Catania non è quello che si potrebbe definire una città ‘civile’. Il catanese tipico è rozzo (anzi, grezzo), volgare, ignorante, aggressivo, presuntuoso, egocentrico e miope, con una smaccata preferenza per difendere un piccolo interesse personale anche a costo di perdere.

Il catanese tipico è quindi anche in particolare un berlusconiano d'eccellenza: nel 2000 Scapagnini, o Sciampagnini come è meglio noto al pubblico catanese, vinse le elezioni perché ‘la gente’ votò ‘Bellusconi’. La città, che nei sette anni precedenti era finalmente riuscita ad emergere da una vita di nerume, disservizi e coprifuoco alle 22 per entrare in un periodo di vivacità notturna, eventi culturali, parchi verdi, servizi pubblici (quasi) funzionanti, strade (quasi) pulite, circolazioni rotatoria, è andata avanti per inerzia quanto ha potuto, per poi scivolare indietro senza possibilità di arresto; con un'oculata strategia di favori e senza nessun beneficio in termini di servizi il buco nel bilancio catanese ha raggiunto proporzioni da bancarotta, e l'unica cosa che ha salvato il comune dal commissariamento è stata un po' di insana rendicontazione creativa (‘alla Tremonti’).

Ma i catanesi sembrano preferire così, senza luce nelle strade quando il comune non può pagare l'ENEL, con le montagne di spazzatura quando il comune non può pagare per la nettezza urbana, con i parcheggi scambiatori vuoti perché il comune non può pagare la manutenzione del parco macchine (figuriamoci ampliarlo) per i trasporti pubblici, con le studentesse universitarie danno collaterale1 delle sparatorie tra bande davanti alla caserma dei carabinieri, mentre poliziotti e militari vanno in giro a farsi le passeggiate per ‘rendere le città più sicure’.

(Brillante idea, quella dei militari a far servizio di polizia, del ministro La Russa, catanese, che evidentemente ha dimenticato come nel periodo della “primavera catanese” (l'amministrazione Bianco2) gli unici morti per arma da fuoco, dopo anni in cui Catania era diventata famosa per essere tipo Far West da film, erano a capodanno per la coglionaggine di chi festeggia con le pistole invece che con i fuochi d'artificio. Ma è anche vero che a quei tempi Berlusconi governò solo nella seconda metà del 1994.)

In questa città, in cui tagliare la strada, passare con il rosso, percorrere le strade controsenso e fermarsi con la macchina senza nemmeno accostare in seconda fila di parcheggio, ogni minimo segno di cortesia (stradale e non) e di civiltà sembra quasi un sogno.

Ci sono esperienze come quella dei ragazzi di Monte Po (uno dei ‘quartieri satellite’ di Catania, molti abitanti, pochi servizi, miniera per la micro e macrocriminalità e poche realtà che cercano di contrastarla, tra queste raramente l'amministrazione comunale), che riescono a farsi dare in gestione ed a restaurare il campetto comunale (cf. prima e dopo).

E poi ci sono i piccoli gesti che dovrebbero essere quotidiani e naturali, ed invece sorprendono.

Come l'autista della macchina in fila dietro di me al semaforo giallo lampeggiante, per le strade vuote della Catania delle 6 del mattino: nessun colpo di clacson, nemmeno un colpetto di abbagliante. Difficile credere che fosse nativo di una città come questa, dove a semaforo rosso ti suonano se non fai rombare il motore appena scatta il giallo per i pedoni.


  1. ricordavo erroneamente che la ragazza in questione non si fosse salvata. Mi si è giustamente fatto notare invece che si è ripresa e le cose promettono bene ↩

  2. a scanso d'equivoci, non si vogliono qui tessere le lodi del sindaco in questione, né tanto meno lo si vuole idolatrare. Tutt'altra che limpida e pulita, e men che mai disinteressata, la sua amministrazione spicca solo per il netto contrasto con le precedenti e le successive. ↩