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<pubDate>Sun, 31 Aug 2025 19:07:47 +0200</pubDate>
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	<title>Ormoni</title>
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	<category>draft</category>

	<category>intersex</category>

	<category>mtf</category>

	<category>sesso</category>

	<category>transessualit&#xE0;</category>

	<pubDate>Sat, 04 Mar 2023 00:04:28 +0100</pubDate>
	<dcterms:modified>2025-08-31T17:07:47Z</dcterms:modified>

	<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;

&lt;!-- Macro stile AsciiDoctor per i nomi --&gt;

&lt;p&gt;:lui: G &lt;br /&gt;
:lei: M &lt;br /&gt;
:exlei: R &lt;br /&gt;
:amica: S  &lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{}&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: Ed alla fine voglio soltanto essere sicuro di non essere vittima
dei miei stessi ormoni, sai com&#39;è, soprattutto in questa stagione. Eh.
(pausa. Sorridendo a se stesso, a voce piú bassa) E figurati se sto a
dire a te “sai com&#39;è” quando si tratta di ormoni.&lt;/p&gt;

&lt;!-- scenario molto alternativo: è {lei} a fare la battuta sul proprio
sapere come sono gli ormoni, per poi rendersi conto della gaffe e
disperarsi, e lui non capisce perché è disperata, visto che lo
sospettava da tempo --&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (dalla cucina, non essendo sicura di aver sentito bene) Come?
(poi, a chiarimento del significato) In che senso, scusa?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: Niente, era una battuta cretina, e di pessimo gusto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: Ma non l&#39;ho capita.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: Meglio.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: No, dài, ora me la spieghi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: Lasciamo perdere.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: E no, non puoi buttare il sasso e nascondere la mano!&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: Ma niente, era una battuta davvero idiota. Ormoni, complicazioni?
Perché sei trans?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Dalla cucina arriva il rumore di bicchieri infranti. {lui} accorre. La
trova immobile, come paralizzata, in mezzo alla cucina, a coprirsi la
bocca con le mani, circondata da un&#39;esplosione di schegge di vetro.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: Oddio. Ferma, ferma, prendo una scopa, dov&#39;è?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Senza sollevare lo sguardo, senza aprire bocca, {lei} allunga un braccio,
punta da qualche parte dietro di lui. {lui} si volta, trova la porta dello
sgabuzzino, la scopa e la paletta, sente il rumore di pioggia del vetro
spostato contro il pavimento.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: Aspetta, aspetta, ti aiuto a pulire.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Torna in cucina, comincia a radunare i cocci con grandi colpi di
ramazza, allontanandoli da {lei}.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: Chi te l&#39;ha detto?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: Cos…? Ah, che sei trans? Nessuno. (incontra lo sguardo stravolto di
{lei}) Davvero, sono serio. E non l&#39;ho detto a nessuno, nemmeno. Voglio
dire, mi sembra una cosa … cioè, voglio dire, sono affari tuoi, non …
Senti, te l&#39;avevo detto che era una battuta di pessimo gusto, mi
dispiace che mi sia scappata, non volevo offenderti o …&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: vattene, per favore.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: (si affloscia, abbassa lo sguardo alla scopa ferma nelle sue mani)
finisco qui un attimo (torna a raccogliere i vetri nella paletta). Mi
dispiace davvero. Non voleva essere una battuta cattiva, anzi. Ma voglio
dire, sí certo (ormai parlando tra sé e sé) non era il contesto giusto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: perché sei qui?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: (solleva lo sguardo) ho finito (torna a guardare i cocci) li lascio
qui, non … (torna a sollevare lo sguardo, ma {lei} ha nascosto il viso
dietro le mani, solo la bocca spunta tra i polsi) me ne vado (fa due
passi verso la porta) mi dispiace davvero, perché immagino che sia
(sospira) definitivo (pausa; un groppo alla gola) e mi dispiace.
Volevo … voleva solo essere un modo per farti sapere che sapevo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (senza spostare le mani) non capisci niente. Vattene. (la sua voce
è meno ferma, ma non per questo piú titubante)&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: (sulla soglia della cucina, voltandosi per l&#39;ultima volta) se mi
potessi far perdonare …&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (la voce ormai disperata) non c&#39;è nulla da perdonare! Vattene!&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} stringe i pugni, torna in salotto, comincia a raccogliere le sue
cose. Sente {lei} che prova a soffocare i singhiozzi. Si siede sul divano,
combattuto tra l&#39;opportunità di rispettare il desiderio di solitudine di
{lei}, ed i timori che gli si affollano nella mente sulla sorte di lei.
Non gli sfugge che potrebbe essere solo una razionalizzazione del suo
stesso egoismo a volerlo far rimanere, ancor piú perché non sa quanto siano
fondati i timori; e si rende anche conto di quanto i timori stessi potrebbe essere
considerati offensivi, un insulto alla stabilità mentale della persona,
pur con le statistiche sulla maggiore propensione al suicidio a loro
supporto. Infine si alza lentamente dal divano, e torna ad attraversare
il corridoio verso la porta d&#39;ingresso, fermandosi solo un attimo
davanti alla cucina, per dare un ultimo saluto, almeno nella propria
mente, alla padrona di casa.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei} si sta asciugando gli occhi, soffiando il naso. I loro sguardi si
incontrano.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: perché sei qui?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La sua voce è ancora un po&#39; nasale, ma piú serena.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: scusami. Ho raccolto le mie cose, sto andando.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: no, (insiste) perché sei qui?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: (si volta un attimo verso il salotto, poi verso la porta
d&#39;ingresso, torna a guardare {lei}, sollevando appena un braccio verso
l&#39;ingresso, incredulo, senza capire il senso della domanda) per andare
dovevo … (improvvisamente, come un&#39;illuminazione; si porta la mano alla
fronte, abbassando lo sguardo) sono un coglione.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Entra in cucina, si siede di fronte ad {lei}, lasciando le proprie cose
a terra, accanto alla sedia.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: no, aspetta, sono ancora di piú un coglione perché pensavo di aver
capito che non avevo capito il senso della domanda, ma continuo a non
capirlo. Sono qui perché abbiamo visto un film, mi hai invitato tu.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: ma perché sei qui? perché hai accettato?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: seriamente, {lei}, davvero? Perché mi piace la tua
compagnia, mi trovo bene con te, facciamo cose belle, passiamo del bel
tempo assieme … dài, che razza di domanda, cosa pensi che ti possa
rispondere?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (distoglie lo sguardo) da quando lo sai?&lt;/p&gt;

&lt;!-- qui si ricongiunge lo scenario alternativo --&gt;

&lt;p&gt;{lui}: da dieci minuti.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: seriamente, non sono in vena per questi giochi cretini.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: okay, ma tecnicamente è davvero cosí, fino alla battuta non lo
sapevo, ma se vuoi sapere da quando &lt;em&gt;sospetto&lt;/em&gt; … (si ferma, ci pensa,
scuote il capo) non lo so, è stata una cosa che è andata e venuta, ogni
tanto qualche indizio mi ci ha fatto pensare … e no, non mi chiedere
come e perché, non lo so nemmeno io. Magari un momento poteva essere la
voce, o l&#39;odore, o …&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: quando balliamo il tango?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: ma non so, però ad esempio, se dovessi ragionarci sopra, non hai
mai avuto l&#39;odore delle mestruazioni, (si accorge dello sguardo un po&#39;
stralunato di {lei}) davvero con tutte le altre mi è sempre capitato di
sentire quell&#39;odore distintivo, che non ho mai capito se fossero
feromoni, il sangue, gli assorbenti, o quale combinazione; e con te mai,
che voglio dire … (si ferma di nuovo, altra folgorazione, di nuovo
abbassa gli occhi si copre la fronte) sono un coglione, non è quello che
intendevi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: a volte sei proprio scemo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: comunque no, non mi sono mai accorto di nulla, almeno a livello
cosciente. Perché è di questo che stiamo parlando stavolta, giusto? Che
non sei operata.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (si alza, scuotendo il capo) comunque potresti essere piú discreto
nel parlare di queste cose.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: scusa.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei} esce dalla cucina, raccogliendo le cose di {lui}, che la segue fino al
salotto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: almeno non ne hai fatto una scena. (si ferma, si gira) Zitto, (gli
punta il dito contro) non dire niente.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: io niente ho detto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei} non accende la luce in salotto, lascia l&#39;ambiente nella semioscurità
mantenuta dall&#39;illuminazione del corridoio, dalla luce che la luna piena
lascia trapelare dalle larghe vetrate che danno sulla terrazza. {lui}
si adagia su una poltrona, accende il lume sul tavolino, mentre la
padrona di casa vaga irrequieta per il salotto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (guardando fuori dalla porta finestra) e ora? (alla mancanza di
risposta di {lui} si volta, incontra il suo sguardo di incomprensione) ora
che sai, ora che sei sicuro?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} distoglie lo sguardo, lo rivolge alle proprie mani, ma non risponde.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: mi dispiace per il modo in cui ho reagito; è … stato d&#39;impulso, ho
avuto paura.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: (spallucce) posso capire; (alza lo sguardo verso la parete di
fronte) o insomma, posso immaginare; chissà in quante situazioni di
merda ti sarai trovata finora. (la cerca con lo sguardo) Spero non con
me.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: no. Mai. Non ho mai pensato di poter essere in pericolo con te. Non
ti avrei invitato a casa mia, da sola, d&#39;altronde, altrimenti. (pausa) Non
avrei mai nemmeno scelto di frequentarti.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Scende il silenzio tra loro; {lei} si ferma a sedere sul divano, lontano
da {lui}.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: posso sapere perché mi stavi buttando fuori casa?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (guarda ostentatamente dall&#39;altra parte, poi il suo sguardo cade
sulle sue ginocchia) posso sapere quali fossero i tuoi progetti per la
serata?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: (sospirone) non lo so nemmeno io; vedere il film; passare del bel
tempo con te.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (sbuffa nervosa, autocommiserante) be&#39;, la seconda è andata a
puttane ora.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei} si alza di scatto, si allontana. {lui} piú lentamente la segue, la
vede entrare in una camera, buttarsi sul letto, riprendere a piangere,
accucciata in posizione semi-fetale. Con passi misurati, {lui} si avvicina
alla scrivania, accende il piccolo lume, poi torna verso il letto,
sedendosi con cautela sul bordo, il piú lontano possibile da {lei},
guardandosi le scarpe, con il cuore che gli martella in petto. Sa cosa
dovrebbe dire, sa cosa &lt;em&gt;vorrebbe&lt;/em&gt; dire, ed allo stesso tempo è cosciente
di quanto quelle parole potrebbero ancora fare male; dovrebbe essere il
momento di cessare con quella eccessiva cautela, con quella
circospezione, eppure è evidentemente un momento di massima
vulnerabilità per {lei}, che richiederebbe tatto, delicatezza, per evitare
di ferire ancora chi evidentemente già ferita è. Gli è chiaro quello che
{lei} ha cercato di dirgli, di chiedergli, ma pur sentendosi pronto ad
essere piú aperto, esplicito circa le proprie emozioni, si rende conto
che non è piú —o ancora— il momento.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Vorrebbe consolarla, tranquillizzarla, e se da un lato sente che in
altre circostanze sarebbe la persona piú adatta a farlo, è anche
cosciente di quanto inappropriato sarebbe adesso un tentativo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;L&#39;interruzione del pianto di {lei} lo coglie quasi di sorpresa.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: Okay. (si solleva a sedere, prende un fazzoletto dal comodino, si
asciuga gli occhi, si soffia il naso) Okay. (si volta verso {lui}, che le
dà ancora le spalle) Sai cosa mi fa rabbia? Ed è con me stessa, non con
te, perché … voglio dire, ho sempre saputo che non … che non ero io, che
non potevo essere io la … (scuote il capo) ho continuato a far finta di
illudermi, a credere che ci potesse essere una possibilità, a leggere
quello che volevo leggere nel … nella tua disponibilità, nella tua
felicità, nel nostro tempo insieme … ho continuato ad illudermi di
averti … (scuote ancora il capo, non vuole dire “preso in giro”, non
vuole dire “illuso”, “ingannato”, e non trova un termine adatto, un
termine positivo, perché sa che l&#39;idea di fondo non lo è) Ho voluto
credere che tu potessi vedere in me qualcosa che non ero, il tipo di
persona con cui sperare di poter … realizzare il tuo sogno, anche se
ogni volta che ne parlavamo per me era una pugnalata, ma era una
pugnalata che mi andavo a cercare, perché sono una stolta, un&#39;idiota,
un&#39;illusa. Ho sempre temuto il momento in cui avresti scoperto la verità
su di me, mi sono immaginata la repulsione che avresti provato, e
persino negli scenari piú ottimisti ho letto la tua sofferenza, nel
sacrificio del tuo sogno per una vita con me, o la mia, nel perderti
dopo essere stata con te. Ed ora scopro che sai, che hai sempre saputo,
e mi fa rabbia che questo mi faccia ancora piú male: che tu veda in me
solo uno dei tuoi amici, con cui divertirsi e passare del tempo insieme;
e mi fa piú male che se fossi stato disgustato dallo scoprire la mia
natura, dall&#39;essere stato ingannato, preso in giro, illuso che potesse
essere qualcosa che per te, in realtà, non è mai stata.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: (dopo un lungo silenzio in cui cerca il modo giusto) Credo che ci
sia un … fraintendimento.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: Non lo dire. Per favore, non lo dire. (torna a sdraiarsi)&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: Lo dico, perché è giusto dopo che tu ti sei aperta cosí a me, è
giusto che anche io sia aperto con te, e sincero, ed esplicito. Perché
da quando ti ho conosciuta, e mi sono &lt;em&gt;trovato&lt;/em&gt; con te, praticamente da
subito, è stato un mio pensiero costante, quasi quotidiano. E non
scherzavo sulla tempesta di ormoni, voleva essere —anche quello— un modo
per dirti come mi sento: come un adolescente alla prima cotta, ed è una
sensazione bellissima, ma allo stesso tempo è una cortina di fumo, ed io
—per mia natura, per mia scelta— ho voluto far passare quanto piú tempo
possibile, e forse vorrei farne passare ancora, vorrei aspettare di
vedere se è solo questo, una cotta, un&#39;infatuazione, o qualcosa di piú.
E lo sai, perché ne abbiamo parlato in tante occasioni, ed anche il
fatto che ne abbiamo parlato so che era un modo per manifestare
interesse reciproco, non dovrebbe esserci bisogno di dirlo
esplicitamente, ma è stancante e pericoloso continuare a giocare al
gioco degli indizi del corteggiamento. Perché è questo che è stato, tuo
nei miei confronti, mio nel tuo —davvero, non puoi credere che fosse
solo amicizia, cameratismo perché io sapevo, o quanto meno sospettavo,
che tu potessi non essere una donna … “biologicamente parlando”
(fa le virgolette con le dita per aria). E sí, mi
sono interrogato, ogni volta che riemergeva il sospetto: ma se davvero
fosse cosí, cosa farei? E me lo sono chiesto perché era per me una cosa
assolutamente inimmaginata —finché non ti ho conosciuta. Non mi ero mai
posto il problema prima, non avevo mai &lt;em&gt;contemplato&lt;/em&gt; la possibilità, ed
ora era lí davanti ai miei occhi, e non sapevo io stesso che cosa
potesse significare, implicare; perché non mi sono mai posto la
questione di come … incastrarti nel mio sogno piccolo borghese di
famiglia e vita futura, ho solo contemplato &lt;em&gt;l&#39;alternativa&lt;/em&gt; che poteva
offrire una vita con te, una vita diversa da quella che ero solito
immaginarmi —ma siamo serî: in che modo sarebbe comunque diverso se tu
non fossi quella che sei? non ho mai pensato che, incontrando la donna
della mia vita, mi sarei trovato a pensare: ecco, da adesso comincia il
mio sogno, e sarà come vivere nei film che mi sono sempre fatto. Sarebbe
da folli pensare una cosa del genere, pensare di poter prevedere come
sarà, cosa farà la persona con cui scegliamo di costruire la vita
insieme. (si volta verso di {lei}, che ha ripreso la posizione
semi-fetale; le si sdraia accanto, imitandone la postura) Quanto credi
che sia diverso per quello che hai tra le gambe?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: non potrai avere figli da me.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: come non potrei se fossi sterile.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: non sai nemmeno se mi troverai attraente, o dovrà restare un
rapporto platonico.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: eh (sbuffa) propenderei per la prima.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei} sospira, ma non risponde. Scende di nuovo il silenzio tra loro. {lui}
fa scivolare un braccio sotto i cuscini, a sostegno della testa di {lei};
le cinge la vita, avvicinandosi a lei.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: {lei}, non voglio illuderti, non voglio crearti false aspettative,
non posso prometterti nulla, non &lt;em&gt;voglio&lt;/em&gt; prometterti nulla, &lt;em&gt;in primis&lt;/em&gt;
perché non voglio crearle a me stesso; mi sto costringendo a procedere
con cautela, perché sono su un territorio per me due volte nuovo; sarebbe
nuovo comunque, ma lo è ancor di piú perché sei come sei; e mi rendo
conto che dirlo cosí potrebbe sembrare superficiale, insensibile,
insultante pure, ma è un dato di fatto che ha un suo peso e non so come
dirlo diversamente; ma allo stesso tempo voglio che sia chiaro che il
fatto che abbia un suo peso non è … negativo, non mi allontana da te
—t&#39;assicuro, ci sono infinite cose per le quali non avrei esitato a
lasciar perdere, comportamenti, modi di fare e di pensare, abitudini,
vizi, ma non questo, non ciò che sei. Ma è solo qualcosa di
assolutamente nuovo per me, nuovo in tutti i sensi, e non so, non posso
sapere, come andrà a finire. (pausa) C&#39;è solo un modo per scoprirlo, per
capirlo, ma —e ci tengo a sottolinearlo— non dipende da quello che hai
tra le gambe. (pausa) Ed è per questo che sono qui. È per questo che
sono venuto, è per questo sono rimasto. (pausa) Con i tempi e con i modi
con cui ci ritroveremo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;(Silenzio)&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (coprendo con la propria mano quella con cui lui la cinge)
Ho paura. Ho paura, perché tu sei ancora qui, e questo significa che il
colpo deve ancora arrivare. È stupido, dovrei essere felice, felice di
averti qui, ma non riesco a non avere paura, paura di non essere abbastanza
femmina, paura per il futuro. Sono mangiata dall&#39;angoscia delle tue
future reazioni, di quando finalmente ti verrò a noia, a schifo. Ed
invece sei qui, e dovrei essere felice, ed in realtà lo sono, sono
contenta ed avrei voglia di piangere di nuovo … (smette di parlare, il
suo respiro si fa affannoso mentre prova a riprendere il controllo)
Possiamo restare cosí?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: anche tutta la notte, se vuoi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;(Silenzio)&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: devi avvisare qualcuno?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: (pausa) Hm. Forse dovrei. (pausa) Okay, torno subito.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Scivola via dall&#39;abbraccio con {lei}, raggiunge il salotto, trova il
cellulare, scrive un semplice «Stanotte dormo fuori» ai suoi, aspetta
che il messaggio parta, e tornando in camera di {lei} ne approfitta per
passare dal bagno a svuotare la vescica. In altre circostanze, passando
davanti allo specchio si sarebbe chiesto cosa mai ci avrebbe potuto
trovare di attraente una come lei in lui, ma oggi la fragilità di {lei} è
talmente evidente che si trova quasi piuttosto a rimproverarsi per stare
abusando della sua vulnerabilità, pur sapendo che non è questo quello
che sta facendo, di non essere altro che aperto e sincero, se pur
totalmente privo di romanticismo; che forse sarebbe ciò di cui
avrebbe bisogno {lei} per sentirsi piú serena, e che lui non saprebbe dare
comunque, perché sentirebbe quelle parole vuote, non sue, prive di
sentimento —qualunque forma avessero i genitali di {lei}.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Si ferma sulla soglia della camera da letto. {lei} è nella medesima
posizione in cui {lui} l&#39;ha lasciata, ma sotto le coperte; con gli occhi
chiusi, non reagisce nemmeno al suo arrivo, nemmeno in una minima
variazione del suo respiro lento, controllato. Gli occhi di {lui} cadono
sui vestiti di lei buttati sul pavimento, poi di nuovo su {lei}, ed il
semplice pensiero del corpo nudo di lei che lo aspetta sotto le coperte
è sufficiente a suscitargli un&#39;improvvisa erezione.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} si avvicina al letto con passi misurati, si siete delicatamente sul
bordo opposto a quello di {lei}, e comincia lentamente a spogliarsi.
Quando si alza per togliersi i pantaloni, {lei} dice solo una parola,
senza girarsi, senza aprire gli occhi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: Tutto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} finisce di spogliarsi, scivola cautamente sotto le coperte, una mano
sotto i cuscini, l&#39;altro braccio a cingere il fianco di {lei}, cercando di
mantenere quel minimo di distanza che eviti il contatto tra la sua
erezione ed il corpo della compagna; invano, poiché questa aggancia il
proprio braccio a quello di lui, lo tira a sé, finché i loro corpi non
aderiscono, petto contro schiena, pube contro natiche, gambe contro
gambe. {lui} cerca di controllare il respiro, ma è evidentemente ormai che
il tempo dell&#39;imbarazzo è finito, ed {lei} ha deciso di offrire il suo
copro caldo, la sua pelle vellutata, al piacere del compagno.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Rimangono immobili cosí per lunghi minuti, ad assorbire il contatto dei
rispettivi corpi, ad ascoltare i rispettivi respiri, i battiti dei cuori,
ora piú agitati, ora meno. Ed improvvisamente:&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: Intersex.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} sobbalza, sorpreso non tanto dalla parola, quanto dall&#39;interruzione
di quel profondo silenzio. Tace.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: È quello che sono, tecnicamente. Ho un sistema endocrino
sostanzialmente femminile, anche se organi genitali maschili. Sono stata
registrata come maschio alla nascita, e cresciuta come tale da bambino,
perché non c&#39;era motivo di pensare diversamente.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: {exlei}.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (annuisce) È solo con la pubertà che sono cominciati i problemi.
(pausa) Inizialmente i miei pensarono a un problema di alimentazione,
per la ginecomastia. Dalle analisi saltò fuori che era una questione
puramente ormonale. (pausa) E sostanzialmente sconosciuta. (pausa) I
medici proposero la soluzione che a loro sembrò piú ovvia, dosarmi di
ormoni maschili (pausa) perché … per i genitali che avevo (pausa) che ho
(pausa; la sua voce si fa piú tesa; le parole escono lente, staccate)
Sono stati gli anni piú brutti della mia vita. Abbiamo cambiato non so
quanti medici, ed io stavo sempre male, sempre peggio, fisicamente, e …
(pausa) A sedici anni ho detto basta. Ho deciso di smetterla con le
cure, con le analisi, con tutto. Se dovevo morire, preferivo fosse di
qualunque cosa il mio corpo avesse deciso di farmi. (pausa) Mi ci sono
voluti altri due anni per … per riprendermi, fisicamente. Due anni
perché il mio corpo tornasse a funzionare come era previsto che
funzionasse.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei} tace a lungo, come se lo sfogo fosse finito. Riprende poi
improvvisamente, come prima.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: A farmi decidere di smettere non fu soltanto il mio stare male
fisicamente. Fu … una presa di coscienza. Lenta. Progressiva. Non un
desiderio represso, non un sogno nel cassetto. Una presa di coscienza
dell&#39;importanza di (scuote il capo) prima, mi ero sempre chiesto che
senso avesse dare tanto peso al sesso della persona, piú —che so— della
statura, delle proporzioni, del colore della pelle o dei capelli. Ho
sbattuto contro una realtà dove anche quelli che sembrava avessero una
mentalità aperta rimanevano ossessionati da quella distinzione,
moltiplicandola, amplificandola, costruendo drammi senza fine su nomi,
pronomi, etichette, categorie.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Di nuovo un lungo silenzio, un sospiro.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: ho fatto una scelta; ho &lt;em&gt;dovuto&lt;/em&gt; fare una scelta, per poter avere
una parvenza di vita normale in una società che non riesce a vedere al
di fuori delle proprie categorie; ho fatto la scelta che minimizzasse i
drammi, le sorprese. (un sospiro, una voce piú serena) Non è tanto male;
non mi è estranea, mi ci ritrovo. Dopo il diploma, abbiamo cambiato
città, cogliendo l&#39;occasione con una proposta di lavoro per mio padre.
(pausa) Ho ricostruito la mia vita da zero, una persona completamente
nuova. Mi sono lasciata guidare dal mio corpo, con l&#39;unica cura di
nascondere il … dismorfismo genitale. (pausa) I miei … i miei …
(deglutisce) mi considero fortunata, si sono semplicemente rassegnati;
non mi hanno mai ostacolato, mi hanno dato tutto il supporto … pratico
di cui ho avuto bisogno, ma spesso trapela nel loro modo di fare questa
loro rassegnazione, la loro preoccupazione, forse una certa nostalgia;
ma almeno credo possano apprezzare che la mia vita è adesso molto piú
semplice, che riescano a cogliere quanto questo sia importante per me.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Con un profondo sospiro, {lei} conclude il suo sfogo. Rimangono
abbracciati, immobili, lenti secondi che sgocciolano intorno a loro.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: ho un po&#39; ammazzato l&#39;atmosfera, eh?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: sono (pausa) sono molto … contento che tu mi abbia raccontato
questo … che ti sia aperta cosí, a me.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei} sorride, stringe la mano di lui che tiene nella propria, la porta al
petto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: mi sento … bene con te. Mi sono sentita felice … al limite
dell&#39;euforia da quando ti ho conosciuto, da quando ho scoperto quanto
mi ritrovavo … non mi sono mai sentita cosí vicina ad una persona,
finora. Per questo ho paura, ho paura che possa finire tutto, ed allora
avrei preferito il “noi” di prima, nell&#39;ambiguità, nella tensione
di quell&#39;interesse reciproco non soddisfatto, pur sapendo che comunque
non sarebbe potuto durare, che in un modo o nell&#39;altro deve risolversi.
(ispira a fondo) Non avrei mai nemmeno sperato in un momento d&#39;intimità
come questo, prima. Avevo trovato un mio equilibrio nella rassegnazione,
ero cosciente che il mio stato, e le mie scelte, comportavano delle
rinunce. Ed ora … spero, e non voglio sperare, e non vorrei nemmeno
dirtelo, per non … non voglio che tu ti senta … in obbligo nei miei
confronti. (pausa) Dovrei tacere, ma non riesco, non riesco nemmeno a
stare zitta. Sono … non sai quanti anni ho passato tenendomi tutto
dentro, senza nessuno con cui poter nemmeno &lt;em&gt;parlare&lt;/em&gt;, ed ora con te mi
viene da dire qualunque cosa mi passi per la testa, un flusso di
coscienza senza freni, e non voglio, non voglio che sia cosí tra noi,
non voglio perché sarebbe soffocante per te, o fastidioso.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: oh, ti accorgerai di quando il tuo parlare mi verrà a noia, sono
fin troppo poco diplomatico quando si tratta della mia serenità.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: e ti sei cacciato in questa situazione con me …&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: in quale situazione?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (sbuffa) non fare lo gnorri.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: sono serio. E non lo dico per sminuire la tua vita, il tuo passato
come il tuo presente, o le tue paure; siamo entrambi in una
situazione … inaspettata, ma non è … non bagniamoci prima che piova.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Un lungo silenzio, e poi:&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: vorrei che fosse già …&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Si alza a sedere di colpo, offrendo a {lui} il proprio fianco, la schiena
nuda. Il giovane si distrae un attimo, perso nell&#39;ammirazione delle sue
forme; poi riprende coscienza della situazione&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: {lei}, se non ti sei pronta, se non ti senti …&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: non sarò &lt;em&gt;mai&lt;/em&gt; pronta! (ansima, cercando di riprendere il
controllo) Vorrei fosse come tirar via un cerotto, trovare il coraggio e
sbam! un momento di dolore e basta. Vorrei trovare il coraggio di
sbattertelo in faccia, lasciare che la tua reazione faccia il suo corso,
e ricostruire, ricostruirmi poi come se niente fosse. Ma so che non
sarebbe cosí comunque. (pausa, a voce piú bassa) No, vorrei che non ci
fosse il problema, vorrei non dovertelo mostrare, non dovermi neanche
preoccupare della cosa.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Anche {lui} si tira a sedere.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: girati.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: no.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei} tira giú le gambe dal letto, ostinandosi a coprirsi con le coperte.
Con cautela, {lui} si sistema dietro di lei, una gamba per lato; le
carezza le spalle, le poggia le labbra sulla nuca. Lei si sporge in
avanti, per sfuggirgli.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: smettila.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: e se io ti dicessi che ti trovo … splendida … attraente …
desiderabile …&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: ti direi che non sai di cosa stai parlando; ti direi che vorrei che
potesse bastarti quello che vedi ora.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Si lascia carezzare la schiena ora, si lascia cingere da dietro; afferra
le mani di {lui}, le porta al seno, ciascuna a coppa su una mammella.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: senti? Questa sono io, è il mio corpo, al naturale.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} le palpa delicatamente, sfiora i capezzoli come a guidarne il
crescente turgore; le sue mani scivolano via, verso il basso, ma {lei} le
affera di nuovo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: no.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: è anche quello il tuo corpo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: non è la stessa cosa.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: ho capito, ma sei sempre tu.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: no! (si alza di scatto, trascinando via le lenzuola, con cui si
avvolge le gambe) non è … lo odio, va bene? Odio il fatto di averlo,
odio questa parte di me che non mi permette di vivere come una donna, di
&lt;em&gt;essere&lt;/em&gt; veramente una donna. Non è una scelta, va bene, ho mentito, non
ho “fatto” una scelta, è quello che sono, è quello che il mio corpo è,
tranne per questo … (si ferma di botto)&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Fa qualche passo in avanti, allontanandosi ulteriormente dal letto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: farti operare?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei} lo garda da sopra la spalla, uno sguardo stralunato che {lui} non
riesce ad interpretare: sorpresa? odio?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (tornando a guardare davanti a sé) no. (pausa) Non sarei io, non
sarei comunque io, e non sarebbe piú il mio corpo; sarebbe … finto, una
finzione, una presa in giro, un inganno. (sospira, si siede davanti alla
scrivania, i gomiti puntellati sul ripiano, il viso nascosto tra le
mani; non piange, ma tace) Ho mentito, va bene? Non sono serena, non
sono tranquilla, non sono contenta; ho … mi sono costruita un
equilibrio, con me, con il mio corpo, con la mia vita, con la società …
ed ora non lo trovo piú, e non so che fare, perché non è … (si volta
verso di lui) perché ci sei tu di mezzo, e non … (torna a guardare
avanti, a nascondere il viso)&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: {lei}, non …&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: zitto. Non sei tu, va bene? Il problema non è nemmeno la tua
reazione, perché anche se a te andasse bene —e sarebbe già tanto— non
andrebbe bene &lt;em&gt;a me&lt;/em&gt;, perché non è …&lt;!-- come dovrebbe essere --&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Scende di nuovo il silenzio.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;È {lui} a romperlo stavolta.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: posso farti una domanda indiscreta? (aspetta, ed alla mancata
risposta di {lei}, continua) Ti masturbi?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (sbuffa, solleva il capo) Vuoi sapere come?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: voglio sapere se.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei} non risponde subito.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: sí, mi masturbo. E da … da un po&#39; di tempo a questa parte, anche
piuttosto spesso. A volte due, tre volte prima di riuscire a prendere
sonno, e sempre sognando di fare l&#39;amore con te. Contento?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: non capisco se mi stai prendendo in giro.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: non ti sto prendendo in giro. Ed ogni volta piango, prima di
addormentarmi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: mi … dispiace.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei} non ribatte. Ad occhi chiusi, trova finalmente il coraggio.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: puoi venire qui?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} esita. Alzandosi dal letto, allunga le mani verso le mutande.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (lo ferma senza nemmeno voltarsi) cosí come sei.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} la raggiunge, fermandosi un passo indietro, alla sinistra di {lei}.
Lei si volta, trovandosi faccia a faccia con l&#39;organo di lui, non a
riposo, non completamente sveglio. {lei} solleva lo sguardo per incontrare
quello di lui.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: ti piaccio davvero?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: sarei qui altrimenti?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: vieni piú vicino.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} fa un altro passo, affiancando la sedia di {lei}. Senza staccare gli
occhi da quelli di lui, la giovane fa scivolare una mano sulla gamba
del compagno, la carezza, dal ginoccchio fino all&#39;anca, prima lungo il
fianco, poi di nuovo davanti, sfiorando appena il sesso di lui nel
tornare via. L&#39;espressione sul viso di {lui} non cambia; rimane seria,
quasi preoccupata.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: {lei}, non è … corretto, cosí. ({lei} allontana lo sguardo, la mano)
Non c&#39;è … reciprocità.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ad occhi chiusi, {lei} racconta.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: nel … nel mio sogno il mio sesso non ha importanza, perché posso
darti piacere con la bocca, col seno, puoi … puoi penetrarmi da dietro,
ed è tutto quello che importa.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Solleva nuovamente lo sguardo verso {lui}, uno sguardo forse di speranza,
forse di supplica. La mano del giovane si alza a supportarle un gomito,
la invita a sollevarsi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: vieni su.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei} distoglie nuovamente lo sguardo, esita; il giovane insiste, e lei
infine cede, si alza con un movimento nervoso che ribalta la sedia su
cui è seduta. {lui} scioglie i lembi del lenzuolo che ormai inutilmente le
copre l&#39;erezione, le poggia le mani sui fianchi, la tira a sé.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il cuore di {lei} batte impazzito, la sua mente un tumulto di paure,
speranze, pensieri: ha visto, ha visto tutto, lo sente contro il proprio
corpo, non può non sentirlo; prendimi, sbattimi sul pavimento,
sulla scrivania, penetrami con tutto l&#39;odio e lo schifo che hai adesso,
ma fammi sentire il tuo desiderio almeno una volta nella vita, prima di
abbandonarmi e andartene.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} la tiene stretta contro di sé, un braccio a cingerle le spalle, uno
attorno alla vita. Riesce a sentire il tumulto del cuore di lei contro il
proprio, ed aspetta. Aspetta i lunghi secondi necessari affinché il
corpo di lei ceda, e vuoi per rassegnazione, vuoi per un riacquistato
equilibrio, la tensione nei suoi muscoli si allenti, ed {lei} trovi il
coraggio di appoggiarsi a lui.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: ho paura (la sua voce si rompe) sei ancora qui ed io ho paura, sai
tutto di me, sai come sono, e sei ancora qui, perché sei ancora qui? ho
paura, voglio fare l&#39;amore con te e ho paura, ho paura, ho paura perché
sono una donna, ma non sono una donna, non posso fare l&#39;amore come una
donna, e sento il tuo desiderio e come cazzo fai ad avercelo ancora duro
e vorrei poter fare l&#39;amore come sarebbe giusto per te poterlo fare con
una donna e non puoi, e tu sei ancora qui e io ho paura perché questo
non è uno dei miei sogni e …&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: {lei}.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La giovane tace con un singulto, nasconde il viso contro la spalla del
compagno, poi si allontana, quasi respingendolo, frugando quasi con
disperazione sulla scrivania, trovando finalmente un pacchetto di
fazzoletti. Si soffia il naso, ripetutamente; si asciuga gli occhi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (la voce nasale) sono una pezza.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} la raggiunge di nuovo, la abbraccia da dietro, le sfiora il collo
con le labbra, le carezza i fianchi, le braccia, le copre le mammelle.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (un bisbiglio) come faccio a piacerti …&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} le molla un pizzicotto. Ella si divincola indispettita, ma il
giovane la ferma subito.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: ora tocca a me.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei} lo guarda di sbieco, a segnare «che stai a dire?»&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: ti rigiro la domanda.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: tu sei scemo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: allora puoi facilmente rispondermi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei} inspira a fondo, in dubbio se sbottare o assecondare. Espira
lentamente.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: non ci posso credere. Davvero devi farmelo dire? (attende invano
risposta) Sei intelligente; simpatico; puntuale; pulito; attento; sai
ascoltare; sai ballare; sei istruito; educato …&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: (interrompendola) nessuna di queste sono cose con cui ci vai a
letto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (sbuffa, ruota la testa come insofferente al commento) sei
ridicolo. Alto; di bella presenza; ti curi, senza esserne ossessionato;
hai un viso proporzionato, labbra carnose, braccia solide, mani calde …
no, davvero non puoi essere serio.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: hai uno specchio a figura intera?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: che cosa c&#39;entra?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Alla mancata risposta, spalanca violentemente un&#39;anta d&#39;armadio. {lui} le
si affianca, le chiede:&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: cosa vedi?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: me stessa. (accompagna le parole con un gesto come se stesse
scacciando una mosca, ad indicare il suo fastidio per la stupidità della
domanda, della risposta, della situazione; poi insiste) vuoi sapere cosa
vedo? Vedo il corpo di una donna con un fottuto cazzo in mezzo alle
gambe, ecco quello che vedo. Ed è il mio. Sei contento, ora?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: (da dietro, a bassa voce) vuoi sapere cosa vedo io?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei} esista, tace, il suo scatto di nervosismo ormai placato, sostituito
dal timore di quello che {lui} possa dire, che gratta contro la speranza
di quello che potrebbe significare. Abbassa lo sguardo, ma {lui} le
solleva il mento, la costringe a guardarsi negli occhi, allo specchio.
La sua voce, piú bassa del solito, le mormora all&#39;orecchio.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: il tuo viso; morbido (le carezza una guancia), simmetrico (le
carezza l&#39;altra), disegnato dalla natura (con un dito le traccia un
sopracciglio) con grazia (l&#39;altro) e delicatezza (scende sul profilo
retto del naso); labbra sensuali (le percorre) senza volgarità.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (un bisbiglio appena udibile, mentre il suo sguardo continua a
cercare di fuggire) smettila.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: non interrompere, lasciami finire. (si raddrizza dietro di lei,
poggiandole le mani sulle spalle, guardando i proprî occhi spuntare
appena sopra la cresta dei capelli di {lei}) Alta. Proporzionata. (le mani
scorrono giú per i fianchi, fino alle natiche, seguendo
provocatoriamente il restringimento alla vita, soffermandosi sull&#39;anca,
per poi risalire fino alle spalle) Un buon portamento (lungo le spalle,
giú fino al gomito) senza ostentazione, senza timore. (sul petto, a
sostenere il seno) Un seno pieno, ma non esagerato. (le mani lo coprono)
Un ventre piatto. (le mani scendono, fermandosi sopra l&#39;ombelico,
tornando ai fianchi, alle natiche, evitando con destrezza l&#39;erezione di
{lei}, nuovamente in piena gloria) Natiche sode, invitanti. Gambe lunghe,
solide (una gamba di {lui} si insinua tra quelle di {lei}). Piedi
proporzionati, compatti.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Con gli occhi chiusi, {lei} sente le mani di {lui} carezzarle le cosce,
risalire delicatamente. Rincula, come per un improvviso solletico.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: No.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Le mani di {lui} lasciano il suo corpo, {lei} riapre gli occhi, incontrando
quelli di lui nel riflesso, e subito distogliendo lo sguardo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: le prime volte che ti ho chiesto di ballare, non puoi immaginare il
mio imbarazzo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: perché non sapevi cosa avevo in mezzo alle gambe.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: no, perché mi trovavo davanti ad un&#39;incarnazione dell&#39;eros.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: ah sí, come no, «Pronto, sí, la Sua statua di Venere è pronta, c&#39;ha
solo venti centimetri di cazzo, che faccio, lascio?»&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} ha un singulto, una mezza risata soffocata, nascosta contro la
spalla della compagna; {lei} gira il capo nell&#39;altra direzione, a
nascondere il proprio sorriso. Il giovane la spinge leggermente di lato,
le si mette accanto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: seriamente, non c&#39;è paragone.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (voltandosi verso di lui, rabbiosa ora) non t&#39;azzardare. Non
osare … mettere sullo stesso piano qualcosa che risolveresti con
un&#39;ora di allenamento al giorno per un fottuto mese con … con …
(si allontana di scatto, due, tre passi) non puoi stare facendo un
discorso del genere, non puoi! Credi che m&#39;importi qualcosa del fatto
che hai un po&#39; di pancia, o che ne ho visti di piú grossi &lt;em&gt;visto che ce
l&#39;ho addosso io&lt;/em&gt;? Ma ti rendi conto?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: credi che m&#39;importi qualcosa?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (alzando un dito, minacciosa) Non …&lt;!-- confrontare --&gt; (si ferma,
esterrefatta)&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: che tu ce l&#39;abbia, o che sia piú grosso del mio; è una cosa con cui
posso convivere, che non turba il mio desiderio. Ed è come se tu non
potessi accettare &lt;em&gt;questo&lt;/em&gt;, come se l&#39;unica risposta che ti potesse
soddisfare fosse “preferirei che tu avessi una fica”. E foss&#39;anche? Non
potrei dire lo stesso di te, che sicuramente preferisti uno piú
atletico? Piú dotato?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: no, io non … (si copre il viso con una mano) non è la stessa cosa,
non è la stessa cosa, è … è completamente sbagliata, è … un altro
fottuto genere, non è …&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: non è l&#39;unica cosa che conta? (si avvicina ad {lei}, che retrocede
scuotendo la testa; la segue) che a me non importi, non è l&#39;unica cosa
che importi? ({lei} continua a scuotere il capo, a retrocedere) no, non è
l&#39;unica cosa che importa; non lo è, per te, perché non basta a
conciliarti con il tuo corpo; (la raggiunge, ferma contro la libreria;
la abbraccia, la tira a sé) ma può bastare per me (sfiora la punta del
naso di {lei} con il proprio), può bastare per noi (le carezza le labbra
con le proprie, la tira a sé, mani solidamente piazzate sulle natiche,
pube contro pube)&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (un bisbiglio) non posso darti quello che vorrei, non possiamo fare
l&#39;amore come una coppia normale, non possiamo &lt;em&gt;vivere&lt;/em&gt; la vita di una
coppia normale&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} vorrebbe risponderle che non esiste una vita di coppia normale, che
ogni coppia trova la propria, costruisce la propria; parole inutili; le
massaggia i fianchi, strofinando lentamente il proprio pube contro
quello di lei, erezione contro erezione. Si china ad offrirle un bacio.
La sente fremere, non sa quanto per i già manifestati timori, quanto
per l&#39;eccitazione. Con delicatezza, la guida verso il letto, a piccoli
passi di tango, sentendola rilassarsi tra le sue braccia, appassionarsi
rispondendosi al suo bacio.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Spinta da {lui}, {lei} si lascia cadere di traverso sul letto, le sue mani
pronte a coprire l&#39;erezione. Chino in avanti sopra di lei, puntellandosi
con le braccia tese, le mani piantate ai due lati del capo di lei,
guardandola fissa negli occhio, {lui} le bisbiglia:&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: non ti nascondere.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (un sussurro) mi vergogno.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} si abbassa, torna ad unire le proprie labbra a quelle di lei. Le
mani di {lei} lasciano l&#39;erezione, afferrano la testa del compagno,
carezzandola, tenendola. {lui} si stende lentamente sopra di lei,
sospingendola per correggerne la posizione rispetto al letto, fino a
potersi sdraiare comodamente, appoggiato completamente al
materasso, su un fianco; con il braccio libero, le carezza la schiena nuda,
dalla nuca alle natiche, sentendo il brivido correrle lungo la pelle;
invita la gamba di lei attorno ai proprî fianchi, finché {lei} stessa,
premuta contro di {lui}, lo spinge a sdraiarsi sulla schiena, rotolando
insieme a lui, stendendosi sopra il suo petto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il giovane la sente tremare tra le sue braccia, sente l&#39;ansia che le
percorre il corpo, il fremito e la tensione quando le sue mani le
percorrono la schiena, le palpano i glutei.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (sussurrando, tra un bacio e l&#39;altro) ho sognato questo momento per
mesi, ed ora che sei qui, che sono con te, non so piú cosa fare, voglio
fare l&#39;amore con te, voglio sentirti dentro, voglio darti piacere …&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} capisce meglio ora l&#39;incertezza nei suoi movimenti, quello spingere
con il pube, con l&#39;erezione che si infila tra i loro ventri, quel
tirarsi indietro sollevando il bacino, come per sfuggire; le viene
incontro, cercando il contatto della propria erezione con quella di lei,
sentendola sfuggente, esitante, finché con un improvviso gesto lei preme
l&#39;intero proprio corpo contro quello di lui, con un lungo gemito che
potrebbe essere un «no!» soffocato, prolungato, perché ormai è troppo
tardi. Al giovane non sfugge il significato del pulsare deciso
dell&#39;erezione della compagna, come non sfuggono i fiotti caldi che
gli bagnano il ventre, intrufolandosi fino al petto. La stringe forte,
lascia che lei nasconda il visto contro il cuscino dietro la sua testa,
le poggia una mano sul capo, con delicatezza, quando il corpo di lei
sembra perdere ogni energia.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Passano lunghi minuti. I giovani rimangono immobili, in silenzio. {lei}
sente scorrerle addosso il tempo, viscoso per l&#39;imbarazzo, per la
vergogna, rafforzata da ogni secondo che passa, dal colare della sua
emissione tra i loro corpi, dalla progressiva perdita di consistenza
dell&#39;erezione di {lui}.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (ancora immobile, il viso ancora nascosto contro il cuscino)
Schifo. Faccio schifo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} le carezza la schiena, un dito appena a sfiorarle la colonna dalla
nuca ai lombi e ritorno, con calma, piú volte, aspettando che {lei} si
riprenda. Scarta una dopo l&#39;altra le idee che affiorano su quello che
potrebbe dire, e quelle umoristiche e quelle che dovrebbero essere
rassicuranti, convinto che la fragilità della sua compagna non le
permetterebbe di accettare quelle parole con lo stesso positivo valore
da lui inteso —non ora, almeno.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Le bacia la spalla, dall&#39;articolazione all&#39;incavo del collo, senza
fretta, soffermandosi ad ogni pressione,
assaporando la pelle della compagna, sentendo i fremiti che
accompagnano i momenti in cui le sue labbra premono contro la pelle,
indovinandovi dietro una lotta che {lei} sta conducendo contro il
disprezzo che prova per sé stessa al momento. Arriva fino alle guance,
spingendosi verso le labbra della compagna; lei risponde voltando il
capo per negarsi, salvo poi cedere, venendogli incontro, concedendogli
le labbra, la bocca, la lingua.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} le carezza la nuca, le guance, le asciuga le lacrime. Lei si scosta,
si solleva puntellandosi con le braccia tese. Tira su col naso,
guardandosi intorno; {lui} segue il suo sguardo fino ad un pacchetto di
fazzoletti sul comodino accanto, lo prende, lo porge alla propria
compagna.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei} prende il fazzoletto mettendosi a sedere; il prodotto della sua
ejaculazione unisce ancora il suo corpo a quello di {lui} con filamenti
appiccicaticci che ella guarda angosciata mentre si soffia il naso.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (la voce rotta, prendendo un fazzoletto) Ti ho sporcato tutto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: (afferrandole la mano con cui ella si apprestava a pulire) Se non
ci si sporca facendo sesso, non lo si sta facendo bene. (Si solleva a
sedere, cingendole la vita con le braccia) Se te la senti di continuare.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (distoglie lo sguardo, chiude gli occhi) Non … (ci ripensa, si
china a poggiare la propria fronte a quella di lui) Sono io che dovrei
chiederlo a te.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} coglie il riferimento alla sua ormai scomparsa erezione. Le bacia le
labbra, ancora e ancora. Torna a carezzarle la schiena, i fianchi, le
cosce, ad agguantarle le natiche solide ed abbondanti.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: (bisbigliando) Lo ammetto, vederti piangere non mi arrapa.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (nascondendo un sorriso che riesce a rompere la sua angoscia)
Smettila.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Lo spinge giú di nuovo, mantenendo il proprio corpo contro quello di
lui, ed una volta sdraiati, scivola indietro, dando finalmente risposta
ai precedenti baci di lui con i proprî, dalle labbra al mento, ed infine
al petto del compagno. Trova il coraggio di cercare con la bocca il
prodotto della propria ejaculazione, lo ripulisce con calma, con cura,
seguendo ogni traccia che questo ha lasciato sul corpo del compagno:
lungo lo sterno, ai lati del petto, e poi di nuovo al centro, giú fino
all&#39;ombelico. Sente con soddisfazione il rinnovato vigore dell&#39;erezione
di {lui}, e l&#39;accoglie finalmente tra le proprie mammelle.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Solleva lo sguardo ad incontrare quello di lui, a chiedergli una muta
preferenza. Lo sente spingere, delicatamente ma senza incertezze,
per strofinare la propria erezione contro il petto di lei.
Lo aiuta ad incanalarsi tra le mammelle, tenendole strette per aumentare la pressione.
Lascia che sia lui a dare il ritmo, a controllare il movimento.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Le gambe di {lui} la cingono, le mani di lui le raggiungono le spalle.
La crescente passione del compagno le dà gioia, forse quasi un senso di ebbrezza,
ed è con immensa soddisfazione che sente il proprio bisbigliato «vieni»
accompagnato infine dal suo improvviso caldo eruttare nel solco umido ed accogliente
delle sue sudate mammelle.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} la tiene premuta contro di sé mentre i fiotti si susseguono,
ed ancora mentre l&#39;erezione sussulta, pulsante.
{lei} aspetta pazientemente che il compagno si sfoghi, limitandosi
a tenere le labbra premute contro il ventre di lui, ad occhi chiusi,
in un gesto di affetto.
Anche quando il giovane allenta la presa lei rimane ferma,
alzando appena lo sguardo verso di lui,
incontrando il sorriso di {lui} con il proprio.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: (un ghigno, un mormorío) Ti ho sporcata tutta.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei} abbassa lo sguardo, ma ha la risposta pronta, se pur sempre solo un mormorío.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: Com&#39;è giusto che sia.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Scivola ancora piú giú, le mani sui fianchi del compagno,
fino a trovarsi il pene ormai detumescente di {lui} davanti alle labbra.
Lo bacia, lo prende in bocca, lo lecca, attratta da ciò che rimane di quell&#39;orgasmo
che ha lasciato la maggior parte dei proprî effetti tra le sue mammelle
—e nonostante l&#39;assenza di un esplicito intento erotico nel suo gesto,
la reazione di lui non lascia dubbio sull&#39;effetto:
lo sente fremere sotto le proprie labbra, sente le gambe di lui oscillare incerte
tra l&#39;aprirsi per darle piú facilmente accesso ed il chiudersi per respingerla,
controllare la stimolazione cosí poco tempo dopo il precedente orgasmo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Sentirsi capace di suscitare queste reazioni in {lui} copre tutte le paure
che l&#39;hanno frenata finora; oltre l&#39;eccitazione fisica che le procura
sentire quelle reazioni, si sente provocatrice.
Si solleva a mezzo busto, si passa le mani sul seno,
raccogliendo lo sperma che il compagno le ha ejaculato tra le mammelle,
spalmandolo sulla propria pelle, sui proprî turgidi capezzoli.
Solleva lo sguardo senza alzare il capo, e lui è lí, come ipnotizzato
la guarda, immobile.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (la voce bassa, cercando di darle una carica erotica) E quando vorrai
sporcarmi di nuovo (insiste nuovamente sui proprî capezzoli) non esitare.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Scorre le dita sul collo, a raccogliere altri residui, che torna a spalmare sul petto,
tra le mammelle, sul ventre. Nascondendo la propria erezione tra le mani,
si solleva in piedi, volta le spalle a {lui}, si carezza i fianchi, le natiche,
allarga appena le gambe, si china appena in avanti, e con le mani allarga appena le natiche,
gettando un&#39;occhiata invitante da sopra la spalla,
per stuzzicare e valutare la reazione del compagno
—una reazione inconfondibile, con l&#39;erezione di nuovo in piena gloria.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: non pensavo rispondessi cosí velocemente.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: te l&#39;ho detto (le afferra i fianchi, la tira a sé, a lei scappa un gridolino),
tu sottostimi quanto sei attraente.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Seduta sulle gambe di lui, schiena contro petto, l&#39;erezione di {lui} contro le proprie natiche,
{lei} nasconde un ghigno.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: questa non è attrazione, è arrapamento.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: (chinando il capo in avanti a baciarle il collo, la spalla)
va bene, quanto sei arrapante.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei} solleva un braccio, piegandolo indietro ad immergere le dita tra i capelli di lui,
forse a tenerlo appositamente contro il proprio collo.
Rimangono cosí in silenzio qualche altro secondo,
lei con la testa reclinata per lasciare piú spazio alle labbra di lui,
lui con gli occhi chiusi, tenendola in un lasco abbraccio.
Ed è di nuovo lei a rompere il silenzio, in un bisbiglio:&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: ti va di provare?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: dovrei essere io a chiedere a te.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: è da quando ci siamo conosciuti che ti desidero.
(silenzio; la sua voce diventa un bisbiglio appena percepibile)
Dentro di me.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Le mani di {lui} si chiudono a coppa sulle mammelle di {lei},
solleticandole i turgidi capezzoli tra due dita.
Lei si ricorda improvvisamente dello sperma di lui usato come crema
per la pelle, e scatta in piedi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: aspetta …&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Gli gira attorno, arrampicandosi sul letto, in ginocchio, le gambe divaricate,
poi giú a quattro zampe, ed infine poggiando la testa, le spalle sul letto,
offrendosi a lui, un braccio tra le gambe, un po&#39; a nascondere la propria erezione,
un po&#39; a divaricare i glutei, ad esporre l&#39;ano, ad invitare la penetrazione.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} si volta a seguire i movimenti della compagna,
e di fronte a quella postura cosí volutamente provocante
sente la propria erezione diventare ancora piú intensa,
la carne tirare, il glande ormai completamente libero dalla pelle.
Vorrebbe tuffarsi su di lei, affondare il viso tra quelle semisfere perfette,
penetrare quel vibrante anello di carne con la lingua, le dita,
affondare in quella carne voluttuosa con la propria invincibile erezione.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Si inginocchia tra le gambe di lei, chinandosi a coprirla con il proprio corpo,
a lasciarle un bacio sulla guancia esposta.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: se tu potessi vedere te stessa con i miei occhi …&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Lei sorride a quelle parole, e con la mano tra le gambe cerca e trova l&#39;erezione di lui,
ne sprova la consistenza, la guida verso l&#39;alto, verso il proprio ano.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: inculami.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Senza neanche piú mezze parole, senza allusioni, senza circonlocuzioni,
l&#39;invito verbale piú esplicito che lei gli abbia fatto finora.
E lui è lí, sente il proprio glande sprovare l&#39;ingresso,
l&#39;anello di lei appena schiuso e per ciò ancora piú invitante
anche solo a quel semplice contatto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: aspetta …&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il giovane si solleva, la afferra, e senza incontrare resistenza nella sorpresa di lei,
la spinge a voltarsi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: che c&#39;è? che fai?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Nella confusione delle loro gambe e braccia variamente intrecciate,
{lui} la aiuta a sdraiarsi sulla schiena; {lei}, sentendosi esposta,
con un gesto istintivo porta entrambe le mani a coprirsi il sesso.
Al giovane non sfugge l&#39;espressione di paura e di imbarazzo della compagna.
Si china a baciarla sulle labbra, cogliendola di sorpresa.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: voglio guardarti negli occhi mentre facciamo l&#39;amore.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il già presente rossore dell&#39;imbarazzo sulle guance di {lei} divampa purpureo.
La giovane volge la testa di lato, incapace di sostenere lo sguardo di {lui},
ma quando lui si china a baciarla ancora non riesce a nascondere un sorriso.
Le loro labbra si incontrano, le gambe di lei gli cingono i fianchi;
{lei} lascia la propria erezione, ormai annidata tra i loro corpi,
intreccia le braccia dietro il collo di lui, tirandolo a sé,
rispondendo con passione al bacio.
Sente il turgore dell&#39;erezione di {lui} contro il proprio fondoschiena,
che scivola incerto giú tra le natiche, poi su contro il perineo.
Intrufola un braccio tra i loro corpi, con una mano afferra la sua erezione,
la dirige contro il proprio ano, la sente premere, calda,
si sente cedere, invitante.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ed è di nuovo lui a fermarsi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: aspetta (solleva il busto puntellandosi con le braccia)
non voglio farti male.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (fissandolo negli occhi) sono pronta (il suo sguardo esita,
sfugge) mi … mi sono preparata prima.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il giovane non sa quando sia “prima”; gli unici momenti possibili
che gli vengono in mente sono &lt;em&gt;molto&lt;/em&gt; prima, prima della “rivelazione”.
Si solleva a sedere sui talloni.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: non voglio correre nemmeno il rischio. Hai … hai del lubrificante?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (guardando nella direzione opposta, stende un braccio ad indicare il comodino,
mentre con l&#39;altro continua a cercare di nascondere la propria erezione)
nel cassetto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} si spinge in avanti, apre il tiretto, tira fuori un dosatore
pieno di un liquido trasparente; lo solleva per controllare che sia quello giusto.
{lei} spia i suoi gesti con la coda dell&#39;occhio, annuisce, porge una mano.
Il giovane fraintende, le spreme un po&#39; di lubrificante sulla mano,
lei sbuffa una mezza risata.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (portando la mano con il gel al pene di lui, porgendogli l&#39;altra mano)
dammi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Fissando {lui} negli occhi,
la giovane fa scorrere la propria mano sull&#39;erezione del compagno,
in un leggero massaggio dal glande alla base e ritorno,
sentendo la carne fremere sotto la sua attenzione.
Con l&#39;altra mano poggia il dosatore sul letto accanto alle proprie natiche,
ed aggrappandovisi ad artiglio spreme qualche goccia di gel sulle punte delle dita,
che porta poi al proprio ano, lubrificando la carne intorno,
massaggiando l&#39;anello del muscolo, lasciando che prima un dito poi l&#39;altro
scorrano dentro.
Sente l&#39;erezione di {lui} inturgidirsi ulteriormente,
una verga d&#39;acciaio pronta ad entrare ovunque.
Sorride.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (bisbiglio) ti piace vedermi giocare cosí?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il giovane si china di nuovo verso di lei, la bacia&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: sei irresistibile.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (mordendogli il labbro inferiore) e allora smettila di perdere tempo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La giovane guida l&#39;erezione di lui nuovamente contro il proprio ano,
facendola scorrere tra le dita con cui ha appena rinnovato la lubrificazione
dell&#39;ingresso, sentendola premere, schiuderla senza piú l&#39;esitazione di prima.
La spinta con cui {lui} inizia a penetrarla è lentissima, deliberata.
Gli sguardi fissi l&#39;uno nell&#39;altro, entrambi gemono, lui poco piú di un sospiro,
lei con un lungo «ah» di piacere, sorpresa e soddisfazione,
prolungato finché il glande non supera l&#39;anello e le invade finalmente il retto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il giovane si ferma, trattenuto nell&#39;impulso si affondarle dentro con passione
dal pulsare della carne di lei attorno alla sua erezione.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: (un bisbiglio appena udibile) stai bene?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (il fiato corto, annuisce) è bellissimo … è piú … di quanto … pensassi …
continua … piano … ma continua …&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il suo compagno ricomincia a spingere, addentrandosi con rinnovata cautela
nel suo retto pulsante, fino a trovarsi con il pube contro le dita con cui lei
ha continuato a carezzarsi l&#39;anello dell&#39;ano.
{lei} afferra i fianchi del compagno, lo tira a sé, invitandolo ad affondare in lei fino all&#39;elsa.
{lui} aggiusta la propria posizione per poterla accontentare, ed il movimento, per quanto piccolo,
le strappa un&#39;esclamazione di sorpresa.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: scusa&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: no, è … bello, è … c&#39;è un posto dentro …&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ansimando, la giovane comincia a muoversi, sollevando il bacino, spingendosi contro il ventre di lui,
poi di nuovo verso il basso, cercando di ritrovare quella sensazione.
Riconoscendone i movimenti, il desiderio, il suo compagno rimane sostanzialmente immobile,
con qualche timido tentativo di assecondarla, di aiutarla a ripescare l&#39;angolo migliore,
ed in breve si rende conto che {lei} è ormai completamente concentrata su quelle sensazioni:
abbandonato ogni pudore residuo, le braccia stese sul letto, aggrappata alle lenzuola,
le spalle contro il letto, il busto ed il bacino sollevato, gli occhi chiusi, è lei a guidare il loro amplesso,
con piccoli movimenti oscillatori, avanti e indietro, in alto ed in basso,
che a lui fanno percepire contro il glande una insospettata varietà nella tessitura del retto della compagna,
e per {lei} sono evidentemente lo stimolo cercato, che presto la porta
ad un improvviso profondo gemito, una nuova incontrollata ejaculazione,
a violente contrazioni dell&#39;ano che sembrano voler mungere l&#39;erezione di {lui}
completamente affondata in quel corpo vibrante.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La giovane crolla giú di colpo, tirandosi dietro il compagno,
che non sa nemmeno come sia riuscito a resistere con quell&#39;indicibile nuova stimolazione,
e rimane, ancora eretto, piantato nel retto di {lei}.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} si china, le carezza i capelli, la bacia, e con la stessa delicatezza di prima
prova a ricominciare a muoversi, cercando di assecondare le contrazioni sempre meno intense
dell&#39;ano della compagna.
Con un nuovo gemito, {lei} si aggiusta sotto di lui, afferrandosi le gambe,
tirandole verso l&#39;alto, ruotando il bacino per facilitargli la penetrazione,
il movimento.
Il nuovo angolo dà il colpo di grazia all&#39;inviluppo di stimoli contro cui il giovane
ha lottato finora, e con un&#39;ultima spinta fino all&#39;elsa {lui} si lascia venire,
un fiotto dopo l&#39;altro, nel retto della compagna,
che gli afferra le natiche per stringerlo ancora piú a sé,
incoraggiandolo con un mormorío:&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: vieni, vienimi dentro, fammi sentire la tua sborra nel culo …&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;prima di riagganciare la bocca a quella del compagno,
ad inseguirne la lingua.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;A {lui} non è sfuggito il tremito nella voce di {lei},
ed ora le lacrime. Allontana la testa, per poterle chiedere&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: ti ho fatto male?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (scuote il capo) no scemo, sono davvero felice,
sono troppo felice (si asciuga gli occhi con le mani, sorride)
non mi è mai successo prima di sentirmi cosí,
ma è talmente tanto che …
({lui} le interrompe la frase con un bacio)
e tu ce l&#39;hai ancora duro&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: mi sento come se potessi scoparti tutta la notte.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (con voce entusiasta) fallo!
(torna ad aggrapparsi alle natiche di lui, a venirgli incontro con il proprio bacino)
scopami ancora, è bellissimo, fammi sentire di nuovo il tuo piacere …&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il giovane la prende in parola.
Non è nemmeno sicuro di come abbia potuto mantenere l&#39;erezione anche dopo l&#39;ejaculazione,
anche dopo le lacrime sul viso di lei:
forse l&#39;eccitazione estrema, forse l&#39;ano della compagna che le stringe la base del pene,
forse una combinazione delle due cose, forse chissà cos&#39;altro,
si trova senza difficoltà pronto a continuare.
Scivola verso fuori,
la stimolazione del retto della compagna amplificata dal recente orgasmo;
un lungo gemito di {lei} accompagna il suo movimento,
seguito da un sussulto quando lui torna ad affondare in lei;
riprende ad uscire, arrivando a sentire l&#39;anello dell&#39;ingresso strozzargli il pene subito sotto il glande,
per poi tornare a penetrarla fino all&#39;elsa.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: come ti piace di piú? Cosí (affondato dentro di lei, prova a stuzzicarle la zona che l&#39;aveva fatta impazzire prima)
o cosí (scivola di nuovo indietro, con il glande di nuovo a schiuderle l&#39;anello dall&#39;interno, ma senza andare oltre,
oscillando lí)&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: ah cazzo è bellissimo anche cosí … mi piace quando entri tutto, ma qui è …&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Chiude gli occhi, comincia a roteare il bacino con piccoli movimenti, accompagnando il gioco del compagno,
prima di riprendere&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: è stranissimo, mi sento … ah, è … straordinario … mi sento … ah …
come se … stessi … cavalcando … l&#39;onda …&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La giovane inarca la schiena, e {lui} si ritrova sotto gli occhi il seno di lei,
i capezzoli sporgenti, duri come noccioli.
Si china a prenderne uno in bocca, umettandolo, poi l&#39;altro, succhiandolo dolcemente;
si libera una mano, per solleticare il capezzolo libero,
ed un istante dopo sente le familiari contrazioni dell&#39;orgasmo di {lei},
che stavolta accompagna, scivolandole lentamente nelle profondità del retto,
e lasciandosi guidare dal piacere di lei al proprio orgasmo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: ba… basta (gli allontana la testa dal seno) è tro…ppo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} le cerca la bocca con la propria, in un lungo gioco di lingue che dura
finché non sente le proprie pulsazioni scemare,
finché i loro respiri scemano l&#39;affanno, restituendo loro la parola;
eppure ancora l&#39;ano della giovane gli stringe la base del pene, lo costringe a mantenere un&#39;erezione,
e l&#39;avvolgente sensazione del retto di lei continua a stimolarlo, dandogli i brividi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: sei venuto di nuovo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} la bacia.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: mi piace venirti sul cazzo. E mi piace sentirti venire dentro di me.
E sentirti venire mentre venivo … è stato divino.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} la bacia.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: è ancora duro.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: te l&#39;ho detto, dentro di te ci potrei restare tutta la notte.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (ridacchia, con un altro sospiro per controllare gli strascichi dell&#39;affanno di prima)
e puoi farmi venire di nuovo cosí?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: non lo so, ma possiamo riprovare.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei} lo sente nuovamente scorrere verso fuori. Un brivido di piacere le attraversa il corpo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (bisbiglia) seriamente, come fai ad avercelo ancora cosí duro …&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: davvero non hai idea di quanto sei attraente.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (volta il capo di lato) smettila.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Lui torna ad affondarle dentro, causandole un nuovo sussulto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: ti piace? ({lei} annuisce, chiudendo gli occhi) anche a me. Non sei solo bellissima fuori,
starti dentro è un&#39;oceano di sensazioni erotiche da far perdere la testa
(torna a scivolare verso fuori) dubito mi si ammoscerà finché rimango dentro di te.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (porta la mano alla bocca, emula un tono da annunciatrice radiofonica) se i sintomi persistono
per piú di 24 ore, consultare un medico.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La battuta è talmente ben riuscita che scoppiano entrambi a ridere, dopo uno sbuffo per cercare di trattenersi.
È una risata che ha qualcosa di isterico, liberatorio.
{lui} scivola fuori dalla propria compagna, sollevandosi a sedere sui talloni, sempre ridendo,
portando una mano al viso, pizzicandosi la base del naso, gli occhi chiusi.
{lei} si solleva a sedere, continuando a ridere, chiedendo scusa ripetutamente.
Poi, improvvisamente, {lei} tace, un suono gutturale di sorpresa le sfugge dalla gola,
scatta in piedi e corre via.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} la segue con lo sguardo, stupito.
Tenta una domanda per chiedere cosa stia succedendo, ma non riceve risposta.
Si alza per seguire la giovane, ma lei si è chiusa in bagno, e lui esita;
non è sicuro che siano già arrivati ad una intimità tale da potersi permettere
di entrare.
Esita un attimo fuori dalla porta, poi torna in camera a sedere sul letto.
Si guarda attorno distrattamente,
il pensiero ancora rivolto, con un fondo di preoccupazione, ad {lei} ed alla sua piccola fuga.
Gli cade l&#39;occhio sul cassetto ancora aperto; non resiste alla curiosità, si sporge a guardare,
intravedendovi conferme &lt;!-- dildo anale--&gt;di sospetti che gli erano venuti sentendola parlare dei proprî desideri
o del proprio essere pronta, e scoprendovi indizi &lt;!-- manette --&gt;di altre o future possibilità.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Torna a sedere composto, senza riuscire a nascondere un sorrisetto, subito cancellato dal ritardo nel ritorno di {lei}.
Si alza di nuovo, raggiungere la porta del bagno.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: tutto bene?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il sospiro rassegnato di {lei} è talmente profondo da essere udibile anche attraverso la porta.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: Sí, sí, sto uscendo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Passa ancora qualche secondo, e finalmente la porta si apre. {lui} ha fatto un passo indietro aspettando,
ed ora la compagna lo raggiunge, e timidamente poggia la fronte contro il suo petto, lo sguardo basso.
Il giovane la abbraccia, incerto, sente le spalle di lei tremare. Sta piangendo? Sta ridendo?
Sempre piú confuso, le porta una mano al mento, le solleva il viso. {lei} sta ridendo.
{lui} è piú sereno, ma non meno perplesso.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: tutto OK?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Lei distoglie lo sguardo, gli prende la mano, lo conduce in bagno, verso la doccia.
Lo spinge dentro, lo segue, sempre il silenzio, apre l&#39;acqua dal flessibile, tenendolo in mano per regolare la temperatura,
quindi sciacqua il corpo di lui, e poi il proprio, prima di chiudere l&#39;acqua.
Sempre in silenzio, prende ed insapona la spugna, e comincia a passarla sulle spalle del compagno,
sulla sua schiena, sul petto, sulle braccia.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Quando arriva al bacino, si ritrova in mano nuovamente l&#39;erezione del compagno.
Si occupa con cura anche di quella, con gesti che sono a metà tra l&#39;igiene e la masturbazione,
poi passa oltre, alle gambe, ai piedi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Si rialza, comincia ad insaponare il proprio corpo, ma {lui} le prende di mano la spugna,
e ripete su di lei i gesti che {lei} ha compiuto con lui.
Quando arriva all&#39;erezione della compagna, però, lei gli volta la schiena,
accompagnando il movimento con un secco diniego verbale.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} sospira, ma non insiste;
completa l&#39;abluzione del copro della giovane, quindi riapre l&#39;acqua e comincia a sciacquarle il corpo.
{lei} si china in avanti, offrendogli le proprie natiche;
il giovane insiste su di esse, passa la mano libera nella fessa tra i glutei della compagna,
dapprima superficialmente, poi piú a fondo, trovandole l&#39;ano con le dita, massaggiandolo senza penetrarla.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: l&#39;acqua non è un buon lubrificante.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Con nonchalance, il giovane finisce di sciacquare il copro della compagna, poi il proprio, e finalmente la invita ad uscire dalla doccia.
{lei} raggiunge il mobile accanto al lavandino, e lo apre per frugarvi dentro alla ricerca di un asciugamano,
abbassando il busto e mantenendo le gambe tese e leggermente divaricate durante l&#39;operazione.
A {lui} non sfugge la messa in mostra, a le si avvicina, prendendole i fianchi, insinuando la propria erezione tra i glutei della compagna,
che nel frattempo ha trovato un asciugamano e glielo porge, sollevandosi solo quel tanto che basta per poggiarsi al mobile,
facendo ondeggiare il bacino a segnalare apprezzamento per l&#39;iniziativa del giovane.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} finge di non cogliere l&#39;invito, e provvede piuttotosto ad asciugare il proprio corpo, almeno superficialmente,
poi quello della compagna, la schiena, i finachi, le natiche.
Quando si china ad asciugarle le gambe ed i piedi, non gli sfugge che la giovane torni a nascondersi il sesso con una mano.
Sospirando, si rialza.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: puoi dirmi almeno cos&#39;è successo?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei} riprende a ridere. Si rialza, subito imitata dal compagno, e torna a nascondere il viso contro il petto di lui.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: be&#39;?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: non lo immagini?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: sinceramente mi sono un po&#39; preoccupato.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Scuotendo il capo, la giovane torna a frugare nell&#39;armadietto, prendendo un phon, e poi nella specchiera, per prendere una spazzola.
Comincia con &lt;em lang=&#39;fr&#39;&gt;nonchalance&lt;/em&gt; ad asciugarsi e spazzolarsi i capelli.
{lui} si poggia contro l&#39;armadietto, braccia incrociate al petto,
ma ogni volta che il suo sguardo incontra quello di {lei},
ella scoppia a ridere, volgendosi dall&#39;altra parte.
Disperato, lui ripete quel gesto di pizzicarsi la base del naso ad occhi chiusi.
Torna a guardarla.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: va bene, ho capito che non è qualcosa di cui preoccuparsi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei} scuote la testa, ma non risponde.
Anche quando non ride, il sorriso stampato sul suo viso sembra controllato,
come se anche solo accennare ad aprire la bocca dovesse portarla ad una piena risata.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: ma non puoi dirmi cos&#39;è.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei} fa spallucce. Soddisfatta dell&#39;asciugamento e spazzolamento dei capelli,
ripone la spalla, ripiega il filo del phon con deliberata cura, ma prima di chinarsi a conservarlo,
si avvicina all&#39;orecchio di lui.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (bisbigliandogli all&#39;orecchio) tutto ciò che entra deve pure uscire.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La rivelazione fa letteralmente cascare le braccia a {lui},
come se i muscoli che le tenevano incrociate sul suo petto perdessero improvvisamente tutto il tono.
Alzando lo sguardo al cielo, il giovane si allontana dal mobiletto, e dirigendosi verso la porta del bagno
solleva le braccia in un gesto di resa.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Posato il phon, {lei} lo raggiunge, sospingendolo verso la stanza da letto.
Quando lui si volta per sedersi sul bordo, lei lo spinge giú, gli si sdraia nuovamente sopra,
ma lui la sospinge di lato, per potersi piú agevolmente sdraiare comodo.
Lei si stende allora accanto a lui, catturando il suo sguardo con il proprio,
salvo poi distoglierlo velocemente.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: sarà sempre cosí, temo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: okay, basta saperlo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Lei le carezza il petto distrattamente.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: davvero non ti dispiace?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il giovane scuote la testa, un gesto deciso, poi si ferma, come colto da un pensiero,
e dopo qualche secondo di esitazione, ribatte:&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: lo sai cosa mi dispiace veramente?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La carezza di {lei} si ferma. Lo guarda negli occhi, ma nuovamente distoglie subito lo sguardo,
e stavolta si gira, dandogli le spalle.
Lui si volta sullo stesso fianco, avvicinandosi a lei, insinuando un braccio sotto il cuscino
per poterla abbracciare, cingendola con l&#39;altro, cercando le mani di lei,
intrecciando le proprie dita alle sue.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: non mi hai nemmeno fatto parlare.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: so già cosa vuoi dirmi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: chiederti.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei} sbuffa, e tra loro scende nuovamente il silenzio, anche se continuano a giocare con le mani,
lasciando scorrere le dita dell&#39;uno contro quello dell&#39;altra, ad intrecciarle e slegare,
carezzandosele vicendevolmente.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: (con un sospiro di apertura) capisco che tu non ne voglia parlare,
che sia … difficile, imbarazzante, non so …
ma … non pensi che dovremmo?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei} non risponde subito, ma le sue mani non si fermano. Poi:&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: non c&#39;è nulla di cui parlare (pausa) che cosa … (pausa)
a cosa dovrebbe servire parlarne?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: {lei} (lui non può vederla, ma ella chiude gli occhi)&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei} si proietta in avanti, e per un attimo {lui} teme che caschi dal letto,
ma lei prontamente si alza a sedere, divincolandosi dal suo abbraccio,
e poi in piedi, allontanandosi di due passi, sempre volgendogli le spalle.
Lui si alza con calma, la raggiunge, torna ad abbracciarla.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: so cosa stai per dire. (Lui aspetta, lei continua)
Che se non avessimo parlato non saremmo qui cosí ora.
Avremmo continuato a girarci intorno.
(prova ad allontanarsi di nuovo, lui scioglie l&#39;abbraccio con cui la tiene)
Per colpa di quella tua stupida battuta … (si ferma con un singulto)&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: (la raggiunge di nuovo) io sono felice di quello che è successo stanotte
(torna ad abbracciarla) sono felice di aver chiarito, di aver saputo
(poggia la fronte contro la testa di lei)
mi è sembrato che lo fossi anche tu …
({lei}, in un bisbiglio appena udibile, affannoso: «lo sono»)
e vorrei che fosse … &lt;em&gt;l&#39;ho letto&lt;/em&gt; come se fosse un inizio.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (sarcastica, pur con la voce anche rotta) e di questo non senti di dover parlare?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: (serio, ma non offeso) no (esita) no, perché sento la …
come tu sapevi ciò che io stavo per dire,
mi pregio di aver saputo la comunità di intenti tra noi,
l&#39;ho letta nelle tue parole prima, nella tua cura dopo.
E sento anche la tua ansia, il tuo timore che possa saltare tutto all&#39;improvviso.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (la voce le esce in un soffio) e allora perché vuoi …&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: perché sono qui, e vorrei restare qui, con te, finché tu mi ci vorrai, con te.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei} si divincola di nuovo, torna a sdraiarsi a letto, sempre volgendogli le spalle.
Lui la segue, con pazienza, le si sdraia dietro, torna ad abbracciarla come prima,
sente le mani di lei cercare le sue.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: è un ricatto?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} le tira una piccola testata.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: non lo dire neanche per scherzo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: e allora cosa vuoi?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: io vorrei … che tu non avessi piú paura; che non continuassi a nasconderti,
a sfuggire; vorrei che almeno con me ti riuscissi a sentire … libera,
&lt;em&gt;completa&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: smettila.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Cade di nuovo il silenzio tra loro, un silenzio prolungato in cui lei smette pure di giocare con le dita di lui.
Alla fine lei trova il coraggio di chiedere:&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: perché sei cosí … ossessionato da … (si ferma, riformula)
sei maschio?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: sí.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: etero?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: (la risposta stavolta è strascicata, con un crescendo finale, quasi interrogativa) ssssí?
(al silenzio di lei, continua) non ho mai provato attrazione fisica per altri maschi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: e allora perché questa ossessione con il mio cazzo?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: (sospira, ma non esita a rispondere) non mi interessa il tuo sesso perché è un pene.
Mi interessa perché è il &lt;em&gt;tuo&lt;/em&gt;. &lt;em&gt;Sesso&lt;/em&gt;.
Mi interessa perché non voglio che ti nasconda da me.
Mi interessa perché voglio darti piacere in ogni modo possibile.
Se tu fossi …
Se tu avessi la patata, avresti cercato di nasconderla?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: no.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: mi avresti permesso di carezzarti, di masturbarti&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (la voce di lei comincia a tremare) sí.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: mi avresti permesso di leccarti?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: smettila.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: il tuo cazzo (la sua mano scende fino a trovare l&#39;erezione di lei,
con la mano a coppa racchiude i testicoli di lei, come a prenderne il controllo,
stendo il pene di lei vibrargli contro il braccio che ora lo copre)
è una zona erogena? Ne gradisci la stimolazione?
(gioca con il polso contro la carne pulsante di lei)&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: smettila!&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei} prova a divincolarsi, ma lui la riprende,
e trasforma il mezzo tentativo di fuga di lei in una torsione,
facendola girare verso di sé.
{lui} si trova davanti il viso di lei, stravolta da un misto di rabbia e di paura,
le lacrime agli occhi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (con rabbia) Lasciami. In. Pace. (poi implorando) Per favore?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: va bene.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: per favore.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: scusami, ho esagerato.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei} (china lo sguardo) lasciami almeno questo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: perdomani. Non volevo farti violenza.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: no! Non è … (pausa) perché sei cosí (pausa)
non puoi essere meno … (pausa)
come fai ed essere cosí … tranquillo,
cosí … comprensivo … non … è come se non …
non mi sento nemmeno … non mi sento nemmeno me stessa
quando fai cosí.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: non sto …&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: no, aspetta, zitto. È proprio questo il punto.
Non stai. È come se … è come se non avesse …
come se il modo in cui sono non avesse nessuna importanza.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: perché non ha …&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: come &lt;em&gt;cazzo&lt;/em&gt; fai a dire che non ha nessuna importanza.
Sarebbe stata la stessa cosa se avessi avuto la fica?
Per te non sarebbe cambiato niente?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Sospirando, {lui} si sdraia sulla schiena.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: quando arriviamo a questo, improvvisamente parliamo due lingue diverse.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (sollevandosi a quattro zampe per poterlo guardare in faccia, incombendo sopra di lui)
sarebbe stato diverso?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: (quasi con rabbia, in un crescendo non solo vocale) certo che sarebbe stato diverso! In un sacco di cose.
Chissà grazie a cosa avremmo rotto il ghiaccio e ci saremmo convinti a dichiararci l&#39;un l&#39;altro.
Non avremmo speso non so quanto tempo a parlare —tu— di quanto non fossi la persona giusta per me.
O magari l&#39;avremmo fatto lo stesso, chi lo sa, sulla base di qualunque altro aspetto del tuo fisico o della tua personalità.
Avremmo fatto sesso diversamente.
Magari ti saresti lasciata masturbare da me, o leccare, o entrambe le cose.
Avremmo fatto del tradizionale sesso pene-in-vagina, e magari la tua preparazione sarebbe stata avere una scatola di preservativi
nel comodino invece del lubrificante.
O magari mi avresti comunque dato il culo, perché ti piaceva o perché pensavi che mi potesse piacere o perché non avevamo preservativi
o per chissà quale altra infinità di motivi.
E soprattutto &lt;em&gt;ora&lt;/em&gt; non staremmo a discutere del fatto che del fatto&lt;!--ripetizione voluta --!&gt;
che tu abbia il cazzo a me &lt;em&gt;non fotta un cazzo&lt;/em&gt;,
a questionare sul fatto che la cosa non mi disturba quanto pensavi che la cosa dovesse disturbarmi!&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Parlando, {lui} si è progressivamente sollevato a sedere, mentre {lei} si è ritratta,
quasi offesa dalla sua tirata. Si trovano ora faccia a faccia,
lui seduto, lei in ginocchio, leggendovi l&#39;un l&#39;altra un&#39;ostilità reciproca
involontaria quanto forse inevitabile.
{lei} si alza, spingendo il proprio pube contro il viso di lui&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: non ti interessa? Toh, tutto tuo, fanne quello che vuoi!&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} volta la testa, la spinge via, ma subito dopo la riafferra,
vedendola vacillare in un precario equilibrio,
e la tira a sé, portandola a sedere sulle sue gambe incrociate,
abbracciandola, stringendola al proprio petto.
Sente il cuore di lei battere all&#39;impazzata, il respiro affannato.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: scusami. Scusamiscusamiscusami. Non voglio … è venuto tutto sbagliato,
non era un rimprovero, non era un&#39;accusa,
Non ho … io so che hai vissuto una vita d&#39;inferno per quello che sei, per come sei,
e non ho nessun diritto di pronunciarmi sul modo in cui ti senti di affrontarlo.
Vorrei … vorrei solo che con me tu ti sentissi … libera da tutto questo.
E lo so che non posso pretendere nulla,
meno che mai ora che stiamo appena cominciando,
entrando in confidenza.
Non oso nemmeno immaginare questa serata … quanto sia stata … sconvolgente per te,
quanto ti sia costato … aprirti a me, rivelarti per quello che sei, per come sei,
ed io sono … sono veramente felice che tu l&#39;abbia fatto,
che tu abbia deciso di … dididi … di rendermi partecipe della tua vita in questo modo,
fino a questo punto.
E non posso né voglio forzarti a … a darmi di piú di quello che ti senti di darmi.
Ma voglio che tu sappia che … che non c&#39;è parte di te che mi possa allontanare,
non c&#39;è parte di te di cui ti debba vergognare, che tu mi debba nascondere per …
per paura della mia reazione, che desidero restare con te in quanto te,
non nella misura in cui tu sia … adere ad un&#39;ideale, un immaginario, un …
(sospira)
Voglio che tu sappia che tu non sei sbagliata, che …
che non c&#39;è nessun “come dovrebbe essere”,
le difformità dal quale vadano … evitate, nascoste.
Io … io non so veramente come tu vivi la tua … la tua natura.
Non lo so ancora, e forse non lo saprò mai veramente.
Non riesco … non ho un punto di confronto.
Ed anche quello che ti ho detto prima è tutto sbagliato.
Se … se avessi subito una mastectomia, e non fossi stata a tuo agio
con il tuo seno, che diritto avrei avuto io a … a forzarti ad esporlo,
a farti toccare?
Ma anche se avessi avuto la fica, non è detto che mi avresti lasciato toccarla,
o leccarla, o anche solo farmela vedere, per pudore o per qualunque altro motivo.
E non sarebbe stato giusto da parte mia insistere piú di tanto,
se tu non avessi voluto.
(pausa)
Ho sbagliato tutto, perdonami.
Ma se e quando vorrai, sappi che non è per … per un mio rigetto,
o per una tua presunta difformità, che devi nasconderti da me.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Scende un silenzio prolungato tra loro. Rimangono fermi,
in quella arraffazzonata posizione del loto,
ascoltando i reciproci respiri,
sentendo i reciproci battiti tornare alla normalità.
È lei, infine, ad interrompere il silenzio,
senza sollevare il capo, rimasto tutto il tempo poggiato contro il petto di lui.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: “come dovrebbe essere” (pausa) davvero ho detto cosí?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: (sospira) non lo so, forse non con queste parole,
ma … è quello che ho sempre sentito che tu cercassi di dire.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Pausa.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: è vero. (pausa)
Volevi sapere perché non … perché continuo a nascondermi, a …
perché cerco di evitare che … ({lui} grugnisce un assenso)
Non volevo che tu mi ponessi la domanda direttamente.
Non … non volevo risponderti, perché … perché questo è esattamente quello che ti avrei detto.
“Non è come dovrebbe essere.”
E tu non …
(si ferma, sospira)
Lo so che è scemo, ma io continuo a … continuo a sentire, a pensare che …
sarebbe tutto piú semplice se … se tu non fossi cosí …
cosí … aperto, cosí tollerante, cosí …
(sospira)
va bene, non sarebbe piú semplice, sarebbe … sarebbe stato odioso,
insopportabile, sarei stata malissimo, ma …
non sentirei ora questo … questo groppo qui
(gli prende un braccio, si porta la mano di lui al petto)
sempre, costantemente, aspettando che tutto esploda.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Raddrizza il busto di colpo, con un altro sospiro.
Si divincola dal suo abbraccio, voltandosi, per poi tornare a sdraiarsi contro di lui,
stavolta dandogli le spalle.
{lui} torna ad abbracciarla, ed aspettano cosí, nuovamente in silenzio, non si sa bene cosa.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: almeno non fumi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei} scoppia a ridere.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: no, sono serio. Quello mi avrebbe fatto andare in bestia.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: sei uno scemo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Scende ancora il silenzio.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: non è giusto però.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: cosa.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: tu conosci il mio piú grande segreto, io non ho nulla di compromettente su di te.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: hai ragione.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Silenzio.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: è tutto quello che hai da dire?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: stavo pensando. Non mi viene in mente niente.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei} solleva lo sguardo, cercando invano di incrociare quello del compagno.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: no, sono serio, non mi viene in mente niente.
Credo di essere la persona piú noiosa di questo mondo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: non ci credo. Nessun segreto? Nessun feticcio imbarazzante?
Nessuna abitudine socialmente inaccettabile?
Tipo, che so, ti scaccoli e spalmi le tue caccole sopra i tavoli dei ristoranti?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} ride.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: su, un piccolo sforzo, qualcosa c&#39;è sicuramente.
Dopo tutto, conosci un segreto mio che può rovinarmi la vita.
Posso contare sulle dita di una mano le persone che hanno questo potere su di me.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: (inclina la testa di lato, cercando invano lo sguardo di lei) io, i tuoi?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: l&#39;endocrinologo che mi segue, e sua figlia.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: e gli ufficiali dell&#39;anagrafe, i medici di prima …&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: no, quelli non li conto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: oh. (pausa) Sua figlia?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: nonché segretaria e … assistente? infermiera?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: ah.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: è l&#39;unica persona della nostra generazione a sapere. (pausa)
È stata un po&#39; la mia salvezza, mi ha … mi ha aiutato molto a …
a costruirmi la nuova vita.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: immagino sei in buoni rapporti anche con il dottore.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (annuisce) molto diverso dagli altri.
Mi ha … ascoltato, non ha … deciso niente, semplicemente …
per tenermi sotto controllo, per aver certezza che non ci sia nulla di …
di anomalo, ogni sei mesi, faccio delle analisi.
Non … dopo la mia esperienza precedente, non avrei mai immaginato che …
che potesse essere cosí … semplice.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: sei mesi?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: be&#39;, sí, ora sí. Dapprima ha voluto stabilire una …
&lt;em lang=&#39;en&#39;&gt;baseline&lt;/em&gt; della mia situazione ormonale,
per … per qualche mese, in maniera … continuativa.
Ed ora sono solo dei … controlli periodici.
E sono solo &lt;em&gt;analisi&lt;/em&gt;.
Lo so che sembra una sciocchezza, ma il fatto che sia solo …
solo questo, che non mi venga … imposto nulla, solo …
solo controllato il mio stato di salute,
tenendo conto del … della mia … anomalia …&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui} annuisce, non dice nulla.
Ascolta le parole di {lei}, e con esse la sua crescente rilassatezza.
Sentire che anche al di fuori della sua famiglia la giovane abbia comunque trovato
qualcosa che le possa dare se non conforto almeno un po&#39; di serenità
dà anche a lui un senso di tranquillità.
Immagina che questo endocrinologo possa avere anche interessi ulteriori,
non foss&#39;altro che la curiosità scientifica di un caso come quello di {lei},
ma il fatto che questo venga fatto mantenendo il dovuto rispetto per l&#39;aspetto umano della paziente
è rassicurante.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: e la figlia?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: {amica}. Quando sono andata a parlare con il medico la prima volta,
mi ha chiesto se mi sarei sentita piú a mio agio a parlarne con lei, piuttosto.
Io stessa ero incerta, ed alla fine ho raccontato la mia storia
alla presenza di entrambi, ed anche se lei ha cercato di nasconderlo,
non ho potuto fare a meno di notare la sua … rabbia a sentire del mio passato con i medici di prima.
È stata sempre molto gentile con me, anche se all&#39;inizio la sua … espansività mi metteva molto in imbarazzo.
(pausa)
All&#39;inizio la nuova vita per me non è stata facile,
ho avuto momenti … molto difficili.
L&#39;ho cercata, come lei stessa mi aveva … si era detta disponibile.
Mi è stata di conforto, di aiuto.
Ha la stessa capacità di ascoltare del padre, senza giudicare,
ed era quello di cui avevo bisogno.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Dopo un lungo silenzio, la giovane riprende&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: è stata lei a suggerirmi il tango.
Io sinceramente all&#39;inizio ero … incredula.
Mi sembrava una pazzia.
Lei ha insisto che mi avrebbe aiutato a … a sentirmi piú … piú me.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: piú donna.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: sí, probabilmente è questo che intendeva.
Per socializzare ci sarebbero state anche altre opportunità,
circoli di lettura, di giochi da tavola, cineforum,
ma sul tango lei ha veramente insistito.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: dovrò trovare modo di ringraziarla.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: scemo. Ma te la farò conoscere.
Fuori dal giro del tango è praticamente l&#39;unica persona con cui sono in confidenza.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Scende fra loro nuovamente il silenzio, e stavolta è lui a romperlo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: mi succhio ancora il pollice.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Lei si volta di scatto, staccandosi da lui per poterlo guardare in faccia.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: volevi un segreto imbarazzante su di me, ora lo sai.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ridacchiando, {lei} torna a sdraiarsi con le spalle contro il suo petto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: non ero seria.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: ma è vero che non era giusto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (scuote il capo) e non è nemmeno un segreto cosí drammatico.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: be&#39;, non è …&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: lo so che non mi crederai, ma ho una collega all&#39;università cosí.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: cosí come, si succhia il pollice?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: già, quando si concentra, ad esempio durante gli esami.
La prima volta ha lasciato tutti abbastanza di stucco,
ma lei non ha fatto una piega, non ha nemmeno provato a difendersi o giustificarsi,
come se fosse un tic normalissimo, come grattarsi il naso o pizzicarsi l&#39;orecchio.
Qualcuno ha provato a farle una mezza battuta,
ma lei l&#39;ha stroncato rinfacciandogli il fumo.
(si volta a guardare in su verso {lui})
Quindi mi dispiace, ma se volevi bilanciare non ci sei riuscito.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: be&#39;, &lt;em&gt;io&lt;/em&gt; preferirei che di me non si sapesse.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: va bene, non lo dirò a nessuno. (pausa)
Adesso che me l&#39;hai detto lo farai anche davanti a me?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: è probabile.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei}: (solleva ancora lo sguardo verso di lui, sorridendo) grazie.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lui}: è piú per la mia pace che per la tua.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{lei} risponde con una linguaccia, poi torna a guardare avanti.&lt;/p&gt;
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