In questi giorni in famiglia abbiamo avuto modo di fare esperienza del peggio e del meglio del SSN nel giro di 24 ore.

I fatti

La cosa è cominciata (ormai due giorni fa) con mio figlio che accusava mal di testa, mal d'orecchie, e fastidî e dolori generali al lato destro del viso, fastidî che ha poi rivelato avere fin dalla sera prima.

Abbiamo deciso di aspettare l'indomani per vedere se c'era qualcosa da fare, ma nella notte (tra il 10 e l'11) il bambino (peraltro ormai al limite dell'età per cui lo si può dire tale) si è svegliato poco prima delle 23 per il dolore, che abbiamo provato a placare con una tachipirina (che sembra aver avuto effetto per qualche ora —forse), e poi di nuovo alle 2 di notte (!) con dolori lancinanti.

A questo punto siamo andati in guardia medica. Sinceramente non al massimo della lucidità, sono andato a quella generale che sapevo di mia competenza (anche se abbastanza fuori mano rispetto a dove abitiamo) invece che a quella pediatrica.

I turnisti, due pischelli alle prime armi, hanno fatto una visita superficiale, avanzato un sospetto di parotite (non impossibile nonostante il bambino sia regolarmente vaccinato), ma non potendo essere certi delle diagnosi hanno solo prescritto dell'Ibuprofene.

(Nel frattempo ho scoperto che hanno aperto una nuova guardia media —pardon, un nuovo Ambulatorio di Continuità Assistenziale— piú vicino a casa nostra e che dovrebbe essere quella nostra di riferimento.)

Siamo quindi andati alla farmacia notturna (confesso che mi è molto dispiaciuto aver svegliato tutta questa gente a questi orari improbabili), preso un prodotto suggerito dal farmacista perché quello nella forma e dosaggio prescritto in guardia medica non esiste, e siamo tornati a casa. Non c'è stato bisogno di dare l'antidolorifico al bambino, poiché nel frattempo il dolore era diminuito abbastanza da permettergli di dormire.

L'indomani mia moglie lavorava di mattina, ed io ero impegnato per una questione su cui non perderò tempo a parlare per ora ma che richiedeva la mia presenza, ed abbiamo quindi affidato il bambino a mia madre perché lo portasse dalla pediatra.

Mia madre, dopo aver provato ad insistere al telefono sia fisso sia cellulare della pediatra, ha portato il bambino fino allo studio, salvo scoprire che —contrariamente a quanto indicato— il mercoledí la pediatra semplicemente non riceve. Abbiamo anche mandato un SMS con dettagli sperando in una risposta, ma nulla.

Nel frattempo ho cercato dove fosse la guardia medica pediatrica, salvo scoprire che dal sito dell'ASP sono sparite tutte le indicazioni del caso, e gli ambulatori di continuità assistenziale sono elencati tutti insieme, indipendentemente che ci si arrivi dalla sezione del sito dedicata ai bambini o meno.

Nel pomeriggio, lasciando mia figlia a mia madre, siamo andati con mia moglie dapprima dove ricordavamo esserci la guardia medica pediatrica, salvo scoprire che l'ambulatorio in questione presta servizio solo durante festivi e prefestivi. A questo punto abbiamo deciso di andare al pronto soccorso pediatrico, scegliendo non per prossimità, ma in base alla nostra intuizione su dove l'avremmo potuto trovare meno ingolfato: un ospedale costruito di recente (parliamo di qualcosa come 5 anni fa, se non meno) in uno dei piú famosi (e malfamati) “quartieri dormitorio” della mia città.

Trovare qui il pronto soccorso pediatrico è stato facile, e l'attesa molto breve, anche se al bambino hanno fatto un tampone per il COVID-19 visto che a pranzo aveva avuto febbre. (Per inciso lí dentro eravamo gli unici con la mascherina.) Il medico di turno ha fatto una visita approfondita, verificato che il bambino non aveva altri sintomi a parte il dolore al viso (ed in particolare che aveva i linfonodi liberi) e prescritto 10 giorni di antibiotico con il solito corredo di fermenti lattici, confermato l'antidolorifico in caso di dolori troppo forti.

Siamo quindi corsi (per opportune definizioni di, visto che siamo dovuti passare da parti molto trafficate della città) in farmacia, prendendo l'antibiotico con il sospeso.

Il bambino adesso è in cura, la situazione sta già migliorando, e domani verrà visitato dalla dentista pediatrica che lo sta seguendo per l'ortodonzia (e che quasi certamente confermerà l'esistenza di un ascesso).

Spesa complessiva, a parte il carburante, 80 centesimi di parcheggio all'ospedale e 15 euro di antibiotico che probabilmente scenderanno sotto i 5 euro quando avremo la ricetta, visto che rientriamo tra i “ricchi” da questo punto di vista.

Riflessioni

Non ho nulla da ridire sui pischelli in guardia medica: apprezzo sempre chi conosce i proprî limiti ed evita diagnosi errate e potenzialmente catastrofiche, preferendo delegare a persone piú competenti in materia. Certo è che avrei preferito che ci fossero medici con piú esperienza, anche se non necessariamente pediatri.

L'irreperibilità della pediatra è la cosa piú indecente di tutta questa esperienza. Cercheremo qualcun(')altrə, come minimo.

Ho voluto far notare a mio figlio quanto ci fosse costato il tutto (visite e medicinali), e non ho nemmeno toccato il fatto che lui sia seguíto da una specialista (dentista pediatrica) che l'ha preso in carico in séguito ad una campagna di monitoraggio nelle scuole (pubbliche).

(E sí, a noi qualcosa queste cose qualcosina costano, perché siamo benestanti e quindi non tutte le esenzioni si applicano. Ma dopo gli incubi quotidiani sulla situazione in nazioni ultraliberiste —Stati Uniti in primis— direi che siamo —chissà ancora per quanto— ancora in buone condizioni.)

Quindi sí, il nostro SSN funziona ancora, nonostante le imperfezioni, nonostante i problemi, e soprattutto nonostante i decenni di sforzi di tutto l'arco politico per distruggerlo ed aprire la strada alla privatizzazione.

(Ho sentito cose lí al PS che voi umani etc.)

E meno male che abbiamo “i nonni” appresso porta.