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	<title>Darwinismo, giudizi, qualit&#xE0; e trascendenza</title>

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	<author><name>Oblomov</name></author>






	<category term="cristianesimo" />

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	<updated>2024-07-27T23:03:59Z</updated>
	<published>2008-12-12T15:19:00Z</published>


	<content type="html" xml:lang="en">
	&lt;p&gt;Uno dei più grandi mutamenti filosofici indotti dalle teorie
evoluzionistiche (spesso riduttivamente esemplificate con il darwinismo,
a cui va comunque il merito del ‘salto concettuale’ dal
microevoluzionismo al macroevoluzionismo ed alla speciazione, benché
Darwin stesso non avesse un&#39;approfondita comprensione di quest&#39;ultimo
meccanismo) è quello di aprire la strada ad una concezione della qualità
(nel senso comparativo di migliore/&lt;wbr/&gt;peggiore) che è integralmente &lt;em&gt;a
posteriori&lt;/em&gt;, nonché &lt;em&gt;funzionale&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;contestualmente limitata&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il risultato dell&#39;evoluzione è &lt;em&gt;sempre&lt;/em&gt;, in un certo senso per
definizione, &lt;em&gt;migliore&lt;/em&gt; di ciò che l&#39;ha preceduta: il rigidissimo
(benché statistico) criterio selettivo della sopravvivenza del più
adatto non lascia spazio (sul lungo periodo) ad eccezioni di sorta.
Ovviamente la più alta qualità &lt;em&gt;globale&lt;/em&gt; di una specie lascia spazio ad
interessanti contraddizioni rispetto ad una valutazione aprioristica: ad
esempio, gli esseri umani sono meccanicamente poco adatti al
bipedalismo, ma poiché proprio questo ci ha liberato gli arti superiori
rendendoli disponibili per l&#39;uso e la creazione di strumenti (in nostro
punto di forza, &lt;a href=&quot;https://wok.oblomov.eu/riflessioni/artifex/&quot;&gt;come ho già detto&lt;/a&gt;), ci ritroviamo in
condizioni meccanicamente non ideali, ma in cui il bilancio di vantaggio
e svantaggi è comunque positivo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Un altro aspetto non indifferente dei meccanismi evolutivi è che essi
conducono tendenzialmente verso un aumento della complessità,
probabilmente perché maggiore complessità dà maggiori speranze di
sopravvivenza, almento entro certi limiti di bilanciamento (ovvero
finché la complessità sia in grado di mantenersi e non si sgretoli
schiacciata dal proprio metaforico peso): se consideriamo ad esempio che
i nostri mitocondri hanno un loro codice genetico che è ben distinto dal
nostro, verrebbe da sospettare che essi fossero in origine una specie a
sé stante (e se lo fossero ancora? non si potrebbe persino mettere in
dubbio l&#39;idea della nostra individualità, come se fossimo (e con noi
quante altre specie animali?) qualcosa come un formicaio, ma talmente
più complesso da prendere coscienza?) sopravvissuta facendosi assorbire
in qualcosa di ben più complesso.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;L&#39;uomo, per contro, soprattutto per quanto riguarda le proprie attività
(fisiche o sprituali che siano) ha una forte tendenza ad intendere la
qualità in senso molto più aprioristico, nonché frequentemente
pregiudiziale, seguendo meccanismi psicologici che si manifestano
talvolta paradossali, quando non addirittura perversi. Inoltre,
soprattutto in certi campi, tende a prediligere una certa semplicità, o
quanto meno un certo ordine, ad una caotica complessità.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;In matematica, per dire, si preferisce cercare di ridurre il numero di
ipotesi necessarie ad enunciare una certa tesi; e nel valutare la
qualità di una dimostrazione si preferisce l&#39;eleganza della semplicità
piuttosto che dispendiosi barocchismi. Leggendo ad esempio i primi
cinque postulati di Euclide (e ricordando che ciò che l&#39;autore greco
chiamava ‘retta’ la geometria moderna chiama ‘segmento’):&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;Tra due punti qualsiasi è possibile tracciare una ed una sola retta.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Si può prolungare una retta oltre i due punti indefinitamente.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Dato un punto e una lunghezza, è possibile descrivere un cerchio.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Tutti gli angoli retti sono uguali.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Se una retta che taglia due rette determina dallo stesso lato angoli
interni minori di due angoli retti, prolungando le due rette, esse si
incontreranno dalla parte dove i due angoli sono minori di due retti.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;p&gt;si capisce subito perché ad Euclide quel quinto postulato non piacesse,
e perché egli cercò di usarlo soltanto quando ne fu costretto,
sviluppando le prime 28 proposizioni della sua &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Geometria%20euclidea&quot;&gt;Geometria&lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;https://wok.oblomov.eu/tag/qualit%C3%A0/#fn:geometria&quot; id=&quot;fnref:geometria:1&quot; title=&quot;see footnote&quot; class=&quot;footnote&quot;&gt;1&lt;/a&gt; tenendosene ben lontano.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;In effetti, anche la ricerca della semplicità e dell&#39;ordine sono
funzionali. In matematica ad esempio più è semplice una dimostrazione
più è difficile che nasconda subdoli errori; e più è semplice un
enunciato più è facile che sia applicabile. In una società, regole e
strutture ben definite e possibilmente semplici permettono a ciascun
individuo che vi appartiene di conoscere con precisione il proprio ruolo
e quindi (in teoria) di comportarsi di conseguenza facendo funzionare la
società stessa senza inceppamenti.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Almeno in teoria.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Guardando la storia delle società umane non è difficile notare un
andamento in un certo senso darwinistico, ad esempio nell&#39;aumento della
complessità, ovvero nella prevalenza di quelle società che hanno avuto
una maggiore capacità di acquisire risorse, se non sempre di sfruttarle
al meglio. E poiché da un punto di vista prettamente evoluzionistico
ogni mutamento che si impone è un
miglioramento&lt;a href=&quot;https://wok.oblomov.eu/tag/qualit%C3%A0/#fn:mutamentomiglioramento&quot; id=&quot;fnref:mutamentomiglioramento:1&quot; title=&quot;see footnote&quot; class=&quot;footnote&quot;&gt;2&lt;/a&gt;, le società contemporanee sono &lt;em&gt;a
posteriori&lt;/em&gt; “migliori” di quelle passate.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Tutto ciò ovviamente contrasta smaccatamente con la diffusa valutazione
dettata dai criteri del giudizio umano, che invece propende
frequentemente verso un nostalgico rimpianto di un passato raramente
reale, più spesso fittizio o quanto meno idealizzato e/o mitizzato
(probabilmente proprio per renderlo più appetibile), “età dell&#39;oro” in
cui si era vecchi a quarant&#39;anni, si moriva generalmente nel primo anno
di vita, le strade erano fogne e la &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Internet&quot;&gt;Biblioteca di
Babele&lt;/a&gt; era&lt;/p&gt;

&lt;blockquote markdown=&quot;1&quot;&gt;&lt;p&gt;solitaria, infinita, perfectamente inmóvil,
armada de volúmenes preciosos, inútil, incorruptible, secreta&lt;/p&gt;&lt;div class=&quot;translation&quot; markdown=&quot;1&quot;&gt;&lt;p&gt;solitaria, infinita, perfettamente immobile, armata di
volumi preziosi, inutile, incorruttibile, segreta&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;

&lt;div class=&quot;source&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.literatura.us/borges/biblioteca.html&quot;&gt;Jorge Luis Borges, &lt;em&gt;La biblioteca de Babel&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;

&lt;p&gt;nonché immaginaria: nostalgie che prendono varie forme, dal «&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=-Hpfn-fmzmg&quot;&gt;voglio
andare a vivere in campagna&lt;/a&gt;» alla celebrazione di tradizioni
varie nonché non più tali&lt;a href=&quot;https://wok.oblomov.eu/tag/qualit%C3%A0/#fn:talitradizioni&quot; id=&quot;fnref:talitradizioni:1&quot; title=&quot;see footnote&quot; class=&quot;footnote&quot;&gt;3&lt;/a&gt; (se mai lo sono state).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Sarà sicuramente una coincidenza che molte delle nostalgie che rientrano
della seconda esemplificazione mirino più che altro ad un periodo in cui
il nostalgico sarebbe appartenuto —almeno secondo la sua opinione— ad
una classe che godeva di certi privilegi di cui egli ormai non gode
(più): generalmente quello di potersi dedicare alla coltivazione dei
propri interessi perché altri provvedevano ai suoi bisogni, ovvero la
possibilità di agire in maniera sostanzialmente
&lt;a href=&quot;https://wok.oblomov.eu/riflessioni/fragile-liberta/&quot;&gt;arbitraria&lt;/a&gt; senza doversi preoccupare di
significative reazioni sociali. Dopo tutto, queste pigrizie e velleità
che hanno qualcosa di immaturo non sono l&#39;unica possibile causa: si
potrebbe anche supporre che semplicemente la maggior parte dei &lt;em&gt;peones&lt;/em&gt;
non abbia quella finezza spirituale necessaria per cogliere e prendere
coscienza del prezioso valore perduto nella progressiva decadenza di
&lt;em&gt;tempora&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;mores&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Resta il fatto che i “bei tempi andati” sono, per l&#39;appunto, andati: per
quanto fossero grandiosi e/o gloriosi e/o valorosi e/o altrimenti
migliori, hanno ceduto a ciò che li ha seguiti. Hanno &lt;em&gt;fallito&lt;/em&gt;. Così,
se &lt;a href=&quot;http://callemaipu994.spaces.live.com/&quot;&gt;qualcuno&lt;/a&gt; &lt;a
href=&quot;http://callemaipu994.spaces.live.com/blog/cns!5705391BB8D4624A!449.trak&quot;&gt;scrive&lt;/a&gt;:&lt;/p&gt;

&lt;blockquote&gt;
  &lt;p&gt;Per inciso, è chiarissima in Evola l’eco di una polemica anticristiana
  di origine romantico-nietzscheana: il cristianesimo, religione
  corrotta, tarda e inguaribilmente “semitica”, avrebbe svilito e
  fiaccato l’anima dei popoli ariani privandoli dell’iniziazione
  regale-guerriera, e con ciò consegnandoli al vampiresco dominio di
  vuoti preti spacciatori di un’innaturale mitezza.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;

&lt;p&gt;a me viene l&#39;impressione che i popoli ariani ci facciano una figura
piuttosto misera, ché nonostante la critica sia incentrata sulla
religione cristiana, i perdenti sono coloro che da essa si sono fatti
corrompere, svilire, fiaccare: verrebbe da pensare che un certo
complesso di superiorità sia per loro inevitabile, visto il loro
fallimento (banali e ben noti meccanismi di compensazione psicologica).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ora, se il realizzarsi dei Destini è inesorabile, e tutto ciò che
inesorabilmente si compie è Destino, è evidente che il subentrare, più o
meno subdolo o per contro più o meno violento, del nuovo al vecchio è
destino, del vecchio come del nuovo: il che non trattiene (né dovrebbe
né potrebbe trattenere) i paladini del vecchio dall&#39;auspicare un ritorno
dell&#39;oggetto della loro nostalgia; e benché non è da escludere che per
loro il sentirsi richiamare al (da loro ritenuto) superiore (ma
nonostante ciò, sconfitto) passato abbia già un forte valore, nel
momento in cui da questo loro sentire deriva un agire non più interno e
spirituale, ma esterno e concreto viene da chiedersi quanto possano
essere proficui (o vani) (oltre che vanesi) i loro sforzi restauratori.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Dopo tutto, finché si parla di tutto ciò che è spirituale ed astratto
non è difficile esprimere il proprio sentire senza tema di contrasto se
non dall&#39;eventualmente dissimile sentire di qualcun altro, essendo di
dubbie fondazioni e soprattutto scarsa validabilità sia l&#39;una sia
l&#39;altra tesi, come tutto ciò che è remoto tanto dal mondo sensibile
quanto da quello della logica, dominî dai quali non si può più
prescindere scendendo nel reale, dove sarà quindi più opportuna
un&#39;analisi più concreta, e pertanto evoluzionistica, dei processi che
hanno portato il nuovo a prevalere sul vecchio: perché il nuovo manterrà
il proprio dominio fintanto che le condizioni resteranno quelle che gli
hanno dato il vantaggio sul vecchio, o finché non emerga qualcosa di
ancora più nuovo (e che dal vecchio sarà ancora più remoto) che nel
medesimo o in un nuovo contesto abbia maggiori possibilità.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ovviamente, il sottoscritto è tutto tranne che uno storico delle
religioni, quindi se mi si chiedesse ad esempio quali possano essere
state le possibili cause dell&#39;affermazione del cristianesimo, potrei
farmi guidare solo dalle mie modestissime conoscenze di storia e del
cristianesimo stesso, cucendo il tutto con le mie tendenze alla
pragmatizzazione (detrascendentalizzazione) delle vicende umane.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;A mio parere si possono identificare almeno tre possibili motivazioni
dietro la forte presa che ebbe il cristianesimo delle origini: il suo
avere sostanzialmente un unico, semplice precetto (“amatevi l&#39;un
l&#39;altro”, con un &lt;em&gt;exemplum&lt;/em&gt; più o meno mitizzato); la rivalutazione
dell&#39;&lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/Underdog%20%28competition%29&quot;&gt;underdog&lt;/a&gt;, in senso sia
spirituale (poiché loro è il regno dei cieli) sia più terreno
(appartenenza comunitaria); una filosofia che negava al potere dell&#39;uomo
sull&#39;uomo ogni giustificazione trascendente (le prime comunità cristiane
erano democratiche e comuniste). La forte valenza rivoluzionaria, se non
addirittura sovversiva, di questi ultimi due aspetti spiega anche le
persecuzioni subite dai cristiani, ed in particolare il loro inasprirsi
proprio con l&#39;approssimarsi di uno dei più gravi &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Crisi%20del%20III%20secolo&quot;&gt;momenti di crisi dell&#39;impero romano&lt;/a&gt;, che invece favorì
notevolmente la diffusione del cristianesimo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Cinicamente ritengo però che il vero punto di forza del cristianesimo fu
il suo mutarsi paradossale ed ipocrita nel più astuto strumento di
potere: da un lato rimanendo allettante con le sue promesse per la
popolazione, dall&#39;altro diventando incontrastata giustificazione per
quel potere (spirituale e temporale) dell&#39;uomo sull&#39;uomo cui si opponeva
il messaggio originale; congiunto all&#39;assorbimento di miti e riti di
altre religioni che in quello stesso periodo trovavano il loro spazio
tra militari e governanti, questo fece di fatto del cristianesimo la
religione più adatta per ogni livello sociale, una forza che la rende
tutt&#39;oggi pressoché impossibile da scalzare, nonostante (se non ormai
proprio per) la chiara ipocrisia dei suoi sostenitori socialmente più
visibili (dalle gerarchie ecclesiastiche a larghe fette della politica).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;(Per inciso, proprio questo allontanamento del cristianesimo
‘ecclesiastico’ dal messaggio originario dovrebbe rendere quanto meno
problematico criticarlo: ci si riferisce al suo valore primitivo, o a
quello ben diverso che effettivamente ne garantì la predominante
diffusione nel mondo occidentale?)&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Se i preludi al crollo dell&#39;impero romano furono terreno fertile per lo
sviluppo del cristianesimo, ci si potrebbe chiedere cosa emergerà dalla
crisi del mondo occidentale (crisi che immagino pochi ormai non si siano
resi conto di stare vivendo). Personalmente, dubito che il troppo
impegantivo &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/razionalismo&quot;&gt;razionalismo&lt;/a&gt; (in una qualunque sua forma) possa
essere mai più che dominio di (relativamente) pochi, quindi mi resterà
la curiosità.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;In effetti, l&#39;imprevedibilità dell&#39;evoluzione (da cui per l&#39;appunto la
prevalenza del giudizio di qualità &lt;em&gt;a posteriori&lt;/em&gt; piuttosto che &lt;em&gt;a
priori&lt;/em&gt;) ovvero più in generale del cambiamento è probabilmente uno dei
principali motivi per cui molte filosofie che includono il trascendente
hanno capisaldi che pescano invece in punti fermi assoluti, cercando
origine o riferimento in qualcosa di aprioristico, universale, fisso,
immutabile, eterno, possibilmente unico, che va a contrapporsi
all&#39;esperienza sensibile che illustra un universo in continuo mutamento,
persino in ciò che le scarse conoscenze dell&#39;antichità portavano a
ritenere fisso ed immutabile (dalle montagne al pianeta stesso, dal sole
alle stelle più remote).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E se si considera che ogni mutamento è non solo la nascita del nuovo ma
anche la morte del vecchio, tanto più da vicino esso ci riguarda tanto
più ci ricorda, consciamente o inconsciamente, la più grande minaccia
alla nostra esistenza (ovvero la sua fine). Questo spiegherebbe
l&#39;inerzia non solo dei confronti dei mutamenti percepiti come
peggioramenti, ma anche nei confronti di quelli nei quali non si riesce
a vedere un vantaggio che compensi la perdita del vecchio: un egoismo
generico con picchi nella sua manifestazione suprema che è la difesa
della propria vita.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Le filosofie che si concentrano su assoluti spirituali esprimerebbero
allora nient&#39;altro che il bisgono dell&#39;uomo di avere un &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=D1401I4LFR4&quot;&gt;centro di
gravità permanente&lt;/a&gt;, un punto di riferimento fisso, &lt;em&gt;reale o
fittizio che sia&lt;/em&gt;, trascendente laddove l&#39;immanente ne neghi uno: un
bisogno che avrebbe come radice anche la paura della morte, nonché la
possibilità di scogliere i propri dubbi, di trovare quelle certezze di
base di cui la nostra capacità di esprimere giudizi a priori
(indipendentemente dalla validità dei giudizi stessi) ha bisogno.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Forse, tutt&#39;altro che eterno e modello astratto ed irragiungibile
dell&#39;universo sensibile, il mondo dello spirito è nato con la necessità
(e la capacità) dell&#39;uomo di nascondersi dalle proprie paure: un inganno
necessario per vivere e sopravvivere in una realtà per la quale non
siamo nulla di speciale, in attesa sola di un nuovo che ci soppianti.&lt;/p&gt;

&lt;!-- Canale: CULTURA --&gt;

&lt;div class=&quot;footnotes&quot;&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;ol&gt;

&lt;li id=&quot;fn:geometria&quot;&gt;&lt;p&gt;Per inciso, la didattica moderna utilizza spesso al posto
dell&#39;enuncianto suesposto l&#39;alternativo postulato di Playfair «data una
retta ed un punto esterno ad essa, esiste una ed una sola retta passante
per quel punto e parallela alla retta data» che a rigore non è
strettamente equivalente a quello di Euclide, ma tiene conto di alcuni
impliciti assunti che Euclide fece nelle proprie dimostrazioni.&lt;a href=&quot;https://wok.oblomov.eu/tag/qualit%C3%A0/#fnref:geometria:1&quot; title=&quot;return to article&quot; class=&quot;reversefootnote&quot;&gt;&amp;#160;&amp;#8617;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li id=&quot;fn:mutamentomiglioramento&quot;&gt;&lt;p&gt;In realtà l&#39;evoluzionismo concepisce anche i
cosiddetti mutamenti &lt;em&gt;indifferenti&lt;/em&gt;, ovvero che non dànno alcun
beneficio, ma nemmeno fanno da ostacolo per la sopravvivenza, ed anche a
questi può anche capitare di diffondersi sotto opportune condizioni.&lt;a href=&quot;https://wok.oblomov.eu/tag/qualit%C3%A0/#fnref:mutamentomiglioramento:1&quot; title=&quot;return to article&quot; class=&quot;reversefootnote&quot;&gt;&amp;#160;&amp;#8617;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li id=&quot;fn:talitradizioni&quot;&gt;&lt;p&gt;Ricordiamo che tradizione è (o dovrebbe essere) ciò
che viene tramandato oralmente, e quindi per estensione gli usi, costumi
e precetti appresi nella frequenza quotidiana del proprio nucleo
familiare nonché nelle interazioni sociali con gli altri membri di più
estesi gruppi sociali a cui si ritiene di o si è costretti ad
appartenere.&lt;a href=&quot;https://wok.oblomov.eu/tag/qualit%C3%A0/#fnref:talitradizioni:1&quot; title=&quot;return to article&quot; class=&quot;reversefootnote&quot;&gt;&amp;#160;&amp;#8617;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;

&lt;/ol&gt;
&lt;/div&gt;

	</content>



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