Il vaso sanitario è da certuni considerato una delle massime invenzioni della cultura occidentale.

È incontestabile che in termini di comfort e praticità, il vaso è una soluzione che batte di parecchio qualunque altro approccio al problema dell'evacuazione; in effetti, la comodità del trono è tale da portare spesso gli utenti ad ‘abusarne’, se così possiamo dire.

Ad esempio, chi di noi non ha mai trasformato una seduta in gabinetto in un momento di lettura, persino eventualmente attingendo ai profondissimi pensieri delle etichette dei prodotti da bagno in mancanza di libri, riviste, fumetti?

Eppure, con tutto il suo comfort, con tutta la sua praticità, c'è una domanda che dovremmo porci: il vaso è davvero lo strumento più adatto per la funzione principe che gli sarebbe preposta?

Una cosa che avevo notato fin da piccolo, senza però darvi troppo peso, era che, nei momenti di maggiori difficoltà espulsive, risultava utile chinarsi in avanti (cosa spesso facilitata da un buon libro poggiato sul bidet). Un trucchetto che ho sviluppato più avanti in età è stato quello di poggiare un piede di taglio contro il pavimento, con l'altro poggiato sopra.

Entrambe gli accorgimenti da me scoperti hanno in realtà lo stesso obiettivo (implicito): quello di cambiare l'angolo tra gamba e busto, in modo da avvicinare il corpo ad una postura accovacciata, che è nota per essere molto più funzionale all'evacuazione della postura normalmente assunta da seduti.

La domanda che si dovrebbe, in effetti, è la seguente: perché, se è ben noto, a livello scientifico e medico-sanitario, che la postura accovacciata è più funzionare di quella seduta, la cosa continua ad essere per lo più bellamente ignorata nella cultura generale occidentale?

La domanda è particolarmente seria dal momento che la postura accovacciata sembra aiutare contro una serie di problemi di salute (incluso il cancro al colon, uno dei più alti fattori di mortalità tumorale, soprattutto nei paesi occidentali).

Peraltro, non è nemmeno necessario rinunciare al comfort ed alla praticità del vaso sanitario occidentale e sacrificarsi su una toilet “alla turca” (sull'igienicità del quale ho peraltro qualche perplessità), per migliorare la propria postura.

Infatti, non solo esistono vasi specificamente progettati per permettere entrambi i tipi di utilizzo (fornendo una base su cui poter poggiare i piedi per accovacciarsi sul buco), ma basta acquistare uno sgabellino di una ventina o trentina di centimetri da tenere “a portata di piede”.

Rimane la perplessità del perché non si faccia maggiore propaganda su questo; è davvero un argomento talmente tabù? È solo una questione legata alla sensazione che accovacciarsi piuttosto che stare seduti sia una “cosa da terzo mondo”? O c'è qualcosa di più dietro?

Per fortuna, comincia però ad esserci una maggiore attenzione a questo aspetto, con il diffondersi di immagini (e persino di video) su internet per sensibilizzare i fruitori sul modo giusto di andare di corpo.

E questo è infine il mio piccolo contributo. E vi posso assicurare che da quando abbiamo preso lo sgabello va tutto molto meglio.