Lo so che questi ultimi mesi sembra che io sia tornato ad abbandonare il Wok in favore di forme piú immediate di scrittura, e certamente è vero che ho preferito affidare, per semplicità, alcune sciocchezzuole al piuttosto che investire il tempo per inserire qui.

Ma è anche vero che in questi mesi, nonostante gli impegni di lavoro e quelli per la ristrutturazione di casa nuova, non ho smesso di scrivere, ed intendo qui scrivere “per me”, non per lavoro, dedicando la mia attività creativa alla stesura di un testo narrativo (con contenuti espliciti e che quindi probabilmente non vedrà comunque mai la luce “ufficialmente” su questo sito) che è già arrivato al trentaduesimo capitolo, con una media di 2300–2400 parole a capitolo, per un totale (al momento) di oltre 450K caratteri (spazi et al. esclusi).

Quest'opera (chiamiamola) cosí raggiungerà prima o poi le fila del Wok, e quando lo farà includerà i metadati sui giorni che ho dedicato alla scrittura, riempiendo improvvisamente il vuoto lasciato in questi due mesi dalla mia attenzione distratta altrove, e se lo farà nella sua forma attuale (unico documento per l'intera opera invece che serializzato come altre simili aspirazioni) andrà a competere con altri simili bozze di cui ho già parlato nel discutere sull'insostenibile leggerezza del testo.

Il motivo per cui ancora sul Wok non traspare niente, nemmeno nelle linee temporali che graficano anche l'attività piú nascosta del sito, il motivo per cui questa creazione non ha ancora raggiunto le fila delle altre bozze chilometriche, è che per la stesura di questo testo sto sperimentando —non dal punto di vista letterario, ma tecnologico— per avere la possibilità di dedicarvi del tempo, anche sparutamente o a saltare, anche quando sono “in mobilità”, con il portatile spento, il serverino domestico potenzialmente irraggiungibile, e ciononostante con la voglia di scrivere, con l'unico strumento a disposizione (il furbòfono cellulare), pur avendo comunque sotto occhio l'intero contesto dell'opera (e quindi l'intero documento).

Non sono ancora convinto di questa soluzione, anche se ha alcuni vantaggi concreti rispetto alla soluzione adottata precedentemente di scrivere sul furbòfono seguendo l'ispirazione partendo da zero, e poi sperare di poter raccordare il testo al contesto già scritto e presente (solo) sul Wok. Parlerò forse in futuro di pregi e difetti dell'uno e dell'altro metodo, in un articoletto nella rubrica apposita. Per il momento, basti sapere che non ho smesso di scrivere, e prima o poi si vedranno i frutti anche qui, foss'anche solo in una linea del tempo retroattivamente rimpolpata.