Intro

In questi giorni è uscito nelle sale cinematografiche il film L'ultima missione: Project Hail Mary, basato sul romanzo di fantascienza Project Hail Mary scritto da Andy Weir, autore già divenuto famoso con il suo precedente romanzo L'uomo di Marte e film ad esso ispirato Sopravvissuto - The Martian.

L'opera

Sorvolando sulle solite fantasie dei traduttori italiani e sulle inspiegabili scelte di aggiungere, sottrarre e stravolgere i titoli, (perché L'uomo di Marte e non Il marziano, lasciando l'ambiguità del titolo originale?), soprattutto nei film (da dove è uscito Sopravvissuto? perché L'ultima missione e non semplicemente Progetto Ave Maria?), mi voglio concentrare qui sul romanzo (non ho ancora visto il film), che ho appena finito di leggere (in preparazione per la visione del film) in lingua originale.

La storia, (con spoiler) è la seguente: persone di scienza scoprono che una sorta di alga spaziale, a cui viene dato il nome di Astrofagi, sta consumando il Sole con velocità che cresce esponenzialmente, minacciando di portare all'estinzione della vita sulla terra; dall'osservazione delle stelle vicine si scopre che Tau Ceti è l'unica che sembra non essere vittima di questa colonizzazione; viene organizzata una missione spaziale per capire perché, e cercare una possibile soluzione per salvare il Sole e l'umanità; la missione, a bordo della Hail Mary, raggiunge Tau Ceti, ma con un unico sopravvissuto, che inizialmente non ricorda nemmeno il motivo per cui si trova lí; mentre lentamente ritrova la memoria, il narratore protagonista, Ryland Grace, entra in contatto con un'altra missione, proveniente da 40 Eridiani ed anch'essa con unico sopravvissuto (soprannominato Rocky), con il medesimo obiettivo; i due alieni imparano a comunicare, e collaborano per trovare il motivo della permanenza di Tau Ceti nonostante l'evidente presenza di astrofagi anche in quel sistema solare; con difficoltà e danneggiando l'astronave, scoprono che nell'atmosfera del pianeta dove gli astrofagi vanno per riprodursi è anche presente un predatore dell'astrofago, che soprannominano Taumeba, che però non potrebbe sopravvivere su Venere e sul terzo pianeta di 40 Eridiani, dove gli astrofagi dei rispettivi sistemi solari vanno per riprodursi; Graze riesce a selezionare una variante di taumeba in grado di sopravvivere anche in presenza di azoto molecolare, ed i due alieni si separano per tornare ciascuno al proprio sistema solare con questa scoperta, nella speranza di salvare i rispettivi mondi; sul viaggio di ritorno, Grace si accorge che le taumebe resistenti hanno anche sviluppato la capacità di infiltrarsi nella xenonite, principale materiale di costruzione della nave aliena, e si rende conto che questo significa che la nave di Rocky perderà tutti gli astrofagi usati per la propulsione, rimanendo persa nello spazio; decide allora di abbandonare i proprî piani di tornare sulla Terra, mandando le proprie taumebe e tutte le informazioni tramite dei droni che erano state preparate all'uopo, e torna indietro per salvare Rocky ed aiutarlo a tornare al proprio pianeta, pur sapendo che questa scelta significa per lui la fine.

Il romanzo è ben strutturato, abbastanza coerente e scientificamente plausibile (l'autore cerca sempre l'aiuto di lettori “in anteprima” che abbiano le competenze scientifiche per assicurarsi che la parte -scienza della sua fantascienza sia sensata), salvo qualche dettaglio di cui parlerò dopo. Il testo è scorrevole, e riesce a bilanciare dramma ed umorismo senza scadere né nel patetico né nel ridicolo. La costruzione “a ping pong” tra il tempo narrativo principale ed i flashback agli eventi prima della missione è ben equilibrata, ed aiuta a bilanciare “azione” e worldbuilding senza annoiare e senza lasciare falle narrative (anche qui con almeno un'eccezione, di cui parlerò nel prossimo paragrafo), trovando peraltro una propria motivazione proprio negli ultimi episodi di flashback.

Arrivato agli ultimi capitoli, ho formulato una mia ipotesi su una possibile soluzione all'ultima decisione che il protagonista deve prendere. L'autore ha seguito una strada diversa, che ha un suo perché, ma a mio parere perde qualcosa viste le “finestre” che aveva inizialmente aperto.

Complessivamente, il mio giudizio dell'opera è positivo, come lo è stato finora di tutte le opere di Andy Weir che conosco (credo che mi manchi solo Artemis - La prima città sulla Luna, il suo romanzo del 2017).

Inghippi

Come ho menzionato nel paragrafo precedente, il romanzo ha qualche piccolo inghippo, qualche incoerenza.

Il primo aspetto su cui ho avuto qualche perplessità è stato lo sviluppo dell'astronomia Eridiana. Gli abitanti di quel pianeta non hanno l'organo della vista, e la loro percezione del mondo è interamente basata sulle vibrazioni; nonostante questo, hanno sviluppato la radio, e persino la radioastronomia, pur non avendo mai avuto veramente motivo di “guardare in alto”, come fa notare il narratore stesso. La cosa non è impossibile (avranno avuto qualche interferenza da segnali cosmici nelle loro comunicazioni terra-terra?), ma fortemente dubbia.

La cosa veramente poco convincente è il modo in cui il protagonista viene selezionato per la missione. So che l'autore stesso ha detto di essere soddisfatto di come alcune cose, compresa questa, siano cambiate nel film, ma la parte che è cambiata non è quella che non mi convince. Vista l'attenzione di Stratt alla sicurezza dei membri delle due squadre, è altamente improbabile che venisse permesso alla scienziata del secondo gruppo di assistere ad un esperimento potenzialmente pericoloso condotto dalla sua controparte del primo gruppo. È anche poco credibile che le quantità venissero scambiate: vista l'enorme differenza di energia rilasciata da un ordine di grandezza di materiale di differenza, i controlli sarebbero stati molto piú rigidi e severi. Anche in questo caso, non impossibile, ma sicuramente la cosa richiede una certa dose di sospensione dell'incredulità.

Infine, il finale. Sappiamo dai primi scambi tra il protagonista e Rocky che il pianeta di quest'ultimo ha meno urgenza della Terra, per le caratteristiche geofisiche ed astronomiche del pianeta stesso (capitolo 15: 72 anni terrestri prima di “problemi gravi”); sappiamo che i pianeti sono “vicini” (16 anni luce terrestri); sarebbe quindi stato possibile per Grace prendere Rocky con sé sulla propria astronave, tornare sulla Terra, e quindi tornare con (o mandare) Rocky sul suo pianeta, salvando quindi entrambi i pianeti ma dando a Grace la possibilità di tornare sulla Terra. Ci sono ovviamente motivi validi per cui i personaggi abbiamo fatto invece una scelta diversa: una giustificabile fretta per Rocky di tornarsene a casa propria, dopo 40 e passa anni terrestri passati nello spazio, da solo; un subconscio pensiero di Grace di mandare a quel paese la Terra, o la paura di vedere cosa ne era stato durante la sua assenza; o potrebbero semplicemente non aver pensato a questa soluzione (a prescindere dal fatto che ci abbia pensato o meno l'autore. La divergenza tra la mia idea e l'opera non la considero infatti un difetto del romanzo, ma mi picco di aver pensato ad una soluzione che all'autore non sembra essere venuta in mente nonostante ci fossero gli elementi.

Piuttosto, sempre per il finale, quello che considero un errore è l'affermazione che la maggiore gravità di Eridani abbia reso piú fragili le ossa del protagonista; semmai, al contrario, la vita sul pianeta avrebbe dovuto piuttosto irrobustire la sua ossatura e muscolatura; ovviamente non è detto che questo avrebbe fatto qualcosa per i reumatismi.

L'autore

Seguo Andy Weir da prima che fosse famoso, dai tempi del suo fumetto online, che non seguivo certo per l'arte: piuttosto, ho sempre stimato la sua vena creativa, le sue capacità di scrittore e narratore. Sulla stessa vena ho letto con gusto Cheshire Crossing (disponibile online qui nella versione originale disegnata da Weir stesso, e qui nella versione ridisegnata da Sarah Andersen) ed un altro fumetto di cui non ricordo il nome e di cui non riesco piú a trovare traccia. (Aggiornerò questa pagina se lo ritroverò.)

Quando ho visto The Martian non sapevo nemmeno che fosse basato su un suo romanzo; non sapevo nemmeno che avesse scritto un romanzo (ero rimasto al suo racconto probabilmente piú famoso, The Egg), ma non sono rimasto troppo sorpreso dal fatto che la storia fosse sua: non mi è stato difficile trovare “note stilistico-creative” tipiche dei prodotti della sua fantasia.

Allo stesso modo, posso dire che Project Hail Mary è chiaramente un'opera sua, e confesso di essere un po' in timore a guardare il film dopo aver letto il romanzo: quanta roba verrà tagliata via? È pur vero che a quanto pare Weir rimane coinvolto nella stesura del copione del film, ed avrà quindi fatto di tutto per evitare che la storia venga maciullata, ma per sua natura un film, per quanto lungo (due ore e mezzo?) non potrà mai essere dettagliato come il romanzo. Vedremo.

The funny duck is now a Nazi

Purtroppo, a quanto pare Andy Weir, che era solito definirsi “socialmente progressista, fiscalmente conservatore”, ha deciso di allargare le proprie simpatie ad un pubblico diciamo non proprio socialmente progressista, insistendo, in una intervista con un famoso YouTuber di destra, che il proprio successo è in larga parte dovuto al suo essersi tenuto lontano da tematiche woke, una parola il cui uso lascia pochi dubbi sulle inclinazioni politiche di chi la usa in tali modi, ancor piú in simili contesti.

Se a questo aggiungiamo recenti sue esternazioni in favore dei modelli generativi, sembrerebbe proprio che “anche questo ce lo siamo giocato”. Peccato.

Per i curiosi, il titolo di questo paragrafo è un riferimento al fenomeno che nell'Internet anglofono è diventato famoso come la Milkshake duck:

The whole internet loves Milkshake Duck, a lovely duck that drinks milkshakes! 5 seconds later We regret to inform you the duck is racist
Tutta internet ama l'Anatra del Frullato, un'adorabile anatra che beve frullati! 5 secondi dopo Ci dispiace informarvi che l'anatra è razzista