A casa nostra ha riscontrato un enorme successo la Giovanna Pulzella dei BardoMagno. Le corali (nel nome di Dio) come “nuova via” per “empatizzare” con i violenti sono anche arrivate in classe durante l'ora di religione della piccola. (Non nel senso che mia figlia abbia cominciato a picchiare i compagni, ma che —non so bene con quale innesco— pare si sia messa a canticchiarla. Offensivo per i credenti? Spiace, non spiace: non dovrebbe proprio starci in classe lei, durante l'ora di religione; magari cosí finalmente le fanno su l'ora alternativa a cui dovrebbe avere diritto. Ma non è di questo che volevo parlare.)

Mia moglie trova divertente ma riuscita anche la traduzione di cat-calling in “gatto-chiamare”. Personalmente non sono d'accordo, ma non è nemmeno di questo che volevo parlare. Fatto sta che oggi a cena discutevamo della cosa, ed abbiamo dovuto spiegare agli cosa fosse, questo cat-calling o “gatto-chiamare” che dir si voglia. Mia figlia ha chiesto come mai solo alle femmine. Le abbiamo spiegato che una questione di rapporti di forza, una violenza (verbale) diretta a chi si pensa non si possa difendere (o preferisca non difendersi). A farlo ad un uomo (soprattutto se grande e grosso) c'è ben il rischio che risponda alzando le mani.

E lei: «Eh ma se lo fanno a me io li picchio pure.»

Ce li stiamo crescendo benone.