«Lei ha ragione, ma è uno stronzo»
(non accetto di fare sacrifici per chi è nel torto e pur sapendo di esserlo pretende di averla vinta)
Aneddoto
Anni fa, vicino casa mia fecero dei lavori, per la durata dei quali una strada a doppio senso divenne per un certo periodo a senso unico nel verso opposto a quello piú usato.
Una sera, poco dopo aver imboccato quella strada (in macchina), mi ritrovo davanti un tizio controsenso. Ci fermiamo entrambi, ed io aspetto pazientemente che il tizio metta la retromarcia per percorrere almeno i centocinquanta metri che lo separano dallo slargo piú vicino.
Il tizio ha tutt'altra idea: sfavilla abbaglianti con grande passione, invitandomi a fare io retromarcia per i meno di dieci metri fino allo slargo piú vicino a me. Io non mi muovo.
Il tizio suona il clacson, sempre piú infastidito.
Alla fine si sporge dal finestrino, e per mia grande fortuna invece di spararmi un colpo di pistola si limita a urlarmi: «LEI È UNO STRONZO. HA RAGIONE, MA È UNO STRONZO.» prima di tornare in abitacolo e farsi la dovuta retromarcia.
Io seguo da presso, passo, e lui con grande foga ripercorre il tratto per la terza volta. Non ho idea se ha incontrato altri o meno, e se lo abbiano fatto passare o meno.
Conclusioni
Se vi sembro stronzo, non vi preoccupate, lo sono, e so di esserlo.
Purtroppo so anche di aver ragione.