Ho finalmente aggiunto al Wok una “chicca” grafica sulla quale ragionavo da tempo: le sparkline della mia attività di scrittura.

Come ho avuto modo di spiegare qui, ho scelto di adottare questi “grafici in riga” di quelli che sono i commit del mio lavoro, la “fotografia” dello stato degli articoli in specifici momenti, anche se queste sequenze temporali sono solo una rappresentazione approssimativa della mia attività (non è insolito che io butti giú bozze che rimangono “sciolte” dal corpo del Wok per giorni se non mesi o anni, e viceversa vi sono dei periodi in cui i commit sono frequenti, ma si limitano a correggere errori di battitura o modificare piccoli aspetti grafici, magari su piú iterazioni, senza sostanziali aggiornamenti ai contenuti), perché comunque rimane un'informazione qualitativamente significativa.

E se nella pagina principale è evidente che nel periodo tra il 2015 (se non addirittura il 2014) ed il 2020 la mia attività è visibilmente diminuita, è negli indici delle rubriche che emergono i risultati piú interessanti.

Ad esempio, nella rubrica Oppure, andando a confrontare le date dei testi con quelle della sparkline vediamo subito che i primi manifestano un “buco” dal dicembre 2015 all'agosto 2019, nonostante la sparkline sia stata abbastanza attiva nel 2016.

Invero, questo è stato il periodo in cui ho lavorato piú intensamente ad un testo (creativo) che non ho ancora pubblicato, ma alla cui esistenza nei meandri del Wok ho già accennato —sempre senza rivelare dettagli— parlando dell'insostenibile leggerezza del testo

(Chissà se invece di una cronologia del numero di commit sarebbe piú interessante metterne su una del loro peso: ho visto che alcuni ad esempio sul annunciano di aver scritto “un certo numero di parole” (o di battute) su questo o quell'argomento.)

Ma tutto sommato, essendo la rubrica Oppure dichiaratamente una “valvola di decompressione aspirante letteraria”, non è nemmeno troppo sorprendente che veda nuovi contributi in maniera saltuaria (ed a gruppi, quando succede).

Ciò che invece mi ha veramente colpito, nel guardare le cronologie del mio “impegno”, è stata proprio questa rubrica, Diaria, che già dal nome vorrebbe suggerire una certa “dedizione”, se pur limitata ad eventi “eccezionali”. Ed invece, è stata completamente abbandonata dal 2015 al 2018 (con l'unica eccezione di un commit di correzione di errori di battitura) e poi di nuovo per l'intero 2022 —e non è certo per mancanza di cose da scrivere, che mi ritrovo con questi “buchi”: gli eventi eccezionali certo non sono mancati, dalla nascita di mia figlia alla mia assunzione a tempo indeterminato, giusto per citarne un paio.

Posso certamente addurre scuse di vario genere, vuoi la stanchezza mentale, gli impegni, o chissà che altro, ma temo che qualunque cosa io possa cercare di tirare fuori serva solo a nascondere —soprattutto per il triennio 2015–2018— una doppietta per la quale a posteriori non posso che rimproverarmi: l'essermi lasciato assorbire, dopo la morte di FriendFeed, da prima e dell'ormai defunto poi, ed una certa “pigrizia tecnica” nei confronti del mio beneamato Wok.

Sulla questione del “lasciarmi assorbire” da quelle piattaforme parlerò probabilmente in futuro ed in adeguato dettaglio nell'apposito rubrica, e/o forse in una rivisitazione del mio vecchio articolo sui social network (da rivedere soprattutto con l'esperienza guadagnata sul Fediverso), ma una cosa è certa adesso: sono ben lieto che la direzione presa dalle comunità che seguivo prima e dalle intere piattaforme poi mi abbiano allontanato da lí, per riportarmi a considerare in maniera piú centrale un'Internet piú “umana” (la scoperta del in questo senso è stata salvifica) e soprattutto la mia “sede” in Internet (piuttosto che il mio tempo “affittato” agli interessi altrui).

Per quanto riguarda il secondo aspetto, purtroppo, la verità è che per la maggior parte dei miei aggiornamenti “quotidiani” una piattaforma di microblogging come Twitter all'epoca o oggi è l'ideale: la comodità di poter buttar lí un aggiornamento senza troppe preoccupazione, dovunque mi trovi (OK, purché vi sia connettività) stimola molto piú alla scrittura (o quanto meno ad un certo tipo di scrittura) delle complessità tecniche legate all'aggiornamento del Wok.

È vero che in un certo senso si tratta di una “tragedia” autoinflitta, e che quanto meno avrei avuto tempo in questi anni di “ammorbidire” in varî modi, ma la verità è che finora me n'era mancato lo stimolo. E se è pur vero che le cose stanno cambiando (a partire dal mio rinato interesse verso il Wok, e le considerazioni che sto maturando su come trasformarlo in ciò che davvero voglio che sia), è anche vero che il lavoro da fare rimane tanto, ed il tempo disponibile al momento non aumenta.

Ma se non altro, adesso mi ritroverò costantemente sott'occhio un promemoria visivo di quello che significa veramente dimenticare sé stessi.