«Sono un rottame.» è la prima cosa che la donna riesce a dire appena ha riguadagnato compostezza. «Be', mi sa che avevo bisogno. Troppa tensione accumulata.» Si siede per terra, con la schiena contro il muro e le gambe stese in avanti, come a rimarcare l'intenzione di rilassarsi, lasciare che la tensione scorra via.

«Mi dispiace.» si scusa la bambina. «Non è colpa tua,» sospira la donna «evidentemente, nonostante tutto, il peso del mio passato si fa ancora sentire ogni tanto.» «È colpa mia.» insiste la bambina «Se non ci fossi stata, non avresti avuto questi pensieri. È perché ti preoccupi per me. È una cosa molto bella e molto triste allo stesso tempo.»

La donna la guarda di sguincio, poi si volta verso di lei. «È una riflessione molto vera. E molto bella. Ma non voglio che tu ti senta in colpa. Quello che è successo a me, e anche quello che sta succedendo a te ora, sono fuori dal tuo controllo, non ne hai responsabilità.» la tira a sé, la fa sedere sulle proprie gambe, la abbraccia «E poi è tutto per egoismo mio, vedo te e penso a me da piccola, e vorrei metterti in guardia, ma non vorrei spaventarti.»

«Non sono spaventata.»

Rimangono così per lunghi minuti, finché la bambina riprende: «Anche lui.» «Anche lui chi?» «L'uomo. Il gan'ka. Mi guardava, mi toccava come se non fossi io, come se stesse cercando di riconoscermi, qualcosa del genere. Mi ha passato le mani dappertutto, ma non era per qualcosa di … di sporco. Era come se volesse … non lo so, imparare il mio corpo, forse»

La donna ora la guarda preoccupata, ma la bambina continua «Ha detto che sono troppo piccola, che ho ancora il corpo di una bambina, anche se non parlo come una bambina. E che qui non avrò nulla da temere.» La donna sospira di sollievo. «Quindi non penso mi violenterà mai.» La donna la guarda sorpresa. «Con te l'ha fatto?» chiede, perplessa dalla reazione, la bambina. La donna ride, scuote il capo.

«Vedi, anche per questo dico che sono un rottame. Per quanto ne so, non ha mai usato violenza a nessuno. E con me … be', è stato proprio l'opposto. Che non significa che io ho violentato lui.» chiarisce, allo sguardo sospettoso della bambina «E nonostante tutto ciò, non ho potuto fare a meno di pensare che con te … be', ecco. Ma ora basta, alziamoci. Ti faccio vedere la casa.»