Il primo e forse piú importante passo nella manipolazione dell'informazione non è la scelta di come trattare una notizia (quanto metterla in evidenza, su cosa mettere l'accento, la scelta del titolo, etc), ma risiede, ben prima, nella scelta di cosa trattare come notizia: di cosa parlare, prima che di come parlarne.

In questi mesi, il Twitter libertario (o almeno la piccola finestra che io ho sullo stesso) ha brillantemente dato dimostrazione della cosa nella discrepanza di trattamento data al medesimo evento (“scaffali vuoti”) avvenuti in due nazioni diverse (Regno Unito ed Australia) per motivi diversi.

(A ragione, questo articolo rientrerebbe nella serie non periodica che ho tenuto su Twitter sul bipensiero libertario, ma per varî motivi —tra i quali la scarsa affidabilità della ricerca di Twitter— ho ritenuto fosse piú opportuno dedicarci un po' piú di spazio e di tempo.)

Gli scaffali del Regno Unito

È almeno da tre mesi (giugno 2021) che molte catene di supermercati nel Regno Unito accusano problemi di distribuzione. I problemi si sono amplificati sino a diventare incontrovertibili e ben documentati con la causa principale identificata in una carenza di autotrasportatori (e secondariamente altro personale) dovuta ad una combinazione di effetti.

Perché di questo i libertari non hanno parlato?

La principale causa di questa crisi (come si può evincere dai collegamenti esterni di cui sopra) è la Brexit: gran parte della manovalanza per la grande distribuzione era gente d'oltremanica, per i quali rimanere (o tornare) a lavorare nel Regno Unito dopo la Brexit è diventato talmente problematico da non valer piú la pena.

A peggiorare le cose, la pandemia di COVID-19 ci ha messo il suo: non per le restrizioni imposte dal governo, ma per la diffusione dei contagi nella grande distribuzione (e non solo), amplificata da quella che è stata soprannominata pingdemic, l'esplosione di segnalazione da parte dell'applicazione nazionale britannica per il tracciamento dei contatti (prevedibilissima conseguenza della diffusione del contagio con il rilassamento delle misure restrittive, dimostrando peraltro la scarsa efficacia dell'approccio con auto-isolamento volontario in caso di contatto.)

Il tutto con la ciliegina sulla torta dello scarso interesse per la professione, con conseguente invecchiamento dell'età media della manovalanza, ed un'ulteriore riduzione del numero di lavoratori dovuto ai pensionamenti.

È quindi evidente perché i libertari non abbiamo particolarmente voglia di parlare degli scaffali vuoti nei supermercati del Regno Unito: quegli scaffali vuoti vanno contro il loro mito della Brexit senza particolari effetti negativi, vanno contro la loro propaganda circa la relativa importanza della pandemia in sé e degli interventi statali sulla conseguente crisi economica, ed infine ricordano quanto il lavoro subordinato sia sostanzialmente sfruttamento.

(Ora ovviamente qualche libertario se ne verrà a “dimostrare” che nel Regno Unito non ci sono scaffali vuoti, e che se ci sono non è colpa della Brexit, e che se anche fosse colpa della Brexit la situazione non è peggiorata dalla pandemia, ma dal tentativo di controllo statale della stessa, e quanto sia buono e giusto lo sfruttamento in assenza di alternative.)

Gli scaffali dell'Australia

In questi giorni anche l'Australia sta avendo qualche problema di scaffali vuoti. Ma di questo i libertari parlano. Perché?

Perché possono illudersi che a causare il problema siano un pugno di mentecatti complottisti novax. In realtà dietro i problemi di rifornimento c'è uno sciopero ben piú grosso, che coinvolge migliaia di lavoratori in lotta contro uno dei principali distributori per questioni contrattuali.

Come ti costruisco la narrativa

Si fa un gran parlare di fake news, ma senza nulla togliere al peso che queste possono avere (ricordiamo la massima della bugia che riesce a fare mezzo giro del mondo prima che la verità abbia il tempo di mettersi i pantaloni, attribuita a Winston Churchill), è importante ricordare che la manipolazione dell'informazione parte innanzi tutto dalla scelta di cosa parlare.

Nel piccolo mondo della bolla libertaria questo lo vediamo ad esempio nella coscienziosa omissione di tutta l'informazione negativa sulla Brexit, e solo in un secondo momento nella manipolazione dell'informazione in sé (ad esempio incolpando degli effetti negativi la EU “brutta e cattiva” che non concede al Regno Unito i privilegi che aveva prima della Brexit, senza chiedere nulla in cambio —ovviamente non detta in questo modo).

In generale, ogni notizia che non possa essere presentata “pro-libertate”, o peggio che evidenzi i limiti reali delle loro interpretazioni fantasiose sul “cosa succederebbe se” fossimo “liberi”, viene sepolta nel silenzio. (Non c'è un appiglio “pro-libertate” negli scaffali vuoti del Regno Unito? Silenzio di tomba.)

È poi nel momento in cui invece una notizia viene riportata che comincia la manipolazione vera e propria (lo “spin”), come nel caso dei supermercati vuoti in Australia attributi alla “rivolta” degli autotrasportatori “contro il lockdown” (sorvolando sui motivi reali: migliaia di autotrasportatori in sciopero per un braccio di ferro contro il loro datore di lavoro, qualcosa che ai libertari puzza sempre di ingratitudine).

La sintesi?

Non si parla di ciò che non può essere manipolato.

E quando la tua libertà d'informazione fonda sull'omissione di tutto ciò che contraddice le tue idee, forse dovresti cominciare con il riconsiderare le stesse.