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<updated>2025-08-07T14:57:33Z</updated>
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	<title>Appunti per un dibattito sui regimi fiscali/II: extraprofitti</title>

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	<author><name>Oblomov</name></author>






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	<updated>2025-08-07T14:57:33Z</updated>
	<published>2022-12-29T14:55:00Z</published>


	<content type="html" xml:lang="en">
	&lt;h2 id=&quot;premessa&quot;&gt;Premessa&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Si è fatto un gran parlare di “extraprofitti” in questi anni (soprattutto in &lt;em&gt;questo&lt;/em&gt; anno, il 2022)
in cui la speculazione delle aziende in posizione dominante nella fornitura di servizi essenziali
ha portato loro massicci incrementi nei profitti, nonostante l&#39;effetto drammatico che la recessione ha avuto
sui redditi piú bassi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Questa focalizzazione sulla “eccezionalità” di questi “extraprofitti” come giustificazione
per la necessità di tassarli in maniera “eccezionale” mi ha dato “eccezionalmente” fastidio,
perché fin da subito mi è stato evidente che non fosse altro che uno specchietto per le allodole
messo in atto specificamente per distrarre l&#39;attenzione da una banalità cruciale per i sostenitori del neoliberismo:
che la situazione corrente non è altro che l&#39;inevitabile (ed attesa, voluta) strada del capitalismo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ben lungi dall&#39;essere una situazione eccezionale, la concentrazione del potere economico
e la conseguente forbice tra i profitti di chi ha in mano i capisaldi dell&#39;economia
ed il crollo di tutti gli altri è la normalità del capitalismo, ostacolata nel secolo scorso
solo dalla credibilità della “minaccia comunista”, che ha portato (almeno in alcune regioni geografiche)
ad uno stemperamento di tale potenziale, dirottato verso iniziative atte alla riduzione delle sperequazioni
proprie del capitalismo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il crollo della credibilità di tale minaccia è stato come sciogliere le briglie ad una bestia ombrosa,
ora finalmente libera di dimostrare la propria pericolosa natura.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Concentrarsi sugli “extra”profitti in un regime socioeconomico che, con la connivenza della politica,
da mezzo secolo ormai e sempre piú sfrontatamente favorisce la speculazione e lo sfruttamento,
premia il narcisismo egocentrico ed individualista,
protegge il potente e punisce la vittima, significa perdere di vista il quadro generale.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Discorso analogo vale, ad esempio, per le voci che si alzano di nuovo a favore di un salario minimo,
in concomitanza con l&#39;abolizione di quel “reddito di cittadinanza” pentastellato che,
&lt;a href=&quot;https://wok.oblomov.eu/riflessioni/ubi-et-obi/&quot;&gt;pur essendo una porcata mal fatta&lt;/a&gt;, ha avuto l&#39;indubbio merito di far venire allo scoperto
lo sfruttamento e l&#39;ipocrisia di quegli imprenditori che piangono miseria lamentando l&#39;assenza di lavoratori
per nascondere la loro scelta di non offrire compensi &lt;em&gt;congrui&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ma come per gli “extraprofitti”, il discorso sul salario minimo finisce con il distrarre dalle ragioni di fondo
del contesto che rende tali discorsi necessari, e trasforma la discussione da un&#39;analisi di tale contesto
ad un&#39;analisi della (ed una guerra alla) soluzione proposta,
analisi sostanzialmente inapprocciabile data la divergenza di fondo sul
valore e sul significato delle transazioni (economiche e non) che sottendono i rapporti di potere.
(Vedere i dibattiti in Francia sullo &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/SMIC&quot;&gt;SMIC&lt;/a&gt; e sul suo aumento come esempio.)&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Piuttosto che continuare ad insistere sull&#39;adozione di misure &lt;em&gt;ad hoc&lt;/em&gt; per questo o quell&#39;angolo
del problema (tassazione “eccezionale” sugli “extraprofitti”, salario minimo, salario massimo,
forbice massima dei salari, e via discorrendo), non sarebbe meglio insistere perché
gli strumenti che lo Stato ha &lt;em&gt;già&lt;/em&gt; a disposizione vengano calibrati perché facciano quello
per cui sono intesi?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La prospettiva su cui rimugino già da qualche tempo
(in verità da prima di buttar giú &lt;a href=&quot;https://wok.oblomov.eu/appunti/flat-tax/&quot;&gt;i primi appunti su questa serie di articoli&lt;/a&gt;),
infatti, è che lo Stato ha già in mano tutti gli strumenti necessari per bilanciare
la naturale propensione capitalista alla concentrazione del potere ed all&#39;amplificazione delle diseguaglianze,
ma che (ovviamente, essendo la faina a guardia del pollaio) tali strumenti siano intenzionalmente stati “spuntati”.
Insistere per la creazione di nuovi strumenti (altrettanto facili da “spuntare”)
non può infatti che farmi pensare alla discussione sull&#39;(in)utilità delle “grida” nei &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Promessi%20Sposi&quot;&gt;Promessi Sposi&lt;/a&gt;.
Sarebbe piú utile lavorare per tornare ad avere una sinistra degna di tale nome in parlamento.&lt;/p&gt;

&lt;h2 id=&quot;introduzione&quot;&gt;Introduzione&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Come si può facilmente immaginare dal titolo di questo articolo,
lo strumento principale su cui mi interessa concentrarmi qui è il regime fiscale.
Non credo che sia l&#39;unico (vi includo ad esempio anche il &lt;a href=&quot;https://wok.oblomov.eu/riflessioni/ubi-et-obi/&quot;&gt;reddito di base incondizionato&lt;/a&gt;),
ma è uno strumento che potrebbe essere di estrema efficacia se impostato correttamente.
In questo senso questo articolo si inquadra nella discussione già cominciata dalle mie precedenti
&lt;a href=&quot;https://wok.oblomov.eu/appunti/flat-tax/&quot;&gt;note sulla “flat tax”&lt;/a&gt;, benché per molti versi il cardine sarà l&#39;opposto di quello del precedente articolo.
Ed anche in questo caso si tratta di una bozza incompleta
(per questo negli &lt;a href=&quot;https://wok.oblomov.eu/appunti/&quot;&gt;appunti&lt;/a&gt; per ora piuttosto che tra le &lt;a href=&quot;https://wok.oblomov.eu/riflessioni/&quot;&gt;riflessioni&lt;/a&gt;),
ma che se non comincio a scrivere non finirò mai.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Parleremo stavolta dei sistemi fiscali progressivi, ovvero di quelli che impongono aliquote crescenti al crescere della base imponibile.
In Italia (come, a quel che mi risulta, nella maggioranza dei Paesi), la progressività tributaria è implementata con un
meccanismo &lt;em&gt;a scaglioni&lt;/em&gt;, con ciascuna aliquota applicata a quella parte della base imponibile che rientra nei limiti (minimo e massimo) dello scaglione&lt;a href=&quot;https://wok.oblomov.eu/tag/equit%C3%A0/#fn:scappatoie&quot; id=&quot;fnref:scappatoie:1&quot; title=&quot;see footnote&quot; class=&quot;footnote&quot;&gt;1&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La prima cosa che vorrei far notare è che negli anni non solo sono diminuiti gli scaglioni &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/IRPEF&quot;&gt;IRPEF&lt;/a&gt;, ma è anche stata ridotta l&#39;aliquota massima.
Questo è interessante per due motivi, con una medesima radice: il primo è che la progressività è tanto piú “raffinata” tanto piú sono gli scaglioni;
il secondo è che il sistema tributario è tanto piú iniquo quanto piú è &lt;em&gt;bassa&lt;/em&gt; l&#39;aliquota massima.
La radice comune a questi motivi è legata ai discorsi già fatti &lt;a href=&quot;https://wok.oblomov.eu/appunti/flat-tax/&quot;&gt;sulla “flat tax”&lt;/a&gt;:
all&#39;interno di ciascuno scaglione si è infatti sostanzialmente in regime di “flat tax”, e piú sono “ampî” gli scaglioni maggiore è
la diseguaglianza &lt;em&gt;all&#39;interno dello scaglione&lt;/em&gt; e tra l&#39;uno e l&#39;altro;
in particolare, piú è bassa l&#39;aliquota massima, maggiore è la diseguaglianza generale, poiché superata la soglia massima (abbassata dal 2022 a soli 50K€)
la proporzione di reddito disponibile dopo la tassazione può crescere indefinitivamente.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;I grafici nella pagina WikiPedia sono illuminanti:
l&#39;evoluzione nel tempo &lt;a href=&quot;https://it.wikipedia.org/wiki/Imposta_sul_reddito_delle_persone_fisiche#/media/File:Aliquote_IRPEF_nazionali_(1973-2022)_-_Italy&#39;s_national_Income_Tax_rates_(1973-2022).png&quot;&gt;degli scaglioni&lt;/a&gt;,
&lt;a href=&quot;https://it.wikipedia.org/wiki/Imposta_sul_reddito_delle_persone_fisiche#/media/File:Storico_Aliquote_Marginali_IRPEF.png&quot;&gt;delle aliquote marginali&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;https://it.wikipedia.org/wiki/Imposta_sul_reddito_delle_persone_fisiche#/media/File:Storico_Aliquota_Media_IRPEF.png&quot;&gt;dell&#39;aliquota media&lt;/a&gt;
mostrano chiaramente lo spostamento del carico fiscale dalle fasce piú ricche a quelle piú deboli,
che andando ad aggravare la &lt;a href=&quot;https://ideas.repec.org/p/rtr/wpaper/0119.html&quot;&gt;perdita del potere d&#39;acquisto degli stipendi&lt;/a&gt;
è una delle concause della regressione dell&#39;economia italiana a causa dello schiacciamento verso il basso della classe media.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ancora piú interessante è che laddove ora sarebbe impensabile avere aliquote sopra il 50%, l&#39;IRPEF al momento della sua istituzione arrivava ad aliquote massime superiori al 70%,
ed anche prima, nel periodo del cosiddetto &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Miracolo%20economico%20italiano&quot;&gt;Miracolo economico italiano&lt;/a&gt;, le aliquote dell&#39;&lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/imposta%20complementare%20progressiva%20sul%20reddito&quot;&gt;imposta complementare progressiva sul reddito&lt;/a&gt; arrivarono a superare
(con le dovute differenze sul metodo del calcolo della base imponibile) &lt;a href=&quot;https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1962-05-09&amp;amp;atto.codiceRedazionale=062U0209&amp;amp;elenco30giorni=false&quot;&gt;il 60%&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Leggere la Gazzetta del 1962 ci mostra in realtà un&#39;altra gemma: l&#39;uso di una formula &lt;em&gt;continua&lt;/em&gt; per descrivere l&#39;aliquota in funzione del reddito
invece degli &lt;em&gt;scaglioni&lt;/em&gt;: con questo approccio, l&#39;imposta viene calcolata direttamente dall&#39;imponibile con una particolare formula
(o, come nel caso descritto, due) che definiscono l&#39;aliquota “milione per milione”. Anche questa è un&#39;idea che terremo in considerazione nel nostro discorso.&lt;/p&gt;

&lt;h2 id=&quot;senzalimitidaliquota&quot;&gt;Senza limiti d&#39;(ali)quota&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Dovrebbe essere chiaro già ora che piuttosto che parlare di stipendi massimi o extraprofitti sarebbe piú importante tornare ad un sistema tributario in cui
l&#39;aliquota massima non si ferma sotto il 50%, ma continua a crescere per basi imponibili molto elevate.
Idealmente, l&#39;aliquota massima potrebbe tranquillamente tendere al 100% per basi imponibili infinite.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;L&#39;idea potrebbe sembrare scandalosa ai sostenitori di un mercato piú liberale, ma &lt;a href=&quot;https://wok.oblomov.eu/appunti/flat-tax/&quot;&gt;proseguendo il discorso già fatto per la “flat tax”&lt;/a&gt;
giova ricordare che l&#39;economia beneficia piú da una maggior quantità di reddito disponibile nelle fasce piú povere della popolazione che da una spropositata concentrazione
nelle mani di pochi (che è, dopotutto, il punto centrale di questa discussione);
a questo proposito segnalo &lt;a href=&quot;https://pudding.cool/2022/12/yard-sale/&quot;&gt;un notevole articolo&lt;/a&gt; che spiega come anche il piú semplice dei modelli economici di libero mercato
(senza redistribuzione e senza “aiuto di stato agli imprenditori”) porti comunque inevitabilmente all&#39;amplificazione e fossilizzazione delle diseguaglianze,
ed alle creazioni di oligopoli ed oligarchie.
(Lo stessa tema è stato trattato da &lt;a href=&quot;https://www.scientificamerican.com/article/is-inequality-inevitable/&quot;&gt;SciAm&lt;/a&gt;, e nasce da un &lt;a href=&quot;https://doi.org/10.1142/S0129183102003905&quot;&gt;articolo scientifico del 2002&lt;/a&gt;.)&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Un&#39;aliquota crescente senza altro limite che il 100% per imponibile infinito ha come obiettivo proprio quello di disincentivare mire (anche involontarie) multimiliardarie
e regolamentare la redistribuzione dei profitti per mantenere l&#39;economia (e con essa la politica) in condizioni “sane”.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Faccio notare da subito che in un sistema tributario di questo tipo qualunque discorso sugli “extraprofitti” non avrebbe senso,
poiché profitti &lt;em&gt;spropositatamente&lt;/em&gt; alti sarebbero automaticamente tassati &lt;em&gt;spropositatamente&lt;/em&gt; di piú, senza bisogno di interventi &lt;em&gt;ad hoc&lt;/em&gt;.
Lo stesso strumento può inoltre essere calibrato per incentivare una riduzione della forbice salariale, come discuteremo nel prossimo paragrafo&lt;a href=&quot;https://wok.oblomov.eu/tag/equit%C3%A0/#fn:para&quot; id=&quot;fnref:para:1&quot; title=&quot;see footnote&quot; class=&quot;footnote&quot;&gt;2&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;div class=&quot;aside&quot;&gt;

&lt;p&gt;Nota: questo articolo
fa uso di &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/MathML&quot;&gt;MathML&lt;/a&gt;, lo standard XML per le formule matematiche.
Purtroppo, questo non è supportato correttamente in alcuni browser
sedicenti ‘moderni’ o ‘ricchi di funzionalità’. Se le formule non
hanno senso nel tuo browser, segnala il problema agli sviluppatori
(del browser), o passa ad un browser che supporti questi standard.&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;

&lt;p&gt;Ma facciamo intanto un esercizio matematico: come dovrebbero essere scelte le aliquote in funzione della base imponibile (es. del reddito) in un sistema del genere?
Come già anticipato, scaglioni meno ampî possono aiutare a ridurre l&#39;iniquità del sistema fiscale, sicché idealmente sarebbe opportuno che ad ogni
base imponibile &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; corrisponda un&#39;aliquota &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;&amp;#x03B1;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; esprimibile sotto forma di funzione continua dell&#39;imponibile &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;&amp;#x03B1;&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;=&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;&amp;#x03B1;&lt;/mi&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Tale funzione dovrebbe godere delle seguenti proprietà:&lt;/p&gt;

&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;la funzione dovrebbe avere valori in &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;[&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;0&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;,&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;]&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; per ogni imponibile:&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;math display=&quot;block&quot;&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;0&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;&amp;#x2264;&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;&amp;#x03B1;&lt;/mi&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;mo&gt;&amp;#x2264;&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;&amp;#x2200;&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;&amp;#x2265;&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;0&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;;&lt;/mo&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;il limite della funzione al tendere dell&#39;imponibile all&#39;infinito dovrebbe essere 1:&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;math display=&quot;block&quot;&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;munder&gt;&lt;mo&gt;lim&lt;/mo&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;&amp;#x2192;&lt;/mo&gt;&lt;mo&gt;+&lt;/mo&gt;&lt;mo&gt;&amp;#x221E;&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;/munder&gt;&lt;mi&gt;&amp;#x03B1;&lt;/mi&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;mo&gt;=&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;;&lt;/mo&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;la funzione dovrebbe essere strettamente crescente:&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;math display=&quot;block&quot;&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;msub&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;/msub&gt;&lt;mo&gt;&amp;lt;&lt;/mo&gt;&lt;msub&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;mn&gt;2&lt;/mn&gt;&lt;/msub&gt;&lt;mo&gt;&amp;#x21D2;&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;&amp;#x03B1;&lt;/mi&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;msub&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;/msub&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;mo&gt;&amp;lt;&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;&amp;#x03B1;&lt;/mi&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;msub&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;mn&gt;2&lt;/mn&gt;&lt;/msub&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;mo&gt;;&lt;/mo&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;l&#39;applicazione dell&#39;aliquota non deve fare diminuire il reddito disponibile (se A ha un imponibile piú alto di B, non può ritrovarsi con meno soldi di B dopo aver pagato le tasse):&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;math display=&quot;block&quot;&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;msub&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;/msub&gt;&lt;mo&gt;&amp;lt;&lt;/mo&gt;&lt;msub&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;mn&gt;2&lt;/mn&gt;&lt;/msub&gt;&lt;mo&gt;&amp;#x21D2;&lt;/mo&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;&amp;#x03B1;&lt;/mi&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;msub&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;/msub&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;msub&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;/msub&gt;&lt;mo&gt;&amp;lt;&lt;/mo&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;&amp;#x03B1;&lt;/mi&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;msub&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;mn&gt;2&lt;/mn&gt;&lt;/msub&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;msub&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;mn&gt;2&lt;/mn&gt;&lt;/msub&gt;&lt;mo&gt;.&lt;/mo&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;

&lt;p&gt;Per semplicità conviene mirare ad una funzione &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;&amp;#x03B1;&lt;/mi&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; che sia sufficientemente regolare (diciamo almeno &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;msup&gt;&lt;mi&gt;C&lt;/mi&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;/msup&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, quindi derivabile con derivata continua),
sicché le condizioni 3 e 4 si possono riscrivere in termine delle derivate, portando a:&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;math display=&quot;block&quot;&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;0&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;&amp;lt;&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;&amp;#x03B1;&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;&#39;&lt;/mo&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;mo&gt;&amp;lt;&lt;/mo&gt;&lt;mfrac&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;&amp;#x03B1;&lt;/mi&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;/mfrac&gt;&lt;mo&gt;.&lt;/mo&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;essendo la derivata di &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;&amp;#x03B1;&lt;/mi&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; la funzione &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;&amp;#x03B1;&lt;/mi&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;&amp;#x03B1;&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;&#39;&lt;/mo&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Se consideriamo l&#39;eguaglianza invece che la maggiorazione a destra, otteniamo una soluzione &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;&amp;#x03B1;&lt;/mi&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;mo&gt;=&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;mfrac&gt;&lt;mi&gt;k&lt;/mi&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;/mfrac&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; per arbitrari &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;k&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;&amp;gt;&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;0&lt;/mn&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, che in qualche modo rappresentano
le (famiglia di) “funzioni limite” per la nostra aliquota.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Curiosamente, la condizione &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;&amp;#x03B1;&lt;/mi&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;mo&gt;&amp;gt;&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;0&lt;/mn&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; implica &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;&amp;gt;&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;k&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, per cui, fissato &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;k&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, viene definita automaticamente la zona d&#39;esenzione.
Il parametro &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;k&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; definisce inoltre quanto velocemente cresce &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;&amp;#x03B1;&lt;/mi&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, con il caso limite &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;k&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;=&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;0&lt;/mn&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; corrispondente ad una tassazione costante al 100%,
mentre a &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;k&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; maggior corrispondono aliquote piú piccole per ogni fissato &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{  Altre funzioni con crescite piú lente &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;msup&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;mfrac&gt;&lt;mi&gt;k&lt;/mi&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;/mfrac&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;mi&gt;p&lt;/mi&gt;&lt;/msup&gt;&lt;mo&gt;,&lt;/mo&gt;&lt;msup&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;mfrac&gt;&lt;mi&gt;k&lt;/mi&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;/mfrac&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mfrac&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;p&lt;/mi&gt;&lt;/mfrac&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;/msup&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; o forme diverse, e.g. &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;arctan&lt;/mo&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; normalizzato è dello stesso ordine, ma può essere calibrato meglio
con due parametri: &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;mfrac&gt;&lt;mn&gt;2&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#x03C0;&lt;/mi&gt;&lt;/mfrac&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;arctan&lt;/mo&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;mfrac&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;msub&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;mn&gt;0&lt;/mn&gt;&lt;/msub&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;mi&gt;k&lt;/mi&gt;&lt;/mfrac&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, o addirittura 3 con &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;msup&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;mfrac&gt;&lt;mn&gt;2&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#x03C0;&lt;/mi&gt;&lt;/mfrac&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;arctan&lt;/mo&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;mfrac&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;msub&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;mn&gt;0&lt;/mn&gt;&lt;/msub&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;mi&gt;k&lt;/mi&gt;&lt;/mfrac&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;mi&gt;p&lt;/mi&gt;&lt;/msup&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; }&lt;/p&gt;

&lt;h2 id=&quot;fiscalizzazioneregressivaallamediana&quot;&gt;Fiscalizzazione regressiva (alla mediana)&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Togliere il limite superiore alle aliquote può disincentivare la creazione di redditi “spropositatamente” alti, ma fa poco per incentivare l&#39;innalzamento degli stipendi.
Inoltre, rimane sempre “interpretabile” il concento di stipendio “spropositatamente” alto, anche se, almeno intuitivamente, è apparente che questo vada definito
per rapporto agli &lt;em&gt;altri&lt;/em&gt; stipendi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Uno degli strumenti classicamente applicati per imporre una riduzione della forbice salariale è fissare un limite superiore al rapporto tra lo stipendio massimo e minimo.
{  esempi; ricordo male io o il pubblico in Francia è cosí?  ; materialmente siamo passati da un rapporto dell&#39;ordine di 20:1 negli anni&#39;60
del XX secolo a oltre 350:1 &lt;a href=&quot;https://www.epi.org/publication/ceo-pay-in-2020/&quot;&gt;in questi anni&lt;/a&gt; }&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Questo approccio è molto incisivo, soprattutto se accoppiato con una legge sul salario minimo, ma oltre alla discrezionalità sulla scelta del rapporto massimo
(ed eventualmente del salario minimo) soffre di un problema di (mancanza di) generalità: i salari di riferimento ed i tetti sugli stipendi massimi in rapporto ai minimi
sono in genere per settore (e.g. nel pubblico o in questa o quella industria) e non sull&#39;economia generale, nonostante i problemi che dovrebbero essere risolti o tenuti sotto controllo
siano invece di carattere generale, e variabile nel tempo (per esempio, a causa dell&#39;inflazione o della trasformazione dell&#39;economia).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Un approccio piú generale (benché meno ovvio) per mirare a simili equilibrî potrebbe essere quello di adottare un sistema fiscale in cui le aliquote siano parametrizzate sui parametri statistici nella distribuzione delle basi imponibili,
quali la &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/mediana&quot;&gt;mediana&lt;/a&gt; dei redditi e un opportuno &lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/indice%20di%20dispersione&quot;&gt;indice di dispersione&lt;/a&gt; (come ad esempio lo &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/scarto%20interquartile&quot;&gt;scarto interquartile&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Come esempio concreto, consideriamo un sistema fiscale con un&#39;area d&#39;esenzione fissata al 10% della distribuzione dei redditi, con un&#39;aliquota che cresca poi linearmente con i percentili,
sicché un reddito mediano (maggiore di quello del 50% della popolazione) verrebbe tassato al 40%,
e il 99% percentile (il famoso “1%”) verrebbe tassato all&#39;89%.
(Questa funzione non soddisfa tutti i criteri del precedente paragrafo, ma potrebbe comunque soddisfarne abbastanza da essere comunque accettabile.)&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;In un regime fiscale di questo tipo, un&#39;azienda avrebbe un incentivo a non alzare troppo gli stipendi della dirigenza rispetto a quelli della concorrenza,
giacché questo potrebbe portarli in una fascia percentile con tassazione piú elevata —con una maggiorazione del costo per l&#39;azienda a parità di reddito netto disponibile per gli stipendi piú elevati.
D&#39;altra parte, per lo stesso motivo non vi sarebbe neanche incentivo ad alzare gli stipendi piú bassi,
né a limitare quelli apicali che si trovassero già in regime massimale (ovvero in quel famoso 1%),
perché l&#39;unica cosa che potrebbe cambiare la loro fascia sarebbe far scendere questi stipendi &lt;em&gt;al di sotto&lt;/em&gt; di quelli dei “top manager” della concorrenza.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;In generale, l&#39;idea sarebbe quindi di definire i parametri della funzione &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;&amp;#x03B1;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; sopra discussa in modo che l&#39;aliquota “ideale” sia raggiunta (ad esempio) al reddito mediano,
e che la funzione cresca tanto piú o meno velocemente quanto piú o meno “dispersi” siano i redditi.
Facendo dipendere le aliquote non solo dalla posizione dell&#39;imponibile rispetto agli altri (in percentili), ma anche da come gli altri sono distribuiti,
si introduce infatti un altro fattore nella valutazione dell&#39;opportunità di alzare questo o quello stipendio, e di quanto:
ad esempio, alzare gli stipendi piú bassi lasciando quelli piú alti invariati restringerebbe l&#39;IQR,
che farebbe abbassare le aliquote su quelli piú alti, risultando quindi in una crescita del reddito &lt;em&gt;netto&lt;/em&gt; anche per gli stipendi piú alti.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{  schemino (dinamico?) con l&#39;esempio dell&#39;&lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;msup&gt;&lt;mo&gt;arctan&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;p&lt;/mi&gt;&lt;/msup&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; dove &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;p&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; è (monotòno con) l&#39;inverso dell&#39;IQR, o similmente per &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;msup&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;mfrac&gt;&lt;mi&gt;k&lt;/mi&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;/mfrac&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;mi&gt;p&lt;/mi&gt;&lt;/msup&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; o &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;msup&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;mfrac&gt;&lt;mi&gt;k&lt;/mi&gt;&lt;mi&gt;x&lt;/mi&gt;&lt;/mfrac&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;mi&gt;p&lt;/mi&gt;&lt;/msup&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, con le dovute differenze. }&lt;/p&gt;

&lt;h2 id=&quot;segliimprenditorisapesserogiocare&quot;&gt;Se gli imprenditori sapessero giocare&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Il principale problema di una soluzione del genere,
a parte l&#39;ovvio riuscire ad avere al governo qualcuno con la saggezza ed il coraggio di andar contro l&#39;interesse particolare delle fasce piú ricche della popolazione,
è la generale inettitudine della classe imprenditoriale (italiana, ma purtroppo non solo).
La cosa è abbastanza evidente non solo nella poco diffusa capacità di innovare
(la maggioranza della c.d. imprenditoria si divide principalmente tra rendite di posizione e copie di idee altrui),
ma anche nell&#39;incapacità di vedere alla necessità keynesiana di trattare i proprî dipendenti (&lt;em&gt;ed&lt;/em&gt; i proprî clienti)
con riguardo e dignità piuttosto che come limoni da spremere sfruttando la loro disperazione.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Questa mancanza di lungimiranza e manifesta incapacità nelle teorie dei giochi renderebbe la &lt;a href=&quot;https://accademiadellacrusca.it/it/consulenza/subdoler%C3%ACe-da-linguisti/312&quot;&gt;subdolità&lt;/a&gt; della strategia fiscale proposta
sicuramente meno efficiente dell&#39;imposizione del famoso rapporto massimo tra gli stipendi, anche se potrebbe essere piú efficiente di qualunque appello all&#39;etica,
una volta mostrato in che modo (ed in che misura) l&#39;innalzamento degli stipendi piú bassi porterebbe ad un aumento del reddito (netto) di quelli piú alti
prima ancora di considerare i beneficî sull&#39;economia in generale di una piú equa distribuzione della ricchezza.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ciò che rende interessante l&#39;approccio fiscale proposto (nella prospettiva della teoria dei giochi) è il modo in cui le scelte locali hanno effetti globali,
tanto piú evidenti tanto maggiore è la disparità di trattamento ed il numero di persone coinvolte:
il bottegaio che alzasse di 50€/mese lo stipendio della propria manciata di dipendenti avrebbe meno impatto della grossa azienda
che decidesse di redistribuire il bonus ai dipendenti pagati meno piuttosto che concentrarlo nelle mani del consiglio d&#39;amministrazione,
ma in un&#39;economia dominata dalla piccola/&lt;wbr/&gt;media impresa, avrebbe ancora piú impatto una scelta da parte di &lt;em&gt;tutti&lt;/em&gt; i bottegai di alzare gli stipendi dei proprî
dipendenti.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Un aspetto non banale è la scelta dell&#39;anno di riferimento per il calcolo degli indici statistici da cui dipenderebbero le aliquote.
Attualmente, le aliquote vengono stabilite (almeno) l&#39;anno precedente (anche perché altrimenti il sostituto d&#39;imposta non potrebbe sapere quanto accantonare),
ma le uniche statistiche (complete) disponibili sarebbero relative all&#39;anno ancora prima, portando ad una latenza di almeno 2 anni tra il calcolo delle statistiche
e l&#39;anno del pagamento.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Sarebbe piú interessante (ma meno realistico e probabilmente non realizzabile) stabilire il rapporto tra aliquote e statistiche anticipatamente, ma sulla base delle statistiche dell&#39;anno stesso di riferimento.
Le tasse 2022 verrebbero quindi pagate non sulle statistiche dei redditi 2020 disponibili nel 2021, ma direttamente sulle statistiche del 2022 (disponibili nel 2023).
Questo richiederebbe la separazione della fase di dichiarazione dei redditi da quella del computo del contributo fiscale, giacché l&#39;aliquota reale non potrebbe essere nota se non quando tutte le dichiarazioni siano disponibili;
nell&#39;ipotesi in cui le statistiche non cambino molto di anno in anno, si potrebbe comunque procedere con il pagamento in due tempi
(con le vecchie statistiche al momento della dichiarazione, piú un correttivo —potenzialmente a rimborso!— quando le statistiche dell&#39;anno siano conosciute),
ma l&#39;impatto di grandi stravolgimenti
(pensiamo alla crisi economica venuta con la pandemia di COVID-19, o i famosi “extraprofitti”)
sarebbero a dir poco interessanti.&lt;/p&gt;

&lt;div class=&quot;footnotes&quot;&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;ol&gt;

&lt;li id=&quot;fn:scappatoie&quot;&gt;&lt;p&gt;dal discorso sto intenzionalmente omettendo tutte quelle scappatoie che “facilitano” i redditi piú alti tramite esenzioni, deduzioni, detrazioni,
e i progressivamente meno legali meccanismi di elusione ed evasione.&lt;a href=&quot;https://wok.oblomov.eu/tag/equit%C3%A0/#fnref:scappatoie:1&quot; title=&quot;return to article&quot; class=&quot;reversefootnote&quot;&gt;&amp;#160;&amp;#8617;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;

&lt;li id=&quot;fn:para&quot;&gt;&lt;p&gt;intendo qui paragrafo nel senso italiano proprio, quello che in inglese si chiama &lt;em&gt;section&lt;/em&gt;, e non nel senso di &lt;em&gt;capoverso&lt;/em&gt;
come nelle traduzioni improprie dall&#39;inglese causate dalla &lt;em&gt;false friendship&lt;/em&gt; con il &lt;em&gt;paragraph&lt;/em&gt; inglese.&lt;a href=&quot;https://wok.oblomov.eu/tag/equit%C3%A0/#fnref:para:1&quot; title=&quot;return to article&quot; class=&quot;reversefootnote&quot;&gt;&amp;#160;&amp;#8617;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;

&lt;/ol&gt;
&lt;/div&gt;

	</content>



</entry>
<entry>
	<title>Appunti per un dibattito sui regimi fiscali/I: flat tax</title>

	<id>https://wok.oblomov.eu/appunti/flat-tax/</id>

	<link href="https://wok.oblomov.eu/appunti/flat-tax/"/>

	<author><name>Oblomov</name></author>






	<category term="equit&#xE0;" />

	<category term="flatTax" />

	<category term="flat tax" />

	<category term="giustizia" />

	<category term="tassazione" />

	<category term="tasse" />

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	<category term="todo/content" />

	<category term="wip" />


	<updated>2024-07-27T23:03:59Z</updated>
	<published>2019-07-29T06:22:55Z</published>


	<content type="html" xml:lang="en">
	&lt;p&gt;Da anni rimando di buttar giú queste note, principalmente perché
desideroso di complementarle con una simpatica interfaccina per
“giocare” sull&#39;effetto di varî sistemi di tassazione. Dopo l&#39;ennesima
difesa della presunta equità della famigerata &lt;em&gt;flat tax&lt;/em&gt; ho deciso però
infine di mettermi a scrivere.&lt;/p&gt;

&lt;h2 id=&quot;introduzione&quot;&gt;Introduzione&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Per pararmi da alcuni possibili interventi da parte di anarchici e
libertari premetto subito che tutti i discorsi che seguono partono dal
presupposto che la tassazione è una &lt;em&gt;necessità&lt;/em&gt;: lo Stato (o chi per
lui) offre un certo numero di servizi, che hanno un costo, per coprire
il quale lo Stato ha bisogno di soldi, e la tassazione è il meccanismo
primario con cui lo Stato se li procura. Ammesso e non concesso che
esistano meccanismi alternativi, tale discussione va condotta
indipendentemente (ed in separata sede) dalle questioni circa l&#39;equità
dei vari sistemi fiscali e del loro impatto socioeconomico, che intendo
invece affrontare qui.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Mi concentrerò inoltre principalmente sulla tassazione del reddito,
anche se non escludo qualche commento o future estensioni di questa
pagina per parlare di altre forme di tassazione.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Nel discorso che segue supporrò che ciascun soggetto tassabile abbia un
proprio reddito annuo lordo (RAL) &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;R&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, su cui pagherà una certa quantità
di tasse &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;T&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;. Il valore &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;D&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;=&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;R&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;T&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; rappresenta il &lt;em&gt;reddito
disponibile&lt;/em&gt;, ovvero quello che il soggetto potrà effettivamente
spendere, ovvero ancora quella parte del reddito del soggetto che potrà
direttamente contribuire all&#39;economia. Distingueremo inoltre dalle
(potenziali) spese del soggetto quelle &lt;em&gt;essenziali&lt;/em&gt; (o imprescindibili,
ovvero che il soggetto &lt;em&gt;non può non sostenere&lt;/em&gt;) &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;E&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, identificando il
rimanente &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;S&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;=&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;D&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;E&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;=&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;R&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;T&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;E&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; come &lt;em&gt;reddito discrezionale&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Un aspetto importante da considerare è che l&#39;importo delle spese
essenziali &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;E&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; &lt;em&gt;non dipende dal reddito&lt;/em&gt;, ma esclusivamente dalla natura
del soggetto e dalle sue circostanze; per esempio, se il soggetto è un
singolo individuo questi avrà un certo &lt;em&gt;minimo&lt;/em&gt; di spese da sostenere
per nutrirsi, vestirsi, avere un tetto sopra la testa, raggiungere il
luogo di lavoro, etc; se il soggetto è una famiglia con 4 persone,
questo &lt;em&gt;minimo&lt;/em&gt; sarà ovviamente diverso (ed in genere piú elevato, viste
le maggiore necessità di cibo e di vestiario, anche se probabilmente
inferiore a 4× il minimo del singolo individuo). Tutto il resto può
essere considerato parte delle spese discrezionali.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;(Volendo, ci si potrebbe anche dilungare su come minimizzare le spese
essenziali nel breve termine abbia in realtà un costo maggiore sul
medio/lungo termine, per cui bisognerebbe prestare attenzione a quanto
si debba considerare essenziale e quanto discrezionale, ma tutto questo
merita a sua volta un discorso a parte.)&lt;/p&gt;

&lt;h3 id=&quot;unanotasemantica&quot;&gt;Una nota semantica&lt;/h3&gt;

&lt;p&gt;Il principale problema dell&#39;analisi presentata in questo testo risiede
nella scelta del significato da dare alla parola “equo”: quando è equo
un sistema fiscale?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;L&#39;idea generale che si vuole rispettare è che si abbia diritto a godere
dei beneficî della propria produttività —qualcosa su cui, a livello
puramente concettuale, possono trovarsi d&#39;accordo il veterocomunista
Marxista piú convinto (dopo tutto, è da questo che parte la famosa
teoria del plusvalore) con l&#39;anarco-capitalista libertario
dell&#39;ultim&#39;ora. Le differenze, ovviamente, risiedono nella proposta
strategica per il raggiungimento di questo ideale, ma ancor prima, e
forse soprattutto, nella scelta (metodologica) di &lt;em&gt;come&lt;/em&gt; quantificare
in concreto quanto ci si stia distaccando dall&#39;ideale.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Cosa va rapportato con cosa, nel decidere &lt;em&gt;quanto&lt;/em&gt; si sta godendo della
propria produttività? Le scelte sono innumerevoli (lo sforzo al reddito?
il reddito proprio a quello altrui? il reddito lordo a quello netto?)&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Per l&#39;analisi che segue faremo una scelta ben precisa, con la coscienza
che tale scelta pone in maniera naturale dei limiti sulla validità
dell&#39;analisi stessa, e che porre obiettivi diversi porterebbe per
necessità a conclusioni diverse. D&#39;altra parte, riteniamo che la scelta
in sé sia ben fondata, almeno nella misura in cui si stia analizzando un
sistema fiscale caratterizzato da una certa semplicità: l&#39;equità del
sistema sarà per noi la misura in cui quello che rimane in tasca al
soggetto sia quanto piú proporzionale possibile al suo reddito lordo,
tolte le tasse e le spese essenziali.&lt;/p&gt;

&lt;h2 id=&quot;analisidellequitdella_flattax_&quot;&gt;Analisi dell&#39;equità della &lt;em&gt;flat tax&lt;/em&gt;&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Con il termine &lt;em&gt;flat tax&lt;/em&gt; si intende un sistema fiscale con singola
aliquota &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;k&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;&amp;lt;&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;. Dato il reddito lordo &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;R&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, le tasse da pagare
saranno &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;k&lt;/mi&gt;&lt;mi&gt;R&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, indipendente dall&#39;ammontare di &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;R&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, e possibilmente anche
da altri fattori (quali la &lt;em&gt;fonte&lt;/em&gt; del reddito stesso).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;L&#39;idea di base di molti suoi sostenitori è che tale sistema fiscale,
oltre ad avere il vantaggio della semplicità, sia anche “piú equo” di
altri (in cui le aliquote variano a seconda del reddito stesso) perché
tutti &lt;em&gt;pagano la stessa percentuale del proprio reddito lordo&lt;/em&gt;, ed hanno
pertanto la stessa percentuale di reddito &lt;em&gt;disponibile&lt;/em&gt;: &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mfrac&gt;&lt;mi&gt;D&lt;/mi&gt;&lt;mi&gt;R&lt;/mi&gt;&lt;/mfrac&gt;&lt;mo&gt;=&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;k&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Se però guardiamo al reddito &lt;em&gt;discrezionale&lt;/em&gt;, le cose cambiano; il
rapporto &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mfrac&gt;&lt;mi&gt;S&lt;/mi&gt;&lt;mi&gt;R&lt;/mi&gt;&lt;/mfrac&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; si riduce infatti a &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;k&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;mfrac&gt;&lt;mi&gt;E&lt;/mi&gt;&lt;mi&gt;R&lt;/mi&gt;&lt;/mfrac&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, ed essendo le spese
&lt;em&gt;essenziali&lt;/em&gt; &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;E&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; indipendenti dal reddito (e quindi in particolare
uguali a parità di natura del soggetto e sue circostanze), il rapporto
&lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mfrac&gt;&lt;mi&gt;E&lt;/mi&gt;&lt;mi&gt;R&lt;/mi&gt;&lt;/mfrac&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; tende a zero al crescere di &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;R&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, &lt;em&gt;aumentando&lt;/em&gt; il rapporto &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mfrac&gt;&lt;mi&gt;S&lt;/mi&gt;&lt;mi&gt;R&lt;/mi&gt;&lt;/mfrac&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Facciamo un esempio con dei numeri. Prendiamo tre soggetti che abbiano
le stesse spese essenziali, mettiamo &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;E&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;=&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;5&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; (l&#39;anno) e che vi sia
un&#39;unica aliquota fiscale &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;k&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;=&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;20&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;%&lt;/mo&gt;&lt;mo&gt;=&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;0.2&lt;/mn&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;. Supponiamo che i RAL siano
&lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;10&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;50&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; e &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;100&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;: i redditi lordi stanno in rapporto &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;:&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;5&lt;/mn&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;,
&lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;:&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;2&lt;/mn&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; e &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;:&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;10&lt;/mn&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;. Di tasse pagano rispettivamente &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;2&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;10&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; e &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;20&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;
(mantenendo gli stessi rapporti), con redditi disponibili rispettivamente
&lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;8&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;40&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; e &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;80&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; (ancora con gli stessi rapporti).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Tolte però le spese essenziali, i &lt;em&gt;redditi discrezionali&lt;/em&gt; rimanenti sono
&lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;3&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;35&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; e &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;75&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;: tra il primo ed il secondo vi è un rapporto di
&lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;:&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;11.67&lt;/mn&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; (piú di due volte il rapporto tra i RAL), tra il secondo ed il
terzo di &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;:&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;2.14&lt;/mn&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, e tra il primo ed il terzo di &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;:&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;25&lt;/mn&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, due volte e
mezzo il rapporto tra i RAL.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Al di là dei numeri specifici, rimane la realtà dei fatti: con
un&#39;aliquota singola, il rapporto &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mfrac&gt;&lt;mi&gt;S&lt;/mi&gt;&lt;mi&gt;R&lt;/mi&gt;&lt;/mfrac&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; &lt;em&gt;cresce&lt;/em&gt; al crescere del reddito,
risultando quindi (proporzionatamente) piú favorevole a chi ha RAL piú
elevati, tanto piú quanto piú è alta la discrepanza tra i RAL.&lt;/p&gt;

&lt;h3 id=&quot;lasogliadesenzione&quot;&gt;La soglia d&#39;esenzione&lt;/h3&gt;

&lt;p&gt;La &lt;em&gt;flat tax&lt;/em&gt; piú rudimentale presenta anche un altro problema: nel
momento in cui vengono considerate le spese essenziali, la combinazione
di queste (fisse) e delle tasse (proporzionali al reddito) porta i
redditi piú bassi addirittura in negativo, anche supponendo che non vi
siano redditi inferiori alle spese essenziali.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Per evitare questa idiosincrasia, la soluzione piú semplice è
l&#39;introduzione di una &lt;em&gt;soglia d&#39;esenzione&lt;/em&gt; (&lt;em&gt;no tax area&lt;/em&gt;), che
chiameremo &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;N&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;. In un tale sistema, i redditi lordi verranno tassati
solo nella misura in cui superano tale soglia d&#39;esenzione (ed in
particolar modo, i redditi inferiori alla soglia d&#39;esenzione non saranno
tassati). L&#39;importo delle tasse sarà quindi &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;T&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;=&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;k&lt;/mi&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;R&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;N&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, per &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;R&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;&amp;gt;&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;N&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;.
(Ovviamente, per evitare la criticità dell&#39;andare in negativo con le
tasse, è necessario che &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;N&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; sia non inferiore ad &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;E&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;.)&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La presenza di una soglia d&#39;esenzione, oltre a risolvere la criticità,
aiuta anche ad “equalizzare” la sproporzione tra redditi lordi e redditi
discrezionali presente con l&#39;aliquota singola, essendo &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mfrac&gt;&lt;mi&gt;S&lt;/mi&gt;&lt;mi&gt;R&lt;/mi&gt;&lt;/mfrac&gt;&lt;mo&gt;=&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;k&lt;/mi&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;mfrac&gt;&lt;mi&gt;N&lt;/mi&gt;&lt;mi&gt;R&lt;/mi&gt;&lt;/mfrac&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;mfrac&gt;&lt;mi&gt;E&lt;/mi&gt;&lt;mi&gt;R&lt;/mi&gt;&lt;/mfrac&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Se nell&#39;esempio già considerato aggiungiamo infatti una soglia
d&#39;esenzione di, mettiamo, &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;6&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, otteniamo che il reddito di
&lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;10&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; sarà tassato solo su &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;4&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, e dovrà quindi pagare &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;0.8&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, il
reddito di &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;50&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; sarà tassato su &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;44&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, e dovrà quindi pagare &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;8.8&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;,
mentre il reddito di &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;100&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; sarà tassato su &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;94&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, e dovrà quindi
pagare &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;18.8&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;. In questo caso, in proporzione, il reddito piú alto
dovrà pagare piú tasse (tra il minimo ed il massimo il rapporto di
quanto pagato è di &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;:&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;23.5&lt;/mn&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; a fronte di un rapporto di redditi lordi di
&lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;:&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;10&lt;/mn&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;), ma benché i rispettivi redditi discrezionali (&lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;4.2&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;36.2&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;,
&lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;76.2&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;) rimangano sproporzionatamente in favore dei redditi elevati
(&lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;:&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;8.62&lt;/mn&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;:&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;2.1&lt;/mn&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; ed &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;:&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;18.14&lt;/mn&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; rispettivamente), la discrepanza è
inferiore al caso senza soglia d&#39;esenzione.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La soglia d&#39;esenzione è quindi una misura (anzi l&#39;unica, se l&#39;obiettivo
è la semplificazione del sistema fiscale) per limitare l&#39;&lt;em&gt;effettiva&lt;/em&gt;
iniquità (e soprattutto il conseguente impatto sull&#39;economia reale)
dell&#39;aliquota singola.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;(Il discorso in realtà non è cosí semplice nel momento in cui si
osserva che, all&#39;interno della &lt;em&gt;no tax area&lt;/em&gt; non vi è alcuna
proporzionalità dei redditi discrezionali, essendo &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mfrac&gt;&lt;mi&gt;S&lt;/mi&gt;&lt;mi&gt;R&lt;/mi&gt;&lt;/mfrac&gt;&lt;mo&gt;=&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;mfrac&gt;&lt;mi&gt;E&lt;/mi&gt;&lt;mi&gt;R&lt;/mi&gt;&lt;/mfrac&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;.
L&#39;unica soluzione in questa prospettiva è l&#39;eliminazione di tutte le
spese essenziali, possibile solo nel momento in cui lo Stato fornisca
tutti i servizi essenziali a titolo interamente gratuito per gli utenti,
ovvero senza altre spese che le tasse.)&lt;/p&gt;

&lt;h3 id=&quot;trovareunequilibrio&quot;&gt;Trovare un equilibrio&lt;/h3&gt;

&lt;p&gt;Possiamo riscrivere la formula del rapporto tra reddito discrezionale e
reddito lordo come:&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;math display=&quot;block&quot;&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mfrac&gt;&lt;mi&gt;S&lt;/mi&gt;&lt;mi&gt;R&lt;/mi&gt;&lt;/mfrac&gt;&lt;mo&gt;=&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;k&lt;/mi&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mo&gt;(&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;mfrac&gt;&lt;mi&gt;N&lt;/mi&gt;&lt;mi&gt;R&lt;/mi&gt;&lt;/mfrac&gt;&lt;mo&gt;)&lt;/mo&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;mfrac&gt;&lt;mi&gt;E&lt;/mi&gt;&lt;mi&gt;R&lt;/mi&gt;&lt;/mfrac&gt;&lt;mo&gt;=&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;k&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;mfrac&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mi&gt;E&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;k&lt;/mi&gt;&lt;mi&gt;N&lt;/mi&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;mi&gt;R&lt;/mi&gt;&lt;/mfrac&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;mettendo quindi in evidenzia come il contributo della soglia d&#39;esenzione
abbia segno inverso ad &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;E&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; e ne possa quindi compensare l&#39;effetto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{  Studio del segno del termine nelle
condizioni di esistenza &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;R&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;&amp;#x2265;&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;N&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;&amp;#x2265;&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;E&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;) }&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Volendo considerare il carico fiscale “massimamente equo” laddove tale
rapporto sia costante (ovvero nella condizione in cui, indipendente dal
RAL, si abbia la stessa percentuale di reddito discrezionale), è
necessario annullare &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;E&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;-&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;k&lt;/mi&gt;&lt;mi&gt;N&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, ottenendo la condizione &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;N&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;=&lt;/mo&gt;&lt;mfrac&gt;&lt;mi&gt;E&lt;/mi&gt;&lt;mi&gt;k&lt;/mi&gt;&lt;/mfrac&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;
(osserviamo che essendo &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;k&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;&amp;lt;&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, si avrà sempre &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;N&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;&amp;gt;&lt;/mo&gt;&lt;mi&gt;E&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, come voluto).
Per &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;N&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;&amp;lt;&lt;/mo&gt;&lt;mfrac&gt;&lt;mi&gt;E&lt;/mi&gt;&lt;mi&gt;k&lt;/mi&gt;&lt;/mfrac&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; si ottiene un sistema che favorisce i redditi piú alti,
mentre &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;N&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;&amp;gt;&lt;/mo&gt;&lt;mfrac&gt;&lt;mi&gt;E&lt;/mi&gt;&lt;mi&gt;k&lt;/mi&gt;&lt;/mfrac&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; dà un sistema che favorisce i redditi piú bassi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La relazione ci dice in particolare che riducendo l&#39;aliquota occorre
&lt;em&gt;alzare&lt;/em&gt; la soglia di esenzione per preservare l&#39;equità. Viceversa,
aumentando l&#39;aliquota si può ridurre la soglia d&#39;esenzione, fino ad un
minimo teorico di &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;E&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; nel caso di tassazione al 100%. E vale ovviamente
la relazione inversa, per cui piú è bassa la soglia d&#39;esenzione piú alta
dev&#39;essere l&#39;aliquota per mantenere equo il sistema.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Un corollario interessate a questo è che una riduzione dell&#39;aliquota
che mantenga equo il sistema (alzando proporzionatamente la soglia
d&#39;esenzione) porta ad un decremento del gettito fiscale complessivo da
due fronti: meno tasse dai contribuenti, e meno contribuenti.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;(Nell&#39;esempio numerico preso in considerazione sopra, la soglia
d&#39;esenzione ottimale sarebbe &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mi&gt;N&lt;/mi&gt;&lt;mo&gt;=&lt;/mo&gt;&lt;mfrac&gt;&lt;mrow&gt;&lt;mn&gt;5&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mrow&gt;&lt;mn&gt;0.2&lt;/mn&gt;&lt;/mfrac&gt;&lt;mo&gt;=&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;25&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, portando il reddito
da 10¤ nella &lt;em&gt;no tax area&lt;/em&gt;. Il reddito da &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;50&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; verrebbe tassato su
&lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;25&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, per un totale di &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;5&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, portando il reddito discrezionale a
&lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;40&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;; il reddito da &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;100&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; verrebbe tassato su &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;75&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, con &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;15&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; di
tasse, portando il reddito discrezionale a &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;80&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, e mantenendo quindi
il rapporto &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mo&gt;:&lt;/mo&gt;&lt;mn&gt;2&lt;/mn&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; dei RAL anche nei discrezionali. Il fisco riceverà da
questi contribuenti un totale di &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;20&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, contro i &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;28.4&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; della soglia
a &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;6&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; ed i &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;32&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; dell&#39;aliquota singola pura. Mantenere lo stesso
gettito fiscale nell&#39;esempio in questione sarebbe ad esempio possibile
con un innalzamento dell&#39;aliquota al 28% con un conseguente abbassamento
della soglia d&#39;esenzione ai &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;17.87&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; circa, che lascerebbe comunque
fuori il reddito piú basso.)&lt;/p&gt;

&lt;h3 id=&quot;considerazionisparse&quot;&gt;Considerazioni sparse&lt;/h3&gt;

&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;poiché le spese essenziali dipendono dal soggetto e dalle circostanze,
il calcolo della soglia d&#39;esenzione (che ad essa è legata nel rapporto
di equità) dovrebbe avere un&#39;analoga dipendenza, con notevoli
implicazioni (ed una discussione a parte meriterebbe a questo punto
l&#39;equità di questa soglia d&#39;esenzione variabile);&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;l&#39;aliquota singola è tanto piú iniqua quanto piú è elevata la
disparità tra RAL (es. forbice salariale);&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;p&gt;l&#39;aliquota singola è tanto piú iniqua quanto piú sono elevate le spese
essenziali;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;un interessante corollario è il seguente: piú è bassa l&#39;aliquota,
piú essa è (&lt;em&gt;indirettamente&lt;/em&gt;) iniqua; la motivazione è la seguente:
(parte del)le spese essenziali può essere assorbita dallo Stato e dai
servizi che esso offre; meno sono i servizi offerti dallo Stato, e
minore è la loro qualità, maggiore sarà l&#39;importo delle spese
essenziali; e poiché servizi di qualità costano, anche nell&#39;ottimistico
caso teorico di uno Stato massimamente efficiente, minore è il gettito
fiscale dello Stato, minori saranno i servizi e la loro qualità;
ad aliquote piú basse corrispondono gettiti fiscali inferiori,
e quindi meno servizi (e di qualità inferiore): maggiori saranno
pertanto le spese essenziali, e pertanto maggiore sarà l&#39;iniquità
dell&#39;aliquota;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;poiché le spese essenziali dipendono dal gettito fiscale, abbiamo un
sistema fortemente non lineare in cui il gettito fiscale dipende dalla
soglia d&#39;esenzione che dipende (tramite la propria dipendenza dalle
spese essenziali nel rapporto d&#39;equità) anche dal gettito fiscale
stesso.&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;h2 id=&quot;qualeredditolibero&quot;&gt;Quale reddito libero?&lt;/h2&gt;

&lt;h3 id=&quot;evoluzionedelliniquit&quot;&gt;Evoluzione dell&#39;iniquità&lt;/h3&gt;

&lt;p&gt;Dal discorso fatto sopra sulla &lt;em&gt;flat tax&lt;/em&gt; dovrebbe essere evidente che
la principale difficoltà nel definire aliquote e soglie d&#39;esenzione per
un sistema fiscale affinché questo possa essere considerato equo
(nella misura usata, ovvero la proporzionalità tra RAL e reddito
discrezionale) è la determinazione delle spese essenziali.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Assumendo che il problema sia in pratica irrisolvibile (salvo, come già
accennato, l&#39;annullamento di tutte le spese essenziali, tramite servizi
offerti dallo Stato a titolo interamente gratuito) occorre scegliere tra
quella che potrebbe essere una &lt;em&gt;sovrastima&lt;/em&gt; di tali spese (e quindi in
conseguenza anche della soglia d&#39;esenzione) o se sia preferibile una
&lt;em&gt;sottostima&lt;/em&gt; degli stessi. Come già detto, la differenza principale è
che l&#39;uno “favorisce” (lascia proporzionatamente piú reddito
discrezionale a) i RAL piú bassi, mentre l&#39;altro “favorisce” i redditi
piú alti.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Si potrebbe inquadrare questa questione nel piú generico dibattito
dell&#39;economia &lt;em&gt;supply-side&lt;/em&gt; vs &lt;em&gt;demand-side&lt;/em&gt;, supponendo che
(statisticamente) i redditi piú elevati siano quelli “imprenditoriali”,
ma è anche possibile fare un&#39;analisi delle due scelte limitandoci al
campo delle riflessioni fatte finora.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Partiamo dall&#39;osservazione che il reddito discrezionale è quello che il
soggetto può utilizzare per i proprî scopi (al di fuori della
soddisfazione dei bisogni essenziali), ed in particolar modo è quello
che il soggetto può utilizzare per &lt;em&gt;migliorare la propria condizione&lt;/em&gt;,
inclusa qui anche la possibilità di trovare un lavoro migliore, o di
investire sul proprio lavoro per renderlo piú efficiente, e quindi in
generale anche di innalzare il proprio RAL.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Avere piú reddito discrezionale disponibile dà piú opportunità in questo
senso, ovvero maggiori o migliori possibilità di passare ad un RAL
superiore, almeno a parità di RAL di partenza. (Non faremo in questo
senso alcuna ipotesi di relazione tra queste possibilità ed il RAL di
base, ovvero non ipotizziamo che passare ad esempio da &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;10&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; a &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;20&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;
sia intrinsecamente piú o meno facile che passare da &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;20&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; a &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;30&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; o da
&lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;20&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; a &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;40&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;.)&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Confrontiamo adesso due sistemi fiscali iniqui (ovvero in cui il reddito
discrezionale non sia proporzionale al RAL) in senso opposto: un sistema
&lt;code&gt;A&lt;/code&gt; che favorisca i redditi piú alti, ed un sistema &lt;code&gt;B&lt;/code&gt; che favorisca i
redditi piú bassi. Per quanto appena osservato, nel sistema &lt;code&gt;A&lt;/code&gt; i
redditi piú alti saranno favoriti (rispetto agli stessi redditi del
sistema &lt;code&gt;B&lt;/code&gt;) nel migliorare la propria condizione, mentre i redditi piú
bassi si troveranno svantaggiati; nel sistema &lt;code&gt;B&lt;/code&gt; sarà ovviamente al
contrario.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il sistema &lt;code&gt;A&lt;/code&gt; migliora quindi le possibilità dei redditi alti per
diventare ancora piú alti, limitando quelle dei redditi bassi, laddove
il sistema &lt;code&gt;B&lt;/code&gt; migliora le possibilità dei redditi bassi di sollevarsi,
limitando quelle dei redditi alti. Il primo tenderà quindi ad
&lt;em&gt;allargare&lt;/em&gt; la disparità tra RAL, mentre il secondo tenderà invece a
ridurla.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;L&#39;iniquità dei due sistemi ha quindi una caratteristica strutturale che
le differenzia: l&#39;iniquità a favore dei RAL piú alti tende ad
&lt;em&gt;amplificare&lt;/em&gt; l&#39;iniquità stessa (aumentando la forbice), laddove
l&#39;iniquità a favore dei RAL piú bassi tende a &lt;em&gt;ridurre&lt;/em&gt; l&#39;iniquità del
sistema favorendo la riduzione della forbice.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;{  Analisi sull&#39;eventuale RAL di “equilibrio”
nel sistema &lt;code&gt;B&lt;/code&gt;; occorrerà probabilmente considerare anche il
comportamento dei redditi sotto la soglia d&#39;esenzione }&lt;/p&gt;

&lt;h3 id=&quot;illimitedellanalisi&quot;&gt;Il limite dell&#39;analisi&lt;/h3&gt;

&lt;p&gt;Ovviamente, poiché queste operazioni di (de)stabilizzazione operano
sulla distribuzione dei redditi, si potrebbe obiettare che il costo di
questa equità fiscale è l&#39;omogeneizzazione dei RAL, condizione nel quale
tutti i meccanismi fiscali basati puramente sul RAL diventano
automaticamente fiscalmente “equi”, spostando di fatto l&#39;iniquità
altrove, ad esempio con una effettiva disincentivazione del
raggiungimento di RAL piú elevati, se non addirittura “punendo” il
guadagno “eccessivo”: producendo il doppio, pur portandomi ad un RAL
doppio, non mi darà il doppio di soldi in tasca, ed anzi tanto meno di
ciò quanto piú favorevole ai redditi bassi sarà il sistema.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;D&#39;altronde, se di equità stiamo parlando, non è nemmeno equo che chi
riesce ad ottenere solo un RAL basso debba per questo essere “punito”
per avere un guadagno “insufficiente”: per quale motivo produrre la
metà, pur portandomi ad un RAL dimezzato, dovrebbe darmi &lt;em&gt;meno della
metà&lt;/em&gt; di soldi in tasca, ed anzi tanto meno di ciò quanto piú favorevoli
ai redditi alti è il sistema?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Azzarderei quindi che, pur con i suoi limiti, l&#39;analisi fatta finora
gode di un certo “bilanciamento”, non superabile senza l&#39;introduzione di
ulteriori elementi di valutazione.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Si potrebbe ad esempio riflettere su quanto il RAL sia frutto
effettivamente dell&#39;impegno del soggetto (nel qual caso si potrebbe
voler premiare il maggior impegno che ha portato ad un RAL piú elevato,
e quindi prediligere il sistema &lt;code&gt;A&lt;/code&gt;), e quanto invece delle circostanze
(nel qual caso sarebbe quasi sadico impoverire ulteriormente chi non
avrebbe potuto fare altrimenti, e quindi prediligere il sistema &lt;code&gt;B&lt;/code&gt;).
Oppure, adottando un&#39;ottica “calvinista”, o quanto meno
&lt;a href=&quot;https://it.wikipedia.org/wiki/L%27etica_protestante_e_lo_spirito_del_capitalismo&quot;&gt;weberiana&lt;/a&gt;, si potrebbero considerare le circostanze
dominanti, ma prediligere comunque il sistema &lt;code&gt;A&lt;/code&gt;, che per sua natura
“premia” il successo e “punisce” l&#39;insuccesso, vedendolo quindi, in
maniera forse un po&#39; blasfema, come una manifestazione terrena della
Grazia di Dio.&lt;/p&gt;

&lt;h3 id=&quot;sullutilitmarginaledelreddito&quot;&gt;Sull&#39;utilità marginale del reddito&lt;/h3&gt;

&lt;p&gt;Un aspetto a cui si può guardare con un occhio forse piú oggettivo è
l&#39;effetto che la distribuzione dei redditi (ed in particolare del
reddito discrezionale) ha sull&#39;economia in particolare, e sulla società
in generale.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Sostanzialmente, dovendo scegliere tra due sistemi fiscali entrambi
iniqui nei confronti dei singoli contribuenti, vogliamo andare a vedere
quale dei due sistemi possa dare un beneficio &lt;em&gt;complessivo&lt;/em&gt; all&#39;economia
(ed alla società), pur operando a discapito di una delle due categorie
(quella dei redditi alti o quella dei redditi bassi).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Partiamo con l&#39;osservare che, a parità dell&#39;ammontare della variazione,
l&#39;effetto di una variazione di reddito discrezionale cambia in base al
reddito di partenza: un incremento o un decremento di &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; su un reddito
discrezionale di &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; e molto maggiore dello stesso su di un reddito di
&lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;10&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, per il quale è comunque superiore allo stesso incremento su di un
reddito di &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;100&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; (in un certo senso, il denaro stesso segue la legge
dell&#39;utile marginale decrescente).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;L&#39;impatto di questa variazione non è solo intrinseco, legato alla
proporzione fra variazione e valore di riferimento, ma ha anche
implicazioni sulle modalità in cui l&#39;economica da tale variazione può
beneficiare (o essere danneggiata). Eppure già solo il valore relativo
della variazione dovrebbe far riflettere, in particolare
sull&#39;opportunità che, a parità di gettito fiscale, il carico sia
“spostato” sui redditi piú alti.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ragioniamo per questo in termini della &lt;em&gt;utilità&lt;/em&gt; complessiva legata alla
particolare distribuzione di reddito.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Data una certa distribuzione di soggetti, ciascuno con il proprio RAL e
con le proprie spese essenziali, la scelta del sistema fiscale (aliquota
e soglia d&#39;esenzione) comporta variazioni sul gettito fiscale
complessivo (somma di tutti gli importi pagati dai contribuenti) e
pertanto di reddito discrezionale complessivo (somma di tutti i redditi
discrezionali). Tuttavia è anche possibile variare il sistema fiscale
mantenendo invariato il gettito. In tal caso, scelte diverse di aliquota
e soglia d&#39;esenzione porteranno ad una diversa distribuzione del
medesimo reddito discrezionale complessivo (osserviamo che se il gettito
fiscale non cambia, con esso non cambia la somma dei redditi
discrezionali).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Per quanto osservato sull&#39;utilità marginale del reddito discrezionale,
sotto opportune condizioni, una variazione del sistema fiscale che, a
parità di gettito fiscale, benefici i redditi piú bassi a danno di
quelli piú alti risulta in un incremento complessivo dell&#39;utilità dello
stesso ammontare di reddito discrezionale.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Supponiamo ad esempio che vi siano 10 redditi discrezionali da &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;10&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;
l&#39;uno e 10 redditi discrezionali da &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;100&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; l&#39;uno. Una variazione del
sistema fiscale che incrementi di &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; i redditi discrezionali da &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;10&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;
e riduca dello stesso ammontare i redditi discrezionali da &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;100&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;
risulterebbe in una distribuzione di reddito con una maggiore utilità
complessiva (l&#39;utilità marginale acquisita dai redditi piú bassi è
superiore a quella persa dai redditi piú alti).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;In quest&#39;ottica, un sistema iniquo di tipo &lt;code&gt;B&lt;/code&gt; (piú favorevole ai
redditi bassi) sarebbe preferibile ad un sistema iniquo di tipo &lt;code&gt;A&lt;/code&gt; (piú
favorevole ai redditi alti) nella misura in cui porterebbe ad una
maggiore utilità complessiva del reddito discrezionale.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Vi sono ovviamente dei limiti entro cui tale meccanismo è ammissibile:
se ad esempio supponiamo che vi siano 99 redditi discrezionali da &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;10&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;,
ed un solo reddito discrezionale di &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;100&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt;, un incremento di &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;1&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; per
tutti i redditi bassi comporterebbe una perdita di &lt;math&gt;&lt;mstyle&gt;&lt;mn&gt;99&lt;/mn&gt;&lt;mi&gt;&amp;#164;&lt;/mi&gt;&lt;/mstyle&gt;&lt;/math&gt; del reddito
discrezionale alto per mantenere il gettito fiscale: a fronte di un
incremento contenuto per l&#39;utilità dei redditi bassi si avrebbe un
crollo drammatico per quello alto. Anche nel caso in cui l&#39;utilità
complessiva dovesse risultate maggiore, questo incremento dovrebbe
essere pesato contro la notevole iniquità del sistema.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Non di facile soluzione è in questo determinare i limiti concreti di
ammissibilità di questa forma di redistribuzione del reddito
discrezionale.&lt;/p&gt;

&lt;h3 id=&quot;impattoeconomicoesociale&quot;&gt;Impatto economico e sociale&lt;/h3&gt;

&lt;p&gt;{  Miglioramento dell&#39;economia legato alla maggiore
utilità del reddito redistribuito; impatto sociale dell&#39;innalzamento dei
redditi piú bassi; potrebbero essere necessarie riflessioni (e dati) sulla
distribuzione percentuale dei RAL }&lt;/p&gt;

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