guerra di Putin per invadere l'Ucraina era partita, e queste non sono cose che si fermano facilmente: lo stronzo ha evidentemente deciso che il gambetto valeva fare la pena: sarebbe bastato durare fino alla fine del mandato di Biden, investendo pesantemente nella rielezione di Trump (facile con l'appoggio della quinta colonna neofascista statunitense del Project 2025, nonché quello involontario dei soliti utili idioti sia del centro liberale sia della sinistra piú integralista —vedi le campagne a favore di Jill Stein nonostante fosse notoriamente implicata con la Russia).

Ed ora finalmente i pezzi cominciano a muoversi. Non contento degli ostacoli che Trump è riuscito a mettere agli appoggi all'Ucraina, ormai da tempo Putin gli fa pressione perché molli del tutto, arrivando a dargli in imbeccata un presunto piano di pace che era sostanzialmente quella resa incondizionata dell'Ucraina che Putin ha sempre cercato (fin dal primo tentativo, all'inizio della guerra, di prendere Kyiv e deporre Zelenskyy per sostituirlo con un burattino).

Ed in tutto questo la Cina è stata ben contenta di appoggiare lo sforzo bellico russo, visto che una Russia a cui si lascia prendere l'Ucraina significa una Cina a cui si lascia prendere Taiwan. Se a questo aggiungiamo le aspirazioni canadesi e groenlandesi che Trump ha sempre annunciato con vigore, possiamo dire che sul tavoliere si gioca ormai a carte scoperte.

Le armate arancioni hanno come obiettivo di conquistare la totalità del Nord e del Sud America, le armate nere l'Europa e l'Asia Settentrionale, e le armate gialle Africa, Asia Meridionale, piú un terzo continente a scelta.

In tutto questo è inevitabile chiedersi: ma le armate blu cosa pensano di fare? O hanno già abbandonato il gioco?


  1. A pagina 362–363:

    DR. HILL: Yes. I said that the Russians signaled, including publicly through the press and through press -- that's the way that they operate -- that they were interested in -- they laid it out in articles, I mean a lot of them in Russian -- but, you know, obviously, your staff and Congressional Research Service can find them for you -- positing that, as the U.S. was so concerned about the Monroe Doctrine and its own backyard, perhaps the U.S. might also be then concerned about developments in Russia's backyard as in Ukraine, making it very obvious that they were trying to set up some kind of let's just say: You stay out of Ukraine or you move out of Ukraine, you change your position on Ukraine, and, you know, we'll rethink where we are with Venezuela.

     ↩