Un paio d'anni fa —quando l'iPhone ormai spopolava tra i fighettini ed il concetto di smartphone si era abbondatemente esteso oltre quello di semplice Personal Digital Assistant con telefonino incluso, creando un nuovo mercato che andava ben oltre l'aspirante manager ed il suo Palm (prima) o il suo BlackBerry (dopo)— la Nokia, il cui Symbian era il sistema operativo mobile più diffuso (coprendo una gamma di prodotti che andava dai cellulari da Dash ai più sofisticati communicators), fece uscire un prodotto che per la prima volta in vita mia mi fece seriamente prendere in considerazione l'idea di prendere uno smartphone di fascia alta.

Il prodotto in questione era l'N900, uscito sul finire del 2009. L'unica cosa che allora mi trattenne dal prenderne possesso fu il prezzo, che si aggirava sui 600€ (un prezzo in realtà non inusuale per la classe dell'apparecchio, ma che ad esempio la Apple nascondeva dietro ‘offerte’ con contratti inestinguibili legati a questo o quel fornitore di connettività). Potete immaginare la mia sensazione di invidia quando ho scoperto che ad un corso libero tenuto all'università davano proprio questo modello —gratis— agli studenti (ingegneria informatica).

Qualche mese fa, approfittando della ‘zona compleanno’ e di una proposta via internet, ho deciso di prenderne uno di seconda mano ad un terzo del prezzo, ed ho finalmente avuto modo di giocarci a mio piacimento. Ed in breve posso dire che è stata forse la spesa (personale) più soddisfacente degli ultimi anni.

L'N900 si posiziona in evidente competizione con l'iPhone 3GS, uscito pochi mesi prima, con una interessante combinazione di pro e contro; una sintesi delle differenze si può trovare su questa pagina.

In realtà, l'unico ‘contro’ dell'N900 rispetto al concorrente Apple è nel touchscreen, resistivo nel Nokia (già questo ad alcuni può dare fastidio), ma soprattutto incapace di tracciare più dita, rendendo quindi impossibili i famosi gesti di pizzico e distensione per lo zoom. Per il resto, il Nokia vince praticamente su tutto, tranne lo spessore (un 60% in più, non tutto dovuto alla tastiera fisica scorrevole, che è uno dei punti di forza dell'N900): il display del Nokia ha una risoluzione quasi doppia, il Nokia ha sia una fotocamera posteriore (con flash e autofocus, ed una risoluzione superire a quella dell'iPhone) sia una anteriore (bassa risoluzione, per le videochiamate), il display del Nokia può essere usato sia con le dita sia con un pennino (incluso), il Nokia ha un ricevitore ed un trasmettitore FM (anche se, chi usa ancora le vecchie radio?), il Nokia ha una tastiera fisica (già detto), il Nokia ha un lettore per schede MicroSD, il Nokia ha la batteria sostituibile, il Nokia ha un'uscita video standard ed il cavo per la connessione ai televisori è incluso.

Infine, il Nokia ha Linux: non una macchina virtuale semi-proprietaria come il Dalvik di Android (su kernel Linux), non una variante proprietaria (iOS) del kernel open-source BSD dei telefoni Apple, ma una distribuzione Linux ad-hoc (Maemo) costituita quasi per intero da software open source.

Da quando sono entrato in possesso di questo giocattolino l'ho usato per un'infinità di cose: giocare, leggere libri e fumetti, scattare foto, girare filmati, amministrare il mio server, ascoltare musica, leggere e scrivere email, chattare e parlare via Skype e Google Talk. In sostanza l'unica cosa per cui non l'ho usato è stato telefonare, e questo principalmente perché non ho ancora trovato una SIM con buone tariffe per internet.

Molte delle cose per cui ho usato ed uso il telefonino hanno richiesto l'installazione di nuovi programmi; e benché sia disponibile un OVI store, io ho potuto trovare tutto quello che mi serviva nei repository ufficiali (dopo tutto si tratta sempre di una distribuzione Linux completa e basata su Debian). In sostanza, non ho dovuto spendere un centesimo più del costo del telefonino.

Non si può dire che l'N900 fosse perfetto: nell'uso quotidiano si possono riscontrare facilmente problemi anche molto fastidiosi che vanno da un'antenna non eccellente a qualche problema con il sensore di prossimità. Eppure, non sono certo stati questi a decretare il profondo insuccesso del tentativo della Nokia di entrare nel gioco degli smartphone di nuova generazione.

La Nokia, piuttosto, ha di fatto messo in atto un vero e proprio suicidio. L'N900, che altro non era che il primo passo verso un mercato in cui la Nokia stava entrando già con un notevole ritardo, è diventato invece, purtroppo, l'apice degli smartphone Nokia.

La strategia da seguire dopo l'uscita dell'N900 sarebbe dovuta essere focalizzata sul raffinamento ed il miglioramento del tipo di piattaforma già sperimentata con l'N900 ed il suo Maemo 5, per produrre nel minor tempo possibile un successore che ponesse rimedio ai limiti hardware e software del primo vero smartphone Nokia.

Dal lato hardware non c'era nemmeno nemmeno molto da fare: aggiungere funzionalità multi-touch al display, migliorare l'antenna interna e risolvere i problemi del sensore di prossimità sarebbero dovuti essere gli obiettivi principali. In nuove generazioni hardware, processori più potenti, batterie più capiente ed un design magari più sottile avrebbero reso insuperabili i successori dell'N900.

Ma è soprattutto sul lato software che la Nokia è caduta nel più infantile degli errori: ripartire da zero, proponendo una piattaforma completamente nuova, MeeGo, nata in teoria dalla fusione di Maemo con il Moblin della Intel: in sostanza, una terza alternativa ai due sistemi esistenti, da riprogettare dall'inizio e con la conseguente, inevitabile dilatazione dei tempi di uscita dei nuovi prodotti in un mercato che non aveva certo voglia di aspettare la Nokia.

A metà del 2010 la Nokia si trovava quindi con progetti interessanti cominciati (ma non finiti) tra le mani, il più importante dei quali l'acquisizione della Trolltech e per conseguenza il controllo sulle Qt, la più importante interfacce multipiattaforma in circolazione, e potenzialmente il punto d'incontro tra i mai nati Maemo 6 e Symbian4. Nello stesso periodo, l'azienda sforna qualche altro timido tentativo di smartphone basato sull'ormai moribondo Symbian, e l'unica nota veramente positiva dell'anno è la pubblicazione di una serie di aggiornamenti software che rendono l'N900, nei limiti imposti da un hardware dell'anno precedente, l'ottimo smartphone che mi ritrovo ora tra le mani.

Si sarebbe dovuto aspettare il 2011 per vedere i frutti dei nuovi progetti del 2010 —ed è infatti solo a giugno del 2011 che la Nokia renderà disponibile due nuovi modelli (N950 ed N9) ed il nuovo sistema operativo (Harmattan, il raccordo tra Maemo e Meego) che potrebbero farla tornare ad essere rilevante nel mercato degli smartphone.

Purtroppo, però, la latenza introdotta dalla reinvenzione di Maemo in MeeGo ed il crollo delle vendite dei prodotti Symbian portano alla decisione di un cambiamento di gestione a livello aziendale, e nel settembre 2010 l'allora CEO della Nokia viene sostituito da Stephen Elop, ex-direttore della divisione business della Microsoft (sostanzialmente, il responsabile di Microsoft Office per la release del 2010), che decide di cambiare rotta di nuovo: per sfondare nel mondo degli smartphone, secondo Elop, la Nokia dovrà appoggiarsi al più irrilevante dei sistemi operativi per smartphone, Windows Phone (precedentemente noto come Windows Mobile) della Microsoft.

Purtroppo per Elop, a fine 2010 la Nokia ha già in cantiere i successori dell'N900, e dopo la grande attesa che si è creata nel corso dell'anno per questi nuovi modelli, è impossibile impedirne l'uscita. La strategia adottata diventa quindi quella di renderli irrilevanti, distruggendo così la possibilità di una seria competizione con i nuovi modelli di iPhone della Apple, il principale singolo avversario contro cui la Nokia deve combattere.

L'N950 (il vero successore dell'N900) viene quindi rilasciato solo come developer preview per l'N9: non viene messo in vendita, ma viene reso disponibile solo a sviluppatori, attraverso strani procedimenti di selezione; la scelta è peraltro profondamente discutibile, poiché i due modelli hanno hardware abbastanza diverso (ad esempio, l'N950 ha una tastiera fisica, l'N9 no).

Per completare il suicidio, l'N9 viene reso disponibile solo su alcuni mercati (Finlandia, Hong Kong, Svizzera, India), e negato al resto del mondo. Tutto questo viene accompagnato da una gran fanfara per pubblicizzare l'uscita dei Lumia, i primi cellulari Nokia con il nuovo sistema operativo Microsoft.

Nonostante questi goffi e disperati tentativi di soffocare l'alternativa alla Microsoft, l'erede dell'N900 è talmente ambìto che varî rivenditori online rendono l'N9 disponibile anche su mercati (come quello italiano) che la Nokia aveva invece escluso. Persino altri modelli basati sull'ormai moribondo Symbian continuano a vendere più dei Lumia.

Se il CEO della Nokia non fosse stato un ‘cavallo di Troia’ mandato dalla Microsoft, la scelta da seguire per la Nokia sarebbe stata ovvia. Purtroppo, invece, ci ritroviamo in una situazione in cui a perdere sono sia la Nokia (che continua a perdere mercato ad un ritmo incredibile) sia gli utenti, che si ritrovano infine senza un degno successore per l'N900, quell'ottima combinazione di hardware Nokia (da sempre superiore alla concorrenza) e software di qualità che ne avrebbero potuto decretare il successo.

Verrebbe voglia di metter su un'azienda per costruire un clone dell'N950 e del suo compagno senza tastiera, per proseguire sulla strada che la Nokia ha scelto di abbandonare.