Oggi mio figlio porta a scuola la nostra autorizzazione a fare la vaccinazione per l'HPV. L'iniziativa fa parte di una campagna di sensibilizzazione nei confronto di questo virus per il quale la vaccinazione non è obbligatoria, ma è comunque caldamente consigliata anche come profilassi collettiva contro alcune forme di tumore (tra cui in particolare quelli orofaringei ed al collo dell'utero), e questo mi ha fatto pensare a quanto sia stato “fortunato” in questo senso.

Già alle elementari infatti l'Oblomovino è stato “catturato” da una campagna della ASL per l'ortodonzia, cosa che ci ha permesso di occuparsi della sua situazione dentale a costi contenuti: quando infatti si è poi trattato di provvedere all'ortodonzia per sua sorella, che non ha avuto questa fortuna e per la quale ci siamo rivolti invece al privato (anche per questioni di tempistica), ho potuto apprezzare la differenza economica tra la sanità privata e quella pubblica (che mi era comunque inizialmente sembrata abbastanza costosa).

Se non altro, per la vaccinazione HPV abbiamo la fortuna che, se anche dovesse mia figlia avere nuovamente la “sfortuna” di non rientrare in una campagna vaccinale scolastica, per la vaccinazione potremo comunque passare dal SSN, con tempistiche brevi, e l'unica penalità sarà un procedimento un po' piú scomodo (prenotazione, andare sul posto, etc) rispetto al personale che viene a scuola dietro autorizzazione. (A proposito, questo mi ricorda che mi devo fare la combo influenza/COVID-19 di quest'anno.)

E penso: perché queste campagne non le fanno piú spesso? Facendone ad esempio una ogni tre anni potrebbero beccare tutti gli studenti delle elementari almeno una volta (tra la terza e la quinta), e ovviamente gli studenti delle medie (non so ancora se ci sono anche campagne per le superiori, ma in caso: vale comunque; anzi, con campagne triennali, alcuni li beccheresti due volte, se vanno a copertura dell'intero quinquennio), ottenendo una capillarità delle campagne di prevenzione difficilmente attuabile altrimenti, con la possibile esclusione della visita di leva (almeno per il comparto maschile), a proposito della quale, quando fu appunto abolita, mi sono sempre chiesto perché non abbiamo almeno mantenuto proprio la visita generale, allargata all'intera popolazione: ma questo avrebbe significato spostare risorse dal Ministero della Difesa a quello della Sanità, e come ben sappiamo non sembra essere negli interessi dei nostri governi assicurarsi della buona salute dei cittadini (a quanto pare, curiosamente, a meno che non siano da mandare al macello).

E mi fermo qui perché altrimenti piú che da Diaria questo diventa un contributo per le Riflessioni.