I piccoli piaceri
Piccoli atti di resistenza per illuminare il futuro
Con il mondo che va allo scatafascio, è importante non farsi prendere dalla disperazione. Non posso di avere il segreto della felicità, o una soluzione per i problemi sempre piú pressanti che ci troviamo e troveremo ad affrontare, né posso dire di essere contento del futuro che stiamo lasciando alle nuove generazioni, Ma per l'appunto, c'è una strada che posso proporre, una strada che può illuminare il futuro anche senza offrire soluzioni: la strada dei piccoli piaceri.
Infilo in questo calderone un po' tutto, dalla schadenfreude ai piccoli lussi che possiamo ancora permetterci, passando per ogni gesto o atto creativo, nostro o altrui che sia.
Schadenfreude
Abbiamo il CEO della Microsoft che chiede per favore di smettere di usare il termine “sbobba” quando parliamo dei prodotti dei loro modelli generativi che spacciano per intelligenza artificiale, con il prevedibile risultato di rafforzare questo uso, a tal punto che la vecchia deformazione del nome dell'azienda (Micro$oft, per la sfrontatezza con cui cercava il guadagno, senza nessuna considerazione etica) è ormai stato sostituito oggi da Microslop.
Abbiamo lo stesso figuro che implora perché noi si trovi un uso per la suddetta sbobba perché altrimenti loro perderanno il “permesso sociale” di consumare (inutilmente) risorse al ritmo a cui questi modelli consumano.
Abbiamo il CEO della NVIDIA che si lamenta perché tutti parlano male dei modelli generativi (al solito spacciati per intelligenza artificiale) invece di adottarli (o peggio ancora, dopo averli adottati).
E dà soddisfazione vedere questi miliardari cominciare a rendersi conto che questa volta nemmeno gli allocchi
salveranno i miliardi buttatiinvestiti in una delle tecnologie piú inutili e dannose degli ultimi cento anni.
Siamo tutti lí ad aspettare l'esplosione di questa bolla speculativa talmente gonfia
da essere l'unica cosa a proiettare un'illusione di positività nel mercato azionario
in un periodo di recessione economica che non cesserà finché i potenti non si renderanno conto di quanto avesse ragione Keynes,
e che se gli operai non possono acquistare il prodotto del loro lavoro, l'economia non può girare.
Dà soddisfazione, ed incoraggia ad insistere nelle campagne d'informazione sull'inutilità di questi modelli generativi,
sul fatto che la produzione degli LLM sia sbobba di pessima qualità,
sul criminale consumo di risorse nascosto dai colpevoli:
dà soddisfazione non solo perché affermare il vero dà soddisfazione,
ma anche perché i miliardari piangono, e se non possiamo fargli piangere sangue con le tasse perché si sono comprati i politici,
almeno possiamo goderci i piagnistei perché stiamo sputtanando la loro sostanziale incapacità imprenditoriale.
(Bonus: Meta Inc. ha pure chiuso il comparto realtà virtuale sul quale aveva scommesso talmente tanto da cambiare persino nome per pubblicizzarlo —nonché ovviamente per la mala nomea che Facebook aveva accumulato tra genocidi e scandali vari. Ricordiamo che per la genAI oggi si usa la stessa propaganda che per la realtà virtuale di allora, per cercare di vendere qualcosa che in realtà non serve a nessuno. Moriranno male e non dispiacerà a nessuno.)
Piccoli lussi
Pur con gli inevitabili conflitti e problemi, sono contento di avere la famiglia ed il lavoro che ho. Per la prima in particolare, mai come in questo periodo sono vere le parole del padre nella vignetta sul rubinetto della felicità di SMBC Comics.
Quando il grande in tutte le scemenze tira fuori anche qualche battuta simpatica, quando si possono cominciare a fare discorsi piú serî, quando la piccola si mette lí a fare puzzle e chiede anche solo compagnia, ma si finisce per mettercisi tutti insieme a cercare incastri, quando ci sediamo tutti insieme davanti ad un mazzo di carte o ad un gioco di equilibrio, ed io lo so che comunque sono piccoli lussi che non tutti si possono permettere.
E sono piccoli lussi il sushi che ci concediamo di tanto in tanto, i giochi da tavola, i libri ed i fumetti che acquistiamo (anche quando ci costano un rene di dogana dopo mille peripezie, cosa che, mi sa, presto si ripeterà con il fumetto indipendente che ho recentemente sponsorizzato).
Creatività
Altrui …
Quando ho lasciato l'allora Twitter per il Fediverso, non è cambiato solo l'ambiente generale, ma anche la mia selezione su chi seguire. Benché io sia stato sempre un “conoscitore” di fumetti indipendenti pubblicati sul web, (non necessariamente un intenditore, ma comunque un lettore di grandi quantità degli stessi), è stata con grande piacere che ho scoperto quanti artisti indipendenti vi fossero sul sul Fediverso —nonostante una maggioranza di artisti indipendenti l'abbia in realtà evitato come la peste quando Twitter è diventato Xitter, preferendo migrare prima su varî esperimenti piú o meno falliti, ed infine generalmente su Bluesky: certa gente non impara mai.
Mi sono fatto un punto di seguire quanti piú di questi artisti possibile, non solo per interesse personale, ma anche come incoraggiamento al loro uso del Fediverso piuttosto che (o in aggiunta che fosse) alle piattaforme commerciali. Ho trovato con maggiore o minore difficoltà gente di cui leggevo da tempo le opere pubblicate online, ho trovato nuovi fumetti da seguire tramite contatti indiretti di artisti seguiti da altri artisti nel Fediverso, e piú recentemente nuovi artisti, dai nuovi fumetti che ogni tanto vado cercando, quando riconoscono l'opportunità di pubblicizzare anche la loro presenza sul Fediverso tra i profili social di corredo alle loro opere.
Ne è migliorata la qualità della mia navigazione sul Fediverso (soprattutto in questo periodo in cui le cattive notizie abbondano), ed in alcuni casi (come per Kamikaze) ne hanno tratto vantaggio economico anche gli artisti, perché un piccolo lusso che mi posso permettere io è una piccola speranza in piú per loro di sopravvivere del prodotto della loro creatività.
(Mi piacerebbe poter supportare finanziariamente tutti gli artisti che seguo; non posso. Ma la possibilità di permettere agli artisti di esprimere la propria creatività senza doversi preoccupare di morire di fame è certamente uno dei tanti argomenti a favore di quell'UBI che da tempo sostengo.)
… e mia
Non mi considero una persona molto creativa, pur avendo le mie valvole di sfogo aspiranti tali. Mi piace scrivere, anche se non sempre trovo il tempo di scrivere quello che (o su cui) voglio scrivere (e sí, questo aggiornamento è un po' una scappatoia per menzionare molti dei tanti argomenti per i quali vorrei trovare il tempo di scrivere), e troppo spesso per i miei gusti ormai finisco con il farlo piú sul mio profilo Mastodon (che controllo fino ad un certo punto) che non qui (ed ho già spiegato perché).
Trovo comunque soddisfazione nel software che creo per lavoro, ed ancor piú in quello che sviluppo per interesse personale. E recentemente ho cominciato a guardare con curiosità a nuovi linguaggi di programmazione, tra cui Julia, ma ancor piú sono rimasto affascinato da tempo dalla promessa di una programmazione “naturale” con la nuova versione di Inform, un linguaggio creato specificamente per la creazione di quel genere di giochi che oggi viene classificato come Avventure testuali o piú generale (in inglese) come interactive fiction. E pertanto, per imparare quest'ultimo linguaggio, ho dovuto cimentarmi con la creazione di un'avventura testuale, esperienza di cui magari parlerò piú avanti.
E come prevedibile, ben presto mi sono trovato ad andare oltre l'avventura testuale, a cimentarmi con lo scrivere estensioni che possano tornare utili ad altri autori di avventure testuali. Ed anche questo, nel suo piccolo, è un modo di rendere il mondo piú bello.