Uomini e popoli
Una sostanziale e sintomatica differenza tra la cultura europea (o almeno in particolar modo quella mediterranea) e quella americana è l'accento posto sull'individuo. Mi riferisco, s'intende, non tanto alla produzione (e fruizione) artistico-letteraria, quanto alla cultura nel senso lato di forma mentis (diffusa, magari prevalente, certamente documentata, forse stereotipata).
La cultura europea è una cultura di popoli, di masse; una cultura in cui solo pochi (grandi), rari singoli individui dotati di eccezionali capacità prevalgono (grazie ad esse) sulla, dalla massa, distinguendosi per gesta, opere, idee. Sono, questi, eroi, condottieri, maestri che passeranno alla storia, pilastri fondanti della tradizione, della cultura, del pensiero del popolo. Per tutti gli altri, la migliore realizzazione di sé che si riesce a concepire è quella di essere un buon seguace, di contribuire alla formazione (nel senso di numero, presenza) del popolo, della massa ordinata, composta, omogenea.
Per ciò il Sogno Americano, l'individuo comune che si costruisce con le proprie forze, partendo da zero, un mattoncino per volta, una vita propria, non ha una controparte europea.
Per inciso, la cultura dei popoli prescinde dall'opinione sociale, politica, religiosa. Cambia l'enumerazione dei condottieri e degli eroi, così come la loro distribuzione tra positivi e negativi, ma non la necessità di averne, di rispettarli, di venerarli, di seguirli.