Ne Il piccolo principe, l'omonimo personaggio chiede all'aviatore appena incontrato nel deserto di disegnargli una pecora. Dopo i primi tentativi (falliti; l'autore/aviatore ha già discusso nell'introduzione la sua inettitudine artistica, o la difficoltà degli altri nell'interpretare correttamente i suoi disegni, che dir si voglia), l'aviatore decide di limitarsi a disegnare un parallelepipedo, spiegando al Piccolo Principe che quella è la scatola dentro cui si trova la pecora (scatola che verrà poi migliorata con l'introduzione di piccoli fori per permettere all'animale di respirare).

Saltiamo avanti di mezzo secolo o giù di lí. Con Internet e la globalizzazione si offre a molti (aspiranti artisti, copywriters e quant'altro) di progettare magliette, poster, vignette e via discorrendo, vendibili in massa in tutto il mondo. Temi ricorrenti tra geek e nerd sono videogiochi e serie televisive di vario successo, ma non mancano riferimenti a temi scientifici ormai entrati non dico nel linguaggio comunque, ma almeno nelle conversazioni tra persone con un certo livello di cultura, anche quando la conoscenza del tema sia molto superficiale.

Tra questi, è forse principe il Paradosso del gatto di Schrödinger, un esperimento mentale ideato nel 1935 (quasi dieci anni prima della pubblicazione de Il piccolo principe) dall'eponimo fisico ai fini di illustrare come certe interpretazioni della meccanica quantistica portino ad evidenti paradossi quando ‘sollevati’ a scala macroscopica.

Dalla letteratura di divulgazione scientifica al meme, il Paradosso ha perso molto del proprio bagaglio scientifico-filosofico, riducendosi principalmente a due semplificazioni: da un lato, il gioco della sovrapposizione degli stati di vita e morte del felino1; dall'altro, il fatto che l'esperimento prevede che il gatto venga rinchiuso in una scatola.

Il ‘gatto in scatola’ offre infatti enormi potenzialità: non solo perché ai gatti piace infilarsi nelle scatole (offrendo quantità praticamente inesauribili di occasioni fotografiche per giocare sul Paradosso), ma anche —se non soprattutto— perché, rendendo di gran lunga piú semplice la vita del disegnatore, libera risorse mentali per aspetti meno tecnici e piú ‘creativi’ (catene di associazioni, accostamenti, variazioni sul tema, etc).


  1. ottenuti in modi che variano dall'unico uso legittimo del tag HTML blink a magliette dove lo stato del felino è leggibile in due modi, o con scritte opposte su lati opposti. ↩