Il Signorino degli Anelli
Alla fine s'è convinto, per motivi impensabili
Mio figlio si è finalmente convinto a finire di leggersi Il Signore degli Anelli.
Il primo tentativo di lettura era abortito ai tumuli (troppo inquietanti). Al secondo tentativ mio figlio sosteneva di essere arrivato alla locanda, riferendosi a quel Puledro Impennato che nella traduzione che sta leggendo lui adesso, si chiama Cavallino Inalberato, (entrambe traduzioni discutibili del Prancing Pony dell'originale): in realtà non mi convinceva, questa sua affermazione, poiché che non sembrava ricordare gli eventi della stessa.
Oggi finalmente è ripartito (ed ho cosí scoperto che in relatà si era fermato alla fine del capitolo precedente quello della locanda; il che ha spiegato molte cose). Che cosa l'ha finalmente convinto?
Ieri siamo stati alla festa di compleanno di una delle sue cugine, la cui sorella ha un nuovo gioco di carte: Similo — Il Signore degli Anelli, un gioco cooperativo in cui un Suggeritore deve aiutare gli altri ad indovinare uno di dodici personaggi (estrattə a caso) giocando fino a 5 carte “indizio” che dovrebbero indicare quali delle carte personaggio in gioco vadano scartate. Si perde se il resto della compagnia scarta la carta indovinare, si vince se gli indizi aiutano il resto della compagnia a scartare tutte le altre.
Il gioco è una bella sfida anche conoscendo bene il romanzo, ma mio figlio ha scoperto subito di non poter giocare davvero senza sapere in che rapporti stiano tra loro i personaggi, poiché anche leggendo la descrizione molto sintetica che accompagna ciascuna delle carte mancano spesso dettagli essenziali.
Mi sta bene anche cosí.