Epici ritorni
I ritorni, si sa, non sono mai semplici. Alcune delle più famose epiche della nostra cultura sono ritorni. E non è difficile capire perché, viste le difficoltà che abbiamo vissuto oggi noi semplici mortali cercando di tornare da Torre Archirafi.
Strade maestre senza alcuna forma di illuminazione, e che terminavano in mezzo al nulla con lavori in corso senza alcuna forma di preavviso. Bivî senza alcuna indicazione su quale fosse la strada principale, e men che mai su dove portasse ciascuna delle possibilità. Incroci folli con decine di spartitraffico, su più livelli.
Indicazioni su come raggiungere l'autostrada omesse un incrocio sì e uno no, forse per lasciare un po' il gusto all'autista di cercare di indovinare quando fosse il caso di prendere una traversa. Alla fine, è stato più semplice seguire la segnaletica per Conforama che non quella per l'autostrada: se non altro, era più segnalato (e per nostra fortuna da un nostro viaggi precedente sapevamo che in realtà le due cose erano grosso modo vicine).
C'è qualcosa di significativo, credo, una qualche nascosta lezione da imparare, nel fatto che sia più semplice raggiungere un grosso negozio di arredamento che il casello dell'autostrada; e possiamo ancora dichiararci fortunati che fosse Conforama e non Ikea, visto che le indicazioni per raggiungere quest'ultima vengono metodicamente manomesse (girate nella direzione opposta o puntate verso il nulla) dalla ‘concorrenza’.