Cara mamma,
mi manchi mi mancate tanto tanto tanto, anche se è solo un giorno che sono via.
Questo posto è terribile strano e un po' spaventoso, ma anche molto bello. È pieno di donne, che il padrone chiama “Custodi”. Ne ho conosciuta qualcuna, e sono tutte molto gentili con me.
Una di loro, che credo sia indiana, mi ha insegnato come si preparano dei colori naturali per la pelle, tipo l'henné che però lei chiama henna, e mi ha anche disegnato un braccialetto di germogli sul polso. Poi mi ha insegnato a indossare il sari, me ne ha fatto provare alcuni e mi ha regalato quelli che secondo lei mi stavano meglio. A volte sembrava che stesse giocando con le bambole, e che io ero fossi la bambola, ma è stato comunque molto divertente.
Qui dentro sembra che ci sia tutto, ci sono anche una palestra e una biblioteca, e questo un po' mi mette paura perché mi sembra come una prigione. Però hanno ancora più cose, perché attorno a questa enorme villa c'è anche un sacco di terreno, anche coltivato.
Il padrone.
Il padrone secondo me è pazzo. Le altre dicono che è un ganka, uno di quei cosi quegli individui che vivono con e di computer. A me non sembra, l'ho visto vicino a un computer una sola volta, ed era questo tablet che mi ha dato. D'altra parte è anche vero che tutta la casa è un computer (una delle Custodi mi ha detto che la cosa si chiama “domotica”).
Non mi ha messo le mani addosso come temevi tu. Mi ha anche detto che qui non ho nulla da temere, e penso anche che le Custodi non glielo permetterebbero, anche se non so, perché a me il padrone mette molta paura e non so se le Custodi gli si metterebbero contro mai. Gli ho visto schiaffeggiare una Custode quando siamo arrivati, non ho capito il motivo, e nessuna delle altre presenti ha alzato un dito o detto una parola. Questo mi mette un po' paura, ma forse ha fatto qualcosa di grave e soltanto io non me ne sono accorta.
Ho un po' paura, no, ho molta paura per quello che verrà. Non ho mai nemmeno pensato al futuro prima, e ora ne ho paura. È vero, non so cosa aspettarmi, ma se anche tutti i giorni dovessero essere come oggi, almeno starei bene. E poi hanno una bellissima biblioteca con tantissimi libri che aspettano solo che io li legga. Perché allora ho così tanta paura?
Non voglio però che tu ti preoccupi per me, sono sicura che andrà benissimo. Vi voglio tanto bene a tutti,
Adele

La lettera non lasciò mai la testa della bambina, se non sotto forma di lacrime che l'accompagnarono fino al sonno.