L'imperfezione dei nostri sensi viene spesso ricordata per sostenere che ciò che conosciamo attraverso essi può non essere vero (o Vero). D'altra parte, non è difficile sostenere che i nostri sensi ci ingannano: è fin troppo facile portare avanti esempi, dai trompe l'œil agli arti fantasma, di illusioni per ogni senso.

In genere questo viene evidenziato quando si vuole proporre altri modi di conoscere, modi che, non essendo legati dagli ingannevoli limiti sensoriali, possono avvicinarci meglio alla verità (o alla Verità). Esempi di queste ricerche della Verità oltre il sensibile si trovano ovunque, dal misticismo a gran parte delle religioni; persino in angoli sperduti (e non) della letteratura:

On ne voit bien qu'avec le cœur. L'essentiel est invisible pour les yeux.

Non vediamo bene che con il cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi.

Al sano e motivato scetticismo nei confronti del sensoriale e della facilmente fallace ed ingannevole conoscenza che ne deriva, per qualche motivo, non fa tuttavia controparte un equivalente scetticismo nei confronti delle altre forme di conoscenza. È forse sufficiente che la conoscenza abbia un'origine più interiore e/o trascendente e/o non derivante dai fallaci sensi, perché essa sia (già solo per questo?) più affidabile? Su quale base una conoscenza non sensibile dovrebbe essere di per sé più Vera di una sensibile?

Nel caso della conoscenza sensibile, fenomenica, noi sappiamo di poter andare incontro ad illusioni ed inganni. Cosa possiamo dire delle altre forme di conoscenza? Senza arrivare al falsificazionismo popperiano, siamo sicuri di non stare facendo un passo azzardato dal non sapere se la conoscenza (non sensibile) è ingannevole al ritenere che non lo sia?

Siamo sicuri che la conoscenza non sensibile non sia (o quanto meno: possa essere) ingannevole quanto quella sensibile? E se invece lo è, quali sono gli strumenti con cui possiamo discernere quando un'esperienza non fenomenica ci illustri qualcosa di Vero da quando essa ci manifesti un illusorio Inganno? Dopo tutto

I used to think that the brain was the most wonderful organ in my body. Then I realized who was telling me this.

Un tempo pensavo che il cervello fosse l'organo più meraviglioso del mio corpo. Poi mi sono accorto di chi me lo diceva.

Emo Philips