Se lo scopo di questa visita è il lavoro, non mancano le occasioni di svago. Si arriva in ufficio (comodamente collocato esattamente di fronte alla locanda che ci ospita) la mattina dopo colazione, magari ancora con la tazza del té o caffé in mano, si lavora produttivamente fino ad ora di pranzo (intorno all'una), si raggiunge a piedi uno dei locali che danno sulla laguna, si pranza, si torna passando a prendere un caffé/smoothie/milkshake/scone in un coffee shop vicino, si stacca da lavoro tra le cinque e le sette, si va fuori a cena.

Le giornate sono produttive, ma non mancano le occasioni di svago: si va al cinema a vedere Prometheus, si fa un giro in barca nella laguna, si passa una serata a fare due chiacchiere, ci si astiene da un bagno dell'oceano per cavalloni alti tre metri (ma si salva il secchiello perso da una bambina).

Gli altri partecipanti al workshop sono per lo più utenti Apple, ed attendono con ansia le notizie sul nuovo MacBook Pro, ufficialmente per motivi di lavoro (lavoriamo con schede NVIDIA, e loro hanno dovuto saltare una generazione, poverini, perché aveva una scheda AMD); ma credo che il vero motivo fosse il solito di tutti gli Apple fanboys.

Per inciso, il nuovo display Retina è una cosa che attrae anche me, come spiegherò altrove, ma i Mac (ed i prodotti Apple in generale) continuano a rimanere una piattaforma troppo chiusa per i miei gusti, chiusura che avevamo potuto sperimentare ‘con mano’ giusto due sere prima.

Dopo Prometheus, decidiamo infatti di (ri)vedere anche Alien, con lo scopo di fare gli ovvî confronti del caso, e capire se e come le due storie, ambientate nello stesso universo, sono collegate. Fortunatamente il film è reperibile via iTunes con Netflix, a cui uno dei partecipanti del workshop è abbonato, così possiamo procurarci il film legalmente. Peccato che dopo pochi secondi la riproduzione si ferma lamentand lamentando che la periferica (il monitor della sala riunioni) non è ‘abilitata’.

E poi ci si chiede perché la pirateria sia tanto diffusa.