Ieri abbiamo visto Nimona, un lungometraggio animato distribuito da Netflix e prodotto, dopo varie peripezie, dalla Annapurna Animation.

Sinossi

La storia narra di una giovane speranza della plebe (Ballister) a cui, contro mille anni di tradizione, viene concessa la possibilità di diventare cavaliere, e che diventa invece un bandito, perché durante la cerimonia una trappola nascosta nella spada che gli è stata fornita ammazza la regina. Ricercato dai suoi ex compagni d'arme, Ballister trova un'inaspettata alleata in Nimona, una giovane che lo cerca sperando di trovare in lui un'anima affine.

Sotto la guida di Ballister, e contro il desiderio di distruzione di Nimona, che presto si rivela essere una mutaforma, l'improbabile coppia cerca di riscattare il nome del cavaliere e di indagare sul vero colpevole dell'assassinio della regine, ostacolati dagli altri cavalieri, il cui capo Ambrosius era legato sentimentalmente a Ballister ed è discendente diretto di Gloreth, l'eroina che mille anni prima aveva sconfitto il mostro che terrorizzava il regno e fondato il corpo dei cavalieri.

Pur trovando prove della colpevolezza della Direttrice che aveva addestrato i cavalieri, Ballister e Nimona non riescono a convincere Ambrosius, che anzi riesce, guidato dalla Direttrice stessa, ad insinuare in Ballister il dubbio che Nimona sia proprio il mostro contro cui aveva combattuto Gloreth.

Abbandonata anche dal suo unico alleato, Nimona scappa, ricordando la sue esperienza di mille anni prima con Gloreth, a cui era legata sentimentalmente, finché gli abitanti del villaggio, scoperta la sua natura di mutaforma, non cercarono di linciarla: la colluttazione aveva portato all'incendio del villaggio stesso, e rivolto Gloreth contro Nimona. Con l'allontanamento di Ballister, Nimona perde ogni speranza, e si lascia sopraffare dalla propria parte piú volenta, trasformandosi in un'enorme creatura che si rivolge contro il castello, causando distruzione in città sia per opera propria, sia avendo attirato su di sé tutte le forme di difesa del regno.

Solo Ballister riconosce la natura autodistruttiva di quella trasformazione, e riesce a fermare Nimona subito prima che questa si infilzi sulla spada della statua di Gloreth nella piazza principale.

Il ritorno di Nimona alla sua forma umana non ferma però la Direttrice, che ha deciso di eliminarla rivolgendo contro di lei le armi difensive delle mura, nonostante un'azione del genere comporti anche la perdita di gran parte delle vite dei cittadini.

Qualche riflessione

Non racconterò come finisce il film, raccomandandone invece la visione.

Disegno valido (anche se qualcuno potrebbe non gradire gli occhioni da manga), animazione fluida, solida colonna sonora, caratterizzazione riuscita, ottima recitazione, ricco di riferimenti che ci si può divertire a cogliere, umorismo che cattura ogni età, e tutto questo sviluppato attorno alla capacità di trattare temi non sempre facili: l'odio per il diverso, il desiderio di potere, la violenza integralista e reazionaria, il classismo, il rapporto tra relazioni individuali e responsabilità sociali, l'ereditarietà della discriminazione ed i suoi effetti su vittime ed agenti.

Commedia e drammatico sono combinati magistralmente in questa gemma dell'animazione, e posso garantire la sua godibilità dai nove anni in su (e non da prima solo perché questa è l'eta di mia figlia minore). E la cosa è stata una piacevole sorpresa perché —confesso— su questa visione ci siamo buttati un po' alla cieca, in famiglia.

In verità, per spirito di coscienza, prima della visione del film ci siamo voluti assicurare che potessimo mostrarlo senza problemi agli , controllandone almeno la classificazione —con una scoperta interessante: il film ha avuto le piú disparate classificazioni in giro per il mondo, andando dalle meno restrittive (OK, 7+) in posti come la Francia o la Norvegia, alle piú restrittive (M18 a Singapore), passando per tutte le gradazioni intermedie.

Ora, se è certamente vero che alcune scene potrebbe essere impressionanti per i bambini piú piccoli (ma ehi, mio padre ha dovuto portar via una delle mie sorelle minori dal cinema quando la strega della Bella addormentata nel bosco si è trasformata in drago, ed io certamente avrei certamente potuto aspettare un po' per far vedere Laputa ai miei figli), cosa mai potrebbe aver portato ad una classificazione da vietato ai minori di 18 anni?

La mia ipotesi? C'è troppa frociaggine. Al di là dei colti riferimenti religiosi nella mia battuta1, è vero che uno degli aspetti peculiari del lungometraggio è il modo in cui tratta —senza fanfara, ma anche senza nasconderlo— il rapporto omoerotico tra il coprotagonista Ballister ed il capo dei cavalieri, Ambrosius —rapporto che nel film gioca un ruolo, nel conflitto esteriore ed interiore creato dall'incidente che causa la messa al bando di Ballister, un conflitto non originale, ma che tipicamente viene realizzato nella sua incarnazione etero, e che avrebbe potuto esserlo anche qui, giacché non mancano le cavaliere femmine. (Discorso analogo per il rapporto intravisto tra Nimona e Gloreth, seppur in piú giovane età.) Questa normalizzazione dell'omosessualità non è ugualmente ben vista in tutte le nazioni.

(È forse eccessivo supporre che questo possa avere avuto influenza sulla decisione della Disney di chiudere i Blue Sky Studios dopo l'acquisto della 20th Century, buttando cosí nel limbo la produzione del film prima che venisse ripreso dalla Annapurna, chiusura che potrebbe essere spiegata come una di quelle “ridondanze” che spesso seguono queste enormi fusioni; ma è anche vero che la Disney del secondo ventennio del XXI secolo è, diciamo, meno coraggiosa nell'affrontare certe tematiche progressiste, come suggerito anche dalla recente censura della prima serie animata Pixar.)

Nella mia esperienza, il pubblico piú giovane —se mai affatto “registra” la cosa— vi è totalmente indifferente, concentrato com'è sulle rocambolesche trasformazioni della protagonista. Provate a chiedere a qualunque novenne che ha visto il film cosa ne pensa, e vi risponderà che spera che esca il secondo.

Perché la verità è che abbiamo tutti bisogno di piú Nimona nella nostra vita, porca vacca!


  1. chi mi legge avrà anche compreso che la caratterizzazione della frociaggine come “troppa” non è una mia manifestazione di opinione, ma un necessario attributo per completare la citazione —nonché la probabile reazione che hanno avuto i censori in certi paesi. Personalmente, ho invece molto apprezzato la totale naturalezza e trasparenza con cui la (anzi quasi certamente le) relazioni omosessuali sono presentate nel film. È cosí che dovrebbe essere dovunque. ↩