Qualcuno voleva la guerra civile
Dopo una mattinata passata tra pacifiche ma rumorose manifestazioni studentesche, la capitale di una nazione cosiddetta civile viene messa letteralmente a ferro e fuoco.
Non si capisce come i facinorosi della famosa area antagonista della sinistra anarchica vicina ai centri sociali, alimentata dal clima d'odio, siano arrivati a Roma talmente in forze e così ben equipaggiati. Almeno stavolta hanno avuto il buon gusto di non accettare passaggi direttamente dalle camionette della polizia, come avevano invece fatto a Genova; peccato che qualcuno si sia dimenticate di rimettersi in divisa prima di aiutare le forze dell'ordine a picchiare qualche manifestante. Viene solo un po' il sospetto che l'unica cosa che abbia salvato gli studenti questa mattina fosse il fatto che tra loro, stavolta, oltre ai classici fuori corso e fancazzisti, ci fossero anche quelli delle medie.
Nel frattempo, grazie a qualche mutuo pagato all'opposizione, qualche parco nazionale offerto agli autonomisti austriaci ed a qualche promessa al CEPU, l'“interesse dell'Italia” viene salvato insieme al governo del fare gli interessi di si sa fin troppo bene chi. L'interesse dell'Italia, che, ricordiamo, è stato realizzato con le seguenti mosse strategiche:
- demolizione della scuola pubblica e salvataggio di quella privata, mentre quei comunisti culattoni del resto della Comunità Europea scoprono che nelle scuole pubbliche si insegna e si impara meglio che in quelle private;
- incartamento dell'università pubblica (salvo decretino finale per certificare il potere dei baroni) ed eliminazione degli sprechi, tipo la ricerca; abbiamo bisogno di spettatori, non di gente che pensi;
- aumento della spesa pubblica del 5% nonostante i pesanti tagli;
- aumento dell'evasione fiscale;
- aumento del debito pubblico;
- perdita di decine di milioni di euro del servizio radiotelevisivo pubblico, che si permetteva di fare affari con quel comunista di Murdoch; perdita di qualche altra centinaio di milioni di euro nel passaggio ad altri metodi di trasmissione che, per quanto obsoleti, erano quelli su cui aveva già investito l'azienda del premier (e soprattutto sui quali non c'era la concorrenza del Murdoch di cui sopra);
- investimenti importanti nel campo del trasporto del gas, soprattutto dalla Russia, grazie alla grande amicizia del premier con il burattinaio dell'ex Paese comunista per eccellenza; dove per importanti si intendono i costi sostenuti dall'ENI, non certo le garanzie sui suoi investimenti, giacché i termini dell'investimento prevedono prezzi bloccati, guardacaso in un momento in cui il gas scende vertiginosamente e casualmente il premier si scopre ad avere (stavolta a titolo personale) investimenti su alcuni giacimenti di gas russo;
- la protezione giudiziaria di tutti quegli onesti imprenditori che, dopo anni di evasione fiscale, corruzione, processi e condanne in Italia e all'Estero, vicini ormai alla bancarotta, privi della protezione dell'ormai sfaldato partito che da decenni proteggeva i loro interessi, hanno infine deciso di scendere in politica, ovviamente nell'interesse del paese, aggregandosi ignari alle teste di ponte della Mafia.
Ma l'atto più utile compiuto da questo “governo del fare” è stato eliminare non so quante migliaia di leggi inutili, ottenendo tra gli effetti collaterali, l'abolizione del reato per banda armata. Casualmente il ministro imputato alla Semplificazione è il leghista Calderoli, e casualmente qualche decina di leghisti erano imputati proprio di quel reato.
Ma la cosa più interessante in tutto questo è che la banda armata non è più reato. Adesso si può legalmente:
promuove[re], costitui[re], organizza[re] o dirige[re] associazioni di carattere militare, le quali perseguono, anche indirettamente, scopi politici
dove, per chiarire:
si considerano associazioni di carattere militare quelle costituite mediante l’inquadramento degli associati in corpi, reparti o nuclei, con disciplina ed ordinamento gerarchico interno analoghi a quelli militari, con l’eventuale adozione di gradi o di uniformi, e con organizzazione atta anche all’impiego collettivo in azioni di violenza o di minaccia.
C'è qualcuno che vuole la guerra civile, e non solo tra gli anarco-insurrezionalisti dell'area antagonista vicina ai centri sociali.
Be careful what you wish for …