Da due giorni ormai sembra non si faccia altro che parlare dell'incidente di Torino in cui una delle Frecce Tricolori ha avuto un incidente da cui il pilota è riuscito a salvarsi, mentre l'aereo, precipitando, ha ucciso una bambina di cinque anni e ferito il fratello.

Sinceramente ho trovato tutti i discorsi che sono stati fatti, dall'inutilità delle Frecce all'opportunità della morte del pilota per salvare la bambina (come se la “sostituzione” fosse cosa certa) di una faciloneria la cui superficialità oscilla tra l'inutile e l'imbarazzante.

Mi limiterò quindi a segnalare che al sentire la notizia la prima cosa che mi è venuta in mente è il capitolo di Se il sole muore dove Oriana Fallaci parla dell'incidente in cui perse la vita Theodore Freeman, di cui riporto qui un estratto:

Teodoro, collaudatore di aerei: tante volte aveva atterrato coi motori in fiamme. Teodoro virò, abbassò il carrello e scese verso la pista. Ma le fiamme eran alte. Circondavano la carlinga ormai da ogni parte. Gli impedivano la visibilità. Teodoro capí che non poteva atterrare. Poteva soltanto abbandonare l'aereo, gettarsi col paracadute. Teodoro virò di nuovo, si allontanò dalla pista per scegliere un posto dove abbandonare l'aereo, gettarsi col paracadute. A terra aspettavano tutti che si gettasse. Speravano solo che non si gettasse dov'eran le case. In quel momento era sopra le case.

Le case degli astronauti. Teodoro non si gettò dov'eran le case. Non poteva vederle ma sapeva che c'erano. Si diresse verso un campo di trifoglio a circa tre miglia dalla sua casa. E cosi perse secondi preziosi. Preziosi. L'aereo scendeva, infatti, scendeva. Quando la carlinga si apri e il corpo di Teodoro schizzò, l'aereo era a trecento metri: lo capirono tutti che il paracadute non avrebbe fatto in tempo ad aprirsi. Il fatto è che Teodoro era schizzato via male: verso il basso anziché verso l'alto. Il paracadute non si aprì, Teodoro piombò a picco sul campo di trifoglio. E qui lo trovò Pete: rotto come un bicchiere.

Oriana Fallaci, Se il Sole muore, capitolo 34mo