Mio figlio sfoglia un libro che gli abbiamo regalato di recente (argomento: gli oceani), ed una pagina esibisce un bel titolo scritto in stampatello maiuscolo, in verticale.

E chiede: «ma c'è scritto FATTOIDI o IDIOTTAF?»

Come nel caso precedente, ho trovato la cosa estremamente ilare. Ma soprattutto, sono rimasto sorpreso dalle “verità nascoste” che questa lettura bifronte rivela.

Fattoide, infatti, che nel senso comune spesso vuole essere usato per indicare una piccola nozione, indica in realtà un'informazione data per buona, ma in realtà non verificata (e che, sottoposta a verifica, si rivelerà falsa piú spesso che non).

Ed in questo senso, che nella lettura bifronte del suo plurale si trovi un idiota, ed anzi piú specificamente un idiot-a(s)-f(uck), è estremamente appropriato.