A quanto pare, la moda propagandistica del momento è quella del «governo illegittimo perché non eletto (o scelto) dal popolo». La moda a me dà molto fastidio perché è fondata (e ha lo scopo di diffondere) un concetto errato e inapplicabile allo statuto politico della Repubblica Italiana, ovvero che a legittimare il governo sia il popolo.

Falso.

Il popolo italiano non ha mai eletto un governo che sia uno nella storia d'Italia. Non l'ha eletto prima della seconda guerra mondiale, quando la scelta del governo era prerogativa del re, ma non l'ha mai eletto nemmeno dopo la seconda guerra mondiale, perché la repubblica italiana è una repubblica parlamentare.

Il popolo elegge i proprî rappresentati in parlamento, non al governo. Il governo viene formato dal presidente del Consiglio dei Ministri, che viene nominato dal Presidente della Repubblica. La nomina viene fatta dopo consultazioni con i presidenti delle Camere e le forze politiche (elette in parlamento), perché il governo dovrà poi presentarsi in parlamento e chiedere la fiducia: fiducia che il parlamento (e per suo tramite, almeno teoricamente, il popolo) potrà quindi sceglie se accordare (legittimando quindi il governo) o meno.

Reitero: il governo non viene scelto dal popolo, non secondo la nostra attuale Costituzione. Un governo è legittimo nella misura in cui ha la fiducia del parlamento, non nella misura in cui viene eletto dal popolo, per il semplice fatto che la cosa non avviene.

Il popolo elegge il parlamento, il parlamento dà (o non dà) la fiducia al governo, governo proposto dal presidente del Consiglio dei Ministri, presidente nominato dal Presidente della Repubblica.

La lezioncina di educazione civica potrebbe finire qui, se non fosse che, vista la paurosa risonanza con cui si batte la grancassa del «governo illegittimo» (nonostante abbia la fiducia del parlamento), sarebbe il caso di fermarsi un attimo e guardare bene a chi, e perché, propaganda questa idea, fondata (e che aiuta a diffondere) l'idea che il governo sia eletto dal popolo.

E si scopre subito che a farlo sono (stupore! o anche no) coloro che hanno costruito la propria fortuna politica sul culto della personalità, e che pertanto hanno un fortissimo interesse a ridisegnare la concezione che gli italiani possano avere dell'ordinamento giuridico e politico della Repubblica, preparando il terreno ad una riforma che accentui il potere del governo a discapito di quello del parlamento.

Sono quelli che hanno ridotto il potere della democrazia rappresentativa eliminando il voto di preferenza. Sono quelli che hanno ridotto il potere della democrazia rappresentativa optando per un maggioritario sempre piú maggioritario. Ma sono anche quelli che vogliono ridurre il numero dei parlamentari. Sono quelli che vogliono eliminare il bicameralismo perfetto. Sono quelli che vogliono istituire il vincolo di mandato.

Sono quelli che gridano all'(inesistente) attentato alla democrazia per distrarre ‘il popolo’ dall'attentato alla democrazia che stanno preparando loro.