Per il ritorno, decidiamo di evitare l'affanno di cinque ore di macchina con il rischio di perdere l'aereo, e spezziamo il viaggio in due tappe, fermandoci la sera prima in un albergo sull'autostrada nei pressi di Washington, D.C. per poi raggiungere l'aeroporto il giorno dopo.

L'albergo in cui pernottiamo, un Best Western, riscuote la mia approvazione: camera spaziosa, uso intelligente degli spazi per bagno e lavandino, asciugamano piegata a forma di cigno sul letto, wireless funzionante.

Per cena, usciamo a fare due passi in giro (le uscite delle highway americane abbondano sempre sia di posti dove dormire sia di locali in cui mangiare); non troviamo l'indiano suggerito dal GPS del mio collega, ma al suo posto ci attende un ristorante brasiliano da cui si diffondono profumi invitanti di carne arrostita.

Scopriamo che il ristorante è con buffet a prezzo fisso: ci si serve liberamente da una tavolata che offre insalata, gamberoni, zuppe, riso, frutta, ed in più alcuni camerieri girano tra i tavoli con tagli varî di carne arrostita: salsicce, spiedini, cosciotti; pollo, vacca, maiale: un tripudio di carni, e la qualità non è niente male: alcuni tagli sono decenti, altri davvero eccellenti.

Il risultato è che ci riempiamo fino a scoppiare, ed il giorno dopo (dopo una notte in cui l'abbondanza della cena si fa sentire) partiamo per Washington senza colazione; e visto che per l'aereo se ne parla verso le due, decidiamo per un brunch sul Potomac, soluzione anche questa con buffet e prezzo fisso (ma faccio il bravo e mi contengo).

Per il volo di ritorno ci siamo concessi il lusso della classe ‘Economy Premium’, intermedia tra Economy e Business: poltrone più comode, cuffie decenti, servizio migliore, prese di corrente per portatili e gadget USB: in sette ore di volo, la differenza si sente, anche se sono abbastanza stupido da non provare a dormire, con il risultato di arrivare a casa (da Parigi via Roma) con qualcosa di più di 24 ore di veglia. In cambio, riesco a resistere fino a sera ed a dormire poi ininterrottamente fino alle sette del giorno dopo; ma forse è un metodo un po' troppo drastico per evitare il jetlag.