Get the code for
UserJS/Greasemonkey per usare HTML5 invece di Silverlight su RaiTV:

gitweb
raitv.user.js
git
raitv.user.js

‘Mamma’ RAI, la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo in Italia, è entrata nel terzo millennio rendendo le proprie trasmissioni disponibili online sul sito RaiTV, sia in streaming sia in archivio.

Quando la piattaforma RaiTV è stata costruita, la scelta sul software da utilizzare per la distribuzione è caduta su Silverlight, un prodotto con cui la Microsoft mirava a soppiantare il già esistente (e ben più supportato) Macromedia Flash.

La caratteristica principale di Silverlight è che si appoggia alla piattaforma Microsoft .NET che, nonostante le presunte potenziali intenzioni, non è multipiattaforma: è pur vero che esistono implementazioni incomplete e non perfettamente funzionanti di .NET per Linux e Mac, ma in entrambe queste altre piattaforme, guarda caso, Silverlight (o equivalenti) non funziona(no) bene.

Senza andare quindi ad indagare sulle possibili motivazioni dietro la scelta di questa piattaforma, il risultato netto è che il sito non è (perfettamente) fruibile senza avere Windows. È interessante notare che questa mancanza di generalità nella fruibilità del sito non è direttamente frutto (come in altri casi) della monocultura web di cui mi sono trovato a parlare in altri casi (il plugin per Silverlight funziona anche in altri browser, in Windows), ma è comunque legata al (sempre meno) dominante monopolio della Microsoft, dentro quanto fuori dal web.

Resta comunque il fatto che il sito istituzionale di un servizio pubblico non è (‘universalmente’) fruibile, e se questo è sempre qualcosa da contestare, lo è particolarmente quando il famoso canone RAI è sulla buona strada per diventare una tassa ‘a tappeto’, a prescindere dal fatto non solo che il cittadino voglia vedere trasmissioni RAI, ma persino dal fatto che possa: per esempio, in una casa come la mia, dove non vi sono televisioni ed i computer sono tutti con Linux, le trasmissioni RAI sono semplicemente inaccessibili.

L'effeto mobile

Che la dipendenza da Silverlight in RaiTV sia sostanzialmente spuria, almeno per quello che riguarda i video d'archivio, è evidente già semplicemente guardando il codice delle pagine: gli indirizzi dei video, in vari formati (WMV, MP4, H264) sono messi in bella vista, spesso già nello head del documento.

Volendo, quindi, si può procedere ‘a manina’, aprendo il sorgente del documento (cosa che si può fare in qualunque browser), cercando il videourl apposito, e passarlo al proprio programma preferito per poterlo finalmente vedere. Non proprio quello che si definisce un web ‘accessibili’.

Sul sito ‘genitore’ Rai.it, inoltre, studiando anche solo superficialmente il codice JavaScript con cui le pagine reagiscono ad alcune richieste (come vedere l'ultimo telegiornale o ascoltare l'ultimo giornale radio) si nota subito che il codice in questione prevede la possibilità che Silverlight non sia disponibile, ma limitatamente alle piattaforme mobile: iOS (sui gadget Apple) o Android: se il browser dice di essere su una tale piattaforma, il codice JavaScript provvede ad usare i tag video e audio introdotti con l'HTML5 e disponibili su queste piattaforme mobile.

La domanda è quindi: perché questo tipo di accesso ai contenuti non è reso disponibile anche sui normali desktop? Perché imporre l'uso di Silverlight in questi casi? La scelta è discutibile non solo per la chiusura della piattaforma di distribuzione della Microsoft, ma anche insensata: se il contenuto c'è, perché tenerlo nascosto?

(Peraltro, ad esempio, uno dei (presunti) benefici di Silverlight è la possibilità di adattare lo streaming video alla banda disponibile (abbassando la qualità per evitare salti o interruzioni in caso di “internet lenta”): paradossalmente, questa funzione sarebbe ben più utile su mobile (dove Silverlight generalmente non può essere utilizzato —non ricordo sui due piedi se Windows su mobile lo supporta), che non su desktop, dove generalmente si è collegati con un'ADSL (che si suppone) funzionante.)

È anche vero che appoggiarsi esclusivamente al supporto moderno per audio e video in HTML5 escluderebbe comunque chi (per un motivo o per un altro) ha un vecchio browser che non supporta questi tag. La risposta è semplice, e viene dalla possibilità offerta dal supporto multimediale di HTML5 di ‘ricadere’ su altre scelte quando i tag (o i formati!) non sono supportati al browser.

La struttura dovrebbe quindi essere la seguente: tag audio o video con le appropriate source multiple, in modo che ciascuna piattaforma (desktop o mobile) possa scegliere la più adatta, con un fallback alla situazione corrente: questo permetterebbe ai contenuti da essere fruibili quasi universalmente, per di più con il beneficio di una maggiore uniformità di codice, senza necessità di imporre manualmente i ‘casi speciali’ come viene attualmente fatto attraverso il JavaScript presente sulle pagine.

User JavaScript

Se (o finché) alla Rai non avranno il buon senso di applicare il suddetto suggerimento, la visione dei siti Rai in Linux (e Mac) richiede un intervento manuale (andarsi a cercare le URL dei video, da scaricare o aprire in programmi esterni).

Ma possiamo fare di meglio, sfruttando la possibilità offerta dalla maggior parte dei browser moderni (Chrome e derivati, Opera, Firefox e derivati —questi ultimi con l'ausilio dell'estensione GreaseMonkey) di concedere a script utenti di manipolare la pagina.

È a questo scopo che nasce questo user script, che agisce (quasi) esattamente come suggerito in chiusura del precedente paragrafo. Quasi, perché per una scelta personale il fallback su Silverlight è soppresso: lo script si prendere quindi briga di sostituire l'oggetto Silverlight con l'appropriato tag multimediale HTML5, con gli indirizzi pubblicizzati sulla pagina stessa.

Con la versione corrente dello script, dovrebbero essere finalmente fruibili senza intoppi non solo i video d'archivio su RaiTV (almeno su browser che supportino i codec utilizzati), ma anche alcune pagine del sito ‘madre’ Rai.it.

Buona visione.