Panne
Sono da poco passate le dieci e mezza di sera; {lui}, con una coppia di amici, esce dal cinema; chiacchierando, i tre si avviano verso le rispettive automobili; dietro la Panda di {lui} è parcheggiata una Renault rossa, e mentre saluta gli amici il giovane si accorge che la giovane seduta al volante della Renault ha qualche problema: gira la chiavetta, ma l'automobile non reagisce.
I due amici, che non si sono accorti di nulla, salutano {lui} per raggiungere la loro macchina, e {lui} monta sulla propria Panda. Accende il motore, preparandosi a partire, ma gli manca il cuore di andarsene così; guardando nello specchietto retrovisore vede che la giovane tira un pugno al volante, e rimane poi immobile, concentrata in qualche suo pensiero.
{lui} vorrebbe aiutarla, ma gli manca il coraggio; sospetta che una sua offerta di aiuto possa non essere presa nel verso giusto. Rimane pensieroso per qualche momento, infine si decide e spegne il motore, aprendo lo sportello della macchina, proprio mentre la giovane apre il proprio: i due escono così contemporanemanete dalle rispettive automobili, senza volerlo.
La giovane non sembra averlo notato, non sembra essersi nemmeno accorta della presenza di {lui}, o se se n'è accorta non lo dà a vedere. Chiude lo sportello con una spinta irata, quindi vi poggia contro la schiena, e corrucciata, a braccia incrociate, si guarda le punte dei piedi.
«Chiedo scusa …» {lui} prende infine coraggio «posso aiutarla?»
La giovane solleva lo sguardo. Lo squadra, cipigliosa, e {lui} si sente molto scemo. Forse la cosa è visibile, e questo lo fa apparire più innocuo, perché la giovane infine gli rivolge la parola:
«Non riesco a far partire la macchina.»
«Sì, me ne sono accorto. Se posso fare qualcosa …»
«È Sua la Panda?»
«Sì.»
«Sa come si attaccano i cavetti della batteria?»
{lui} annuisce. La giovane si stacca infine dallo sportello, per raggiungere il portabagagli della propria macchina, aprirlo, e tirarne fuori un paio di lunghi cavi dotati di morsetti alle estremità. {lui} annuisce ancora, poi risale in macchina e fa manovra per portarla cofano contro cofano con la Renault.
Attaccare i cavi non è un grosso problema, e l'accensione sembra avere successo, ma la macchina della giovane continua a non essere reattiva. {lui} infine desiste, scende dalla propria macchina per raggiungere quella della donna.
«Non è un problema di batteria.»
La donna lo guarda perplessa.
«Sembra che non arrivi benzina al motore.»
La donna continua a guardarlo perplessa.
«Per caso l'antifurto stacca l'alimentazione?»
«Oh benedett'Iddio!» esclama infine la donna, dandosi una pacca sulla fronte «Il bello è che m'avevano pure avvertito di starci attenta.»
{lui} fa spallucce. «Mi dispiace, ma temo di non poterci fare nulla …» Comincia a staccare i cavi dalle batterie, chiude i cofani delle macchine «Ecco, questi sono Suoi. Se vuole posso accompagnarLa a casa, ma temo di non poter trainare la macchina.»
È in momenti come questi che la giovane rimpiange di non avere un telefonino, ma {lui} non può saperlo; la giovane ha un appuntamento con alcuni amici, e non può dir loro di venirla a prendere. È solo per questo motivo che alla fine acconsente ad un passaggio:
«Sa dov'è Altamira?»
«Sì. Vuole che L'accompagni là?»
«Sarebbe molto gentile.»
Non c'è nessuno per strada, e vi sono persino posti liberi vicino ad Altamira; {lui} parcheggia ed accompagna la giovane fino all'ingresso del locale; qui trovano ad aspettarli due amiche della giovane.
«Oh, eccola.» fa una di queste non appena li scorge.
«E gli altri?»
Non ci vuole molto a capire che nessun altro le raggiungerà più —alcuni hanno già avvertito, di altri non si sa nulla— e le tre offrono allora a {lui} di unirsi a loro.